{"id":35548,"date":"2018-05-23T18:15:09","date_gmt":"2018-05-23T17:15:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35548"},"modified":"2018-05-23T18:15:09","modified_gmt":"2018-05-23T17:15:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-ventottesimo-km-di-rosario-adriano-orlando","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35548","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Ventottesimo km&#8221; di Rosario Adriano Orlando"},"content":{"rendered":"<p>Mi giro, mi fermo, proseguo, la strada \u00e8 libera da code e file interminabili, n\u00e9 a destra n\u00e9 a sinistra. Niente sorpassi azzardati e marce da scalare; faccio un&#8217;unica tirata, spazio ai sogni nella corsia preferenziale, che questa volta la fanno franca sfrecciando invisibili agli autovelox.<\/p>\n<p>Il costume da bagno sotto i jeans, il telefono poggiato sul sedile accanto, solitario senza campo e senza tacche, il sole al centro, il contorno \u00e8 di un cielo chiaro \u2018azzurro\u2019 come cantava Celentano.<\/p>\n<p>Da lontano, mi accorgo di un puntino rosso simile a una coccinella diventare sempre pi\u00f9 grande, crescendo a vista d\u2019occhio. Comincia a prendere le sembianze di un camion, trovandosi nella direzione opposta, si avvicina lentamente per\u00f2 tirandosi dietro una fumata nera allargandosi nella sua carreggiata appropriandosi della visuale, come un bisonte nel suo territorio.<br \/>\nCi incrociamo per un secondo, l\u2019immagine del rimorchio sfila di fianco, neanche il tempo di trovarci uno accanto all\u2019altro, un soffio, soltanto destini incrociati senza nessuna storia.<\/p>\n<p>Di nuovo la strada libera all\u2019orizzonte, l\u2019odore della terra arida mi arriva a tratti al naso, in alto un tabellone informazioni luminoso, aspetta impaziente il prossimo automobilista al centro della corsia. Somiglia ad un traguardo senza nastro, col mestiere di pubblicare notizie sulla circolazione, alla pari del telegiornale, annunciando l\u2019ultima notizia con scritto a caratteri cubitali: ALLACCIARE LE CINTURE.<\/p>\n<p>La prossima stazione di servizio diventata approdo per navigatori ed esploratori provenienti da tutti i caselli, accogliendo i propri viaggiatori, offrendo cornetti, caff\u00e8 e aperitivo, scontrino a parte.<\/p>\n<p>Il mare una chimera. L\u2019estate dentro l\u2019anima in un giorno non molto distante dalla realt\u00e0, chilometro dopo chilometro, mani al volante alle 10 e 10, un lampeggiante celeste di una sirena improvvisamente appare nel mio specchietto retrovisore, accecandomi come un abbaglio\u2026 niente miraggio\u2026 una volante della polizia che sfreccia superandomi, lasciandomi perso nella manopola del mio cambio. Subito dopo un cartello rettangolare grigio-giallo indica scritto: Zona Industriale, proseguo.<\/p>\n<p>Una montagna aspetta il mio passaggio, sembra guardarmi con il binocolo da lontano. Le indicazioni sulla segnaletica orizzontale mi avvisano di una galleria a pochi chilometri, ci siamo. Ad un metro, entrando il semibuio inganna la visuale, ma \u00e8 una scelta obbligata dove non mi posso tirare indietro! Sembro senza scampo, vado avanti alla cieca, mi sembra a met\u00e0 percorso di rivedere la luce, come in un tunnel, una speranza c\u2019\u00e8! I miei sedili ritornano comodi e mi ringraziano di avercela fatta. La strada diventa calda, il mio cuore lo percepisce, mi guardo per un attimo allo specchietto, che non \u00e8 quello delle allodole. Niente sogni di granito, a parte questo, tutto ok! Ci sono!<\/p>\n<p>Spuzzo un po\u2019 d\u2019acqua nel parabrezza, nessun semaforo da rispettare, la citt\u00e0 di Aosta distante mentre la Sicilia attende il suo ponte sullo stretto, morto prima ancora di nascere, con degno funerale senza invitati, e lui che fa? Degnamente indisturbato, una volta fatto e tirato su nei sui piloni, da una parte \u2018Scilla\u2019 e dall\u2019altra \u2018Cariddi\u2019, approfittando del momento celebrativo, mentre che tutti dormono, tra la scarpa e lo stivale, decide di togliersi ogni responsabilit\u00e0 evitando meriti inutili, staccandosi definitivamente togliendo il disturbo. La gente ad ogni modo, continuer\u00e0 distratta a pagare il pedaggio per il ponte immaginario delle meraviglie.<\/p>\n<p>Ormai vicini, ormai lontani allo stesso tempo, verso la terra di confine. L\u2019aria mi accarezza le braccia sino ad arrivare a pettinarmi, le lancette sul quadro girano regolari e fanno il loro dovere, mi guardo dietro, la marmitta fuma ma ha promesso che smetter\u00e0, la strada sempre al centro dell\u2019attenzione. Alcuni operai in tuta arancione ai bordi della carreggiata sul loro furgoncino, sembrano marziani con le mascherine al volto. Uno di loro sventola una bandierina ma non \u00e8 il traguardo, la lunga coda paralizza il traffico presentandosi con le sue quattro frecce. Una battuta d\u2019arresto niente di pi\u00f9! Ci pu\u00f2 stare, ci si rialza pi\u00f9 forti di prima! Occasioni perdute forse, ma non sempre tutto riesce, chi lo sa\u2026 sbocciano amori a distanza e capita di restarci per tutta la vita, tra un finestrino e l\u2019altro\u2026 certamente non sar\u00e0 facile, ma a volte succede! Oppure male che vada, ci si organizza per uscire con gli amici seduti ad un tavolo di un bar.