{"id":35412,"date":"2018-05-22T16:59:57","date_gmt":"2018-05-22T15:59:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35412"},"modified":"2018-05-22T16:59:57","modified_gmt":"2018-05-22T15:59:57","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-blu-di-micaela-francesca-comasini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35412","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Blu&#8221; di Micaela Francesca Comasini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">&#8211; Per oggi \u00e8 tutto! Torniamo domani alla stessa ora, vi lasciamo al notiziario de\u2026 \u2013<br \/>\nSpense con decisione la radio davanti a s\u00e9 e, come ad averla voluta evocare, si ud\u00ec bussare alla porta dello studio.<br \/>\n&#8211; Avanti. \u2013 invit\u00f2 con tono incolore, senza sollevare gli occhi dagli appunti che stava rileggendo da almeno quindici minuti.<br \/>\nSent\u00ec la maniglia scattare, prima che la figura facesse capolino oltre la soglia.<br \/>\n&#8211; Tesoro, io vado. Ti serve che faccia altro? \u2013<br \/>\n\u2026<br \/>\n&#8211; Tutti a posto, ma\u2019, grazie. Vai pure, qui chiudo io. \u2013 alz\u00f2 brevemente lo sguardo, gli occhiali appoggiati sulla punta del naso, trovandola nella solita posa: dritta, con quella sua postura elegante di cui suo padre gli aveva sempre parlato.<br \/>\n&#8211; Tutto bene? \u2013 gli chiese, scrutandolo attentamente.<br \/>\nEra preoccupata, certo. Sapeva fin troppo bene quali pensieri lo assillassero in quei giorni, ma la discrezione e la delicatezza che l\u2019avevano sempre contraddistinta le impedivano di affrontare direttamente la questione.<br \/>\n&#8211; Tutto bene. \u2013 le rispose \u2013 Torna pure a casa. \u2013<br \/>\n\u2026<br \/>\n&#8211; D\u2019accordo \u2013 accett\u00f2 dopo qualche istante \u2013 A domani. \u2013<br \/>\n&#8211; A domani. Saluta pap\u00e0. \u2013<br \/>\nDopo che la porta d\u2019ingresso si fu richiusa sospir\u00f2, allungandosi all\u2019indietro sulla sedia e sfilandosi gli occhiali, una mano a strofinarsi gli occhi stanchi.<br \/>\nEra normale che sua madre si preoccupasse. Lo avrebbe fatto anche se non avesse lavorato l\u00ec e non avesse assistito all\u2019arrivo della busta quella mattina, perch\u00e9 tutta la vicenda andava ben oltre quell\u2019evento. Il fatto di averlo sott\u2019occhio tutto il giorno sicuramente le esponeva la vera proporzione delle sue preoccupazioni. Glielo leggeva lui stesso negli occhi: ci\u00f2 che stava sconvolgendo la sua vita personale la stava facendo soffrire. Neanche rabbia, come a suo fratello. Semplicemente soffrire.<br \/>\nLa delusione che pensava di averle procurato lo tormentava, assieme alle domande a cui cercava di dare una risposta da mesi.<br \/>\n<em>Come ci siamo arrivati? <\/em><br \/>\n<em>Perch\u00e9 non mi sono accorto di nulla?<\/em><br \/>\n<em>Dove ho sbagliato?<\/em><br \/>\nRimase immobile per chiss\u00e0 quanto tempo, prima di decidersi a posare gli occhi sull\u2019oggetto di tutto il nervosismo di quel giorno, il mento appoggiato sul palmo della mano.<br \/>\n<em>\u201cRicordati di firmare i documenti.\u201d<\/em><br \/>\nCos\u00ec diceva il messaggio delle 11.30, nella chat dalle tonalit\u00e0 verdi contraddistinta da una foto del profilo raffigurante una lontana spiaggia estera.<br \/>\nSpost\u00f2 lo sguardo sul fascicolo appoggiato a lato della scrivania. L\u2019aveva lasciato l\u00ec, non appena gli era stato consegnato, e da quel momento non lo aveva toccato.