{"id":3513,"date":"2010-05-06T19:08:10","date_gmt":"2010-05-06T18:08:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3513"},"modified":"2010-05-06T19:08:10","modified_gmt":"2010-05-06T18:08:10","slug":"lultima-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3513","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;L&#8217;ultima parola&#8221; di Riccardo Mannori"},"content":{"rendered":"<p>Andrea, come tanti ragazzi a quell&#8217;et\u00e0, era fragile nel suo equilibrio interiore, indifeso di fronte al mondo degli adulti e di quei coetanei che lui\u00a0sentiva e gli altri giudicavano, pi\u00f9 furbi ed intraprendenti. Ad Andrea piaceva fantasticare, immedesimarsi nei suoi eroi, ora si sentiva Zorro, altre volte s&#8217;immaginava nei panni di Robin Hood o in quelli di Sandokan ed era in queste vesti che faceva giustizia, la sua giustizia, vendicandosi dei soprusi, delle umiliazioni e dei torti subiti. In certi momenti la realt\u00e0 diventava cos\u00ec pesante ed insostenibile che Andrea s&#8217;isolava dal mondo rifugiandosi nelle sue fantasie per intere giornate. Capitava che arrivasse a sera senza nemmeno rendersene conto, costretto ad inventare bugie per giustificare i compiti non fatti. Per quei falsi mal di testa l&#8217;avevano portato anche dall&#8217;oculista ed ora era costretto ad indossare un inutile, orrendo paio d&#8217;occhiali, per il quale, i compagni, non mancavano di canzonarlo.<\/p>\n<p>Andrea aveva un sacro terrore degli insegnanti. Tremava, gli sudavano le mani, gli si contorceva lo stomaco e non gli usciva pi\u00f9 la voce. In classe i compagni gli facevano stendere le braccia in avanti.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 Guardate! Guardate come trema. Commentavano ridacchiando.<\/p>\n<p>Per un compito ben svolto fu \u00a0accusato d&#8217;aver copiato. Tutti sapevano che Andrea non copiava mai, non copiava semplicemente perch\u00e8 non aveva il coraggio di farlo.<\/p>\n<p>A presenziare alla sue interrogazioni c&#8217;erano sempre due o tre insegnanti.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 Che poi non si dica che sono io quella che ti incute terrore.<\/p>\n<p>Allora il panico d&#8217;Andrea diveniva totale e le sue paure si moltiplicavano per due, per tre, quanti erano gli insegnanti.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 Dove ho messo il testo di grammatica? Chiese un professore. Qualcuno l&#8217;ha visto?<\/p>\n<p>Ad Andrea sembrava impossibile d&#8217;esser l&#8217;unico a ricordare ma, considerato che nessuno rispondeva trov\u00f2 il coraggio di parlare e con una vocina flebile disse.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 In basso, signor professore, nell&#8217;armadietto a destra.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 Andrea?! Allora non sei\u00a0addormentato come sembra!<\/p>\n<p>Alla fine dell&#8217;ora i compagni si accanirono contro di lui. Lo prendevano in giro imitando\u00a0il vocione\u00a0del professore.<\/p>\n<p>&#8211; Allora Andrea? Non sei addormentato come sembra, sei proprio scemo!<\/p>\n<p>Continuarono cos\u00ec per tutta la ricreazione fin quando, all&#8217;improvviso, la camicia d&#8217;Andrea cominci\u00f2 a gonfiarsi paurosamente, i bottoni, ad uno ad uno, saltarono via, i pantaloni si aprirono rompendosi in mille brandelli, i muscoli delle braccia e delle gambe diventarono enormi e la pelle si tinse di verde, era arrivato Hulk.<\/p>\n<p>Nel cortile, durante la ginnastica, i ragazzi si mettevano in riga per ordine d&#8217;altezza. Pi\u00f9 basso d&#8217;Andrea c&#8217;era solo Turiddu, un morettino dalla corporatura robusta e una folta chioma di riccioli neri. Andrea era esile, il carnato chiaro, i capelli lisci e sottili e gli occhi grigi come la nebbia d&#8217;autunno. Sotto la doccia, dopo la ginnastica, c&#8217;era voluto tutto il suo coraggio, lo avrebbero deriso e lui lo sapeva ancor prima di spogliarsi. Il Caponi non faceva testo, quello aveva gi\u00e0 i coglioni gonfi come noci, il glande sempre di fuori e pisciava schizzando e sgrondando dappertutto. Il Caponi non faceva testo, ma nessuno, nemmeno Turiddu, l&#8217;aveva piccolo come il suo. A casa se lo guardava, non capiva perch\u00e8 a lui il glande non usciva e anche i testicoli, che ogni tanto scendevano poi scomparivano di nuovo.<\/p>\n<p>Ad Andrea piacevano le ragazze, sopratutto piaceva Simonetta, quella con le fossette sulle guance. Con Simonetta faceva tutti i giorni un tratto di strada insieme, lui da solo su un marciapiede e lei, con due amichette, sull&#8217;altro. Lui la guardava ed anche lei lo guardava, rideva, indicandolo alle amiche. Andrea giur\u00f2 a se stesso che avrebbe attraversato la strada e per costringersi a farlo s&#8217;impose una penitenza.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 Se oggi non lo faccio giuro che mi taglio un dito.<\/p>\n<p>Attravers\u00f2 la strada. Si avvicin\u00f2 alle ragazze, era ad un passo, le sentiva chiaccherare, Simonetta si gir\u00f2 verso di lui, con un gesto eloquente avvicin\u00f2 il pollice all&#8217;indice e rivolgendosi alle amiche esclam\u00f2.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 Cos\u00ec! Dicono che ce l&#8217;ha piccolo cos\u00ec!