{"id":35200,"date":"2018-05-16T17:38:09","date_gmt":"2018-05-16T16:38:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35200"},"modified":"2018-05-16T17:38:09","modified_gmt":"2018-05-16T16:38:09","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-settembre-di-lilly-bottiglione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35200","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Settembre&#8221; di Lilly Bottiglione"},"content":{"rendered":"<p>Non c\u2019erano pi\u00f9 dubbi. Nessuno spazio per nessun orizzonte, dall\u2019oggi fino alla fine. Egli ne sentiva in s\u00e9 la perfetta consapevolezza, e una leggera punta di dolore, ormai acquisita, divenuta ragione di essere. Nessuno per\u00f2 dava mostra di rassegnarsi, tra quanti lo circondavano.<\/p>\n<p>Tutti sapevano, la madre, il padre, il fratello.<\/p>\n<p>Era un settembre chiaro, poco incline a lasciare andar via l\u2019estate. Le visite di controllo si susseguivano stanche, monotone. Le pareti dell\u2019ospedale erano ostinatamente uguali a s\u00e9 stesse, ogni volta, gli stessi odori, qualche lamento sfumato, l\u2019odore dei cibi frammisto al senso del male, dell\u2019inevitabile. Non puoi fuggire, non puoi andare via. C\u2019\u00e8 un senso nascosto che ti inchioda, ti crocifigge, dolcemente, senza scampo, le lenzuola fresche pronte per te. I passi delle infermiere.<\/p>\n<p>I sorrisi.<\/p>\n<p>Poter tornare a casa era un privilegio, ogni volta. Fingere che nulla esistesse. Spazio ricolmo di nulla.<\/p>\n<p>Alzarsi di buon\u2019ora, l\u2019auto che sfrigola e resiste sotto l\u2019impulso di fuggire, di chiudere. Si entra in ufficio, ed ogni gesto, ogni parola, ogni movimento sembra essere gi\u00e0 vissuto un\u2019infinit\u00e0 di volte, vissuto da altri ed altri che verranno.<\/p>\n<p>I giorni trascorrevano lenti, i leggeri numeri danzanti sul calendario, impalpabili. Cosa \u00e8 l\u2019oggi?<\/p>\n<p>Oggi sono io, sei tu che sorridi, \u00e8 un soffio di vento, un\u2019acuta ma breve sensazione di freddo.<\/p>\n<p>Guardava s\u00e9 stesso vivere, percepiva il battito costante della palpebre. Ha forse un nome il male che divora, o siamo noi a divorare una parte costante dei nostri giorni, mentre il male ingrandisce, acquisisce una propria individualit\u00e0 che infine sovrasta la nostra?<\/p>\n<p>Quel giorno si alz\u00f2 con leggera, crescente fatica. Un profumo incerto veniva dalle stanze adiacenti, odore di finestre socchiuse, di vita che pulsa, all\u2019esterno.<\/p>\n<p>Rumori, mormorii confusi. Le voci consuete che fingevano una pacata quotidianit\u00e0.<\/p>\n<p>Non sarebbe andato in ufficio. Voleva provare ad inventarsi una diversa rappresentazione, come uno scenario situato in un\u2019isola a tutti ignota, in una diversa cadenza del giorno. Senza l\u2019incubo degli attimi, delle ore, dell\u2019approssimarsi della fine.<\/p>\n<p>Nell\u2019angusto spazio dell\u2019auto si dipanavano le note della <em>Sinfonia dal nuovo mondo. <\/em>\u00a0Via, verso il mare, verso la nuova gente. Si ferm\u00f2 sul ciglio della strada e compr\u00f2 della frutta fresca, che a poco a poco tendeva a sciogliersi, in fretta, in fretta, bisogna mangiare subito. L\u2019autostrada, il casello, i clacson. Cominciava a intravedersi il lungomare, come ai tempi dell\u2019infanzia, quando era il tempo della vacanza, quell\u2019odore inconfondibile.<\/p>\n<p>Sembrava aprirsi la pagina di un libro non ancora letto. Scese in fretta e si diresse verso il piccolo bar dipinto di improbabili colori, quasi una risata che scaturisse improvvisamente sull\u2019oro della sabbia di settembre.<\/p>\n<p>Dietro il banco, la ragazza era piccola, bruna, con mani svelte, aggraziate. Negli impercettibili attimi di pausa guardava il mare, e giocava con un piccolo ciondolo azzurro a forma di pesce, che le cingeva il collo.<\/p>\n<p>Sapeva che avrebbe dovuto parlarle. Non c\u2019era pi\u00f9 molto tempo. Ma fu lei stessa a destare stupore, sedendosi accanto a lui, come se non fosse l\u00ec per servire, ma per qualche altro fine, a tutti ignoto. Senza alcuna causalit\u00e0, inizi\u00f2 a cantare <em>Butterfly<\/em>, mentre di lontano si udiva una sirena, dal porto. Studiava canto lirico, lei. Un bel d\u00ec, vedremo.<\/p>\n<p>C\u2019erano pochi avventori, a quell\u2019ora del mattino. Tutto era infinitamente distante dal male, dall\u2019oggi, dalla famiglia dolorosamente consapevole. La ragazza si alz\u00f2 improvvisamente e si diresse verso la spiaggia, senza togliersi di dosso la divisa bianca.<\/p>\n<p>La segu\u00ec, incerto, quasi preda di un sogno. Nessuno fece caso a loro, tra i pochi bagnanti. Solo una giovane madre sollev\u00f2 appena lo sguardo, attenta, vigile. Un vuoto silente li circondava, pur nello splendore dei riflessi del sole. Brusii leggeri, ma lontani.