<br \/>\n<em>Divorzio.<\/em><br \/>\nNon il primo, non l\u2019ultimo di una lunga serie nel mondo, certo. Semplicemente, non aveva mai considerato l\u2019eventualit\u00e0 di vedere le carte del proprio cos\u00ec, nero su bianco, in un\u2019anonima cartellina abbandonata sulla scrivania in un pomeriggio di Marzo, solo quattro anni dopo il matrimonio.<br \/>\n<em>Ricordati di firmare i documenti.<\/em><br \/>\nLa frase si ripresent\u00f2 nella sua testa, tagliente e fastidiosa. Sospir\u00f2, si rimise gli occhiali e, riavvicinata la sedia alla scrivania, apr\u00ec la cartelletta.<br \/>\n\u201c<em>Per fortuna non abbiamo figli<\/em>\u201d pens\u00f2, ringraziando di poter evitare una situazione cos\u00ec difficile e sottolineando mentalmente uno dei punti che li aveva portati a quella decisione.<br \/>\nLesse tutto per ben tre volte, la biro in mano. Era vero, doveva solo firmare. Tutto ormai era stato discusso, definito \u2013 dalle decisioni di lei, dalla stanchezza di lui.<br \/>\nNon ci riusciva. Forse, inconsciamente, proprio per ribellarsi a quel messaggio. Li avrebbe firmati, s\u00ec, ma non certo per suo ordine.<br \/>\nFece un ultimo e vano tentativo, prima di richiudere tutto con un gesto stizzito, relegandolo all\u2019ultimo cassetto.<br \/>\n<em>Basta, per oggi.<\/em><br \/>\nFece il giro dell\u2019ufficio per chiudere le imposte, oltre che assicurarsi che fosse tutto in ordine. Cerc\u00f2 le chiavi nella tasca e afferr\u00f2 la valigetta per tornare a casa, sforzandosi di trovare qualcosa da fare quella sera, invece che starsene da solo nella villetta vuota.<br \/>\n\u201c<em>Che fai stasera?<\/em>\u201d domand\u00f2 nella chat al suo primo contatto, il cui ultimo messaggio risaliva all\u2019ora di pranzo, quando aveva espresso la propria opinione circa i documenti arrivati.<br \/>\n\u201c<em>Esco con te<\/em>\u201d, la risposta non si fece attendere, \u201c<em>Per una rossa<\/em>\u201d.<br \/>\n<em>Dieu merci<\/em>, amico mio.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>\u00a4<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: left;\">Avrebbe anche potuto lasciare i documenti in macchina, chiedere di trasformare la bevuta in una cena, e ritardare\u2026<br \/>\n&#8211; Scusi! \u2013<br \/>\nUna voce lo distolse dai suoi pensieri, la chiave ancora infilata nella toppa. Si volt\u00f2, trovandosi davanti una ragazza che cercava faticosamente di salire gli ultimi gradini che portavano al piano, due sacchetti della spesa tra le mani e\u2026un guinzaglio?<br \/>\n&#8211; Scusi, davvero, lui\u2026Pitch! Gi\u00f9! &#8211;<br \/>\nAbbassando gli occhi vide un cane seduto ai propri piedi e con il muso puntato verso la valigetta.<br \/>\nDa quando c\u2019era un cane nel palazzo? Che ricordasse, nessuno degli inquilini ne aveva mai posseduto uno\u2026esattamente come non ricordava di aver mai visto una ragazza l\u00ec dentro. Lo stabile era vecchio, su tre piani, tre appartamenti ciascuno, e conosceva tutti gli occupanti\u2026 sopratutto perch\u00e9 la maggior parte erano uffici. I singoli affittuari non erano pi\u00f9 di due.<br \/>\nUn attimo. L\u2019appartamento sopra al suo ufficio era effettivamente sfitto da almeno due anni. Che si trattasse di una nuova inquilina?<br \/>\n&#8211; Pitch, stai gi\u00f9! \u2013 esclam\u00f2 di nuovo la ragazza in direzione del cane, cercando di tenerlo d\u2019occhio da dietro i sacchetti. &#8211; Forza, andiamo\u2026-<br \/>\nFece per salire un altro gradino con estrema cautela, dato che non aveva una buona visuale.