{"id":35119,"date":"2018-05-14T23:11:30","date_gmt":"2018-05-14T22:11:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35119"},"modified":"2018-05-15T12:07:49","modified_gmt":"2018-05-15T11:07:49","slug":"premio-racconti-per-corti-2018-amici-di-gezim-qadraku","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35119","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Amici&#8221; di Gezim Qadraku"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sono le 20:15, l\u2019arrivo a Milano Centrale era previsto per le 20:05. Il treno \u00e8 ancora fermo a pochi metri dalla stazione.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il vagone non \u00e8 affollato, una decina di persone, il silenzio \u00e8 stata la costante di tutto il viaggio. Sono in piedi da qualche minuto insieme a tutti gli altri passeggeri, mi sono gi\u00e0 messo il giubbotto e guardo fuori dalla finestra per capire il motivo della sosta. Davanti a me una coppia giovane. Lei \u00e8 una delle ragazze alla moda di questi tempi.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Converse ai piedi, risvoltino ai jeans, borsa che vale uno stipendio e quella sensazione che una del genere non abbia molto da offrire. Mentre il suo ragazzo le parla, uno che avr\u00e0 s\u00ec e no vent\u2019anni, ma ne dimostra dieci di pi\u00f9, lei controlla le notifiche sullo smartphone.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Distratto dalle parole che lui le rivolge, non mi accorgo che il treno \u00e8 ripartito e si sta fermando di nuovo perch\u00e9 finalmente siamo arrivati.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Quindici minuti di ritardo. Bentornato in Italia. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">E\u2019 una sera di novembre, una leggera nebbia ha colorato Milano di grigio, ma non fa ancora freddo per fortuna. Attraverso la stazione camminando alla velocit\u00e0 che questa citt\u00e0 richiede, \u00e8 passato un po\u2019 di tempo dall\u2019ultima volta, ma pi\u00f9 di vent\u2019anni di abitudini milanesi saranno difficile da dimenticare.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Mi lascio la stazione alle spalle e mi dirigo verso la fermata del tram. In meno di dieci metri due venditori di accendini e altri oggetti mi si avvicinano, ma proseguo avanti senza dir loro neanche una parola. Prima di arrivare alla fermata vedo un senzatetto per terra avvolto in una coperta di lana di colore rosso. Davanti a lui un bicchiere di plastica quasi vuoto. Non gli lascio nessuna monetina. \u201cSe aiuto lui dovrei aiutarli tutti\u201d, mi ripeto ogni volta. Dato che non posso aiutare tutti, allora non aiuto nessuno. Dopo essermelo lasciato alle spalle mi dico che avrei potuto dargli almeno un euro. Se io aiuto lui, qualcuno aiuter\u00e0 un altro senzatetto da qualche altra parte. Non \u00e8 di certo compito mio dare una mano a tutti, basta che io faccia qualcosa per chi incontro sulla mia strada.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Arrivo alla conclusione che sono una persona egoista come tanti, non do mai una mano a nessuno e utilizzo sempre la solita scusa per pulirmi la coscienza.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La mia attenzione viene successivamente rapita dal fatto che il monitor alla fermata non funziona e non so tra quanto arriver\u00e0 il tram.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Cerco di orientarmi di nuovo in quella che \u00e8 stata la mia quotidianit\u00e0 per tanto tempo.\u00a0\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">C\u2019\u00e8 solo una donna che parla al telefono al mio fianco, ha le cuffie e sembra che abbia la videocamera accesa, \u00a0dato che continua a fare facce simpatiche mentre parla. Nel frattempo arriva gente, \u00e8 un continuo di clacson che suonano e macchine che non rispettano il semaforo rosso. Osservo l\u2019entrata della stazione e mi accorgo che \u00e8 piena di ragazzi di colore, chi vende qualcosa e chi vaga senza una meta.