{"id":35500,"date":"2018-05-23T11:47:46","date_gmt":"2018-05-23T10:47:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35500"},"modified":"2018-05-23T11:47:46","modified_gmt":"2018-05-23T10:47:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-uguali-e-diversi-di-enrico-pasquetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35500","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Uguali e diversi&#8221; di Enrico Pasquetti"},"content":{"rendered":"<p class=\"western\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il pugno part\u00ed con una violenza inaudita, la rabbia con cui Seydou attacc\u00f3 il giovane italiano era animalesca. Il furore che gli si leggeva negli occhi scuri, si era trasformato in energia che aveva fatto scattare velocissimo il braccio. La potenza nel corpo magro ed emaciato scaturiva da un&#8217;esplosione d\u2019ira e di cattiveria che colse di sorpresa il ragazzo vestito come un rapper. Quando le nocche arrivarono sulla mandibola dell&#8217;italiano, si ud\u00ec un rumore come due cocomeri sbattuti insieme. La testa del ragazzo biondo scatt\u00f2 all&#8217;indietro, gli occhi persero immediatamente lucidit\u00e0 e lui cadde a terra senza reazione, come un sacco di farina. Seydou sferr\u00f3 un calcio al corpo inerme steso a terra, un attimo prima di sfilare il cellulare dalla mano del ragazzo e darsela a gambe. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Romeo aveva 17 anni, ma ne dimostrava 14. Era sempre stato preso in giro dai suoi amici per il leggero ritardo che lo contraddistingueva, rendendolo poco coordinato e leggermente ondeggiante nel camminare. Questo gli era valso il soprannome di \u201cDondolo\u201d. Quella primavera, l&#8217;anno della quarta liceo, la scuola aveva organizzato la gita nella lontana e bellissima Sicilia. Romeo aveva accettato a malincuore di partecipare perch\u00e9 nonostante fosse assetato di viaggi e di compagnia, sapeva che i compagni di classe lo avrebbero preso di mira per tutta la durata della gita. E cos\u00ec fu. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Seydou viveva in un piccola e polverosa cittadina nel centro della Costa d&#8217;Avorio, tagliata in due come una coltellata dall&#8217;autostrada A3, trafficata giorno e notte da auto, camion e mezzi di trasporto militari. Vivere a Noumouso comunque, era molto meglio che nei villaggi. C&#8217;era un pochino pi\u00f9 disponibilit\u00e0 di acqua e quantomeno le fogne erano collocate in modo meno invadente. Seydou pass\u00f3 un&#8217;infanzia terribile al confronto di un europeo, ma per lui che non ne aveva vista nessun&#8217;altra, tutto sommato felice. Per\u00f2 crescendo aveva notato delle differenze nell&#8217;aria, i militari sempre in numero maggiore, armi in quasi tutte le case civili e capannelli di persone che parlavano misteriosamente. Finch\u00e9, nella primavera dei suoi 13 anni sent\u00ed per la prima volta la parola \u201cguerra civile\u201d. La sua vita cambi\u00f2 radicalmente, all&#8217;improvviso masse di uomini salivano su camion enormi e scivolavano via silenziosamente fra le lacrime delle mogli e dei figli pi\u00f9 grandi. Una notte fredda fu svegliato da sua madre, fece un fagotto dei suoi pochi stracci e inizi\u00f2 a camminare silenziosamente nella notte con una ventina di persone. Gli spiegarono che stavano scappando dalla guerra, rifugiandosi in Europa, dove ci sarebbe stata pace e serenit\u00e0. Ma bisognava arrivarci in Europa. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Romeo aveva le lacrime agli occhi. Gli si erano appannati gli occhiali e sentiva la rabbia salire amara in gola. Si era messo in prima fila sull&#8217;autobus per allontanarsi dalla parte agitata dei compagni, ma dopo che all&#8217;autogrill lo avevano fatto cadere sul pavimento sporco e puzzolente dei bagni, non avevano smesso un minuto di colpirlo con sberle, pallini di carta ciucciati sparati con le Bic e canzonette tipo \u201cGuarda come dondolo\u201d. I ragazzi sapevano essere veramente cattivi. Naturalmente nessuno volle andare a dormire con lui e gli fu consegnata una stanza singola, fra l&#8217;imbarazzo degli insegnanti e dell&#8217;albergatore e gli scherni dei compagni. In realt\u00e0 Romeo era contento di stare da solo, col suo cellulare, col suo Tablet e con se stesso.