{"id":35417,"date":"2018-05-22T17:01:11","date_gmt":"2018-05-22T16:01:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35417"},"modified":"2018-05-22T17:01:11","modified_gmt":"2018-05-22T16:01:11","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-una-passeggiata-con-einstein-di-raffaele-sesti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35417","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Una passeggiata con Einstein&#8221; di Raffaele Sesti"},"content":{"rendered":"<p>Quando finalmente arriv\u00f2 sulla cima del passo, il tempo aveva gi\u00e0 iniziato a peggiorare.<\/p>\n<p>Fermo sul sentiero con il fiato ancora corto per i chilometri fatti quel giorno, Riccardo chiam\u00f2 a se Einstein con un fischio tagliente che riecheggi\u00f2 nella valle sottostante.<\/p>\n<p>Einstein lasciando perdere l\u2019odore misterioso che lo aveva fatto ritardare, arriv\u00f2 al trotto al fianco dell\u2019uomo facendo tintinnare l\u2019attrezzatura che aveva saldamente legato al corpo con una speciale imbracatura: quella era la quinta settimana del loro viaggio a piedi in Islanda.<\/p>\n<p>\u201cAmico, per oggi ci fermiamo qui\u201d gli disse affondando le dita nel pelo morbido delle orecchie ma senza distogliere lo sguardo dalle lingue grigie di pioggia che vedeva avanzare dal fondo della valle.<\/p>\n<p>Il cane sollev\u00f2 il muso annusando l\u2019elettricit\u00e0 nell\u2019aria portata della tempesta e muovendo in quel suo modo buffo il naso nero e umido.<\/p>\n<p>Qualcuno una volta gli disse che quei cani sentivano il tempo in procinto di cambiare.<\/p>\n<p>\u201cCerto come no\u201d rispondeva Riccardo, \u201csentono anche i terremoti e gli spiriti dei defunti.\u201d<\/p>\n<p>Poi per\u00f2, dopo che Einstein muoveva il suo tartufo, il tempo cambiava sempre.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Lo aveva voluto Irene.<\/p>\n<p>Una sera di luglio Riccardo, rientrando da lavoro la trov\u00f2 stesa sul divano ad accarezzarsi la pancia di sei mesi: aveva le gambe nude ed una canottiera rosa le cingeva la pancia in modo adorabile.<\/p>\n<p>Quando lo vide si sollev\u00f2 un poco poggiandosi sui gomiti.<\/p>\n<p>\u201cVoglio un cane\u201d gli disse perentoria.<\/p>\n<p>Riccardo rise mentre posava la 24 ore sul tavolo, poi si diresse da lei che gli fece un poco di spazio sulla pelle marrone.<\/p>\n<p>\u201cHai me da accudire, non ti basta come responsabilit\u00e0?\u201d le chiese.<\/p>\n<p>\u201cHo detto che voglio un cane!\u201d ripet\u00e9 Irene ancora pi\u00f9 seria.<\/p>\n<p>\u201cE sentiamo, che cane vuoi?\u201d<\/p>\n<p>\u201cUn Alasakan Malamute!\u201d rispose con occhi eccitati.<\/p>\n<p>\u201cAmore\u2026 vuoi portare in giro la bambina su una slitta?\u201d<\/p>\n<p>La donna non bad\u00f2 all\u2019ironia del marito che non aveva certo tutti i torti visto che vivevano in un appartamento al terzo piano.<\/p>\n<p>\u201cE sai come lo voglio chiamare?\u201d gli chiese tornando a stendersi.<\/p>\n<p>Riccardo scosse la testa rassegnato a sentire un\u2019altra stramberia.<\/p>\n<p>\u201cEinstein, voglio chiamarlo Einstein\u2026come quello scienziato sempre scartuffato!\u201d<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>La monovolume era di un giallo talmente acceso da risultare fastidioso in mezzo a tutte le tonalit\u00e0 di grigio che coloravano quella giornata. Erano grigie le strade, grigi i palazzi in mezzo ai quali la macchina correva ed il cielo era soffocato da strati di nubi agitate talmente grigie da fare sembrare notte quel primo pomeriggio di fine settembre.