{"id":35274,"date":"2018-05-19T22:43:05","date_gmt":"2018-05-19T21:43:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35274"},"modified":"2018-05-19T22:43:05","modified_gmt":"2018-05-19T21:43:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-il-potere-di-germana-urbani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35274","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Il Potere&#8221; di Germana Urbani"},"content":{"rendered":"<p>Ogni notte \u00e8 una montagna violacea a precipizio sul giorno che viene. La punta si intravede dallo specchio del bagno. Giulia ne segue il riflesso a piccoli scatti mentre si spazzola i denti con forza. I suoi occhi, come pozze di palude, beccheggiano qua e l\u00e0. Prima di sciacquarsi la bocca, passeggia un pochino tra gli arabeschi delle marmette antiche del pavimento. Un andirivieni di azzurri e grigi malinconici, marini. Poi si riempie la bocca d\u2019acqua, sputa ed \u00e8 pronta a immergersi trattenendo il fiato. Suo marito l\u2019attende in camera. Appena lei si coricher\u00e0 lui spegner\u00e0 la luce.<\/p>\n<p>Una volta dentro il letto, inondata dal buio, vorrebbe leggere. Tutte le sere. Ma non pu\u00f2. Lui, il professore, si alza presto la mattina, non deve essere disturbato. Stasera, per\u00f2, lui non russa ancora e cos\u00ec, agganciata con le mani al risvolto della coperta appena sotto il mento, decide di parlare.<\/p>\n<p>\u201cTi faccio una domanda. Rispondi la prima cosa che ti viene in mente\u201d<\/p>\n<p>\u201cDevo dormire\u201d<\/p>\n<p>\u201cSenza pensarci: Potere\u201d<\/p>\n<p>\u201cSilvio!\u201d<\/p>\n<p>\u201cMaddaiii!\u201d Roberta si fa come una corda tesa lungo tutta la sua met\u00e0 di letto. Lui ghigna dalla sua posizione fetale. La sua schiena larga e lunga sta tra loro come una muraglia. \u00c8 convinto di aver chiuso l\u2019argomento. Ma lei sposta il peso del suo piccolo corpo e si riposiziona sul materasso oltrepassando la linea di mezzo. Con la punta dei piedi lo calcia di gusto: \u201cNon si pu\u00f2 parlare con te. Butti tutto a ridere\u201d, dice.<\/p>\n<p>Lucio, \u00e8 vero, lo fa. Non sopporta i drammi, i piagnistei, le sciocchezze, la curiosit\u00e0. Non sopporta gli altri. Esce da situazioni fastidiose ricorrendo a tecniche collaudate. Lo fa con lei, con i colleghi dell\u2019Universit\u00e0, con gli amici, con i figli. Tutti.<\/p>\n<p>Silvio \u00e8 il loro evergreen. Quando aspettavano il primogenito e qualcuno chiedeva il nome del bambino, lui rispondeva: Silvio, come il nostro grande leader! Giulia saltava sulla sedia, che a lei Silvio le rivolta il sangue. Che \u00e8 rosso e non blu come quello del marito.<\/p>\n<p>Giulia, cos\u00ec minuscola, \u00e8 piaciuta subito a Lucio. Lui che \u00e8 un ormone poco sotto al metro e novanta, adora le donne piccole, dai piedi bambini. Si sono conosciuti al dipartimento di storia dell\u2019Universit\u00e0, lui giovane associato, lei in tesi di dottorato con il professore di grido. La volta che Giulia l\u2019ha invitato da lei e gli ha chiesto cosa avesse votato alle politiche lui aveva dichiarato: Silvio! Lei, allora, nonostante fosse quasi certa che non potesse essere vero \u2013 Lucio, pensava, era troppo intelligente &#8211; accostandosi come per baciarlo, gli aveva dato un morso su una guancia, passionale e profondo, che l\u2019aveva lasciato segnato nel corpo ma soprattutto in qualche anfratto masochistico della sua anima di uomo apparentemente mite.