{"id":35225,"date":"2018-05-17T11:33:05","date_gmt":"2018-05-17T10:33:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35225"},"modified":"2018-05-17T11:33:05","modified_gmt":"2018-05-17T10:33:05","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-donna-di-carta-di-valeria-di-tano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35225","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Donna di Carta&#8221; di Valeria Di Tano"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">In una piazza cos\u00ec affollata non pu\u00f2 esserci pericolo, non pu\u00f2 succedere qui.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Guardo verso l\u2019alto, cercando di intuire, dal colore del cielo, se sta per piovere: probabilmente s\u00ec. Il grigio ha rubato il posto all\u2019azzurro e le nuvole sono tutt\u2019altro che candide e soffici, come nelle poesie: sembrano pezzi di stoffa stropicciata, stracci abbandonati e sporchi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Qualche gocciolina mi bagna i capelli e con un gesto automatico sollevo il cappuccio dell\u2019impermeabile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019acqua cade improvvisamente \u00a0a secchiate, le persone che mi circondano corrono, mettono i piedi nelle pozzanghere, schiaffeggiano l\u2019acqua, schizzano senza badare agli altri, come storditi dalla sorpresa. Si muovono tutti a testa bassa, con le mani raggomitolate a proteggere telecamere e telefoni, mentre io invece cammino, perch\u00e9 non ho nessuna voglia di affrettare il momento della fine, anche se cos\u00ec attiro l\u2019attenzione e non \u00e8 di certo un bene, nella mia posizione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Entro. La coda di turisti si \u00e8 smaltita in pochi secondi: dal momento che non c\u2019\u00e8 un ingresso da pagare, tanti si sono rifugiati al riparo per sfuggire al temporale, e per la maggior parte di loro, come anche per me, questo \u00e8 un posto al chiuso come un altro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Fuori si \u00e8 scatenata una tempesta silenziosa, senza tuoni, senza vento, proprio come quella che agita me e mi tormenta, senza lacrime, senza rumore.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 la prima volta che entro a Notre Dame, e come tutti gli altri visitatori strofino gli occhi con il dorso della mano, d\u2019istinto, per schiarirmi la vista, per cogliere qualcosa nel buio in cui sono immersa. A poco a poco intravedo il perimetro, ma ci vogliono un paio di minuti perch\u00e9 riesca a distinguere i dettagli.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sembra sia stato previsto un percorso obbligato perch\u00e9 all\u2019interno fiumi di persone si rivolgono nella stessa direzione, calmi e ordinati, con l&#8217;andatura regolare e lenta tipica della curiosit\u00e0 priva di passione: riconosco gli impermeabili sgargianti, zaini e cappellini che si sono accalcati con me all\u2019entrata, e che ora vagano, osservando ogni cosa con lo stesso interesse sciatto e imbambolato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Con un gesto di sfida, imbocco il corridoio alla mia sinistra, contrastando la corrente di persone che mi urtano e mi schivano con aria infastidita. Stanno pensando che dovrei, come tutti, seguire le indicazioni delle frecce rosse, sarebbe pi\u00f9 facile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">C&#8217;\u00e8 odore di legno, cera e incenso, un misto intenso e pesante, che evoca pensieri invadenti, di storia, mistero e religione. \u00c8 questo che si percepisce in modo quasi solido: severit\u00e0, rigore fondato sulla paura, una spiritualit\u00e0 padrona e matrigna delle anime. La<\/span>\u00a0sensazione di essere schiacciati \u00e8 amplificata \u00a0dal fatto che non c\u2019\u00e8 luce: ne penetra troppo poca dai rosoni colorati, troppo in alto per illuminare davvero; ci sono centinaia di candele accese, che si consumano quasi dolorosamente tra i bisbigli e i passi dei turisti, ma non bastano a ridurre l\u2019atmosfera cupa e irreale.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nonostante sia tutto cos\u00ec opprimente, qui mi sento ancora al sicuro. Ho smesso persino di guardarmi intorno, di cercare un volto noto tra quelli che incrocio, con il timore di riconoscere uno sguardo, un sorriso e di non vedere pi\u00f9 nulla dopo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sono certa che da qualche parte qualcuno mi sta aspettando con la risoluta calma di chi sa che le cose vanno sempre come devono, come \u00e8 scritto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Se credessi in Dio questo sarebbe il momento giusto per appellarmi a Lui, invocare la sua clemenza, promettere, giurare. Ma non ho pi\u00f9 interesse per il destino della mia anima da molto tempo, ormai, e soprattutto non sono abituata a chiedere perdono o implorare piet\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Credo nei miei pensieri, nel mio corpo, nelle cose che posso ottenere con le mie forze, anche se stavolta non sono cos\u00ec presuntuosa da sperare di potermi salvare. Stavolta<\/span>\u00a0qualcuno ha scritto il mio nome nel posto sbagliato, e la mia ora \u00e8 arrivata.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">In ogni caso, adesso sono serena, rassegnata ma fiera. E impercettibilmente sollevo il mento, con un gesto di sfida che non si addice al luogo in cui sono.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Mi ci vogliono meno di venti minuti per completare la visita di Notre Dame, anche se non saprei descrivere quello che ho visto; in ogni caso ora \u00e8 pi\u00f9 importante che io finisca di raccontarvi la mia storia, non c&#8217;\u00e8 tempo per altro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Fuori la pioggia ha rallentato il ritmo e sento picchiettare sui vestiti piccole gocce dispettose ma non troppo fastidiose. Il<\/span>\u00a0mio albergo, per fortuna, \u00e8 vicino.