{"id":35483,"date":"2018-05-23T11:35:47","date_gmt":"2018-05-23T10:35:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35483"},"modified":"2018-05-23T11:37:56","modified_gmt":"2018-05-23T10:37:56","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-una-villa-con-tanti-animali-di-silvia-patrignani-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35483","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Una villa con tanti animali&#8221; di Ilia Silvia Patrignani (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Comparve all\u2019improvviso, dietro un cumulo di pietre, sul piazzale erboso della grande villa: un mucchietto di peli, un miagolio gentile e le zampette, alla fine, come\u2026 bianchi stivaletti. Per niente impaurita, ci diede cos\u00ec il benvenuto nella nuova casa, guidandoci, come fosse l\u2019agente immobiliare. Naturalmente ci adott\u00f2 a suoi padroni, tanto che fu subito chiamata da me e dalle mie sorelle, Briciola, perch\u00e9 ancora tanto piccola; cos\u00ec da quel giorno ci aspettava, controllando attentamente il nostro trasloco.<\/p>\n<p>Era ormai un membro effettivo della nostra famiglia, pur mantenendo la sua libert\u00e0; veniva ai pasti, poi spariva e da brava cacciatrice ci portava le sue prede: topolini di campagna, \u00a0uccellini spelacchiati e qualche piccola lucertola.<\/p>\n<p>Una delle prime sere, mentre ero fuori a giocare, all\u2019improvviso, fui spaventata da un verso strano, uno squittio, che al buio non riuscii a decifrare; chiamai aiuto e con grande sorpresa, alla luce di una torcia scoprimmo\u2026quattro piccoli riccetti, che preferimmo non disturbare, per non spaventarli: forse avevano fame!<\/p>\n<p>Il giorno dopo, infatti, vennero fuori, da un nascondiglio, mentre noi pranzavamo. Gli mettemmo delle fette di cocomero e come se fosse una cosa naturale cominciarono ad ingozzarsi e a spingersi l\u2019un l\u2019altro. Che fame poveri piccoli!<\/p>\n<p>Cos\u00ec, tutti i giorni, appena ci mettevamo a pranzo in giardino, si presentavano a reclamare il loro pasto! Poi una volta, mi dimenticai \u00a0di loro e non vedendoli cominciai a cercarli, ma con mia grande sorpresa li trovai in mezzo al salone, che camminavano in processione sul \u00a0tappeto, cercando da mangiare. Ne presi cautamente uno in braccio e\u2026sulla mia mano mangi\u00f2 la frittata. Non mise fuori gli aculei, ma si lasci\u00f2 coccolare, annusandomi col suo musetto appuntito.<\/p>\n<p>Avrei voluto baciarli ma\u2026 non era consigliabile!<\/p>\n<p>Intanto, tra i gatti del quartiere si era sparsa la voce del vitto gratis! Infatti cominciarono ad arrivare e tutti furono regolarmente battezzati!<\/p>\n<p>Il primo fu Eros, che miagolava come Ramazzotti, poi arriv\u00f2, sempre in tema di canto\u2026 Figaro, un micione, grande ladro, che rubava per\u00f2, solo alla nostra vicina: file di salsicce, fettine di filetto, persino un pollo surgelato che lei abbandonava sul tavolo della cucina, tornando dalla spesa. Ma un giorno super\u00f2 se stesso, portando via dalla sua griglia, un\u2019enorme fiorentina, lasciando per\u00f2 sul campo quasi tutti i suoi magnifici baffi! Ultima a completare la compagnia, una sciantosa gattina, Mary, che adorava divani e grandi, morbidi letti. Peccato che un giorno fosse beccata da mio padre, sul suo letto matrimoniale e\u2026 io vidi arrivare gi\u00f9 per le scale, in sequenza, prima Mary, poi lo spazzolone e in ultimo mio padre che amava gli animali, ma non li voleva \u00a0dentro.<\/p>\n<p>Da quel giorno, tutta la compagnia cap\u00ec che non si entrava in casa, per\u00f2 si poteva stare sui davanzali delle finestre. Ma in una villa cos\u00ec grande, potevano starci i gatti e perch\u00e9 non i cani? Questo il ragionamento logico mio e delle mie sorelle pi\u00f9 grandi!<\/p>\n<p>Inizi\u00f2 cos\u00ec la dinastia con Snuker, bellissimo cocker biondo con la sorella attrice in televisione, che invece di dedicarsi all\u2019arte, dispettoso quanto bello, aveva scelto come sua missione, quella di raccogliere i panni che mia madre stendeva, prima di andare al lavoro, semplicemente perch\u00e9 non voleva stare \u2026solo.<\/p>\n<p>Con nostro dolore, mor\u00ec una notte in cui era scappato, avvelenato insieme ad altri quattro cani, da un boccone di stricnina!<\/p>\n<p>Ho imparato allora cosa si prova a perdere un cane!<\/p>\n<p>Per colmare questo vuoto arriv\u00f2 Stella, una riccioluta spinona color champagne, che per gelosia, rovin\u00f2 il prato inglese il giorno prima del matrimonio di mia sorella, perch\u00e9 noi indaffarati, non le dedicavamo attenzione; io per non farla sgridare cercai di rianimare l\u2019erba, ma il disastro ormai era fatto! Cos\u00ec la mia mamma dovette mettere un grosso ciotolone con tanti fiori per non far vedere quello scempio a mio padre, che tanto aveva curato il prato!