{"id":35573,"date":"2018-05-24T17:25:38","date_gmt":"2018-05-24T16:25:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35573"},"modified":"2018-05-25T11:16:12","modified_gmt":"2018-05-25T10:16:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-giacomo-e-lascensore-di-chiara-rocco-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35573","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Giacomo e l&#8217;ascensore&#8221; di Chiara Rocco (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>La puzza la senti anche da l\u00ec, vero? No? Ma come no? Avvicinati alla pagina, annusa l\u2019aria intorno, poi fai tre passi indietro e riannusala di nuovo. Cosa hai sentito di diverso? Ma come non hai sentito nulla! Ripeti l\u2019operazione allora. Annusa e poi riannusa, annusa e poi riannusa, fino quando non sentirai qualcosa o fino a quando le tue narici non incominceranno a pizzicare dalla stanchezza. Ma lo stavi facendo veramente?? Smetti subito di annusare altrimenti ti si staccher\u00e0 il naso. Lo so benissimo anch\u2019io che non c\u2019\u00e8 nessuna differenza. Speravo, mi illudevo insomma, che almeno tu , per simpatia nei miei confronti, avresti sentito il nauseabondo, terrificante, vomitevole odore di cavolo, quello che sento io in continuazione.<\/p>\n<p>Ti potresti chiedere perch\u00e9 proprio questo disgustoso fetore, visto che il mondo \u00e8 pieno di meravigliosi e succulenti profumi: zucchero filato, patatine fritte, pasta al sugo con una noce di burro e dieci cucchiai di parmigiano sopra, come la cucinava la mia bisnonna. Ecco il perch\u00e9. Mia mamma, quando ancora mi vantavo di riuscire a toccare la punta del naso con la lingua, \u00a0mi raccontava sempre la storia di quando non volevo proprio nascere. In effetti ci ho messo quasi tre anni ad arrivare. E la mamma, alla quale piaceva molto la storia dei bambini che nascono sotto il cavolo, lo cucinava sempre pensando fosse di buono auspicio in attesa che io facessi la mia comparsa. Quando finalmente nacqui, la mamma smise di cucinarlo, col vicinato che stapp\u00f2 la bottiglia di vino pi\u00f9 preziosa in casa per festeggiare l&#8217;evento. Ma non l&#8217;evento della nascita quanto invece la fine della cottura!<\/p>\n<p>Per\u00f2, bolle che ti ribolle tutto il giorno in pentola, la nostra casa sapeva di cavolo, e l\u2019odore anche dopo tanti anni dall&#8217;avere smesso di cucinarlo rimase ancora. \u00a0E cos\u00ec i nostri vestiti puzzavano di cavolo, i nostri capelli puzzavano di cavolo e persino la cartella di scuola puzzava di cavolo. Quando andavo a giocare in cortile con gli altri bambini, non mi mettevano mai a contare, ma mi facevano sempre nascondere in modo che poi nessuno mi venisse a cercare. Pi\u00f9 io e il mio odore stavamo lontani e meglio era per tutti. Era per quello che ti avevo chiesto se anche tu\u00a0avessi sentito\u00a0qualcosa.<\/p>\n<p>La mamma non smetteva mai di raccontare la famosa storia della cottura del cavolo che portava fortuna dicendo sempre che magari se non lo avesse cucinato in continuazione io non sarei neanche nato. E quindi lei, quell\u2019odore in casa, anche a distanza di anni, lo benediva ogni santo giorno. Sinceramente a questa storia del cavolo mica ci credevo, come neanche a quella della cicogna, che se puzzava almeno la met\u00e0 delle galline della nostra vicina, la Signora Piera, mi sarei buttato con un tuffo a bomba dal fazzolettone mentre volava, piuttosto che starle vicino. Per\u00f2 questa storia che prima di nascere ci ho messo quasi tre anni quando gli altri bambini ci avevano messo nove mesi non mi convinceva pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p>Ogni tanto su questa cosa mi arrivava un pensiero sulla punta della lingua, un ricordo lontano. Ma poi avevo sempre cos\u00ec tante cose da fare, tipo il mettermi in bocca la maggior quantit\u00e0 di gomme alla fragola da masticare, che non volevo sprecare neanche un minuto a cercare di ricordarlo, e cos\u00ec il pensiero come era venuto scoppiava, come una bolla di sapone. PAF!<\/p>\n<p>Fino a che un giorno, mentre ero in posta con la mamma per ritirare un pacco, incominciai a capire perch\u00e9 la storia del cavolo non mi convincesse granch\u00e8, come anche tutte le altre che mi avevano raccontato fin d&#8217;ora, in verit\u00e0. \u00a0Pur essendo i quarti in fila davanti allo sportello, e quindi ce la saremmo dovuti cavare in massimo mezz\u2019ora, lei, per ingannare il tempo,\u00a0incominci\u00f2 a parlare con tutti quelli dietro. Raccontava la storia del cavolo, parlava del tempo, si confrontava le scarpe con le altre signore, ogni tanto guardava fuori dalla finestra indicando qualcosa, poi rispondeva al telefono, guardava l\u2019orologio, riguardava fuori e poi continuava a parlare. E intanto il tempo passava e noi non eravamo avanzati neanche di un centimetro.