<\/p>\n<p>Le informazioni sulla viabilit\u00e0 risultano occupate, please all done, magari alle prese con uno dei personaggi di Verdone che chiedeva come sar\u00e0 il tempo tra un bivio e l\u2019altro, deciso a dare un contributo importante al nostro amato belpaese \u2018Italia\u2019, andando a votare con tutta la sua famiglia, mentre Cutugno era alle prese con gli spaghetti al dente.<\/p>\n<p>Da una carreggiata sola si passa ad una intera, deviando per l\u2019ultimo birillo che saluta con le sue strisce a piramide tutte intorno un lungo cammino, ripagato e rimborsato per i fedeli viaggiatori. Un sogno che si avvera forse, ma senza Telepass, senza pulsanti da pigiare. Un unico canale, un casello ad attendere col suo impiegato pronto a tendere la mano, o addirittura a darti una pacca sulla spalla o un bel calcio la dietro.<\/p>\n<p>Ripensandoci, vorrei tornare indietro e cambiare direzione, forse avrei dovuto fare diversamente, ma niente scuse! Non sono accettate. Quello che fatto \u00e8 fatto, ma vorrei cambiare le cose. Me la prendo con me stesso e mi assumo le mie responsabilit\u00e0, vado avanti, voglio rischiare! Una possibilit\u00e0 diversa, magari questa volta \u00e8 la volta buona che ci riesco, che ho fatto la scelta giusta, la giusta direzione, un po\u2019 di sale nella vita ci vuole.<\/p>\n<p>La spia arancione chiede rifornimento, spero che il mio serbatoio abbia molte risorse, che non decida di mollare sul pi\u00f9 bello al posto mio, facendo il tifo per me, ed ecco come per magia compare una stazione. Mi fermo, una campanella annuncia il mio arrivo tra le pensiline solitarie e le colonnine pronte al carico ma nessun impiegato, tutto self e un po\u2019 control non guasta. Fatto tutto, vedo la scritta WC e ne approfitto preso da una voglia irresistibile di fare i miei bisogni impellenti. Mentre sto per concludere alzando la zip, un mio gesto inopportuno da il benservito al cellulare scivolandomi dentro il water, come in un divertente scivolone nel tobogan mi saluta, emettendo dei rigurgiti tra mille bollicine e la schiuma dell\u2019acqua, risucchiato del vortice dello sciacquone con annessa catenella, dicendo addio alla comunicazione senza filo.<\/p>\n<p>Morto un papa se ne fa un altro, anche due, uno vivo e l\u2019altro pure. Rimetto in moto e mi allontano dal luogo del delitto, proseguo per qualche chilometro, non so pi\u00f9 quanti ne ho macinati, mi sembrano molti, ma anche pochi. \u2018Il cielo \u00e8 sempre pi\u00f9 blu\u2019 come la canzone di Rino Gaetano mi suona nella mente; al lato sulla linea ferroviaria mi si accosta un treno con pochi vagoni, un regionale penso, passa a velocit\u00e0 moderata, chi va piano va sano e va lontano, poi spostandosi in curva sembra virare come una nave in mezzo al mare, ma da questa parte soltanto asfalto e un cammino da percorrere. Per fortuna ancora per poco, nessun cane abbandonato sul ciglio di strada, almeno oggi e colonnine SOS in ferie per grazia ricevuta. Strisce bianche ai lati della carreggiata, perfettamente tratteggiate al centro nero-black, sfondo per il desktop.<\/p>\n<p>Il caldo \u00e8 sopportabile, l\u2019aria leggera mi entra dentro le narici, mite tutto quanto, la pace dei sensi molto vicina se tutto continua cos\u00ec. Il costume sempre al suo posto, nessun segnale o cartello, terra di nessuno se non fosse per la strada che sta sotto, eppure qualcosa succeder\u00e0. Nessun\u2019auto o pullman in vista, soltanto un puntino che visto dal satellite continua la sua ricerca on the road, magari mi stabilisco in una delle piazzole di servizio che senza nessun contratto da firmare, decide di ospitarmi senza chiedere niente in cambio.<\/p>\n<p>Il rumore del motore rompe il silenzio innaturale che per un attimo attraverso, forse un campo magnetico, accendo la radio ma nessuna stazione prende. La spengo d\u2019istinto, nessun segnale, forse ci siamo, sto per arrivare a destinazione. Faccio fare tutto al caso, se avessi il navigatore lo farei guidare al posto mio, giuro. La carreggiata sembra pi\u00f9 larga da una parte e dall\u2019altra, sembra esserlo in tutte le direzioni! Guardandomi intorno vedo una spiaggia e penso sia il posto ideale; voglio fermarmi ho deciso. Il blu intenso dell\u2019acqua viene tagliato come in una tela di Fontana da alcuni uccelli bianchi, \u2018Ventottesimo km\u2019, ci siamo.<\/p>\n<p>Il bivio sembra fatto su misura, faccio la rotatoria, passo sotto un ponte che subito mi porta davanti la spiaggia, il coraggio di dire non mi piace non c\u2019\u00e8 l\u2019 ho! Nessuno mi vieta di fare quello che voglio, manco un giudice delle cause perse mi pu\u00f2 fermare, mi sento diverso da quelli. Il costume \u00e8 pronto, la radio accesa, le stazioni fanno a gara per accompagnarmi sino alla fine, scendo e mi accorgo di una barca pronta ad aspettarmi, la porto in acqua e ci salgo. Penso di avere fatto tutto il possibile\u2026 in fondo di strada per arrivarci ne ho fatta.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35548\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35548\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi giro, mi fermo, proseguo, la strada \u00e8 libera da code e file interminabili, n\u00e9 a destra n\u00e9 a sinistra. 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