{"id":35340,"date":"2018-05-20T21:50:07","date_gmt":"2018-05-20T20:50:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35340"},"modified":"2018-05-20T21:50:07","modified_gmt":"2018-05-20T20:50:07","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-e-pito-vola-di-flavia-borelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35340","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;E Pito vola!&#8221; di Flavia Borelli"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/strong> Ciip\u2026.ciip\u2026. ciiiiip!<\/p>\n<p>Per tutta la mattina di Ferragosto nessuno era riuscito a capire da dove provenissero a intervalli irregolari i ciip pressanti \u00a0e continui di un uccellino che disperato chiedeva aiuto.<\/p>\n<p>All\u2019inizio avevamo pensato fosse il pappagallino che Lore\u2019 aveva in gabbia quando, vestito a festa, era passato a trovarci per farci gli auguri e portarci le uova fresche, e con la sua voce cavernosa, senza chiarire se si trattasse dell\u2019utensile idraulico o del volatile, aveva dichiarato:<\/p>\n<p>\u2018Ho portatato \u2019r pappagallo per mi\u2019 nepote.\u2019<\/p>\n<p>I ciip avevano fatto propendere per la seconda ipotesi.<\/p>\n<p>Ma una volta appurato che Lore\u2019 \u2019r pappagallo l\u2019aveva effettivamente consegnato ar nepote, erano iniziate le ricerche.<\/p>\n<p>Avevo frugato in tutti gli angoli del portichetto, coadiuvata da padre, madre, nonna, zii, che essendo giorno di festa erano venuti a trovarci dalla loro nella nostra campagna, ma nessuno era riuscito a trovare alcun pennuto anche se i ciip erano proseguiti per tutto il giorno a intervalli irregolari.<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 disperati.<\/p>\n<p>Verso sera, finalmente capii, e incastrata\u00a0 sotto ai gradini di pietra che portavano in giardino trovai una \u00a0pallina di piume e beccuccio ormai allo stremo.<\/p>\n<p>Non c\u2019era un minuto da perdere: mentre tutta la famiglia, riunita per la festa nella villa sulle colline versiliane, intralciandomi, gridava:<\/p>\n<p>\u201cCos\u2019\u00e8\u2026 chi \u00e8\u2026dov\u2019era\u2026fai vedere\u2026\u201d filai in cucina.<\/p>\n<p>Acqua, ci voleva acqua per prima cosa (l\u2019avevo letto da qualche parte)!<\/p>\n<p>Feci scendere nel beccuccio una, due, tre gocce e quello bevve, avidamente. Ancora un paio e poi:<\/p>\n<p>\u201cTi dovrai accontentare\u201d<\/p>\n<p>dissi masticando mollica di pane: sempre meglio gli enzimi della mia saliva che niente (anche questo l\u2019avevo letto da qualche parte).<\/p>\n<p>E lui becc\u00f2.<\/p>\n<p>Poi, sfinito e sazio si addorment\u00f2.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con la mano diventata incubatrice lo serravo per fornirgli una specie di caldo materno, mentre ogni tanto qualcuno, forse per ingannare la noia del giorno festivo, si affacciava e chiedeva:<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 morto?\u201d<\/p>\n<p>Invece, avvolto in un calzino di lana, super\u00f2 la notte, continuando a beccare la mollica che io gli masticavo, e bevendo le gocce d\u2019acqua che gli facevo scendere nel beccuccio spalancato come le fauci di un mini coccodrillo.<\/p>\n<p>Dormimmo poco: masticavo e lo imbeccavo, e lui ingoiava.