{"id":35217,"date":"2018-05-16T18:12:15","date_gmt":"2018-05-16T17:12:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35217"},"modified":"2018-05-16T18:12:15","modified_gmt":"2018-05-16T17:12:15","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-laura-e-marco-di-andrea-polini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35217","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Laura e Marco&#8221; di Andrea Polini"},"content":{"rendered":"<p>Marco. Quante volte aveva camminato con lei, mano nella mano, in quella strada. Vent\u2019anni. Non erano pi\u00f9 giovani quando si conobbero, entrambi sulla cinquantina, tutti e due avevano una vita dietro di s\u00e9, ma tutti e due capirono subito che li aspettava un bel percorso da fare insieme. Avevano attraversato le giornate di sole e quelle di pioggia, e sempre in quella strada avevano camminato ogni volta che tornavano a casa. Questo pensava Marco, passo dopo passo, nella strada accarezzata dall\u2019aria tiepida di met\u00e0 settembre, dal sole che si rifletteva sulle facciate dei palazzi d\u2019inizio Novecento. Era un bel pomeriggio d\u2019inizio autunno, come tanti che avevano vissuto insieme, passeggiando mano nella mano, confidandosi le loro fantasie, le loro tentazioni, anche amorose, eppure rimanendo sempre uniti, sempre insieme, anzi dando pi\u00f9 forza al loro rapporto. Quando lasci\u00f2 la strada percorsa solo da pochi passanti e attravers\u00f2 il viale principale col suo traffico continuo di auto veloci, solo allora ebbe di nuovo la lucida consapevolezza che tutto era finito davvero. Oltrepass\u00f2 il cancello e si avvi\u00f2 nel viale fiancheggiato da alti cipressi che portava alle camere mortuarie. La porta aperta della chiesa lasciava vedere il catafalco vuoto posto di fronte l\u2019altare. Sent\u00ec i suoi passi farsi pi\u00f9 lenti, pi\u00f9 pesanti, come se adesso tutti i suoi settant\u2019anni gravassero su di lui col loro inevitabile carico di dolori. Pass\u00f2 di fronte la stanza dove era esposto un uomo di mezza et\u00e0. Parecchia gente stazionava fuori dalla camera. Prosegu\u00ec verso la camera successiva, dove nessuno stazionava di fronte. Come ad ogni stanza, a lato della porta aperta vi era un piccolo cartello dal fondo nero dove con lettere adesive bianche era scritto il nome del defunto. LAURA e il cognome da ragazza, il giorno e l\u2019ora del funerale. Non erano sposati, erano soltanto una coppia di fatto. Lei era stata sposata, ma fu pi\u00f9 di quarant\u2019anni prima, lui era morto da tanto. Marco entr\u00f2 nella camera, si fece il segno della croce, gli occhi si riempirono di lacrime. Lei era composta in una bara di legno scuro, il coperchio con una piccola croce e una piccola targa con scritto il suo nome e cognome, la data di nascita e quella di morte, era appoggiato contro la parete dietro. Marco scost\u00f2 il velo trasparente adagiato sulla cassa fino a scoprirle il volto, la baci\u00f2 sulla fronte. \u201cCom\u2019\u00e8 fredda\u2026com\u2019era caldo, com\u2019era bello il nostro amore invece\u2026come sei bella ancora\u2026\u201d disse piano. Il trucco leggero aveva nascosto i segni delle sofferenze del terribile male che l\u2019aveva portata via. Aveva una collanina di perle attorno al collo esile, la indossava quando andavano a teatro. Marco sedette su una seggiola accanto alla bara. \u201cNon mi sembra possibile\u2026\u201d pens\u00f2, sfinito dal dolore. \u201cEravamo noi due soli al mondo\u2026non ci era rimasto pi\u00f9 nessuno\u2026io figlio unico, i miei sono morti\u2026anche tua sorella era morta\u2026quando ti conobbi ero certo che saremmo stati insieme per il sesso\u2026avevi quasi cinquant\u2019anni, ma eri pi\u00f9 attraente di una trentenne\u2026ero sempre stato un farfallone, non mi ero mai sposato\u2026pensare\u2026credevo sarebbe durata finch\u00e9 durava l\u2019attrazione\u2026\u00e8 stato cos\u00ec, infatti, sei sempre stata bella\u2026ancora lo sei\u2026\u201d Fuori dalla stanza, il caldo sole dorato rendeva un poco meno opprimente quel luogo di dolore. A Marco, invece, nella penombra della camera sembrava che a splendere fosse il viso di Laura. \u201cSei bella come quando andavi a prendere il sole, come piaceva a te\u2026\u201d pens\u00f2 ancora, poi, troppo ferito ormai da quei ricordi, troppo belli per essere ormai solo ricordi, prese dal taschino della camicia una minuscola coroncina del rosario che aveva comprato nel tempo della malattia di Laura al santuario mariano poco distante. Fu un giorno che ci erano andati insieme, un po\u2019 per disperazione, un po\u2019 per passare un pomeriggio diverso. Inizi\u00f2 a sgranare la coroncina in una sequela di Ave Maria, anche se non era mai