{"id":35300,"date":"2018-05-20T18:05:21","date_gmt":"2018-05-20T17:05:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35300"},"modified":"2018-05-20T18:05:21","modified_gmt":"2018-05-20T17:05:21","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-il-viaggio-di-luca-farina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35300","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Il viaggio&#8221; di Luca Farina"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Sei sdraiato su un prato di erba tenera che oscilla dolcemente nel vento. \u00c8 marzo e i germogli sono ancora soffici e ti solleticano il palmo delle mani. A qualche chilometro, dall\u2019altra parte del campo, di fronte al sole che tramonta con inarrestabile lentezza, si staglia la siluette della stazione ferroviaria: un piccolo edificio, ai margini del piccolo paese che ha visto nascere i tuoi genitori e ti ha ospitato per cos\u00ec tanti anni. La luce \u00e8 surreale, e nel cielo vaniglia alcune rondini si rincorrono seguendo traiettorie spezzate, contorte come il filo della tua vita. Non sai esattamente perch\u00e9 sei finito l\u00ec dove sei ora. Forse per raccogliere le idee. Forse per provare a ricucire alcuni strappi nella tua coscienza. O forse solo per goderti gli ultimi raggi del sole. Il paese \u00e8 piatto come una tavola, e da dove sei lo sguardo pu\u00f2 spaziare fino all\u2019orizzonte. La massicciata della ferrovia alle tue spalle ti protegge dal vento freddo dell\u2019est, che la sera torna a far sentire la sua voce. Nella tua tasca c\u2019\u00e8 un biglietto di sola andata. \u00c8 sgualcito, non ricordi nemmeno quando l\u2019hai comprato, ma \u00e8 stato di certo un bel po\u2019 di tempo fa. Ti \u00e8 stato di conforto per mesi, un\u2019ultima carta da giocare prima che qualcuno venisse a vedere il tuo bluff. Quando eri piccolo, ti avevano raccontato tante storie su come la vita sia straordinaria ma non possa essere presa alla leggera, su come ogni cosa bella nasconda sempre un peso e sia dovere di un uomo accettarlo. Hai provato a reggere, ma anno dopo anno ti sei curvato e ora l\u2019unica via di uscita \u00e8 nella tua tasca. Un viaggio, non una fuga. Un momento per fermarti e fare un respiro profondo, per scendere dalla carrozza e guardare ripartire il treno stando gi\u00f9. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Il sole \u00e8 basso sull\u2019orizzonte. Il disco dorato \u00e8 sceso sotto il grande olmo davanti alla stazione e l\u2019ombra lunghissima dell\u2019albero ha attraversato l\u2019intero campo davanti a te, e ti ha raggiunto. Ti metti seduto, arretrando un poco sul terrapieno, senza distogliere lo sguardo dall\u2019orizzonte, in modo che il sole ti illumini di nuovo la faccia. Le tue mani sanno di erba, e i soffioni che ti circondano liberano nell\u2019aria piccoli paracadute che si perdono nel turbine della brezza serale. Vorresti essere uno di quei piccoli paracadute. Cos\u00ec leggero. Pulito da tutte le ansie che ti senti addosso, libero dai sensi di colpa che hai accumulato per quello che \u00e8 successo a tuo figlio. Lui, certamente, non aveva alcuna colpa. Ma nemmeno tu, e questo non ti \u00e8 mai stato perdonato. Quando le cose vanno male, ci deve sempre essere un colpevole, e tu sei da tanto tempo in cima alla lista. Nessuno te lo ha mai detto apertamente, nemmeno lei, ma non ce n\u2019\u00e8 bisogno: tu lo sai, e questo \u00e8 quanto. Comunque ora non fa pi\u00f9 molta differenza. Stasera, o domani, partirai, mentre tutto questo groviglio di rovi rimarr\u00e0 qui, attaccato inesorabilmente alle proprie radici. Tu potrai tornare a respirare e vedere chiaramente come stanno le cose. Capirai. Guarirai. Un giorno, tornerai da lei. Bellissima. Ah come l\u2019hai sempre amata, e come l\u2019ami anche adesso, nonostante tutto. Inestricabile intreccio di fiori e di spine. Chiudi gli occhi. Tra le palpebre illuminate di arancio senti ancora il calore del sole. In lontananza il fischio di un treno che parte. Non c\u2019\u00e8 fretta, salirai sul prossimo\u2026 o no? <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Il grande disco \u00e8 scivolato ancora pi\u00f9 in basso, si trova quasi sotto la pensilina della stazione. L\u2019ombra della struttura \u00e8 arrivata ai tuoi piedi, attraversando milioni di fili di erba, fluttuanti, ipnotici. Un brivido ti scende lungo la schiena, e arretri come un gambero sulla massicciata, per non perdere nemmeno un raggio della luce rimasta. Le tue mani sanno di fieno e di carbone. Quanto hai detestato questo paese quando eri un piccolo uomo. Cos\u00ec perso nel nulla immobile della campagna, mentre la vita scorreva altrove, fluida, nelle arterie delle grandi citt\u00e0, nel caotico rincorrersi del nord. Ma solo ora capisci che ti sbagliavi. Questo posto \u00e8 nel tuo sangue. Come lo era tuo figlio. Come lo \u00e8 lei. Come lo \u00e8 questo sole arancione che si sta defilando all\u2019orizzonte. Una fetta ricurva cos\u00ec sottile che basta la mano alzata di un bambino sulla banchina della stazione a fermare i suoi ultimi raggi, e gettare un\u2019ombra lunghissima che attraversa milioni di fili di erba, fluttuanti, ipnotici, e arriva fino a te. Ti sposti ancora una volta indietro per cercare la luce. Ma hai raggiunto l\u2019apice della massicciata, e ora \u00e8 l\u2019unica grande ombra dell\u2019intero pianeta ad avvolgerti. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">\u00a0<\/span><span style=\"color: #000000; font-family: Calibri;\">Il crepuscolo si \u00e8 riversato come un liquido opaco nel campo, e tutto attorno c\u2019\u00e8 una gran pace. Si \u00e8 fatto tardi. Dentro di te sai che non troverai mai la forza di partire. Ti alzi. Le tue mani sanno di legno e di metallo. Ai tuoi piedi, il ferro di un binario vibra come se il sole appena tramontato si stesse scavando una via nelle viscere della terra. Nell\u2019oscurit\u00e0, per un attimo, hai coscienza di dove ti trovi. Il fischio del treno arriva come un urlo nella notte appena iniziata, e il faro \u00e8 una esplosione di luce che squarcia ogni ombra.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35300\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35300\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sei sdraiato su un prato di erba tenera che oscilla dolcemente nel vento. \u00c8 marzo e i germogli sono ancora soffici e ti solleticano il palmo delle mani. 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