{"id":35656,"date":"2018-05-26T22:14:21","date_gmt":"2018-05-26T21:14:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35656"},"modified":"2018-05-26T22:14:21","modified_gmt":"2018-05-26T21:14:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-lincontro-con-manuela-g-di-rita-poggioli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35656","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;L&#8217;incontro con Manuela G.&#8221; di Rita Poggioli"},"content":{"rendered":"<p>Il mio primo giorno di scuola, come insegnante, giurai a me stessa che mai e poi mai avrei dovuto dimostrare sentimenti di affetto o simpatia per qualche alunno in particolare. Ritenevo che tra le doti di una buona maestra ci dovesse essere l\u2019imparzialit\u00e0, l\u2019equit\u00e0, il buon esempio.<br \/>\nTutto questo era stato un buon proposito che la mia mente aveva previsto in teoria e che speravo di poter mettere in pratica al pi\u00f9 presto, con i miei piccoli alunni.<br \/>\nQuando finalmente ottenni la mia classe, una quarta, formata da 12 maschi e 10 femmine, cercai di tener fede alla mia idea con impegno e seriet\u00e0.<br \/>\nInsegnavo lontana da casa, ma ero contenta perch\u00e9 amavo il mio lavoro e in poco tempo mi affezionai a quei bambini, ad ognuno di loro allo stesso modo.<br \/>\nIn verit\u00e0, nella classe, c\u2019era una bambina taciturna e un po\u2019 scontrosa, che era sempre seduta scomposta, con una gamba piegata sotto il sedere o con la testa, piena di riccioli rossi, appoggiata sopra il banco.<br \/>\nSi chiamava Manuela, era bassa e minuta e, al contrario delle compagne, copriva volentieri i suoi vestiti sotto un grembiule sempre chiuso e giallognolo. Neanche i suoi modi erano migliori: era maldestra e disordinata e nelle sue piccole mani, le unghie un po\u2019 lunghe lasciavano intravedere il nero dello sporco che trattenevano sotto.<br \/>\nA scuola era un disastro, non faceva mai i compiti e non aveva mai il materiale giusto nella cartella, per cui spesso la rimproveravo e non le davo buoni voti. Sgridate e voti bassi per\u00f2 non spaventavano Manuela che sembrava del tutto indifferente alla situazione scolastica, che non migliorava, anzi peggiorava sempre di pi\u00f9.<br \/>\n\u2013 Se continuerai cos\u00ec, presto dovr\u00f2 parlare con i tuoi genitori \u2013 le dissi un giorno.<br \/>\nLa bambina non rispose, mi guard\u00f2 mentre i suoi occhi pieni di lacrime e delusione sembrava che mi dicessero:<br \/>\n\u201cTu non capisci!\u201d<br \/>\nPrima di convocare i genitori, pensai di rintracciare Laura, un\u2019insegnante che gi\u00e0 conoscevo, che aveva seguito la classe in prima ed ora era stata trasferita in un\u2019altra citt\u00e0.<br \/>\nLa contattai per telefono e parlammo a lungo.<br \/>\n\u2013 S\u00ec, Manuela\u2026Ricordo bene la bambina, era molto volenterosa e vivace. Dotata di un\u2019intelligenza brillante, sempre con la mano alzata per la voglia di rispondere e partecipare alle conversazioni. Ben educata, garbata nei modi e sicuramente pi\u00f9 matura della sua et\u00e0.<br \/>\n-Stiamo parlando di Manuela G. vero? &#8211; chiesi<br \/>\n-Certo, in quella classe di Manuela ce n\u2019era una sola \u2013 rispose Laura<br \/>\nSegu\u00ec un silenzio cos\u00ec lungo che aggiunse poco dopo:<br \/>\n-Pronto? E\u2019caduta la linea?<br \/>\n-Ci sono \u2013 risposi \u2013 Grazie, grazie tante!<br \/>\nVidi la mia faccia perplessa riflessa nello specchio. Avevo ancora il ricevitore appoggiato all\u2019orecchio perch\u00e9 erano troppi i pensieri che mi frullavano nella mente.<br \/>\n\u201cCom\u2019era possibile che parlassimo della stessa bambina?\u201d<br \/>\nDecisi che avrei cercato anche il maestro che era stato con la classe in seconda, che adesso aveva avuto la sede in montagna, nel suo paese di residenza.<br \/>\nLe sue parole non furono tanto diverse da quelle della maestra Laura:<br \/>\n&#8211; Manuela era molto brava, sempre pronta ad aiutare i compagni meno capaci. Ben voluta da tutti i bambini, molto ricercata. Sicuramente una delle migliori della classe.<br \/>\nNon potevo avere notizie precise dall\u2019insegnante dell\u2019anno precedente perch\u00e9 nessuno sapeva come rintracciarla, feci in modo quindi di scoprire qualcosa di pi\u00f9 della vita di Manuela, chiedendo a qualche genitore dei compagni della bambina.