stato particolarmente religioso ora sentiva di avere bisogno di quelle preghiere. Ora che non aveva nessuno accanto, neanche con una parola di conforto. Ora che il suo amore non c\u2019era pi\u00f9. Poi, d\u2019un tratto, la vide camminare accarezzata dai raggi del sole, come piaceva a lei, allora le prese la mano, si fermarono davanti la spiaggia e si baciarono con passione, il mare luccicava di riflessi oro e azzurri. Marco apr\u00ec gli occhi. Laura era distesa nella bara, composta nella sua bellezza immobile. La piccola coroncina del rosario era caduta sul pavimento. Aveva sognato. Raccolse la coroncina, si alz\u00f2 in piedi, si appoggi\u00f2 alla bara, ancora accarezz\u00f2 il viso di Laura. Da fuori filtrava poca luce, il vociare sommesso dell\u2019altro funerale non c\u2019era pi\u00f9. Era sceso il silenzio. La luce elettrica era spenta. Per tutto il tempo che aveva dormito, si disse, forse non era entrato nessuno, o forse, se mai qualcuno era entrato, vedendolo dormire non aveva voluto svegliarlo, aveva voluto rispettare quei momenti di oblio. Marco e Laura, soli al mondo, si disse, ma subito pens\u00f2 che ora era Marco ad essere davvero solo al mondo. La guard\u00f2 con la passione con cui l\u2019aveva guardata in sogno. La baci\u00f2 sulle labbra truccate con un filo di rossetto color pesca. Pianse, in silenzio, il suo amore, pianse quella felicit\u00e0 che non c\u2019era pi\u00f9. Avevano trovato il modo di essere felici anche durante la terribile malattia di lei. \u201cLaura sei stata come un sogno\u2026questi vent\u2019anni sono stati una vita intera ma sono passati in un attimo\u2026\u201d disse piano tra le lacrime, poi si stacc\u00f2 appena da lei e guard\u00f2 l\u2019orologio. Mancavano dieci minuti alle venti. Tra dieci minuti le camere mortuarie sarebbero state chiuse fino al primo mattino successivo. \u201cSarai sola stanotte, forse avrai paura, qui sola al buio,\u201d le sussurr\u00f2. Sapeva che era un pensiero dettato dal dolore, dall\u2019emozione, ma in quel momento lo sentiva coerente pi\u00f9 di qualsiasi pensiero razionale. Ricord\u00f2 che da giovane aveva sentito dire ai suoi genitori che un tempo si usava fare la veglia ai morti recitando il rosario, ma, si disse, erano altri tempi, forse pi\u00f9 umani. Non voleva farsi trovare l\u00ec dal personale addetto alla chiusura delle camere, non voleva fare la figura patetica di supplicarli di lasciarlo con la sua amata per quell\u2019ultima notte. I regolamenti non l\u2019avrebbero permesso, forse neanche il suo orgoglio. Riavvicin\u00f2 il suo volto a quello di Laura. Era bella, bellissima. Un filo di trucco, un filo di rossetto. Riusciva solo a pensare a questo, che era bella, bellissima, Neanche il ricordo della tenerezza con cui l\u2019aveva assistita in tutti i suoi bisogni nei mesi del dolore ora prevaleva sull\u2019evidenza della sua bellezza. La baci\u00f2 ancora sulle labbra che ora gli parvero calde, appassionate come quando facevano l\u2019amore. \u201cBuonanotte, tesoro,\u201d disse in un soffio staccandosi da lei. Risollev\u00f2 il velo trasparente sopra il viso di Laura, si fece un segno di croce muovendo lentamente la mano destra poi si volt\u00f2 e piangendo usc\u00ec dalla camera. Fuori il sole aveva lasciato il posto alla triste luce dei lampioni, la stanza vicina a quella di Laura ora era vuota, il funerale era stato celebrato, nessuno sostava fuori dalle camere ardenti. Marco camminava lentamente, oltrepass\u00f2 la chiesa che aveva la porta ancora aperta e si avvi\u00f2 nel viale punteggiato di cipressi che conduceva al cancello. Sentiva una solitudine spaventosa aleggiare sopra di lui, il vuoto di una vita che cambiava, o forse finiva. Arrivato sul viale principale si ferm\u00f2 di fronte il cancello. Le macchine transitavano numerose, come ogni giorno. Volt\u00f2 la testa verso destra, in direzione dello chalet illuminato del ristorante sull\u2019altro lato del viale. Era l\u00ec che pi\u00f9 di vent\u2019anni prima aveva conosciuto Laura, ad una festa organizzata da un circolo culturale. Tutto era finito. Sarebbe rimasto solo con i suoi ricordi, la sua malinconia. Sarebbe stato da solo per il tempo che gli restava da vivere, avrebbe camminato in quelle strade sottobraccio alla nostalgia di un amore finito perch\u00e9 la vita stessa finisce. Ma nel cuore avrebbe continuato a passeggiare con Laura, a confidarle tutto, a fare l\u2019amore con lei. Piccole luci oltre il buio della morte. Laura e Marco.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35217\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35217\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marco. 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