{"id":35654,"date":"2018-05-26T22:27:33","date_gmt":"2018-05-26T21:27:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35654"},"modified":"2018-05-26T22:27:33","modified_gmt":"2018-05-26T21:27:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-mago-chio-di-rita-poggioli-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35654","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Mago Chi\u00f2&#8221; di Rita Poggioli (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta, in una piccola isola, un mago che non sapeva far uscire i conigli dal cappello, n\u00e9 preparare colorate pozioni magiche e neanche trasformare, con un tocco di bacchetta, ranocchi in principi.<br \/>\nL\u2019unica magia che riusciva a fare era scalare torri, fortezze, fari, campanili, castelli con grande agilit\u00e0. Quando saliva su, era cos\u00ec veloce e sicuro che sembrava che i suoi piedi si piantassero nel muro, per questo motivo si faceva chiamare Mago Chi\u00f2 (chiodo).<br \/>\nNon era n\u00e9 bello n\u00e9 brutto, n\u00e9 alto n\u00e9 basso, n\u00e9 magro n\u00e9 grasso, ma attirava l\u2019attenzione di chiunque se lo trovasse di fronte perch\u00e9 era un personaggio un po\u2019 bislacco, sia per la sua andatura goffa e dondolante, che per il suo modo stravagante di vestire. Sopra i pantaloni bianchi metteva una lunga casacca dello stesso colore, stretta in vita da una corda legata a doppio. In testa portava tutto l\u2019anno un pesante cappello nero, che si calava fin sopra gli occhi e che allacciava stretto sotto il mento. Ma ci\u00f2 che completava il suo abbigliamento erano due oggetti che portava ovunque. Il primo pendeva dalla sua cintura ed era un contenitore con tanto di tappo, dove aveva messo della vernice bianca e un pennello. Il secondo lo stringeva sempre in mano ed era una vecchia trombetta scassata, che aveva preso chiss\u00e0 dove o rubato a chiss\u00e0 chi, che annunciava con un segnale stridulo e inconfondibile il suo arrivo.<br \/>\nQuando andava per le campagne, si faceva precedere dal suono della sua trombetta e i contadini lo riconoscevano da lontano e si passavano parola: \u201dAttenzione, arriva il mago!\u201d.<br \/>\nTalvolta facevano finta di non accorgersi di lui e gli lasciavano rubare qualcosa da mangiare dai loro campi, per sfamarsi. Altre volte lo rincorrevano arrabbiati, gridando di lasciare ci\u00f2 che aveva preso. Per tutta risposta il ladruncolo suonava la sua tromba, dileguandosi in fretta. Sicuramente non aveva tutte le rotelle a posto, ma quando saliva in alto, tutti lo guardavano incantati perch\u00e9 pareva riuscisse quasi a toccare le nuvole. E sapete cosa faceva ogni volta che arrivava lass\u00f9 in cima?<br \/>\nTirava fuori il pennello e con la vernice bianca, a lettere cubitali, lasciava la sua firma:<br \/>\nMAGO CHIO\u2019.<br \/>\nScriveva lentamente e si impegnava tanto perch\u00e9, dovete sapere che lui non era mai andato a scuola e quelle erano le uniche parole che sapesse fare. Ma dopo tutta quella fatica, com\u2019era bello accorgersi che tutti, guardavano verso l\u2019alto e parlavano di lui.<br \/>\n&#8211; Ehi guardate lass\u00f9!<br \/>\n&#8211; Che coraggio!<br \/>\n&#8211; Ma come avr\u00e0 fatto?<br \/>\n&#8211; E\u2019 eccezionale!<br \/>\n-Chi \u00e8?<br \/>\n-Dicono che si chiami Mago Chi\u00f2!