<\/p>\n<p>Quella volta l\u2019aveva presa l\u00ec sul pavimento della sua stanza. Le aveva strappato il collant, tirandolo dal cavallo, che era venuto via con lo slip e tutto. Le era entrato dentro secco. Lui, grosso come un palo, lei stretta come una campanula di prato.<\/p>\n<p>Allora Silvio era ancora un gioco per entrambi. Oggi non pi\u00f9.<\/p>\n<p>\u201cMi alzo alle cinque\u201d dice Lucio che vuol chiudere l\u00ec. Ma prima che possa farlo il cellulare di Giulia vibra sul comodino. Un cono di luce illumina il soffitto. La successione di vibrettini che seguono la schiaccia sul materasso in una posizione scomoda.<\/p>\n<p>\u201cMa chi cazzo ti scrive?\u201d. La voce ispessita di Lucio le arriva fonda. Il sospetto libera la paura che si insinua tra le lenzuola.<\/p>\n<p>\u201cEcco &#8211; articola lei in un guizzo veloce &#8211; prendi il potere di Whatsapp, per esempio. Adesso sono le mamme!\u201d. Mentre lascia uscire le parole si sporge dal proprio cuscino verso di lui. \u201cDomani c\u2019\u00e8 la gita e quelle si parlano: cosa mettiamo nello zaino\u2026che piova o no\u2026\u201d. Si accorge che le coperte sono improvvisamente tese. \u00c8 certa che lui ne stringe forte alcuni lembi tra i pugni chiusi. Si \u00e8 fatto di marmo, non lo vede ma lo sa. Sa il granito quanto pu\u00f2 far male.<\/p>\n<p>\u201cA volte mi sento oppressa\u201d, aggiunge strisciando sul bacino verso la muraglia e, sollevando il busto, appoggia le tette alle scapole del marito. Sa di non aver molto tempo a disposizione per evitare il peggio. Cos\u00ec, come un\u2019attricetta ciarliera, comincia a spiegare che \u201csai, il gruppo dei colleghi, quello dei genitori del figlio A e quello del figlio B, il gruppo coro, il gruppo dei nati nell\u2019 \u201880, il gruppo ex colleghi\u2026\u201d.<\/p>\n<p>\u201cScostati e basta\u201d, la interrompe lui di pietra. Ma invece di smetterla, presa da non so che, quella continua, decisa a cavalcare l\u2019onda che si \u00e8 creata in questo mare gelato.<\/p>\n<p>\u201cGuarda che non \u00e8 una cosa da poco. Lo vedi com\u2019\u00e8\u201d, dice lei con fare innocente mentre dall\u2019alto cerca di indovinargli lo sguardo nero. \u201cMi sento invasa\u201d, aggiunge.<\/p>\n<p>La montagna viene gi\u00f9. Lucio ruota e come per moto d\u2019inerzia finisce supino.<\/p>\n<p>\u201cMa ti sei iscritta a \u2018sti gruppi\u201d?<\/p>\n<p>\u201cNo. Ti mettono dentro\u201d.<\/p>\n<p>\u201cMa chi\u201d?<\/p>\n<p>\u201cLa rappresentante di classe per esempio\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCancellati\u201d, taglia corto Lucio cercando di tornare nella sua posizione fetale.<\/p>\n<p>Ma Giulia appena sente tendersi le lenzuola gli zompa sopra e si mette a <i>sandwich<\/i>. Le punte dei suoi piedi superano di poco le rotule di Lucio che ringhia: \u201cdai, non respiro. Lasciami dormire!\u201d<\/p>\n<p>Scende da lui docile: \u201cti prego parliamo\u201d.<\/p>\n<p>Sa che \u00e8 questo il punto oltre il quale non deve andare, ma decide che stasera non molla. Non sopravviver\u00e0 in un acquario: vuole tornare all\u2019oceano e solo lei pu\u00f2 rompere la <i>boule<\/i> che la separa dal mondo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec da sotto la muraglia tira la fune dall\u2019altra parte. \u201cIeri Irma, l\u2019unica di noi che \u00e8 rimasta in Dipartimento, ha creato il gruppo ex colleghi. Ex ricercatori. Non c\u2019\u00e8 una data, ma faremo una cena\u201d.