<\/p>\n<p>Evidentemente gli enzimi della mia saliva erano compatibili col suo povero stomaco di passerottino di nido, o forse l\u2019istinto di sopravvivenza gli diceva che seppur striminzita questa era l\u2019unica possibilit\u00e0 per non rimetterci le penne, che nel caso di un uccellino \u00e8 proprio l\u2019allocuzione giusta.<\/p>\n<p>Per cui continuamente lui \u201cCip\u2026cicip\u2026\u201d<\/p>\n<p>E io dai a masticare.<\/p>\n<p>\u201cPoverino \u00e8 in agonia!\u201d<\/p>\n<p>afferm\u00f2 superficialmente sicura la padrona del negozio di Agraria la mattina dopo, e solo per soddisfare le mie insistenti richieste mi dette un pastoncino per allevare i piti ( in lucchesia\u00a0 i pulcini si chiamano cos\u00ec ), facendomi presente\u00a0 che comunque non sarebbe sopravvissuto, perch\u00e9 non sarebbe riuscito a volare, oppure sarebbe \u00a0finito in bocca a un gatto. Inutile comperare una gabbietta, la scatola da scarpe bucherellata con cui l\u2019avevo portato andava bene anche per seppellirlo, poverino!<\/p>\n<p>Con fermezza pretesi la gabbietta che la signora dell\u2019Agraria mi dette scuotendo la testa: secondo lei stavo buttando via i soldi!<\/p>\n<p>Tappezzata, rivestita e imbottita con foglie di platano, rametti di ulivo, radicchio di campo e aghi di pino a formare nell\u2019angolo una specie di nido, la conquistata gabbietta, di giorno, veniva posizionata all\u2019aria aperta sopra un albero, fuori dal tiro del tigrato Lillo, randagio assistito per l\u2019estate, al quale erano state promesse pedate e secchiate d\u2019acqua in caso di attacco al pennuto.<\/p>\n<p>Sotto la mia occhiuta sorveglianza lo lasciavo zampettare in giardino, in modo che potesse imparare a beccare quello che i passerotti come lui dovevano imparare a beccare.\u00a0 L\u2019istinto l\u2019aiutava, ma ai calcinacci che gli servivano per farsi i minuscoli ossicini (anche questo l\u2019avevo letto da qualche parte), lui gi\u00e0 un po\u2019 antropizzato preferiva altri cibi che invece gli avrebbero potuto procurare diabete e trigliceridi. Irremovibile, mentre momentaneamente mi odiava, gli infilavo nel gargarozzo un po\u2019 di intonaco sbriciolato.<\/p>\n<p>Il Pito, avevamo finito per chiamarlo cos\u00ec in omaggio alla lingua locale dopo un iniziale Pippo durato non pi\u00f9 di tre ore, assisteva al nostro pranzo.<\/p>\n<p>Con i suoi occhietti a punta di spillo osservava con attenzione quello che cadeva sotto al tavolo, poi, zampettando leggiadro, ripuliva tutto.<\/p>\n<p>La sera guardava la televisione con noi, volava addosso a mio padre che dormicchiava e gli si rintanava sotto al golf.<\/p>\n<p>Di notte la gabbietta carrozzata Pininfarina, veniva portata nella mia camera e l\u2019uccellino dormiva fra la persiana e il vetro della finestra \u00a0aperta. Come tutti i rifugiati sapeva come comportarsi per farsi accettare: non cinguettava svegliandomi all\u2019alba, ma appena io muovevo non so \u2026 un dito del piede? un ciglio? Attaccava:<\/p>\n<p>\u201c\u2026Cio, cio, cio\u2026 buongiorno! fame, fame! cio\u2026\u201d<\/p>\n<p>E intanto, alla faccia di tutti i contadini versiliani \u00a0che lo avevano dato per morto:<\/p>\n<p>\u201cTanto non m\u00e8tter\u00e0 (in lucchese l\u2019accento \u00e8 grave) le penne per volare, quelle che ha \u00f2ra non sono quelle b\u00f2ne (accento grave)\u2026 e anche se le m\u00e8ttesse<\/p>\n<p>( sempre accento grave\u00a0 sdrucciolo ) poi chi gli insegna? Lei sa fa\u2019 a (in italiano lei sa) volare?