<br \/>\nSeppi che la famiglia di Manuela stava attraversando un periodo molto difficile. Alla fine della seconda il babbo si era ammalato e la mamma lavorava tutto il giorno per poter portare avanti la famiglia, che era composta, oltre che dai genitori, da tre bambini.<br \/>\nManuela era la pi\u00f9 grande e cercava di aiutare in casa, sorvegliando i fratellini e il babbo che ormai non riusciva pi\u00f9 ad alzarsi dal letto. Questa grave situazione per\u00f2 aveva influito non solo sul suo rendimento scolastico, ma anche e soprattutto sul suo carattere, che era diventato malinconico e triste.<br \/>\nIl sacrificio che era richiesto alla bambina andava ben oltre le sue possibilit\u00e0, ma lei non si era mai lamentata della sua vita, n\u00e9 se ne era servita per giustificarsi con me.<br \/>\nAveva ascoltato i miei rimproveri senza fiatare.<br \/>\nMi resi conto di aver sbagliato tutto: tra noi due la grande era stata lei.<br \/>\nCercai di rimediare e da allora mi rivolsi a Manuela con maggior dolcezza, coinvolgendola di pi\u00f9 nelle conversazioni, sedendomi vicino al suo banco per aiutarla a fare i compiti da recuperare.<br \/>\nLa bambina era meravigliata dal fatto che io non mi arrabbiassi pi\u00f9 per le sue mancanze.<br \/>\nI primi tempi provava a dirmi:<br \/>\n&#8211; Maestra ieri non ho fatto\u2026<br \/>\n&#8211; Lo so \u2013 le rispondevo &#8211; non preoccuparti!<br \/>\nPochi giorni prima di Natale port\u00f2 a scuola una conchiglia bianca.<br \/>\n&#8211; Questa \u00e8 per te. Volevo ringraziarti. \u2013 mi disse<br \/>\nQuel gesto, spontaneo e generoso, mi commosse moltissimo, ma cercai di non farglielo vedere.<br \/>\nLe detti un bacio e le augurai \u201cBuone feste!\u201d accorgendomi, quasi mentre lo dicevo, di aver fatto un altro grosso sbaglio. Sicuramente non sarebbero state buone feste ed avrebbe ricordato quel Natale come il pi\u00f9 triste della sua vita.<br \/>\nPerse suo padre la prima settimana di gennaio.<br \/>\nQuando rientrammo a scuola Manuela era l\u00ec, con il suo visino triste e preoccupato. La strinsi forte e lei ricambi\u00f2 l\u2019abbraccio, senza piangere. I compagni le stettero vicini ed io continuai ad aiutarla. Col tempo la bambina torn\u00f2 a sorridere e ad avere ottimi risultati.<br \/>\nAlla fine dell\u2019anno ci salutammo e mi disse:<br \/>\n-Grazie di tutto, sei una maestra brava. Io non ti scorder\u00f2 mai.<br \/>\nQuesta volta non riuscii a nascondere la mia commozione e risposi:<br \/>\n&#8211; Anche tu rimarrai sempre nel mio cuore!<br \/>\nL\u2019anno successivo cominciai ad insegnare nella mia isola. Non ho mai scordato quella bambina anche se per molto tempo non ebbi sue notizie.<br \/>\nDopo otto anni ricevetti una breve lettera:<\/p>\n<p>\u201c Cara maestra,<br \/>\nspero che tu ti ricordi ancora di me: sono Manuela G.<br \/>\nVolevo dirti che proprio ieri ho finito il mio esame di maturit\u00e0 che ho superato brillantemente. Credo che il merito di tutto ci\u00f2 sia anche un po\u2019 tuo. Non ce l\u2019avrei fatta se non ti avessi incontrata, se tu non mi avessi aiutata, se tu non avessi creduto in me. Sei una persona buona e la migliore insegnante che io abbia mai avuto. In questi anni di studio ho capito che mi piacerebbe diventare una maestra di sostegno, aiutare i bambini in difficolt\u00e0. Se ci riuscir\u00f2, vorrei essere come te.<br \/>\nGrazie ancora<br \/>\nManuela<\/p>\n<p>Dopo aver letto le sue parole indirizzai lo sguardo verso la mensola della libreria dove da anni tenevo la sua conchiglia bianca.<br \/>\nMentre la guardavo capii che forse non era vero che per un\u2019insegnante i bambini sono tutti uguali. Ce ne sono alcuni che riempiono il nostro lavoro di significato ed importanza, quelli che ci ricordano che in alcuni casi noi possiamo essere determinanti, che siamo in grado di fare la differenza e di toccare la loro vita. Manuela mi aveva fatto capire che non si \u00e8 scorretti ad avere degli alunni speciali, se ad essere \u201ci preferiti\u201d sono quelli che hanno pi\u00f9 bisogno di noi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35656\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35656\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il mio primo giorno di scuola, come insegnante, giurai a me stessa che mai e poi mai avrei dovuto dimostrare sentimenti di affetto o simpatia per qualche alunno in particolare. 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