<\/p>\n<p>Andrea si ferm\u00f2 di colpo, lasci\u00f2 passare l&#8217;autobus della scuola, torn\u00f2 sul suo marciapiede e riprese a camminare. Fissava il movimento dei suoi piedi, uno davanti all&#8217;altro, cercando di appoggiarli sempre sulla stessa mattonella, d&#8217;un tratto sollev\u00f2 lo sguardo, un timido sorriso\u00a0apparve agli angoli della bocca, alto in cielo, in fondo alla strada, Batman scese gi\u00f9 come un fulmine, si diresse verso le ragazze e fra l&#8217;espressione attonita e stupita dei presenti, prese Simonetta fra le braccia e se la port\u00f2 via.<\/p>\n<p>La giachetta nuova, con quel tessuto bicche bocche, non gli piaceva proprio. Almeno due taglie sopra la sua sembrava un cappottino dal quale spuntavano solo la punta\u00a0 delle dita ed un pezzetto di gambe, dal ginocchio in gi\u00f9. Ad Andrea quella giacchetta non piaceva, ma piaceva a sua madre che aveva fatto tanti sacrifici per comprargliela. Quando entr\u00f2 in classe l&#8217;insegnante lo guard\u00f2, lo fece alzare in piedi, lo mise accanto al figlio del notaio che, pure lui, aveva un vestito nuovo.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 Ecco, disse indicando a tutti il futuro &#8220;notarino&#8221;, questa s\u00ec che \u00e8 una bella giacca!<\/p>\n<p>Ad Andrea quella giacchetta non piaceva, ma ora sentiva gli occhi gonfi riempirsi di lacrime, ma non pianse, torn\u00f2 al suo posto, si sedette appoggiando la testa, stretta fra le braccia e strizz\u00f2 gli occhi forte, forte. Sul pennone pi\u00f9 alto del campanile del duomo\u00a0vide Spiderman che legava la professoressa\u00a0insieme al\u00a0&#8220;notarino&#8221; mentre, irriverrenti, dei piccioni gli defecavano addosso e le campane suonavano a festa.<\/p>\n<p>Alla fine del secondo trimestre ci furono i colloqui con gl&#8217;insegnanti.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 Andrea \u00e8 immaturo, signora, infantile, arriva a stento alla sufficienza. Vede, ne abbiamo discusso fra di noi, nel collegio e siamo tutti convinti che ripetere l&#8217;anno non gli farebbe altro che bene. D&#8217;altronde, lei mi capisce, meglio ora che pi\u00f9 avanti.<\/p>\n<p>Sua madre torn\u00f2 a casa avvilita, arrabbiata.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 Ma allora sei proprio deficiente!<\/p>\n<p>Era tardi, era ora di cena, ma volle che Andrea si rimetesse sui libri.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 Avanti, traduci, sentiamo! Voglio proprio sentire.<\/p>\n<p>Andrea era stanco, confuso, lesse la prima frase, cerc\u00f2 di ricordarsi le regole, la testa era completamente vuota, non riusciva a pensare, pi\u00f9 si sforzava e pi\u00f9 si perdeva nel nulla. Suo padre rientr\u00f2 dal lavoro, si soffermo un attimo anche lui a leggere.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0 Die constituta causae dictionis clientes obaeratosque suos&#8230;, a logica, s&#8217;intende subito, a logica, poi rivolto alla moglie, ma allora non capisce proprio niente.<\/p>\n<p>Andrea non dorm\u00ec tutta la notte, i suoi eroi l&#8217;avevano abbandonato, non bastavano pi\u00f9, non c&#8217;era Zorro o Sandokan o Robin Hood che lo potesse aiutare. Andrea odiava, odiava tutti dal pi\u00f9 profondo dell&#8217;anima, sua madre, suo padre, i professori, i compagni e Simonetta, si, odiava anche lei. Pens\u00f2 di ucciderli, ma sentiva di non averne il coraggio, pens\u00f2 di punirli punendo se stesso, si alz\u00f2, apr\u00ec le finestre, s&#8217;affacci\u00f2 sul balcone, gettarsi nel vuoto, si sporse pi\u00f9 volte dalla ringhiera, guard\u00f2 gi\u00f9, ma non trov\u00f2 la forza di farlo. Si rannicchi\u00f2 su una poltrona, rimase l\u00ec tutta la notte, aveva un solo pensiero, una sola volont\u00e0, fargliela pagare. Li avrebbe fatti pentire per le loro parole. Ecco, parole&#8230;parole, quel suono gli risuonava nella testa, si, ora sapeva cosa fare. Aspett\u00f2 mattina giurando a se stesso che avrebbe mantenuto il suo proposito. Sent\u00ec la mamma alzarsi, and\u00f2 in cucina ad aspettarla e quando la vide, con tono di voce fermo e deciso disse.<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 Io non parlo pi\u00f9.<\/p>\n<p>Oggi Andrea a cinquant&#8217;anni, distribuisce pasti in un ospedale psichiatrico, \u00e8 amato e benvoluto da tutti, medici, infermieri e pazienti, ma da quel giorno non ha mai pi\u00f9 detto una parola.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3513\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3513\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andrea, come tanti ragazzi a quell&#8217;et\u00e0, era fragile nel suo equilibrio interiore, indifeso di fronte al mondo degli adulti e di quei coetanei che lui\u00a0sentiva e gli altri giudicavano, pi\u00f9 furbi ed intraprendenti. Ad Andrea piaceva fantasticare, immedesimarsi nei suoi eroi, ora si sentiva Zorro, altre volte s&#8217;immaginava nei panni di Robin Hood o in [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3513\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3513\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":1026,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-3513","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-racconti-2010"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3513"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1026"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3513"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3513\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3513"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3513"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3513"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}