<\/p>\n<p>La cosa buffa \u00e8 che noi rimanevamo sempre quarti mentre le persone davanti e dietro di noi continuavano a cambiare. Che cosa strana. Era come se il tempo passasse per tutti tranne che per noi, ma al tempo stesso era gi\u00e0 passata un\u2019ora e mezza. E l\u00ec, mi ricordai. Mi ritrovai come catapultato in una macchina del tempo. Come se fossi riuscito a tornare indietro con gli anni\u00a0non solo fino alla nascita, ma ancora prima. Avete presente quando nei cartoni animati viaggiano velocissimi nello spazio? Gli astronauti immobili sui seggiolini e fuori dai finestrini dell\u2019astronave tutti i pianeti, tutte le stelle, le comete e gli asteroidi si trasformano in una striscia continua perch\u00e9 si sta superando la barriera del suono? Ecco qui, in posta uguale. Io e la mamma fermissimi e la fila, i signori dietro gli sportelli, i pacchi, tutti i bollettini, le bandierine, i calendari in vendita, tutti alla massima velocit\u00e0 di fianco a noi.<\/p>\n<p>Finalmente quel ricordo sulla punta della lingua ritorn\u00f2, come quel ghiacciolo venduto in quel tubo di cartone che proprio quando hai perso le speranze che si scongeli, e ti vedi gi\u00e0 a bocca asciutta, salta fuori e ol\u00e8, finalmente ci si rinfresca. Ecco la sensazione di avercela fatta era la stessa.<\/p>\n<p>Il ricordo di\u00a0me in fila, con un cartellino attaccato al collo con la mia foto e il mio nome, davanti a un ascensore, con tre bambini davanti e centinaia dentro di me.<\/p>\n<p>L&#8217;altoparlante manda un nuovo annuncio. &#8220;Ultima chiamata per le nascite in Italia del gennaio 2004&#8221;, ma intanto pur ascoltandolo io mi guardo intorno. &#8220;Toh, che belle le nuvole, e guarda quell&#8217;uccello, non sar\u00e0 mica un&#8217; aquila reale?&#8221; Nel frattempo le porte dell&#8217;ascensore si chiudono, e rimango il solo in fila, che non \u00e8 pi\u00f9 una fila, perch\u00e9 la fila \u00e8 fatta di almeno due persone o sbaglio?<\/p>\n<p>E allora mi sposto. Ma qui \u00e8 un \u201cinferno\u201d, pur essendo in paradiso! Ci sono centinaia e centinaia di file di bambini, anche loro con un bel cartellino appeso al collo. Display che lampeggiano, altoparlanti che gracchiano. Pupi di tutti i colori che parlano tutte le lingue del mondo, che meraviglia. Mi guardo intorno e passeggio. Chiacchero col bambino cinese che pur parlando la sua lingua e io la mia ci capiamo, perch\u00e9 quass\u00f9 ci capiamo comunque tutti. E intanto, ancora una volta, il tempo passa e le nuvole corrono veloci nel cielo. &#8220;Ultima chiamata per le nascite in Italia dell&#8217;agosto 2005&#8221;.<\/p>\n<p>Ecco ancora una volta, perdendo tempo in giro, \u00e8 passato un anno e mezzo dall&#8217;ultima volta che ero in fila. Mi devo muovere se non voglio invecchiare qui. Sogno la mia mamma e il mio pap\u00e0 da tanto tempo. Chiss\u00e0 come saranno, chiss\u00e0 se mi ameranno come io amo gi\u00e0 loro, senza ancora conoscerli. E ancora una volta il tempo passa mentre io sono immerso nei miei pensieri. Lasciamolo passare, per una volta senza preoccuparmi, prima o poi arriver\u00e0 anche il mio turno di nascere.<\/p>\n<p>&#8220;Ultima chiamata per le nascite 2006&#8221;. Eccomiiiii. Incomincio a correre a perdifiato verso l&#8217;ascensore numero 450. Largo largo, fatemi passare che devo nascere. Corro, corro disperatamente. Inciampo, rotolo, &#8220;ahia che ginnocchiata\u201d, ma non importa ho troppa voglia di nascere, Corro, corro pi\u00f9 veloce che posso ma questa volta tutti rimangono fermi e io quasi volo. Ce l&#8217;ho fatta, eccomi dentro l&#8217;ascensore che si trasforma in uno scivolo velocissimo. Mi tappo il naso, come se dovessi fare tuffo altissimo dal trampolino della piscina, e incominciamo l&#8217;avventura. Non ne vedevo l&#8217;ora.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35573\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35573\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La puzza la senti anche da l\u00ec, vero? 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