{"id":35561,"date":"2018-05-24T11:59:31","date_gmt":"2018-05-24T10:59:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35561"},"modified":"2018-05-24T11:59:31","modified_gmt":"2018-05-24T10:59:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-rosso-di-antonella-mari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35561","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Rosso&#8221; di Antonella Mari"},"content":{"rendered":"<div><i>Oggi Napoli \u00e8 frenetica.<\/i><\/div>\n<div>Fu la prima cosa a cui Andrea pens\u00f2 aprendo la porta in ferro battuto, che affacciava sul terrazzino condominiale.<\/div>\n<div>Quel pensiero lo divert\u00ec.<\/div>\n<div>Aveva scelto il giorno migliore per gettarsi di sotto.<\/div>\n<div>Immaginava gi\u00e0 la macabra scena del suo corpo riverso sull&#8217;asfalto con qualche arto posizionato in maniera snaturata e il cranio fracassato; la gente diramarsi in direzioni opposte, urlando e imprecando che un figlio di puttana aveva fatto iniziare loro la giornata nel verso sbagliato, lanciandosi dal quinto piano di una palazzina. Butt\u00f2 un&#8217;occhiata di sotto: le persone camminavano a passo spedito, stringendosi nei loro impermeabili, magari nuovi, magari di seconda mano.<\/div>\n<div>Non potevano essere cos\u00ec insulsi i suoi ultimi pensieri.<\/div>\n<div>Andrea si picchiett\u00f2 la fronte con la mano sinistra. Era un tic che lo caratterizzava: tamburellare le dita su qualsiasi superficie, compreso se stesso, per concentrarsi.<\/div>\n<div>Atteggiamento ossessivo compulsivo lo aveva definito Lea, la psicologa del secondo piano che l&#8217;aveva preso a simpatia, offrendogli sedute gratuite alcune sere quando l&#8217;orario di visite era ormai finito.<\/div>\n<div>Lea aveva preso l&#8217;abitudine di lasciare la porta socchiusa, mettere a bollire l&#8217;acqua per il t\u00e8 e attendere finch\u00e9 non lo vedeva scivolare dentro casa come un&#8217;ombra; sentirgli dire <i>posso?<\/i> e prender posto sul divanetto di cuoio. Tirava fuori dalla credenza due tazze, entrambe sbeccate e vecchie, versava l&#8217;acqua e intingeva le bustine. Andrea si perdeva dietro a quei gesti meccanici, diventati familiari. E per un breve istante si sentiva invaso da una calma apparente.<\/div>\n<div>\u00ab Oggi come vanno le cose Andrea? \u00bb<\/div>\n<div>Gli rivolgeva la domanda di rito mentre si sedeva accanto a lui. Era una confidenza che con gli altri pazienti non si prendeva, perch\u00e9 sapeva bene che evitare di stringere rapporti di intesa con uno di loro era prerogativa di ogni psicologo che si rispettasse. Ma con Andrea le cose erano diverse. Lo erano state fin dall&#8217;istante in cui lo aveva trovato davanti alla porta di casa, con due occhi spenti, il viso stanco e qualche scusa un po&#8217; banale che giustificasse la sua irruzione a quell&#8217;ora tarda della notte. Si era trasferito da un paio di \u00a0mesi nella palazzina, lasciando la casa precedente: troppo grande per una persona sola.<\/div>\n<div>E non aveva aggiunto altro a riguardo.<\/div>\n<div>Un giorno Andrea aveva notato una leggera affluenza di persone nelle prime ore del pomeriggio e ne aveva chiesto spiegazione alla signora che abitava sul suo stesso pianerottolo. Questa gli aveva allora raccontato di Lea e del suo studio.<\/div>\n<div>\u00ab Sai, aiuta le persone a stare meglio. \u00bb<\/div>\n<div>La signora Lombardi gli aveva poi sorriso e ringraziato per averla aiutata con le buste della spesa.