{"id":35261,"date":"2018-05-18T18:09:26","date_gmt":"2018-05-18T17:09:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35261"},"modified":"2018-05-18T18:09:26","modified_gmt":"2018-05-18T17:09:26","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-i-guerrieri-della-notte-di-massimo-supino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35261","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;I guerrieri della notte&#8221; di Massimo Supino"},"content":{"rendered":"<p>La situazione era diventata insostenibile e tutto andava risolto entro le luci dell&#8217;alba.<\/p>\n<p>Romeo centoquarantottesimo, riconosciuto dai pi\u00f9 come il capo carismatico della capitale, aveva proclamato per il 13 luglio una tregua tra tutte le bande della citt\u00e0 e una grande adunata all&#8217;interno del Colosseo, a cui ognuna di esse avrebbe partecipato con una delegazione disarmata di nove elementi.<\/p>\n<p>La sua intenzione era di proporre l\u2019unione di tutte le forze disponibili per un equo controllo della citt\u00e0 che rispettasse secolari equilibri che negli ultimi tempi giovani bande arrivate nell&#8217;Urbe avevano messo in pericolo generando con i loro soprusi la possibilit\u00e0 di guerre tra gang sempre pi\u00f9 sanguinarie.<\/p>\n<p>Avvolto in un kimono di seta, puntuale, il gatto apparve seguito dalla sua scorta e dal suo luogotenente Amir, felino di razza persiana, che gli conferm\u00f2 che al momento solo una delle delegazioni non era ancora giunta. Romeo pur perplesso dalla notizia decise comunque di iniziare la sua arringa e a un suo cenno il silenzio regn\u00f2 improvviso. &#8220;Roma \u00e8 il pi\u00f9 grande territorio di questa nazione&#8221; esord\u00ec con sensazionale enfasi &#8220;e c&#8217;\u00e8 posto per tutti. Noi non abbiamo precluso n\u00e9 precluderemo mai ad alcuno l&#8217;approdo in questa citt\u00e0 purch\u00e9 siano rispettate due regole: che i nuovi arrivati chiedano il nostro permesso per fermarsi e che non sconfinino mai dal territorio loro assegnato, principio che ultimamente qualcuno non sta pi\u00f9 rispettando. Abbiamo pazientato a lungo sperando che le cose tornassero naturalmente al loro posto, ma ora che abbiamo capito che ci\u00f2 non sar\u00e0 possibile, non possiamo pi\u00f9 far finta di nulla.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In fondo, dietro le nove tartarughe tutte ansimanti a causa del fiatone che gli era venuto per aver fatto di tutto per arrivare in tempo, i nove cinghiali cercarono inutilmente di confondersi. Giunti da poco a Roma e completamente incapaci di orientarsi in una grande citt\u00e0, loro che si erano sempre mossi in piccoli borghi dell&#8217;alto Lazio, temevano che Romeo si riferisse a loro. Sospirarono quando videro la zampa del gatto puntare perentoria da un\u2019altra parte e sentirono la sua voce tuonare &#8220;gabbiani! Dico a voi! Questa notte vi viene chiesto di fare una promessa, di giurare che da ora in poi manterrete il territorio a voi assegnato, il mare di Ostia, che non oltrepasserete pi\u00f9 i vostri confini, n\u00e9 che attaccherete pi\u00f9 alcun membro di altre bande!&#8221;<\/p>\n<p>I nove piccioni si guardarono e annuirono a coppie. Quello che rest\u00f2 fuori continu\u00f2 a cercare molliche. Poche settimane prima, un gabbiano aveva sconfinato nel loro territorio, tra gli alberi di Piazza dei Cinquecento, a pochi metri dalla Stazione Termini, e quando uno di loro gli aveva intimato di andarsene lo aveva attaccato e poi era fuggito via verso il mare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;Giurate?&#8221; chiese con pi\u00f9 veemenza Romeo.