<\/p>\n<p>\u201cFaranno\u201d, precisa lui senza interesse. \u201cCancellati\u201d, aggiunge immobile.<\/p>\n<p>\u201cNooo, si offendono\u201d. Aggira l\u2019ostacolo Giulia, decisa a salpare. Sente che deve accelerare ma tergiversa: \u201cWhatsapp scrive a tutti che sono uscita dal gruppo\u2026capisci?!\u201d<\/p>\n<p>Lucio \u00e8 uno scoglio nero, forse tra il sonno e la veglia. Lei vuole raggiungere il fondo. D\u2019impeto lascia le coperte, si tira su, seduta sui talloni, schiena dritta, mento in fuori pronta per il tuffo.<\/p>\n<p>\u201cSai come ha chiamato il gruppo Irma? I Magnifici\u201d.<\/p>\n<p>Pronunciate queste parole la testa le si fa pesante, sente il gozzo riempirsi. Il corpo si affloscia, pesa. \u00c8 un sacco vuoto da troppo tempo. Da quando, otto anni prima, il marito l&#8217;ha convinta a lasciare il dipartimento, per i bambini, per la serenit\u00e0, per scrivere saggi che non ha mai scritto. Ora guarda la montagna che \u00e8 Lucio con disprezzo. Fa finta di dormire, pensa. Ed \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 nel dubbio che lui invece dorma davvero che Giulia trova il coraggio di dire che lei vuole andarci alla cena e ci andr\u00e0. \u201cE voglio tornare al lavoro\u201d, aggiunge.<\/p>\n<p>E mentre, detto tutto, lei sta infilando le gambine una dopo l\u2019altra nuovamente sotto la superficie, lui scoperchia il letto con una bracciata improvvisa. Un maremoto \u00e8 subito sopra di lei e la trascina e la schiaccia contro la spalliera. La prende alla nuca con la sinistra, l\u2019avambraccio destro a stringerle la gola. \u201cTi ho detto ti cancelli, e tu ti cancelli\u201d! Le sussurra all\u2019orecchio. Le arriva il fetore dell\u2019alito. \u00c8 un\u2019istante. Poi con uno scatto lui cambia posizione e con la voracit\u00e0 di un gorgo le blocca le piccole braccia al corpo e, catturata la testa tutta in un palmo, l\u2019indice che le entra in un occhio, inizia a sbatterla a caso e con forza cos\u00ec come viene, alla cieca, una dieci quindici volte, nel buio assoluto della loro stanza nuziale. Poi la spinge bocconi sul materasso e sono pugni regolari, fissi. Lei li conosce, sa la tempesta com&#8217;\u00e8. Ha imparato a non divincolarsi. Basta stare immobile. Non opporre resistenza. Tenere un po\u2019 di nerbo, quello s\u00ec, ma quel poco che basta a salvarle le vertebre, o almeno cos\u00ec spera. Una cosa \u00e8 certa. Come \u00e8 iniziata finir\u00e0. \u00c8 sempre cos\u00ec. A volte meglio a volte peggio. Le spiace solo una cosa.<\/p>\n<p>Conciata cos\u00ec, come sar\u00e0 nei prossimi giorni, non potr\u00e0 essere magnifica tra i Magnifici. Inventer\u00e0 un impegno. Ne ha sempre un mare da che naviga l\u2019oscuro acquario di Lucio. E un\u2019altra cosa \u00e8 certa: prima o poi anche lui morir\u00e0.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35274\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35274\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ogni notte \u00e8 una montagna violacea a precipizio sul giorno che viene. 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