<\/div>\n<div>\u00ab Avrei bisogno di stare meglio anche io. \u00bb<\/div>\n<div>Quelle parole gli uscirono dalle labbra a voce bassa ma ferma e Lea non pot\u00e8 far altro che aprire la porta, accogliere in casa quel cane randagio e offrirgli un pasto.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Mentre si sedeva sul cornicione lasciando le gambe a ciondolare nel vuoto, Andrea la immagin\u00f2 tra le pareti accoglienti del suo studio, intenta ad appuntare qualcosa sull&#8217; agenda in pelle nera.<\/div>\n<div>\u00ab Mi raccomando Andrea, niente stronzate. \u00bb<\/div>\n<div>Ricord\u00f2 le ultime parole che Lea gli aveva rivolto la sera precedente mentre lo accompagnava alla porta, quasi come se avesse percepito nella sua aria afflitta qualcosa di pi\u00f9 macabro del solito.<\/div>\n<div>Lui si era limitato ad accennarle un sorriso e voltandole le spalle, ebbe il timore, anche se solo per un istante, che quella donna fosse in grado di leggergli nella mente.<\/div>\n<div><em>Niente<\/em> <em>stronzate<\/em>.<\/div>\n<div>Si ripet\u00e9 ancora una volta, fissandosi gli orribili mocassini neri ai piedi e tamburellando le dita sui pantaloni.<\/div>\n<div>Guard\u00f2 di sotto: la gente camminava, le auto proseguivano in file disordinate, i tavoli del bar Da Ciro si affollavano. Si concentr\u00f2 sul semaforo prima rosso, poi verde e poi di nuovo rosso. Not\u00f2 le aiuole secche e non curate che separavano le carreggiate; i marciapiedi sporchi; le vetrine dei negozi con le decorazioni natalizie gia affisse; la fioraria Rosa dal seno prosperoso e le guance sempre rosse annaffiare le piante esposte fuori. Guard\u00f2 la vita dall&#8217;alto scorrergli sotto il naso e si chiese come fosse possibile che il resto del mondo andasse avanti con i propri impegni, quando invece c\u2019era chi stava\u00a0pensando o attuando un piano per finirla.<\/div>\n<div><i>La gente \u00e9 egoista, non capisce, <\/i>sentenzi\u00f2.<\/div>\n<div>Nessuno avrebbe potuto capirlo, neanche Rosa che ogni mattina vedendolo passare, lo braccava finch\u00e9 Andrea non si sentiva costretto ad ascoltare altri aneddoti sui suoi figli, che la facevano disperare ma che amava alla follia.<\/div>\n<div>\u00ab Tu e la tua signora dovreste proprio \u00a0mettere al mondo un marmocchio, vi stravolgerebbe la vita. \u00bb<\/div>\n<div>Andrea si limitava ad annuire senza aggiungere altro, divertendosi ogni volta per i suoi tentativi grossolani di cavargli da bocca qualche notizia in pi\u00f9 sul proprio conto. Lasciava Rosa ai suoi servizi e alle sue pi\u00f9 disparate congetture.<\/div>\n<div>No, neanche Rosa avrebbe potuto capirlo.<\/div>\n<div>Neanche Lea.<\/div>\n<div>Neanche Andrea capiva Andrea.<\/div>\n<div>Continu\u00f2 ad osservare quello scenario di vita quotidiana e si sent\u00ec quasi offeso per quella indifferenza ricevuta.<\/div>\n<div>Inspir\u00f2 profondamente, lasciando che l&#8217;odore di Napoli, cibo fritto e smog, gli pizzicasse le narici. Seguiva con lo sguardo ancora una volta i movimenti di Rosa, intenta a parlare con una cliente quando la sua attenzione fu catturata da un dettaglio: una chioma rossa.<\/div>\n<div>E fu come se da quel terrazzo si fosse gettatto e schiantato al suolo per davvero.<\/div>\n<div>Un&#8217;onda di ricordi lo invase, insinuandosi anche negli angoli pi\u00f9 remoti della sua mente e \u00a0non ebbe altra scelta che lasciarsi trasportare inerme dalla marea del passato.