<\/p>\n<p>Non era giornata da uscire.<\/p>\n<p>E di certo non lo avrebbe fatto Irene se non le fosse presa una delle sue voglie di frutta fresca che Riccardo, lungi dal contrariarla, avrebbe messo a tacere scendendo al supermarket se non lo avessero richiamato a lavoro dai pochi ferie che si era preso per stare vicino alla moglie.<\/p>\n<p>Quel lavoro lo stava mettendo a dura prova; negli ultimi anni l\u2019azienda dove lavorava come ingegnere era cresciuta senza essere strutturata e le normali 8 ore di lavoro si erano trasformate in 10, 11 perfino 13 ore di ufficio.<\/p>\n<p>\u201cUn tempo poco dopo le 17.30 il parcheggio si svuotava rapidamente, adesso se esci alle stessa ora riesci a perderti fra le auto per cercare la tua!\u201d le disse la sera prima Riccardo.<\/p>\n<p>\u201cE allora prova a cercare altro, no?\u201d prov\u00f2 a spronarlo Irene.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 inutile\u201d, rispose rassegnato, \u201covunque vai \u00e8 sempre la stessa storia, finisci per vivere solo nei ritagli di tempo.\u201d<\/p>\n<p>Quando la monovolume gialla la falci\u00f2, Irene stava ripensando proprio alle parole amare del marito. Presa com\u2019era da quel pensiero attravers\u00f2 la strada senza guardare, poi quell\u2019auto pacchiana e una stupida serie di coincidenze fecero il resto lasciando Riccardo solo con una valanga di se a tormentarlo.<\/p>\n<p>Per chiss\u00e0 quale motivo, di quell\u2019assurda giornata Riccardo ricordava distintamente la polvere chiara sulle scarpe nere dei carabinieri che lo informarono dell\u2019accaduto mentre tutto il resto rimaneva avvolto da una strana nebbia, come se quella sofferenza fosse la sofferenza di qualcun altro e non la sua.<\/p>\n<p>I due ufficiali si erano presentati al lavoro, avevano lasciato l\u2019auto di ordinanza sul ghiaino polveroso del parcheggio e arrivati al centralino, chiesero dell\u2019Ing. Riccardo Narducci.<\/p>\n<p>Fu il pi\u00f9 anziano dei due a parlare, l\u2019altro, pi\u00f9 giovane, se ne stava in silenzio con le lacrime agli occhi nonostante l\u2019impassibilit\u00e0 che la divisa gli imponeva.<\/p>\n<p>Quando gli dissero che Irene e la bambina erano decedute nonostante gli sforzi dei medici Riccardo rimase immobile in piedi, talmente soggiogato dalle emozioni da rimanerne paralizzato. Poi abbass\u00f2 la testa e prima che le lacrime gli annebbiassero la vista, not\u00f2 la quella polvere bianca sulle scarpe lucide dei due ufficiali.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Cinque mesi dopo l\u2019incidente, Riccardo si present\u00f2 all\u2019allevamento che gli aveva consigliato un collega.<\/p>\n<p>Dopo i convenevoli, il proprietario lo port\u00f2 subito dai cuccioli che in quel momento si assiepavano agitati contro il ventre materno, impegnati a rubare le mammelle dalla bocca dei fratelli in una lotta dolce e goffa.<\/p>\n<p>L\u2019allevatore cerc\u00f2 nel volto del nuovo cliente un sorriso, tutti sorridevano a scene del genere, ma Riccardo rimase impassibile e serio come se stesse osservando una scena triste.