<\/p>\n<p>I nove gabbiani si guardarono con ghigni da bulli. Poi, uno di loro prese la parola. &#8220;Romeo centoquarantottesimo&#8221; disse con fare di sfida &#8220;noi non riconosciamo pi\u00f9 le vostre regole!&#8221;<\/p>\n<p>Romeo sgran\u00f2 gli occhi &#8220;come osi piccolo idiota!&#8221;<\/p>\n<p>Ivan, il gatto siberiano capo della scorta di Romeo, si mosse per andare a dare una lezione al gabbiano, &#8220;io ti <em>sp-ie-zzo<\/em> in due!&#8221; url\u00f2. Romeo allarg\u00f2 una zampa per fermarlo. Lo stesso fecero ognuno con la propria ala destra gli otto piccioni sazi di molliche, per trattenersi a vicenda.<\/p>\n<p>&#8220;Tu, misero esemplare spocchioso&#8221; disse infuriato Romeo al gabbiano, &#8220;non hai la minima idea del rispetto che tu e la tua gente dovete a noi gatti! Lo sai o no, che siamo noi i padroni di questa citt\u00e0?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Ah s\u00ec? E chi lo dice?&#8221; chiese arrogante il pennuto.<\/p>\n<p>&#8220;Lo dice la storia!&#8221; ringhi\u00f2 Romeo.<\/p>\n<p>&#8220;La storia?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec, la storia. Perch\u00e9 noi gatti siamo qui da sempre, ancor prima che questa citt\u00e0 fosse eretta. Dopo aver colonizzato l&#8217;antico Egitto e la Grecia, giungemmo in Italia e facemmo nostro dapprima il territorio che fu degli Etruschi e in seguito scendemmo a conquistare le terre su cui sorse Roma. All&#8217;inizio ci contendemmo lo spazio con i lupi, quando poi si estinsero, diventammo noi i dominatori assoluti dell\u2019Urbe. Era scritto nel Fato che lo diventassimo, perch\u00e9 i Romani si innamorarono subito della nostra intelligenza e della nostra bellezza, al punto da venerarci come dei.&#8221;<\/p>\n<p>\u201cAh!\u201d comment\u00f2 con insolente imperturbabilit\u00e0 il gabbiano. Allora Romeo con un colpo di teatro da attore consumato prese a declamare &#8220;<em>La mia gatta dal pelo lungo e dagli occhi gialli, la pi\u00f9 intima amica della mia vecchiaia, il cui amore per me e&#8217; sgombro da pensieri possessivi, che non accetta obblighi pi\u00f9 del dovuto \u00e8 mia pari cos\u00ec come pari agli dei, non mi teme e non se la prende con me, non mi chiede di pi\u00f9 di quello che sono felice di dare. Come \u00e8 delicata la sua bellezza, come \u00e8 nobile e indipendente il suo spirito, come \u00e8 straordinaria la sua abilit\u00e0 di combinare la libert\u00e0 con una dipendenza restrittiva<\/em>.\u201d<\/p>\n<p>Il gatto fece una pausa, poi aggiunse \u201ccos\u00ec recitava nel 10 avanti Cristo l&#8217;imperatore Ottaviano Augusto!&#8221; Fece una seconda pausa e prosegu\u00ec \u201cle mille razze dei cani, i topi, i piccioni, gli scarafaggi, le lucciole, i cavalli, i serpenti e potrei andare avanti all\u2019infinito: nessuna banda ha mai disconosciuto la nostra egemonia. Mai! I primi arrivati come gli ultimi, i cinghiali!&#8221;<\/p>\n<p>I nove cinghiali sospirarono ancora. Nonostante la temperatura estiva, l&#8217;ansia di aver creduto che i gatti avessero organizzato l\u2019adunata per punirli davanti a tutti per qualche loro sconfinamento non voluto li aveva fatti tremare di freddo. Uno di loro si fece la pip\u00ec sotto. Uno dei nove topi annusando l&#8217;aria imprec\u00f2 verso una delle nove puzzole dandole la colpa del fetore, &#8220;eh! Ma insomma!&#8221; La puzzola lo guard\u00f2 indispettita.<\/p>\n<p>&#8220;Sono arrivati?&#8221; sussurr\u00f2 Romeo al fido Amir, riferendosi alla delegazione ancora assente.<\/p>\n<p>&#8220;No&#8221; rispose l&#8217;altro.<\/p>\n<p>Romeo annu\u00ec, poi intim\u00f2 al gabbiano \u201callora? Che intenzione avete?\u201d<\/p>\n<p>&#8220;Romeo,\u201d disse il volatile \u201ca noi Ostia non basta pi\u00f9! Se volete che restiamo nei nostri confini, dateci un territorio pi\u00f9 centrale e rispetteremo la pace!