<\/div>\n<div>Divenne spettatore della sua stessa vita.<\/div>\n<div>Vide un Andrea giovane, con pi\u00f9 barba e meno casini per la testa, in una casa di cui ricordava ancora i dettagli: le mura bianche, le porte in mogano, il corrimano delle scale di un verde acido.<\/div>\n<div>Vide se stesso in bilico su una scala, intento ad affissare un quadro alla parete, mentre una chioma rossa gli girava attorno frenetica, intimandogli di far attenzione.<\/div>\n<div>\u00ab Cosa ne pensi? Lo lascio cos\u00ec? \u00bb<\/div>\n<div>Lei annu\u00ec in segno di assenso. Andrea scese dalla scala, fece qualche passo indietro per ammirare il lavoro svolto. Le circond\u00f2 la vita e l&#8217;attir\u00f2 a s\u00e8, stringendosela forte al petto. I suoi capelli gli solleticavano il mento, facendolo sorridere.<\/div>\n<div>Si vide, poi, girare a piedi nudi sul parquet con indosso solo i boxer e in mano un birra fredda, mentre una musica blues proveniva dalla cucina. Vide lei armeggiare ai fornelli, con i capelli raccolti in uno chignon disordinato, il collo sudato per l&#8217;afa estiva.<\/div>\n<div>E poi ancora lei, nel lungo vestito rosso, con le labbra tinte e gli occhi grandi, cos\u00ec intriganti e pieni di mistero, che lo spingevano a domandarsi a volte se conoscesse realmente la donna che gli sedeva di fronte, che la notte lo spogliava per farci l&#8217;amore e il mattino lo svegliava col caff\u00e8. Quella donna a volte moglie, a volte madre.<\/div>\n<div>\u00ab Devi promettermi una cosa. \u00bb<\/div>\n<div>Sollev\u00f2 il capo per poterlo guardare.<\/div>\n<div>Andrea si perse nei suoi occhi scuri come il fondo dei caff\u00e8.<\/div>\n<div>\u00ab Devi promettermi che non manderai tutto a puttane, se dovesse accadere qualcosa a me, a noi. \u00bb<\/div>\n<div>Andrea sbuff\u00f2.<\/div>\n<div>\u00ab Prometti! \u00bb<\/div>\n<div>Lo incalz\u00f2 lei, inchiodandolo con gli occhi.<\/div>\n<div>\u00ab Lo prometto. \u00bb<\/div>\n<div>\u00ab Per davvero. \u00bb ribatt\u00e8 lei.<\/div>\n<div>\u00ab Per davvero. \u00bb giur\u00f2 lui.<\/div>\n<div>L&#8217;avvolse in un abbraccio, facendola scomparire dentro di lui. Tuff\u00f2 il naso nei suoi capelli, inspir\u00f2 il profumo all&#8217;arancia del suo shampoo ed ebbe quasi l&#8217;impressione che il petto potesse esplodergli per l&#8217;emozone.<\/div>\n<div>Si domand\u00f2 se di troppo amore si potesse anche morire e la vita gli rispose.<\/div>\n<div>I polmoni andavano in fiamme, le gambe macinavano chilometri, il cuore martellava veloce nel petto e nelle orecchie. Scansava la gente, evitava le macchine, riceveva insulti dagli automobilisti, che si vedevano sbucare davanti \u00a0un uomo che correva disperato, come se si trattasse di vita o di morte.<\/div>\n<div>Morte.<\/div>\n<div>Svolt\u00f2 l&#8217;angolo correndo \u00a0a perdifiato e rischiando pi\u00f9 volte di inciampare. Si raddrizz\u00f2, fermandosi di colpo. La strada era bloccata, la sirena dell&#8217;ambulanza era un fischio assordente che trapanava il cervello. La folla si accalcava per vedere, curiosare, come se stessero girando la scena di un film d&#8217;azione. Si fece avanti sgomitando tra la gente, poi s&#8217;arrest\u00f2.<\/div>\n<div>La vide: una chioma rossa, sotto un telo bianco che ricopriva un corpo inerme.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Napoli viveva sotto i suoi piedi.