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Salgo in ascensore con una coppia straniera, che a prima vista mi sembra molto male assortita: lui \u00e8 grasso, semplice e dimesso, lei sfoggia abiti eleganti e ha un aspetto curato in ogni dettaglio. Dal tono delle parole che si scambiano, sussurrando suoni simili a starnuti, capisco che si stanno domandando cosa ci faccio in albergo da sola, forse fanno ipotesi sui rumori che sentono provenire dalla mia stanza. La donna, pi\u00f9 perspicace e maliziosa, ha capito e cerca di spiegare al compagno con cenni ed occhiate. Ridacchiano entrambi, forse sono ubriachi, di certo pi\u00f9 felici di quanto avrei scommesso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per quanto riguarda la mia professione, esistono in ogni lingua parole esplicite che potrebbero dissolvere ogni dubbio, mi pento di non conoscere la loro e di non avere alcuna voglia di fare conversazione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Entro in camera come al solito, con la sicurezza di chi \u00e8 abituato a frequentare stanze d\u2019albergo, spazi stretti e falsi, senza personalit\u00e0 e fantasia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per stasera non ho clienti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Mi spoglio distratta, senza badare ai gesti che compio: eppure, li ho studiati cos\u00ec bene che anche di fretta, senza attenzione, senza pubblico, sono movimenti seducenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Penso per un attimo che avrei dovuto prendere appuntamenti: sono bella stasera, con gli occhi pieni di luce e desiderio. Mi attraversa la mente il pensiero che se fosse un uomo potrei provare a conquistarlo o almeno a scardinare i suoi piani: tante volte ho manipolato, convinto, confuso gli uomini, per ottenere i miei scopi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E forse \u00e8 questo il punto: il Creatore si \u00e8 stufato della mia perfezione, della mia arroganza. Non sto parlando di un dio, ma di colui che ha da sempre tra le mani il mio destino, la persona che mi ha dato la bellezza, il fascino, l\u2019intelligenza, che mi ha reso quella che sono. L\u2019unico uomo che non mi ha mai chiesto n\u00e9 sesso n\u00e9 amore, l\u2019unico che ora mi importerebbe sedurre perch\u00e9 \u00e8 il solo che potrebbe salvarmi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma credo di essere diventata troppo ingombrante anche per lui, ha bisogno di sacrificare me, una volta per tutte.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Lo conosco: so che non lo far\u00e0 di persona, mander\u00e0 qualcuno al posto suo, perch\u00e9 \u00e8 abituato ad agire cos\u00ec, senza nessun coinvolgimento. Spietato.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Mi fido sempre del mio istinto, sento che accadr\u00e0 stanotte, e in quel momento voglio essere perfetta: indosso una camicia da notte profondamente scollata che lascia intravedere le mie forme, un tessuto talmente lieve ed impalpabile che ne fa addirittura trapelare il calore. Spazzolo i capelli lunghissimi, mi accarezzo una spalla, avverto il contatto con la pelle che tanti hanno sfiorato: riconosco la sensualit\u00e0 del gesto e l\u2019eccitazione che provoca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Un uomo sa essere prepotente quando stringe un corpo che ha pagato: troppe volte ho chiesto di allentare la stretta, troppe i miei lamenti sono stati interpretati come inviti ed incitamenti, troppo spesso alla fine, sotto quelle carezze pesanti, la carne si \u00e8 sciolta come burro, e io mi sono persa negli abbracci di uomini di cui non conoscevo nemmeno il nome.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma non sono ipocrita, in fondo mi piace: \u00e8 una professione per la quale serve preparazione, tecnica, esperienza. E<\/span>\u00a0io faccio bene il mio lavoro, chiedete in giro.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il suono del telefono che tengo nella borsetta mi fa trasalire, \u00e8 la conferma che il momento \u00e8 vicino. Smette di suonare appena lo afferro, non controllo neanche da dove proviene la chiamata, perch\u00e9 ora non ha pi\u00f9 importanza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Potrei trovare il modo di scrivere da qualche parte il nome del mio assassino. Ma io morir\u00f2 comunque, e devo fare la mia parte fino in fondo, ormai.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">So gi\u00e0 tutto: mi troveranno stesa a terra, in una posa elegante e composta, senza dolore n\u00e9 rabbia sul viso, niente che corroda i miei lineamenti perfetti. La camicia da notte scivoler\u00e0 lungo le spalle abbandonate, stringer\u00e0 il mio corpo in un ultimo abbraccio di seta. Dopo<\/span>\u00a0tanti pettegolezzi, tante chiacchiere, dopo essere stata al centro di scandali, minacce, rivelazioni \u00a0e ricatti sar\u00f2, ancora una volta, sulla bocca di tutti.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sar\u00e0 un\u2019uscita di scena memorabile, me la deve, merito almeno una morte impeccabile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quando ne faranno un film, il mio ruolo sar\u00e0 interpretato da una attrice bellissima, che chieder\u00e0 un compenso da record per il suo cameo. Guardandola, pensate a me, per un attimo, a quanto di vero e concreto c\u2019\u00e8 anche in una donna fatta solo di carta e parole.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Qualcuno ha appena bussato alla porta. Devo aprire, anche se cos\u00ec scoprir\u00f2 il volto di chi mi uccider\u00e0. Non posso pi\u00f9 evitarlo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Se siete troppo sensibili, voltate pagina ora. Siamo solo all&#8217;inizio del giallo e da qualche parte, seduto ad una scrivania dozzinale, alla luce di una lampada di design, uno Scrittore ha deciso che il mio personaggio \u00e8 costretto a morire, perch\u00e9 il suo protagonista possa indagare.<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35225\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35225\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una piazza cos\u00ec affollata non pu\u00f2 esserci pericolo, non pu\u00f2 succedere qui. 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