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Continuo a scrutare la vita milanese che mi scorre di fianco, \u00e8 passato un anno dall\u2019ultima volta, mi pare un\u2019eternit\u00e0. Gli amici mi stanno aspettando a casa di Luca. Tra una settimana parte per New York e ha voluto fare una cena come ai vecchi tempi per salutarci. Non potevo assolutamente mancare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Mentre cerco di immaginarmi come andr\u00e0 la serata, il tram arriva. Salgo, non ho il biglietto, me ne accorgo solo una volta dentro. Non ci saranno controllori in giro a quest\u2019ora. Rimango in piedi, continuo ad osservare ogni minimo dettaglio. Penso di mettermi le cuffie ed isolarmi, ma preferisco proseguire ad ascoltare ci\u00f2 che succede. Solo il fatto di udire di nuovo le persone che parlano in italiano mi d\u00e0 l\u2019idea di essere a casa. Anche se in realt\u00e0 \u00e8 da un quarto di secolo che mi chiedo quale sia il posto che io debba considerare casa.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Mi mancavano i tram milanesi. Sono su uno di quelli vecchi con gli interni di colore marrone, quanto li amo. Mi fanno provare una strana nostalgia verso un\u2019epoca che non ho mai vissuto. Davanti a me due giovani ragazze parlano in inglese, saranno qui in Erasmus. Continuo a fissarle, sono veramente carine. Mi sento a disagio perch\u00e9 non ho la pi\u00f9 pallida idea di che et\u00e0 possano avere, potrebbero anche essere minorenni. Allora cerco di guardare altro, osservo la citt\u00e0, ma continuo ad ascoltare ci\u00f2 che accade sul mezzo. Un ragazzo parla al telefono con un amico, una certa Marta gli ha chiesto se una mattina \u00e8 libero per fare colazione assieme. Ha un sorriso a trentadue denti mentre parla, gli brillano gli occhi. Se solo Marta potesse vederlo, per rendersi conto di quanto lo ha reso felice.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Scende alla fermata successiva insieme alle ragazze.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo una ventina minuti sono finalmente arrivato, sicuro che i ragazzi avranno provato a chiamarmi, ma la scheda tedesca non funziona una volta passato il confine.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Fortunatamente c\u2019\u00e8 un supermercato nella via dove abita Luca, non posso presentarmi a mani vuote. Compro il primo vino che costa pi\u00f9 di cinque euro. Sono stanco e in ritardo per perdere tempo a scegliere. Arrivo alla cassa, davanti a me c\u2019\u00e8 un uomo di colore. Non \u00e8 africano, sar\u00e0 Pakistano o Indiano. Ha una faccia sofferente, \u00e8 stanco, la schiena curva in avanti, i vestiti sporchi. Ha comprato cinque bottiglie di vino bianco. Le inserisce tutte in un sacchetto, esegue due nodi e lo guarda con insicurezza. Lo sa che potrebbe rompersi e rimane fermo per qualche secondo a pensare. La cassiera lo osserva dubbiosa. Probabilmente \u00e8 indeciso se spendere dieci centesimi per comprarne un altro, evidentemente per lui quegli spiccioli fanno la differenza. Decide di risparmiare ed esce dal supermercato. La gente di fianco a noi sta soffrendo, ma molte volte non ci accorgiamo di nulla. Bisognerebbe fermarsi a guardare ci\u00f2 che ci circonda, per rendersi conto di quanto si \u00e8 fortunati.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Pago la bottiglia, esco dal supermercato e mi dirigo verso il numero civico 26.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Citofono, mi aprono subito senza chiedere chi \u00e8. Luca mi ha scritto che l\u2019entrata del suo condominio \u00e8 la lettera E. Do un\u2019occhiata veloce e capisco che deve essere quella davanti a me in fondo. Un altro citofono, il portone si apre e gi\u00e0 sento le voci famigliari dei ragazzi. Non faccio in tempo a fare i primi scalini che intravedo una luce uscire da una porta del primo piano:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">FINALMENTE!<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">E\u2019 Luca, mi corre incontro, ci abbracciamo forte.<\/span><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cHo provato a chiamarti, ma rispondeva una voce tedesca\u201d<br \/>\n<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cEh s\u00ec immaginavo, appena esco dalla Germania non sono pi\u00f9 raggiungibile\u201d<br \/>\n<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cSarei venuto a prenderti, ma ho pensato che sarebbe stato inutile\u201d<br \/>\n<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cHai fatto benissimo, poi sono solo venti minuti di tram che sar\u00e0 mai\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Saliamo insieme, varco la soglia e vengo investito da una botta di ricordi e sorrisi. Non manca nessuno: Clara, Greta, Jack e Pippo.