<br \/>\nQualcuno si meravigliava della sua capacit\u00e0, perch\u00e9 le sue imprese sembravano incredibili, ma non potevano certo esserci dei dubbi, perch\u00e9 una volta arrivato a centinaia di metri d\u2019altezza, ad un passo dal cielo, lasciava il suo nome.<br \/>\nEra abituato da sempre ad essere l\u2019ultimo, ma quando si arrampicava, si trasformava in Mago Chi\u00f2, il meraviglioso funambolo.<br \/>\nFu proprio all\u2019apice del suo effimero successo che conobbe Eleonora, una ragazza bellissima e se ne innamor\u00f2 perdutamente, al primo sguardo.<br \/>\nIl suo cuore conobbe un\u2019emozione nuova, mai provata prima e giorno e notte pens\u00f2 come poterla conquistare. Sapeva che non sarebbe bastata semplicemente una dichiarazione d\u2019amore e neanche una romantica serenata. Si accorgeva di non essere bello, n\u00e9 intelligente, n\u00e9 elegante, quindi decise che avrebbe compiuto per lei un\u2019impresa straordinaria, al confine dell\u2019incredibile, che l\u2019avrebbe certamente sbalordita e lo avrebbe fatto apparire come un eroe coraggioso e forte.<br \/>\nPens\u00f2 di scalare le fortezze del suo paese e una volta arrivato in cima di scrivere, con la solita vernice bianca non il suo nome, ma quello dell\u2019amata, in modo che tutto il paese potesse vederlo dal basso. Pens\u00f2 a lungo a quale zona delle mura scalare, poi decise che si sarebbe arrampicato sul bastione del Forte Stella, dalla parte del faro, indubbiamente quella pi\u00f9 a picco sul mare. Non lo spaventava assolutamente salire fin lass\u00f9, l\u2019importante era che la scritta fosse leggibile da quanta pi\u00f9 gente possibile e lass\u00f9 l\u2019avrebbero potuta vedere anche coloro che, con la nave, arrivavano per mare nell\u2019isola. Mago Chi\u00f2 per\u00f2 sapeva scrivere soltanto il suo nome, come poteva fare?<br \/>\nPer fortuna da qualche tempo era diventato amico di un illustre pittore di Livorno, un certo Telemaco, che pazientemente accettava di portarlo in giro con s\u00e9 e sapeva sopportarne le sue stramberie con disinvoltura.<br \/>\nIl mago chiese al pittore di insegnargli a scrivere il nome della ragazza di cui era innamorato, e lui glielo scrisse in un grosso cartone, in modo che potesse trascriverlo molte volte fino ad impararlo a memoria.<br \/>\nRicopi\u00f2 mille volte quel nome finch\u00e9 non fu sicuro di saperlo scrivere alla perfezione e poi si sent\u00ec felice come se avesse scalato la torre pi\u00f9 alta del mondo. Era sicuro che Eleonora, appena avesse visto il suo nome sulle mura, avrebbe ricambiato il suo amore.<br \/>\nLa ragazza, quando seppe che un famoso mago era perdutamente innamorato di lei, pens\u00f2 alla fortuna di essere stata la prescelta tra tante e volle subito incontrarlo, immaginandolo bello, ricco e famoso.<br \/>\nQuando per\u00f2 se lo trov\u00f2 davanti, prima lo guard\u00f2 ben bene, poi sorridendo gli chiese:<br \/>\n&#8211; E voi sareste il celebre mago?<br \/>\n&#8211; S\u00ec signorina, sono proprio il Mago Chi\u00f2. &#8211; le rispose lui, sicuro di s\u00e8<br \/>\n&#8211; E che tipo di magie sapete fare?<br \/>\n&#8211; Mi arrampico molto in alto.<br \/>\n&#8211; Tutto qui? &#8211; chiese lei<br \/>\n-So scalare torri, campanili, fortezze e castelli.<br \/>\n-E poi che fate?<br \/>\n-Dopo essere salito su, scrivo sempre il mio nome: Mago Chio\u2019<br \/>\n&#8211; E come lo scrivete?