<\/div>\n<div>La gente rincorreva la propria vita. Rosa era ancora intenta a parlare con la ragazza dalla chioma rossa. La salut\u00f2, consegnandole una pianta che Andrea non riusc\u00ec a riconoscere. Vide la ragazza farle un cenno con la mano e la segu\u00ec con lo sguardo. Fiss\u00f2 i suoi capelli mossi dal vento pungente di novembre fin a quando non spar\u00ec, risucchiata dalla frenesia caotica di Napoli.<\/div>\n<div>E per Andrea fu di nuovo tutto rosso.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Lea si dest\u00f2 all&#8217;improvviso.<\/div>\n<div>Dei colpi secchi alla porta la fecero trasalire.<\/div>\n<div>Trascin\u00f2 i piedi scalzi sul marmo freddo del pavimento verso la porta, massaggiandosi la base del collo e maledicendosi per essersi addormentata sugli appunti presi durante le sedute del pomeriggio.<\/div>\n<div>Guard\u00f2 di sfuggita il grande orologio in legno nell&#8217;angolo della stanza.<\/div>\n<div>Erano quasi le tre del mattino.<\/div>\n<div>Altri colpi secchi alla porta.<\/div>\n<div>Acceler\u00f2 il passo.<\/div>\n<div>Fece girare il chiavistello.<\/div>\n<div>Apr\u00ec.<\/div>\n<div>E non si sorprese nel trovarselo davanti, con il volto cianotico e quell&#8217;aria di chi capitava l\u00ec per caso. Mosse le labbra per invitarlo ad entrare, ma lui la ferm\u00f2.<\/div>\n<div>\u00ab Lo sa che ci sono animali che non vedono tutti i colori? \u00bb<\/div>\n<div>Lea corrucci\u00f2 la fronte, interdetta per quell&#8217;affermazione a quell&#8217;ora tarda della notte.<\/div>\n<div>\u00ab Notizia stupefacente Andrea, ma avresti potuto aspettare anche domani mattina per dirmelo. \u00bb<\/div>\n<div>Andrea, intestardito, la ignor\u00f2.<\/div>\n<div>\u00ab Di che colore vede lei ? \u00bb<\/div>\n<div>Lea alz\u00f2 gli occhi al cielo, la stanchezza la rendeva meno affabile con gli altri.<\/div>\n<div>Andrea non le staccava gli occhi di dosso e Lea si sent\u00ec costretta a rispondere, capendo che nessuno dei due si sarebbe mosso di l\u00ec senza finire prima la conversazione.<\/div>\n<div>Gli fece di nuovo cenno di entrare, ma lui scosse il capo.<\/div>\n<div>\u00ab Risponda. \u00bb<\/div>\n<div>Lea non riusciva a spiegarsi perch\u00e8 Andrea le desse del lei, nonostante i pochi anni di differenza che avessero. Era un paritolcare che la irritava, facendola sentire distante da lui.<\/div>\n<div>Sospir\u00f2, socchiudendo appena gli occhi.<\/div>\n<div>\u00ab Sono una persona tranquilla, serena e anche in pace con se stessa ed \u00e8 per questo che credo di vedere in verde. Un verde pastello, diluito con l&#8217;acqua, una passata leggera sulle cose. E tu? \u00bb<\/div>\n<div>Lea lo incalz\u00f2.<\/div>\n<div>\u00ab \u00a0Rosso. \u00bb<\/div>\n<div>\u00ab E perch\u00e8 rosso? \u00bb<\/div>\n<div>\u00ab Perch\u00e8 il rosso \u00e8 il colore delle promesse. \u00bb<\/div>\n<div>Lea non cap\u00ec, inclin\u00f2 appena il capo, appoggiando il peso del proprio corpo alla porta.<\/div>\n<div>\u00ab Che tipo di promesse? \u00bb domand\u00f2 scrutandolo.<\/div>\n<div>\u00ab Di non mandare tutto a puttane. \u00bb<\/div>\n<div>Il fantasma di un sorriso apparve sul volto di Andrea.<\/div>\n<div>E Lea pens\u00f2 che quello era il massimo che potesse ricevere da lui, almeno per il momento.<\/div>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35561\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35561\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi Napoli \u00e8 frenetica. 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