<br \/>\n&#8211; Ehm\u2026posso aiutarla? \u2013 chiese lui, notando la sua difficolt\u00e0.<br \/>\n&#8211; Oh no, posso\u2026-<br \/>\n&#8211; Davvero, non mi costa nulla. \u2013 insistette, notando il cartone delle uova che rischiava di scivolare fuori da uno dei sacchetti, e allungando una mano per impedirne la caduta.<br \/>\nAccortasi del disastro appena evitato, la ragazza decise che poteva anche farsi aiutare:<br \/>\n&#8211; Grazie, \u00e8 molto gentile da parte sua. \u2013<br \/>\nLiberandola di uno dei sacchetti riusc\u00ec finalmente a vederla in viso, trovandosi davanti a dei grandi occhi scuri, messi in risalto dalla pelle chiarissima e dai lunghi capelli neri che, scendendole sulle spalle, diventavano \u2026 blu?<br \/>\n\u2026<br \/>\nQuello s\u00ec che che non si vedeva tutti i giorni. Di certo non l\u00ec.<br \/>\n&#8211; Sto al piano di sopra. \u2013 gli disse, sorridendogli con fare riconoscente.<br \/>\n&#8211; L\u2019appartamento dei Moreau. \u2013 ricord\u00f2 \u2013 Cio\u00e8, fino a due anni fa. \u2013<br \/>\n&#8211; Pu\u00f2 essere. Mi pare che l\u2019agenzia abbia fatto un nome del genere. \u2013<br \/>\n\u2026<br \/>\n&#8211; \u00c8 qui da tanto? \u2013 le domand\u00f2 nel salire le scale, gli occhi puntati sulle onde sfumate dei capelli lungo la schiena, chiedendosi come avesse fatto a non vederla prima.<br \/>\n&#8211; Un paio di giorni. Mi sto ancora sistemando\u2026 questa \u00e8 la mia prima spesa ufficiale! \u2013 esclam\u00f2 con entusiasmo palpabile.<br \/>\nSenza che potesse vederlo, guard\u00f2 dentro al sacchetto che aveva in mano: biscotti, budini, succo di frutta\u2026ah no! C\u2019erano anche della carne e un paio di mele. Si augur\u00f2 mentalmente che nell\u2019altro ci fosse della verdura, prima di darsi dello stupido: era comunque meglio della sua, di spesa, a base di piatti pronti, surgelata o avanzi dalle cene a casa dei suoi.<br \/>\n&#8211; Benvenuta, allora. \u2013 si limit\u00f2 a dire, mentre arrivavano davanti alla porta di legno scuro che dava accesso al 4B, proprio l\u2019appartamento dei Moreau.<br \/>\n&#8211; Grazie! Lei invece sta al primo piano? \u2013<br \/>\n&#8211; Io\u2026 diciamo di s\u00ec. C\u2019\u00e8 il mio ufficio, qui sotto. Io abito altrove. \u2013<br \/>\n&#8211; Capisco. Spero di non disturbarla troppo. \u2013<br \/>\n&#8211; A essere onesti, non mi ero nemmeno accorto che l\u2019agenzia avesse fatto visitare l\u2019appartamento e che qualcuno vi fosse effettivamente entrato. \u2013 ammise.<br \/>\nHo altro per la testa.<br \/>\n&#8211; Solo perch\u00e9 non ho ancora installato lo stereo. \u2013 fece lei con un sorriso.<br \/>\nEra una battuta? Per un istante, l\u2019ipotesi di avere musica al massimo volume durante gli orari di lavoro lo preoccup\u00f2. Per non parlare del cane. Avrebbe abbaiato tutto il giorno?<br \/>\n&#8211; Scherzo. \u2013 si affrett\u00f2 a rassicurarlo la ragazza, forse notando la sua perplessit\u00e0 \u2013 Per fortuna hanno inventato le cuffie. \u2013<br \/>\n-Oh\u2026s\u00ec. \u00c8 che qui lavorano pi\u00f9 o meno tutti e\u2026-<br \/>\nStava davvero dicendo una frase simile? Era forse invecchiato tutto d\u2019un colpo?<br \/>\n\u201c<em>Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la scintilla. Non te ne sei accorto<\/em>?\u201d<br \/>\nNon era il momento di pensarci, adesso.