&#8221;<\/p>\n<p>Un capo carismatico cerca sempre una soluzione se in gioco c\u2019\u00e8 la pace, e Romeo lo sapeva. \u201cAmir, che zone libere ci sono?\u201d chiese. Il micio assistente sollev\u00f2 una zampa e srotol\u00f2 un foglio. Centinaia di peli si staccarono e volarono via finendo sul kimono di Romeo che guard\u00f2 grugnendo il suo luogotenente. &#8220;Scusa capo&#8221; disse Amir a capo chino &#8220;ma non \u00e8 colpa mia se perdo cos\u00ec tanti peli. Sono persiano!&#8221; Poi stese bene il foglio e lesse &#8220;Largo Argentina e il centro storico \u00e8 nostro, dei gatti. La Stazione Termini dei piccioni. Piazza Vittorio che ormai \u00e8 Chinatown dei cani pechinesi. Ai cinghiali, la Bufalotta, per assonanza. Ai cavalli le Capannelle. Ai cervi, Tor Cervara. Alle puzzole e i furetti l&#8217;Acquedotto dell&#8217;Acqua Marcia, per concentrare tutte le puzze in un sol luogo. Ai serpenti il Serpentone, il palazzo chilometrico del Corviale. Alle zanzare i lidi di Fiumicino, Maccarese e Fregene. Alle tartarughe tutta la zona Prati\u2026&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;E basta!&#8221; esclam\u00f2 Romeo, &#8220;c&#8217;\u00e8 o non c&#8217;\u00e8 un territorio libero?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;No, Romeo, non c&#8217;\u00e8!&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Hai sentito?&#8221; disse Romeo al gabbiano &#8220;non \u00e8 possibile accontentarvi.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Se non ci assegnerete voi territori pi\u00f9 centrali allora vorr\u00e0 dire che ce li prenderemo noi!&#8221; ribatt\u00e9 il pennuto. E come segnale di carica, inizi\u00f2 a gonfiarsi, emise un suono stridulo e url\u00f2 ai suoi compagni &#8220;forza amici! Piamose Roma! E piamosela m\u00f2, prima che lo faccia quarcun artro!&#8221;<\/p>\n<p>A quel punto la tensione sal\u00ec improvvisamente alle stelle. L&#8217;atmosfera si fece cupa ed ogni animale inizi\u00f2 ad lanciare spaventosi versi che facevano pensare a rituali di guerra. I piccioni si misero in assetto da combattimento preparando i loro sederini pronti a mitragliare appena ce ne fosse bisogno. Ivan, il gatto siberiano, irrigid\u00ec la coda pronto a scagliarsi con i suoi scagnozzi contro chiunque se le fosse cercate. Altre bande si disposero in tutte le formazioni possibili: i serpenti pensarono di creare una falange, ma non avendo le dita per vedere come fosse fatta, rinunciarono e si allinearono a forma di piramide; i cavalli fecero un quadrato ma senza troppa convinzione, sapevano bene che nove cavalli in fondo non sprigionano mai troppa potenza; i topi un esagono, facendo inviperire le api che rivendicavano il brevetto su quella figura geometrica. &#8220;Noi mettiamoci ad ennagono!&#8221; url\u00f2 uno dei nove asini che era arrivato alla quarta elementare. Gli altri otto lo fissarono senza muoversi ma nessuno ebbe il coraggio di chiedergli &#8220;ma cos&#8217;\u00e8 un ennagono?&#8221;<\/p>\n<p>Quando la situazione era prossima a detonare e la battaglia a deflagrare si ud\u00ec &#8220;un momento! Vi lasciamo noi il nostro territorio!&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Chi ha parlato?&#8221; chiese Romeo imponendo il silenzio.<\/p>\n<p>&#8220;Gaetano!&#8221; rispose un alano dal chiaro accento napoletano, sbavando a destra e a manca.<\/p>\n<p>&#8220;Che significa?&#8221; domand\u00f2 il gatto.<\/p>\n<p>&#8220;Venerabile Romeo, innanzitutto Vi chiedo umilmente scusa per la bava, e poi per aver deciso, i miei compagni ed io, di abbandonare questa citt\u00e0. Ma ce ne \u2018amma \u2018i! Ca\u2019, nun c&#8217;\u00e8 sta chi\u00f9 posto pe\u2019 nnuie!