<\/p>\n<p>Poi la migliore aiuola, fu sacrificata per fare una peschiera per le tartarughe del ragazzo dell\u2019altra sorella. Mica potevamo lasciar vivere quelle povere bestie in un piccolo acquario, con tanto spazio che c\u2019era nella villa! Tutti collaborammo alla costruzione, c\u2019era anche una pagoda e una statua con lo schizzo in mezzo, tanti sassi artistici, sopra cui potevano prendere il sole le tartarughe e una miriade di pesci rossi, per la gioia di Tobia, il gatto di un\u2019altra vicina, che cercava di pescarli tutti i giorni, affondando la sua zampetta, senza peraltro riuscirci!<\/p>\n<p>Purtroppo, intanto Stella non c\u2019era pi\u00f9 per via di una malattia\u2026ricordo che facemmo il funerale lasciando una pietra sul luogo dove riposava. Eravamo tutti tristi perch\u00e9 un cane \u00e8 parte della famiglia!<\/p>\n<p>Sempre per riempire i vuoti, al suo posto arriv\u00f2 Jessy, una boxerina talmente piccina che, quando la prendemmo, entrava in un cestino e la notte uno di noi a turno, per non farla piangere, la doveva cullare e farle compagnia, fino a quando non le comprammo un grosso leprotto di peluche che lei adott\u00f2 come mamma.<\/p>\n<p>Mia madre, che cedeva sempre alle nostre richieste di animali, si illudeva che il nostro zoo terminasse l\u00ec, senza sapere cosa le\u00a0 riservava il futuro!<\/p>\n<p>Un giorno, arriv\u00f2 un\u2019amica di mia sorella, con in braccio una paperina spaventata e schiamazzante, gliel\u2019aveva regalata il suo ragazzo alla fiera di San Giuseppe, ma sua madre non la voleva giustamente in casa, cos\u00ec\u2026chiese asilo politico a noi!<\/p>\n<p>Dietro la villa, c\u2019era un terreno ancora da sistemare, dove si era formata una grossa pozza d\u2019acqua, cos\u00ec mettemmo la nuova arrivata l\u00ec dentro e lei felice cominci\u00f2 a nuotare.<\/p>\n<p>Come mandarla via! Rimase naturalmente con noi, ma voleva stare anche lei in compagnia, cos\u00ec chiedemmo ad un amico allevatore di darcene un\u2019altra, ma lui per farci un favore ce ne regal\u00f2 \u2026altre quattro!<\/p>\n<p>Cos\u00ec inizi\u00f2 il nostro ranch; prima un grande recinto, una grande gabbia a forma di casa, con annessa una piccola piscina, galline, pulcini, tacchini, oche giganti\u2026 Eravamo diventati veramente tanti\u2026 Ma era cos\u00ec bello, stare in\u00a0 quella grande villa con le mie sorelle molto pi\u00f9 grandi di me, con i fidanzati, con gli\u00a0 amici, con tanti animali e soprattutto con tanta allegria!<\/p>\n<p>Mia madre e mio padre, dopo il caff\u00e8, fumando una sigaretta, andavano a gustarsi quelle paperine che facevano il bagno ed era il relax della loro giornata di lavoro!<\/p>\n<p>Purtroppo c\u2019erano i galletti che si facevano la guerra e cominciavano a cantare chi ad un\u2019ora chi ad un\u2019altra dell\u2019alba e non ci lasciavano dormire. Meritavano proprio di essere messi in pentola, ma nessuno di noi aveva mai mangiato uno dei nostri animali, cos\u00ec i galletti\u2026continuarono a cantare!<\/p>\n<p>Poi \u201cJessy\u201d si spos\u00f2 con un bellissimo boxer! Ricordo il giorno in cui dovevano nascere i cuccioli e mia madre le tenne la zampa \u2026come ad una figlia. I cuccioli, cinque, erano tenerissimi, ma la mamma da sola non ce la faceva ad allattarli, cos\u00ec indossavamo i sacconi dell\u2019immondizia, per non farci sporcare e davamo il latte noi col biberon! Che spasso, sputacchiavano da tutte le parti! Erano quattro femmine, che regalammo ad amici ed un maschio, Mister chiamato cos\u00ec, perch\u00e9 comandava sulle sorelle. Era inevitabile che rimanesse con noi: mio padre, tra tante donne aveva bisogno di un supporto maschile! Cos\u00ec il nostro bellissimo cucciolo divenne il compagno inseparabile di Jessy!<\/p>\n<p>Ma all\u2019improvviso, una notte, il nostro ranch fin\u00ec, una volpe entr\u00f2 e fece fuori tutti gli animali!&#8230;Fu un giorno di lutto, rimasero solo cani e gatti!<\/p>\n<p>Poi, una sera mentre aiutavo mia madre a stendere i panni, nell\u2019oscurit\u00e0 sul piazzale, vidi un\u2019ombra avanzare lentamente, un po\u2019 spaventata guardai meglio e mi resi conto che era\u2026un grosso rospo! Accorsero Mister e Jessy, ma li sgridai per non farlo toccare e da quella sera Jhonny, battezzato anche lui, veniva a farci compagnia, forse cercando il fresco dell\u2019acqua che cadeva dai panni stesi. Io gli parlavo e lui stava l\u00ec a sentire come se capisse.<\/p>\n<p>Ma una sera, le ombre divennero\u2026 due; Jhonny aveva portato la sua compagna!<\/p>\n<p>All\u2019arrivo dell\u2019inverno, i rospi sparirono, erano andati in letargo e alla primavera seguente, non si videro; ma un giorno, tra i fiori di un\u2019aiuola, qualcosa si mosse e apparve\u2026 un piccolo rospetto, ricoperto di terra.<\/p>\n<p>Jhonny ci aveva affidato il suo piccolo!<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35483\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35483\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comparve all\u2019improvviso, dietro un cumulo di pietre, sul piazzale erboso della grande villa: un mucchietto di peli, un miagolio gentile e le zampette, alla fine, come\u2026 bianchi stivaletti. 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