{"id":35596,"date":"2018-05-24T17:47:24","date_gmt":"2018-05-24T16:47:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35596"},"modified":"2018-05-24T17:47:24","modified_gmt":"2018-05-24T16:47:24","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-john-and-mary-di-marco-stanzani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35596","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;John and Mary&#8221; di Marco Stanzani"},"content":{"rendered":"<p><em>\u201cPerch\u00e9 la vita <\/em><\/p>\n<p><em>\u00e8 un brivido che vola via.<\/em><\/p>\n<p><em>E\u2019 tutto un equilibrio<\/em><\/p>\n<p><em>Sopra la follia\u201d (Vasco Rossi)<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Fu il 13 dicembre che Mary mi port\u00f2 a casa sua.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci eravamo incontrati lo stesso giorno al Bosco di Zan, la serra alla periferia della citt\u00e0 gestita dal vecchio pazzo.<\/em><\/p>\n<p><em>Non ho mai capito cosa facesse l\u00ec: forse cercava qualcosa da regalare a sua madre o forse solo un quarto d\u2019ora di libert\u00e0 dalla ruggine di un pomeriggio che scricchiolava come quando gli spiccioli ti cicalano nelle tasche quasi a ricordarti che il giorno ha gi\u00e0 detto tutto quel che pu\u00f2 dire.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>E invece no.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ora dovreste immaginarvi la neve. Dovreste immaginarvi il contrasto tra fuori e dentro, pieno e vuoto, rumore e silenzio. Non so se capite cosa intendo. La neve insomma. La macchina era parcheggiata fuori della casa di Mary da un pezzo ed io attendevo un cenno nel sedile del passeggero. Il riflesso rossastro di un\u2019insegna si tuffava in una pozzanghera ghiacciata, forse stavamo cinque gradi sotto zero. E anche di pi\u00f9. Per questo quando arriv\u00f2 il momento di uscire dall\u2019auto, quasi mi intirizzii dal freddo.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Mary non mi nascose la sua relazione e mi disse che da tempo conviveva con John al secondo piano di un bilocale in via del Pratello. Erano due giovani studenti, lei in giurisprudenza mentre lui era ormai prossimo alla laurea al Dams. Mi spieg\u00f2 che John voleva diventare regista e mentre lo diceva Mary mi parve convinta del suo talento, ma questo contribu\u00ec a crearmi ancora pi\u00f9 confusione sul vero motivo per il quale mi avesse portato l\u00ec.<\/em><\/p>\n<p><em>Voglio dire, sei carina si, non posso negarlo, ma hai un futuro delineato, dei sogni da coltivare e un uomo che ti piace col quale ora non importa ancora pensare se ci costruirai qualcosa insieme. Conta il momento. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>O forse no.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Quando Mary pass\u00f2 nell\u2019altra stanza per mettersi in libert\u00e0, io rimasi appoggiato al tavolo in soggiorno e cominciai a darmi occhiate in giro. Tutto intorno a me aveva un sapore di trasandato o forse semplicemente di soqquadro tardo-adolescenziale, con briciole sul pavimento e i piatti sporchi ancora da lavare dalla sera precedente. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Sentivo Mary parlottare di l\u00e0 tra la camera e il bagno, la voce mi arrivava incomprensibile fino a quando riapparve in soggiorno completamente a proprio agio nella sua tuta champions color rosso e blu, i capelli raccolti da un elastico di fortuna in una coda che le rendeva comunque giustizia. Del rossetto di quel pomeriggio non vi era pi\u00f9 traccia e l\u2019olio struccante aveva liberato il viso di Mary in un leggero pallore di stagione.<\/em><\/p>\n<p><em>Mi disse che di l\u00ec a poco John sarebbe rientrato, mi confess\u00f2 di essere eccitata al pensiero dell\u2019espressione che avrebbe fatto nel vedermi e poi mi vers\u00f2 da bere.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Bah.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Pochi istanti dopo si ud\u00ec una serie di trilli al telefono fisso, Mary non alz\u00f2 il ricevitore e quindi scatt\u00f2 la segreteria: \u201cNon siamo in casa lasciate un messaggio\u201d\u2026. \u201cMary sono il dottor Kant, ho in mano il suo tracciato. Non risultano anomalie e lei non pare avere alcun disturbo del sonno. Ci vediamo la prossima settimana \u2026\u201d. Mary nell\u2019udire quel messaggio si volt\u00f2 verso di me con un velo di imbarazzo. Mi disse: \u201cSi, da circa due mesi non chiudo occhio e francamente non so spiegarmi perch\u00e9\u2026 o forse si\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Proprio in quel momento dopo una schiavellamento deciso alla porta fece il suo ingresso John. Il ragazzo indossava una giacca di velluto verde e la barba prominente, oltre ad un orecchino ad anello sul lobo sinistro, lo proiettava di diritto nel regno degli hipsters di nuova generazione. Fece il suo esordio salutando Mary con un semplice \u201cehi\u201d, pur senza guardarla. Lei si fece avanti e gli mise le braccia al collo, lui accett\u00f2 di buon grado l\u2019iniziativa della ragazza, la strinse a s\u00e9, appoggi\u00f2 la borsa adidas che aveva tenuto a tracolla fino a pochi istanti prima e solo allora si accorse di me.