\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa perch\u00e9?\u201d chiese stupito Romeo.<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9 siamo stanchi\u201d rispose Gaetano \u201cdi essere sempre considerati i cattivi, di vedere che i bambini hanno paura di noi e di vedere che i nostri padroni non puliscono pi\u00f9 le strade quando facciamo i nostri bisogni. E poi Venerabile, questa citt\u00e0 non ci piace pi\u00f9. Non \u00e8 pi\u00f9 sicura come una volta. Oggi siamo in troppi e girano animali che fino a pochi anni fa nemmeno si erano mai visti da queste parti: gabbiani, serpenti, cinghiali e chi ne ha pi\u00f9 ne metta.&#8221;<\/p>\n<p>Il cinghiale pi\u00f9 fifone fu colto nuovamente da un fremito e si ud\u00ec ancora il rumore di uno zampillo. Uno dei nove topi annus\u00f2 l&#8217;aria e se la prese un\u2019altra volta con una delle nove puzzole, &#8220;ma insomma!&#8221;. Lei lo guard\u00f2 irritata.<\/p>\n<p>&#8220;In buona sostanza&#8221; continu\u00f2 l\u2019alano &#8220;abbiamo deciso di andarcene, lasciamo il nostro territorio, la zona di via capitan Bava\u2026stro, quartiere pi\u00f9 che centrale. E per la pace di questa citt\u00e0 chiediamo a Voi di consegnarla ai gabbiani e a loro di accettare.&#8221;<\/p>\n<p>Romeo riflett\u00e9 sulla proposta, ma prima di accoglierla chiese al cane &#8220;ma voi dove andrete?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;A Santa Maria Capua Vetere, &#8216;o paese &#8216;e pateme!&#8221; rispose Gaetano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(Pausa)<\/p>\n<p>Sofia aveva gli occhi chiusi. Marco l&#8217;accarezz\u00f2 e le diede un bacio. Si sollev\u00f2 e fece per andarsene.<\/p>\n<p>&#8220;Pap\u00e0&#8221; disse la piccola.<\/p>\n<p>&#8220;Sei ancora sveglia?&#8221; domand\u00f2 lui.<\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec. Mi dici come va a finire?&#8221;<\/p>\n<p>Marco si sedette di nuovo sul bordo del letto. Non gli venne pi\u00f9 in mente nessun film a cui attingere per proseguire la storia, era stanco. &#8220;Finisce come sempre&#8221; disse allora, &#8220;che tutti vissero felici e contenti. I gabbiani accettarono l&#8217;offerta degli alani e la pace torn\u00f2 a regnare su Roma. Ora dormi, ok? Che Pap\u00e0 \u00e8 esausto.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;Ma pap\u00e0?&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;S\u00ec.&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;E la delegazione che non arriv\u00f2 mai?&#8221;<\/p>\n<p>Se ne era dimenticato. Marco aveva inserito quel dettaglio nella storia e lo aveva portato avanti senza un senso, solo perch\u00e9 gli era passato di dire cos\u00ec in quel momento. E adesso? Non poteva lasciare Sofia senza una risposta. Riflett\u00e9 un istante, scav\u00f2 nella sua fantasia e prov\u00f2 ad immaginare qualcosa che prima o poi, ne era sicuro, sarebbe sicuramente successo per davvero a Roma. &#8220;Oh, no\u201d disse \u201carriv\u00f2, eccome se arriv\u00f2. All&#8217;alba per\u00f2, quando tutti gli altri animali avevano gi\u00e0 lasciato il Colosseo, e quando il guardiano venne ad aprire il portone, lo trov\u00f2 spalancato e vide la delegazione al centro dell\u2019arena esclam\u00f2 &#8216;ma nun \u00e8 possibile! Pure i coccodrilli so&#8217; arrivati a Roma!'&#8221;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35261\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35261\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La situazione era diventata insostenibile e tutto andava risolto entro le luci dell&#8217;alba. 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