<\/p>\n<p>Si incamminarono verso la citt\u00e0, volgendo d\u2019un tratto le spalle al mare.<\/p>\n<p>L\u2019auto era poco distante; uno dei maggiori pregi del guidare era la possibilit\u00e0 di dimezzare, quasi annullare i tempi e le distanze, e di poter quindi variare, diversificare le sensazioni, fino a pensare di avere ancora vita, davanti a s\u00e9, ancora attimi, giorni. Mesi.<\/p>\n<p>Cos\u00ec decise di non parlarle, ancora. Contro ogni pretesa ragionevolezza, la ragazza sal\u00ec sull\u2019auto sorridendo, mentre la brezza le volgeva i capelli all\u2019indietro, quasi a trattenerla. Imboccarono la strada della collina, circonfusa dal verde, percorrendola piano fino all\u2019identificazione delle proprie sensazioni e pulsazioni con il verde rigoglioso, gli alberi alti, i cespugli lucenti. La sosta fu quasi inconsapevole. L\u2019aria era pregna di odori. Ogni cosa, d\u2019attorno, era un irresistibile richiamo.<\/p>\n<p>Cominci\u00f2 a parlare di s\u00e9 senza attendere risposta, rievocando l\u2019infanzia e i pi\u00f9 minuti ricordi di piccoli, insignificanti eventi. Giochi sulla spiaggia, folli risate, piccoli furti in dispensa. Lei non rispondeva, ma guardava, intendeva. Camminando, giunsero in prossimit\u00e0 di un pendio scosceso, da cui era possibile vedere il mare ed ogni estensione di bellezza. Il pendio era cos\u00ec poco distante dalla morte. Bastava compiere pochi passi, cos\u00ec, facilmente, in mezzo a quel profumo di verde vivo. Andarsene. Invece si inginocchi\u00f2 ed afferr\u00f2 con forza i ciuffi di erba, sentendo ogni cosa, i rumori, l\u2019umido della terra.<\/p>\n<p>I contrasti parevano sopraffare, ad ogni lunghissimo istante, i suoi pensieri, ad uno ad uno. Guardava il volto della ragazza silente, inconsapevole del segreto. La vita non sa mai quando morte pu\u00f2 coglierla, e continua a non saperlo anche negli ultimi istanti. C\u2019\u00e8 una parte della vita che non conoscer\u00e0 risposte. Si prosegue nel cammino, docili, battito dopo battito. Si intersecano i tempi di una stessa vita, tempo della crescita, tempo dell\u2019amore, tempo della maturit\u00e0. Le diverse labbra che si dischiudono per chiamarti. Non voglio pi\u00f9 muovermi, non voglio venire. Solo silenzio. Bastava compiere pochi passi.<\/p>\n<p>La ragazza, lentamente, inizi\u00f2 a slacciarsi l\u2019abito. Quel gesto, di inusitata bellezza, lo colp\u00ec nell\u2019intimit\u00e0 pi\u00f9 profonda; sapeva che non era una semplice offerta d\u2019amore, era un gesto di sottile provocazione, un interrogativo, una sfida tra s\u00e9 e la sua vicenda oscura.<\/p>\n<p>Consumarono un breve amore, nel silenzio pi\u00f9 assoluto. Persino le foglie parevano tacere, orfane del canto degli uccelli. L\u2019immobilit\u00e0 quasi rarefatta che ne segu\u00ec fu come un dono, un attimo, una stagione che gli veniva concessa, prima di qualunque decisione.<\/p>\n<p>Sdraiato sull\u2019erba, lo sguardo perduto nel cielo, continuava a tastare l\u2019erba umida. Improvvisamente cap\u00ec di voler proseguire, per quei\u00a0 pochi lembi di vita che restavano. Camminare ancora, guardare ancora, respirare. Guard\u00f2 la ragazza, ancora avvolta nel silenzio, le sfior\u00f2 i capelli.<\/p>\n<p>Come una leggera trafittura, comprese che era tempo di andare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35200\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35200\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019erano pi\u00f9 dubbi. Nessuno spazio per nessun orizzonte, dall\u2019oggi fino alla fine. Egli ne sentiva in s\u00e9 la perfetta consapevolezza, e una leggera punta di dolore, ormai acquisita, divenuta ragione di essere. Nessuno per\u00f2 dava mostra di rassegnarsi, tra quanti lo circondavano. Tutti sapevano, la madre, il padre, il fratello. Era un settembre chiaro, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35200\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35200\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":16056,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-35200","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35200"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/16056"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=35200"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35200\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35216,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/35200\/revisions\/35216"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=35200"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=35200"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=35200"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}