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 sicuro di voler un cane? Intendo questo tipo di cane? Gli Alasakan Malamute\u2026 ecco non\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec\u201d tagli\u00f2 corto Riccardo.<\/p>\n<p>Proprio in quel momento un cucciolo si allontan\u00f2 dai fratelli annoiato forse dalla troppa confusione, trotterell\u00f2 verso Riccardo e dopo avergli annusato un poco le scarpe, si mise seduto con il musetto arruffato fisso su di lui.<\/p>\n<p>Riccardo lo raccolse da terra e quando le sue dita si persero nella pelliccia bianca e grigia del cucciolo ebbe la netta sensazione di avere fra le mani una nuvola calda. La coda arricciata come un punto interrogativo inizi\u00f2 ad agitarsi con foga e dal musetto sbucava rapida un linguetta rosa che leccava l\u2019aria nel tentativo di arrivare al viso di Riccardo\u2026 Irene si sarebbe sciolta dalla felicit\u00e0, pens\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cCome lo chiamer\u00e0?\u201d chiese l\u2019allevatore capendo che il piccolo si era appena trovato una casa.<\/p>\n<p>\u201cEinstein\u2026 lo chiamer\u00f2 Einstein, come quello scienziato sempre scartuffato.\u201d<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>\u201cTi ho mai raccontato come mai siamo qui, Einstein?\u201d<\/p>\n<p>Al suono del suo nome il cane drizz\u00f2 le orecchie inclinando un poco il muso.<\/p>\n<p>Si trovavano dentro la tenda rossa maltrattata da quel temporale islandese che aveva interrotto la loro passeggiata.<\/p>\n<p>La tenda era piena di attrezzatura, di vestiti e del corpo massiccio di Einstein accovacciato accanto a Riccardo: in un anno era arrivato a pesare oltre 50 chili ed era diventato robusto come un trattore.<\/p>\n<p>\u201cSia chiaro, fu Irene a volerti!\u201d Disse l\u2019uomo in tono scherzoso.<\/p>\n<p>Il cane sospir\u00f2 senza scomporsi troppo come se quella fosse una battuta gi\u00e0 sentita.<\/p>\n<p>\u201cScherzo\u2026 l\u2019Islanda venne fuori per caso, come le idee strambe di quando si hanno vent\u2019anni. Una sera Irene mi disse che avremmo dovuto fare un viaggio insieme.<\/p>\n<p>All\u2019epoca andava di moda Ibiza e non c\u2019era cosa pi\u00f9 fica di passare le vacanze estive in quella stupida isola: cos\u00ec le proposi di andare l\u00ec. Eravamo in macchina, abbracciati sul sedile posteriore e avevamo appena finito di\u2026 beh hai capito.\u201d<\/p>\n<p>Come se avesse davvero capito, Einstein lo guard\u00f2 con un\u2019aria strana.<\/p>\n<p>\u201cChe bacchettone che sei diventato!\u201d borbott\u00f2 Riccardo, \u201cComunque dopo che gli proposi Ibiza lei si scost\u00f2 da me e mi disse quasi scocciata: \u00abNo, non voglio andare l\u00ec.. voglio andare a Nord!\u00bb\u201d.<\/p>\n<p>Una violenta folata di vento e pioggia interruppe l\u2019uomo.<\/p>\n<p>\u201cSe continua cos\u00ec questo tempo ci porta via anche noi!\u201d, ma non continu\u00f2 e cos\u00ec Riccardo riprese a raccontare.<\/p>\n<p>\u201c\u00abBeh, Ibizia \u00e8 pi\u00f9 a Nord di qui\u00bb le dissi, ma lei si avvicin\u00f2 e con quel suo sorriso furbo sussurr\u00f2: \u00abPIU\u2019 a Nord\u2026voglio andare in Islanda!\u00bb e amico, dovevi vederla, le si illuminarono gli occhi a quel pensiero.\u201d<\/p>\n<p>Il ricordo del viso di Irene lo fece sorridere.<\/p>\n<p>&#8220;Cristo Santo era fissata con il Nord, altrimenti\u201d esplose con gioia prendendo fra le mani il muso tanto enorme quanto dolce di Einstein, \u201ccol cavolo che eri qui! Un cane da slitta\u2026figuriamoci!