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il giorno dopo girarono per la citt\u00e0 tutti in gruppo, il tempo fu scandito da chiese, fotografie, cibo, passeggiate e prese in giro, sgarbate e offensive. Ma Romeo ci era abituato e si godeva il viaggio. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Il viaggio di Seydou invece era ben oltre il limite umano. Dur\u00f2 quasi un anno. Un anno in cui nei suoi occhi passarono ogni tipo di immagine, al suo naso arrivarono ogni tipo di odori e nel suo corpo ogni tipo di privazione, di fatica e di dolore. E nel suo cuore la speranza diminuiva mentre aumentava la paura. Ogni giorno si univano enormi quantit\u00e0 di persone e altrettante si perdevano. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Percorrendo il terreno sabbioso accanto alla A3, arrivarono al confine col Burkina Faso e arrivarono anche le prime tasse da pagare, i primi passaggi nascosti nel cassoni dei camion, le prime sparizioni e i primi morti. A Thiou, ultima cittadina prima del pericoloso Mali, si fermarono per venti giorni, vivendo per strada e dormendo per terra. L&#8217;africa era un mondo complicato, pieno di tradizioni secolari mischiate a inevitabile progresso. E il Mali fu spietato, centinaia di persone ci persero la vita, compresa la madre di Seydou. La sua salvezza fu la promessa che le aveva fatto prima di morire, la promessa di riuscire ad arrivare in Europa. Ci mise tutto quello che aveva in corpo e anche di pi\u00f9, corse, si nascose, picchi\u00f3, contratt\u00f3, preg\u00f3, ingann\u00f3, aiut\u00f2, rub\u00f3, tutto per non cadere ucciso dalla fatica, dalle privazioni o assassinato, in un qualche fossato sperduto. In 37 giorni raggiunsero Gao, ultimo avamposto prima del deserto del Mali. Dormirono per 9 giorni in un hangar nascosto dell&#8217;aeroporto, poi, dopo estenuanti contrattazioni, 30 di loro vennero stipati nel retro di un camion e seguendo per un po\u2019 il corso del Niger, arrivarono in Algeria. Un po\u2019 a piedi, un po\u2019 come le antiche carovane, un po\u2019 su disastrati trasporti, attraverso strade rocciose e sabbiose, arrivarono in Tunisia. In 7. Le altre migliaia, non ce l&#8217;avevano fatta. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Romeo stavolta tremava, di freddo, di rabbia e di paura. I professori avevano lasciato il pomeriggio libero ai ragazzi, lui aveva deciso di restare in camera sua, ma i suoi compagni lo avevano trascinato a forza con loro, prima su un autobus diretto alla zona portuale, poi in spiaggia a bighellonare e fumare al sole. Romeo si era illuso che i compagni lo avessero voluto con loro per gentilezza, ma arrivati al mare, si era dovuto ricredere. Avevano iniziato a spingerlo nella sabbia, a colpirlo con legni trovati sulla battigia e a cantargli canzoncine stupide per prenderlo in giro. Ma il branco si dava carica da solo, si sentivano forti e vincenti quei 5 coglioni e gli tolsero i pantaloni per sculacciarlo, legandogli le mani con la cintura ad un grosso tronco. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Leone Marradi, il ricco figlio di un assessore, era il leader del gruppo dei bulli, biondo e sempre vestito alla moda, provocava risatine e gridolini nelle compagne di classe. In quel momento ebbe l&#8217;idea del secolo; andarsene e lasciare Romeo legato al tronco. Doveva dimostrare di meritarsi il comando con un&#8217;azione forte e seguito dai consensi degli altri, condusse il gruppetto verso la fermata dell&#8217;autobus accompagnato dai singhiozzi sempre pi\u00f9 lontani di Romeo. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">A Menzel Salem, aspettarono quasi un mese il numero sufficiente di paganti per poter effettuare la traversata sul barcone. Chi riusciva ad arrivare, era in condizioni disumane e raccontava di aver perso per strada decine di persone e chi era l\u00ec, aveva superato una selezione durissima. Solo i pi\u00f9 forti, i pi\u00f9 tenaci, i pi\u00f9 determinati e forse i pi\u00f9 fortunati, salirono su quel barcone. A Seydou erano rimasti 400 dollari nelle mutande, sua madre glieli aveva dati prima di morire e per fortuna gli bastarono. A bordo c&#8217;era spazio per sedersi o dormire rannicchiati, i passeggeri erano esausti, indeboliti, febbricitanti e nessuno ebbe la forza di lamentarsi. Qualcuno mor\u00ec, le privazioni, gli stenti e le malattie avevano minato i corpi, ma per gli altri fu un&#8217;emozione incredibile sentire i motori rallentare e iniziare a frenare per effettuare l&#8217;attracco. Uscirono sotto il sole rimbambiti, non riuscivano a tenere gli occhi aperti, l&#8217;aria pura sembrava quasi fastidiosa dopo aver respirato per giorni veleno, il paesaggio era estraneo, la fame e la mancanza di forze annebbiava loro la vista e i pensieri. Seydou si sent\u00ed afferrare da mani gentili e da quel momento in poi, gli parve di vivere un sogno. In vita sua non aveva mai visto edifici cos\u00ec grandi, cos\u00ec puliti, cos\u00ec squadrati, cos\u00ec solidi. L&#8217;acqua scorreva nascosta in tubi e usciva limpida, ce n&#8217;era in abbondanza. Si fece una lunga doccia, gli vennero dati abiti puliti, cibo caldo, aiuto medico, sorrisi e pacche sulle spalle. Le persone erano tutte gentili e non stavano chiedendo niente in cambio. Seydou credeva di essere morto e di essere in paradiso.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Leone all&#8217;improvviso scese dall\u2019autobus, le porte si chiusero fra lui e gli sguardi increduli del resto della banda. Torn\u00f2 di corsa verso la spiaggia.Quando arriv\u00f3 vide Romeo ancora legato con i pantaloni calati, gli si form\u00f2 un ghigno sul viso, non era ancora sazio di cattiveria. Tir\u00f2 fuori il cellulare e inizi\u00f2 a girare un video mentre si avvicinava. Quando Romeo lo vide, si fece la pip\u00ec addosso, inzuppandosi le mutande, le gambe e i pantaloni, come ben si vedeva nel filmato. Leone felice, lo avrebbe postato su YouTube. <\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"western\"><span style=\"font-family: 'Times New Roman', serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Seydou vide questa scena da venti metri, era uscito fuori dal centro di accoglienza perch\u00e9 pensava alla sua mamma, che non ce l&#8217;aveva fatta ma che sarebbe stata fiera di lui. Un furore cieco lo travolse e silenzioso e veloce come una pantera, si scagli\u00f3 contro Leone. Bast\u00f2 un pugno per chiudere i giochi, liber\u00f2 Romeo che piangeva, gli consegn\u00f3 il cellulare per cancellare il filmato e lo port\u00f3 a dormire con s\u00e9 al centro di accoglienza. Parlarono tutta la notte, a gesti, un po\u2019 in francese, si raccontarono la loro vita, diversa eppure cos\u00ec simile nella sofferenza. Romeo non aveva mai avuto un amico migliore di questo. Gli promise di non dire a nessuno che era stato lui a dare il pugno a Leone, non avrebbero mai potuto riconoscerlo. Uscirono dall&#8217;edificio nell&#8217;aria fresca della mattina, c&#8217;erano alcune macchine della polizia parcheggiate sulla strada di fronte alla spiaggia, probabilmente la scomparsa di Romeo era diventata ufficiale. Seydou e Romeo si guardarono un po\u2019 e poi si strinsero la mano, sorridenti e malinconici, grati l&#8217;un l&#8217;altro per esserci stati. La luce chiara e limpida del sole all&#8217;alba, quando tutto sembra pulito, fece da sipario all&#8217;ombra dondolante di Romeo che trotterellava sereno e sorridente verso le macchine della polizia. <\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35500\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35500\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il pugno part\u00ed con una violenza inaudita, la rabbia con cui Seydou attacc\u00f3 il giovane italiano era animalesca. 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