<br \/>\n&#8211; Lo capisco. \u2013 fu la replica gentile \u2013 Con un po\u2019 di fortuna non rester\u00f2 molto tempo in casa. Forse nemmeno qui. \u2013<br \/>\n&#8211; Oh. \u2013 da qualche parte, in un luogo che non avrebbe saputo definire, una parte di lui se ne dispiacque \u2013 Come mai? \u2013<br \/>\n&#8211; Ho la tendenza a non stare troppo a lungo nello stesso posto. Soprattutto negli ultimi tempi. \u2013<br \/>\nDecise di non indagare oltre, e lei non aggiunse altro. Apr\u00ec la porta, appoggi\u00f2 il sacchetto poco oltre la soglia e sfil\u00f2 il guinzaglio al cane, che fu ben felice di correre libero dentro all\u2019appartamento. Dopodich\u00e9, si volt\u00f2 per prendergli la seconda busta dalle mani.<br \/>\n&#8211; Grazie mille\u2026-<br \/>\n&#8211; Ronan. \u2013<br \/>\nIn fondo, non si erano ancora presentati.<br \/>\n&#8211; Grazie, Ronan. \u2013 ripet\u00e9 lei con un lieve sorriso \u2013 Io sono Madeleine. \u2013<br \/>\nLa luce del sole morente che filtrava dalla finestra del pianerottolo le colorava la pelle del viso di una sfumatura ambrata, facendole risaltare gli occhi.<br \/>\n&#8211; Spero di non fare troppo rumore, nei prossimi giorni. \u2013 gli disse, prima di gettare un\u2019occhiata all\u2019interno e sentenziare: &#8211; Meglio che dia da mangiare a Pitch. Non gli piace aspettare. Suppongo che ci vedremo in giro. &#8211;<br \/>\n&#8211; Probabilmente, s\u00ec. \u2013 annu\u00ec, sistemandosi la giacca e riuscendo a sorriderle \u2013 La lascio a Pitch, allora. &#8211;<br \/>\n&#8211; A presto Ronan. E grazie di nuovo! \u2013<br \/>\n&#8211; Di niente. A presto. \u2013 la salut\u00f2, voltandosi e sentendo la porta che veniva chiusa con un doppio scatto.<br \/>\nScese le scale, super\u00f2 il proprio ufficio, arriv\u00f2 a pianoterra e usc\u00ec sul marciapiede. I lampioni cominciavano ad illuminarsi, preparando la citt\u00e0 all\u2019arrivo della sera. Tirava una leggera brezza fresca, come une carezza gentile dopo le forti piogge delle settimane precedenti.<br \/>\nSolo due giorni prima la primavera appariva ben lontana dall\u2019arrivare. In quel momento invece sembrava che fosse perfettamente in orario, pronta a spazzare via il lungo e rigido inverno di quell\u2019anno, cos\u00ec inusuale per quella citt\u00e0.<br \/>\nNessuno, lui compreso, ci era abituato. Forse anche per quello il tempo era sembrato non trascorrere mai, affossandogli il morale pi\u00f9 di quanto i singoli avvenimenti di quel periodo non avessero gi\u00e0 fatto.<br \/>\nMa ora\u2026<br \/>\nContro il suo fianco, il cellulare vibr\u00f2. Guard\u00f2 la chat consultata poco prima: il messaggio che aveva ipotizzato di mandare, anticipato dal suo interlocutore.<br \/>\n\u201c<em>Senti, ma se andassimo fuori a cena?<\/em>\u201d<br \/>\n\u201c<em>Ti aspetto in piazza.<\/em>\u201ddigit\u00f2, un\u2019onda di leggerezza che lo pervase in modo inaspettato.<br \/>\nUna buona chiacchierata, del buon vino, la primavera in arrivo. Ecco quello che gli ci voleva.<br \/>\nDi umore del tutto diverso, si incammin\u00f2 dimentico della casa vuota, dell\u2019espressione di sua madre e soprattutto, di quella cartellina verde chiaro, abbandonata in un ufficio che di colpo sembrava un po\u2019 meno cupo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35412\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35412\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8211; Per oggi \u00e8 tutto! 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