\u201d<\/p>\n<p>Il cane sbadigli\u00f2 e con aria stanca prosegu\u00ec leccandosi i baffi.<\/p>\n<p>\u201cMa a quell\u2019et\u00e0 le tasche piangono e l\u2019Islanda era dannatamente cara anche all\u2019ora. Cos\u00ec promettemmo che una volta sistemati e messi da parte due soldi, il grande Nord sarebbe stata la nostra meta e\u2026\u201d<\/p>\n<p>Einstein si alz\u00f2 interrompendo il racconto, si stir\u00f2 le zampe con un lungo mugolio di piacere e si avvicin\u00f2 al viso dell\u2019amico che battezz\u00f2 con una leccata improvvisa sulla bocca.<\/p>\n<p>\u201cE dai\u2026\u201d disse Riccardo pulendosi con una mano.<\/p>\n<p>Dopo un paio di buffi giri su se stesso, il cane si rimise a cuccia nella solita posizione di prima.<\/p>\n<p>\u201cSei comodo ora?\u201d<\/p>\n<p>L\u2019uomo si stese al suo fianco cercando di ignorare la scomodit\u00e0 del materassino da campeggio. Con le mani dietro la testa ed il corpo caldo del cane a scaldarlo pi\u00f9 dentro che fuori, riprese:<\/p>\n<p>\u201cQuando finalmente ci sistemammo un p\u00f2, il lavoro non ci consentiva troppe libert\u00e0\u2026 come se ne esistesse uno cos\u00ec. I nostri contratti prevedevano la possibilit\u00e0 di essere richiamati dalle ferie in caso di necessit\u00e0 quindi si finiva sempre per passare le ferie in qualche posto vicino casa.\u00a0Che assurdit\u00e0 a ripensarci. Per\u00f2 sembrava normale, quando ti lamentavi con qualcuno ti sentivi dire che dovevi essere contento\u2026 Cristo\u201d, disse scuotendo la testa ed ascoltando per qualche istante il temporale, \u201cdevi essere contento di lavorare 12 ore al giorno e di veder crescere i tuoi figli dai nonni perch\u00e9 i genitori devono solo lavorare e devi anche esserlo di montare su un diavolo aereo per andare dall\u2019altra parte del mondo ad accontentare il capriccio di un cliente a cui non possono dire di no! Cazzo, a me hanno detto una marea di no!\u201d<\/p>\n<p>Si gir\u00f2 verso Einstein che lo ascoltava con il muso stretto fra le zampe in una posa che ricordava la sfinge stanca.<\/p>\n<p>\u201cMi dissero di no anche quando rassegnai le dimissioni per venire qui. Dissero: \u00abNo, ci lasceresti nei guai!\u00bb, e sai cosa gli risposi?\u201d Chiese ad Einstein.<\/p>\n<p>***<\/p>\n<p>Il temporale si calm\u00f2 solo a notte fonda quando sia Riccardo che Einstein dormivano sotto un cielo islandese tornato stellato.<\/p>\n<p>Al loro risveglio un\u2019aria frizzante e profumata di pioggia saliva tranquilla dalla vallata ed il verde brillante che tinteggiava i pendii come le pennellate di un artista era reso pi\u00f9 vivace dal sole mattutino e dal forte contrasto con la nera terra vulcanica della regione.<\/p>\n<p>Fecero colazione godendosi quel panorama poi con l\u2019imbracatura bel salda al corpo del molosso e lo zaino che sovrastava Riccardo fin sopra la testa, ripresero a camminare in un silenzio interrotto soltanto dai loro passi e dall\u2019abbaiare poco convinto di Einstein alle pecore che pascolavano libere nella natura.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35417\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35417\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando finalmente arriv\u00f2 sulla cima del passo, il tempo aveva gi\u00e0 iniziato a peggiorare. 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