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Disse: \u201ce lui?\u201d \u2026. \u201cLui\u201d, rispose Mary \u2026 \u201cecco lui \u00e8 il nostro nuovo amico. Rimarr\u00e0 con noi per un po\u2019 di tempo, se sei d\u2019accordo\u2026\u201d. Io rimasi nella speranza che qualcuno mi togliesse da quello stato di imbarazzo totale, ma John si avvicin\u00f2 e mi guard\u00f2 dritto dritto \u2026 \u201csicuro, perch\u00e9 no? Sistemalo qui in soggiorno, questa casa sembrer\u00e0 pi\u00f9 viva in tre\u2026\u201d e si ritir\u00f2 in camera. Io rimasi senza fiato, Mary mi fece l\u2019occhietto e mi organizz\u00f2 una sistemazione accanto alla finestra.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ahim\u00e9<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Non sapevo se piangere o disperarmi. Non riuscivo a capire come potesse essere successo che da un incontro casuale mi fossi potuto rendere protagonista di questo sequestro passivo senza poter reagire. E comunque John non mi era apparso cos\u00ec eccitato nel vedermi, per questo mi domandai cosa lo avesse spinto ad accettarmi.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Dubbi.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Nel buio della stanza Mary mi apparve alle 3 del mattino. Aveva una tazza di tisana calda in mano, una maglia da notte con minnie e topolino a farle da vestito e due ginocchia da piegare sul divano con le caviglie protette sotto i cuscini a cercar rifugio. Un invito ad ascoltare, lei esistenzialista perplessa, io cintura nera di teoria sul nulla. Mi disse che Natale era quasi alle porte e che non si spiegava come l\u2019amministratore del condominio ancora non avesse provveduto a sistemare quegli agghiaccianti addobbi nell\u2019androne del palazzo. Stava soltanto cercando di introdurre l\u2019argomento.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ovvio.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>E alla fine ci arriv\u00f2. Ammise quanto fosse stravagante quel che stesse accadendo tra di noi, ma aggiunse che essere surreali non \u00e8 affatto un dono, sia chiaro. Esser surreali, mi disse, \u00e8 solo un modo per stare tra un quarto d\u2019ora e un altro. E mi invit\u00f2 a non meravigliarmi del nostro pomeriggio che lei chiam\u00f2 \u201cda squilibristi\u201d, perch\u00e9 l\u2019illusione di chi come molti non corre sul filo e si accontenta del quotidiano, \u00e8 quella di avercelo l\u2019equilibrio. Come se bastasse allargare le braccia. Et voil\u00e0 !!! \u201cNoi invece, mio caro, siamo squilibristi, ecco perch\u00e9 questa notte siamo qui. Insieme. Non \u00e8 meraviglioso?\u201d \u2026 ed inizi\u00f2 a ridere, poi si accese una sigaretta ed improvvisamente le risa si trasformarono in un pianto sommesso fino a quando apparve John in mutande e canottiera con un laccio emostatico stretto tra i denti ed una siringa pronta a fare il suo dovere. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Occazzo!<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>A nulla valsero le preghiere di Mary che, cos\u00ec come probabilmente in altre notti, implor\u00f2 John di non farlo, ma lui non si cur\u00f2 di lei e disse: \u201cIo non mi buco per avere idee migliori come molti pensano, baby ! Io mi buco per morire\u2026 che a vivere perdendo ti viene uno strano gusto salmastro in bocca\u2026 e poi la vittoria passa, ma le sconfitte restano !!!\u201d, si infil\u00f2 la vena e cadde in terra. <\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Sembrava la fine<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ma Mary in uno scatto di lucidit\u00e0 compose il numero del dott. Kant grazie al quale in meno di 5 minuti arriv\u00f2 un\u2019ambulanza. John fu tenuto sveglio per scongiurare una overdose, sollevato e portato all\u2019ospedale. Mary raccolse alcuni effetti al volo, mi lasci\u00f2 un bicchiere d\u2019acqua e scapp\u00f2 insieme all\u2019uomo che amava.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Ed io.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Quante cose avrei voluto dirti Mary. Se solo avessi potuto ti avrei detto che eri stata brava a inseguire ci\u00f2 che ami, che la vita, se noi manchiamo, lei se ne fotte e va avanti, per questo vale la pena di essere vissuta in ogni suo centimetro quadrato di esistenza. <\/em><\/p>\n<p><em>John vivr\u00e0 perch\u00e9 tu con la tua forza non gli permetterai di andarsene. E lo aiuterai a capire.<\/em><\/p>\n<p><em>E poi temo ci sia un equivoco Mary, cosa pensi che ne sappia della vita uno come me.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>In fondo io sono solo un geranio che oggi hai lasciato sul davanzale della tua finestra.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Mary.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35596\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35596\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cPerch\u00e9 la vita \u00e8 un brivido che vola via. 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