\u201d, stava mettendo un bel giretto di penne.<\/p>\n<p>La vedremo chi gli insegna! Pensavo da smargiassa, ma in realt\u00e0 non avevo la pi\u00f9 pallida idea di come fare, per\u00f2 ancora il Pito \u00a0non aveva le penne giuste no? Quindi inutile preoccuparsi\u2026.<\/p>\n<p>E ormai mi seguiva passetto passetto: se lavavo i piatti zampettava sul bordo della finestra sopra all\u2019acquaio facendo squaquaquack e scuotendo la testolina se gli tiravo qualche gocciola d\u2019acqua. Quando ci avvicinavamo per dargli la pappa agitava febbrilmente in sinc le alucce: la vera gioia. Se lo lasciavamo solo in casa si incazzava e al ritorno ci guardava con occhi cattivissimi, salutandoci con cip orribili.<\/p>\n<p>Era chiaro: avevo combinato un casino!<\/p>\n<p>Quello credeva di essere mio figlio (e io credevo di essere sua madre): pensava di essere un umano e gli umani, si sa, non volano, camminano, quindi non ne voleva sapere di aprire le ali. Si limitava a passeggiare, come facevo io, e se tentavo di farlo alzare da terra i suoi ciip di protesta erano fortissimi.<\/p>\n<p>Imbeccandolo, sgridandolo, insegnandogli a arretrare fuori di casa (nido) quando doveva farla, dicendogli buonanotte la sera e buongiorno la mattina senza incappucciarmi ( anche questo l\u2019avevo letto da qualche parte\u2026) gli avevo messo in testa idee sbagliate: perch\u00e9 mai lui avrebbe dovuto volare visto che la sua mamma camminava?<\/p>\n<p>Mestamente cosciente del fatto che se non fosse riuscito a aprire le ali si sarebbe avverato quello che tutti i villici sostenevano dall\u2019inizio \u2018 tanto more\u2026\u2019,<\/p>\n<p>perch\u00e9 Lillo e si suoi compagni caudati si facevano sempre pi\u00f9 pressanti, e lui che non sapeva di essere un uccellino non aveva l\u2019istinto di scappare, capivo che\u00a0 dovevo riuscire in qualunque modo a farlo volare, dovevo rimediare!<\/p>\n<p>Come?&#8230;.<\/p>\n<p>Un lampo: i gradini di pietra del giardino!<\/p>\n<p>Era un rischio ma\u2026<\/p>\n<p>Lo misi su quello pi\u00f9 basso e lo spinsi di sotto.<\/p>\n<p>Cadde goffo nell\u2019erba battendo una vera culata con penne spiaccicate.<\/p>\n<p>Con occhi increduli, incavolati e dolorosamente interrogativi mi guard\u00f2 stupito. Imperterrita lo posizionai un po\u2019 pi\u00f9 in alto, sul secondo gradino.<\/p>\n<p>\u2018 Cicip, cicip\u2026\u2019 \u00a0niente piet\u00e0, lo spinsi di sotto.<\/p>\n<p>Seconda culata, rigido come un legno, oltretutto non pi\u00f9 sull\u2019erba, ma sulla pietra.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ormai in trance, sorda alle sue spaventatissime proteste, quasi madre assassina, lo costrinsi sul terzo gradino, e ancora lo spinsi nel vuoto.<\/p>\n<p>E finalmente l\u2019istinto ebbe il sopravvento: Pito apr\u00ec le ali e incerto e un po\u2019 storto plan\u00f2.<\/p>\n<p>Mi guard\u00f2 stupito.<\/p>\n<p>Gli sorrisi e lo rimisi sul gradino alto e lo feci volare, ancora e ancora e ancora e lui cominci\u00f2 a capire che era una bella cosa e i suoi ciiiip divennero trilli di gioia.<\/p>\n<p>Ce l\u2019avevamo fatta!<\/p>\n<p>Era diventato passerotto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35340\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35340\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ciip\u2026.ciip\u2026. ciiiiip! 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