<br \/>\n-Con il pennello e la vernice bianca. Vedete ce li ho qui. &#8211; disse toccando il contenitore che teneva appeso alla sua cintura.<br \/>\n-Scommetto che sapete scrivere solo questo\u2026<br \/>\n&#8211; No, scriver\u00f2 il vostro nome sul bastione pi\u00f9 alto delle Fortezze.<br \/>\nEleonora, guardandolo fisso, cominci\u00f2 a ridere a crepapelle. Pi\u00f9 lo guardava e pi\u00f9 rideva, senza riuscire a smettere.<br \/>\nMago Chi\u00f2 per un po\u2019 la fiss\u00f2 stupito, poi senza salutare si allontan\u00f2, deluso dal comportamento della ragazza, che si era presa chiaramente gioco di lui.<br \/>\nQuella notte, annunciato dalla sua trombetta, il funambolo cominci\u00f2 la scalata del Forte Stella, accanto al bellissimo faro che guardava verso il golfo. Arrivato in cima, prese il pennello e fece una lunga linea bianca verticale, poi si ferm\u00f2 perch\u00e9 non ricordava pi\u00f9 le lettere che avrebbe dovuto scrivere.<br \/>\nIl giorno dopo Eleonora, che aveva visto quel segno sul bastione, lo cerc\u00f2 e gli chiese:<br \/>\n&#8211; Come mai non avete scritto il mio nome?<br \/>\n&#8211; Ho bisogno di tempo. Lo far\u00f2 sicuramente stanotte. &#8211; rispose il mago<br \/>\n&#8211; Non importa \u2013 ribatt\u00e9 la ragazza \u2013 tanto domani lascer\u00f2 per sempre quest\u2019isola e raggiunger\u00f2 la citt\u00e0, dove andr\u00f2 in sposa ad un ricco signore.<br \/>\nMago Chi\u00f2, sentendo quelle parole, rimase mortificato, ma non si perse d\u2019animo e le rispose mettendosi una mano sul cuore:<br \/>\n&#8211; Prima della vostra partenza, scriver\u00f2 sulle fortezze per voi, lo giuro.<br \/>\nPer tutto il giorno si prepar\u00f2, copiando e ricopiando quello che avrebbe dovuto scrivere quella notte, poi si incammin\u00f2 verso le mura. Sal\u00ec velocemente, come solo lui sapeva fare, e una volta su, cerc\u00f2 di completare ci\u00f2 che aveva scritto la notte precedente.<br \/>\nAlla fine del lavoro era molto stanco, ma contento e se ne torn\u00f2 a casa.<br \/>\nLa mattina dopo Eleonora part\u00ec per raggiungere la citt\u00e0 dove si sarebbe sposata. Durante la traversata, si affacci\u00f2 all\u2019esterno della nave, spinta dalla curiosit\u00e0 di vedere cosa ci fosse scritto sul bastione.<br \/>\nSul muro c\u2019era il nome del mago e non ne fu sorpresa. In fondo non si aspettava niente da quel pezzente, ma quando un raggio di sole illumin\u00f2 le mura, il suo cuore ebbe un sussulto. Poco sopra la firma apparve un messaggio per lei: ADDIO AMORE<br \/>\nChiss\u00e0 se la vernice di quello strano personaggio era davvero magica?<br \/>\nDa quel momento Mago Chi\u00f2 divent\u00f2 invisibile, fu cercato ovunque per mare e per terra, ma nessuno lo vide pi\u00f9, forse spar\u00ec per sempre dentro la leggenda incantata che lui stesso si era creato e che oggi vi ho raccontato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35654\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35654\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019era una volta, in una piccola isola, un mago che non sapeva far uscire i conigli dal cappello, n\u00e9 preparare colorate pozioni magiche e neanche trasformare, con un tocco di bacchetta, ranocchi in principi. 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