<br \/>\n<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cE\u2019 arrivato il cruccoooooo!\u201d<br \/>\n<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cEccolooooo!\u201d<br \/>\n<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cMarcolino finalmenteee!\u201d<br \/>\n<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cOhhh ragazzi che bello rivedervi!\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Abbraccio tutti. Sembra passata una vita dall\u2019ultima volta, eppure niente \u00e8 cambiato. Neanche il tempo di mettere gi\u00f9 la borsa, che mi ritrovo con in mano un bicchiere di vino rosso a parlare con quelli che sono stati i miei compagni di vita durante il periodo universitario. In pochi minuti le distanze e i cambiamenti spariscono, ogni singolo ingranaggio riparte a funzionare da dove si era fermato.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Pensare che tre anni fa festeggiavamo le nostre lauree e da quel giorno ognuno ha preso una via diversa. Io l\u2019unico ad aver lasciato l\u2019Italia, \u00a0Clara e Pippo hanno trovato lavoro a Roma, Greta convive con il suo ragazzo a Verona, Jack si \u00e8 dato al giornalismo e Luca, dopo vari tentativi, ha deciso di provare l\u2019esperienza americana.<\/span><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cRagazze ditemi subito cosa mi avete cucinato\u201d<br \/>\n<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cIndovina un po\u2019?\u201d<br \/>\n<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cCozze gratinate?\u201d<br \/>\n<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cESATTO!\u201d<br \/>\n<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cAhhhhh quanto mi manca il cibo italiano\u201d<br \/>\n<\/span><\/i><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cSolo il cibo \u00e8, gli amici no?\u201d<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Risata collettiva, io e Jack ci picchiamo per gioco come abbiamo sempre fatto.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">La serata prende il via, apparecchiamo la tavola tutti insieme e ognuno di noi racconta le novit\u00e0 agli altri. Si inizia a mangiare e tra una bicchiere di vino e l\u2019altro sembra di tornare indietro negli anni. Finiti i primi Jack riceve una telefonata e si rifugia in una stanza, io e le ragazze usciamo a fumare, Pippo e Luca restano dentro a bere. Mi metto in mezzo a Greta e Clara chiedendo a loro di raccontarmi cosa mi sono perso in tutto questo tempo. Dopo qualche minuto smetto di ascoltarle, mi concentro sulle loro mani che mi scombussolano i capelli per farmi arrabbiare, guardo Pippo e Luca in cucina mentre bevono e ridono felici.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Un\u2019ondata di ricordi invade la mia testa, ripenso a quegli anni passati insieme tra libri ed esami, quante gioie e delusioni, ma sempre \u00a0gli uni di fianco agli altri. Siamo un gruppo unito, ci vogliamo bene e questa cena ne \u00e8 l\u2019ennesima dimostrazione.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Solo ora che mi ritrovo in mezzo a loro, mi accorgo di quanto mi mancano.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Perso nei pensieri, mi dimentico di fumare la sigaretta. Sento che tutte queste reminiscenze mi stanno facendo commuovere. Ho gli occhi lucidi, fingo uno starnuto per non farlo notare alle ragazze.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Mi chiedo se ci sar\u00e0 una prossima cena, penso a quante cose potranno cambiare negli anni, forse riusciremo tutti a costruirci una famiglia. Spero solo che ognuno di noi possa essere felice. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Racconter\u00f2 di loro ai miei figli, quando mi chiederanno cos\u2019\u00e8 l\u2019amicizia.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">La paragoner\u00f2 ad un oggetto di cui loro non avranno mai sentito parlare, ovvero la cassetta a nastro. Un oggetto che \u00e8 gi\u00e0 introvabile adesso, figurarsi tra qualche anno. Gli racconter\u00f2 di come funzionavano le cassette, dei tasti che aveva una radio. Il Play, lo stop, le frecce per mandare avanti o tornare indietro. Dir\u00f2 loro che l\u2019amicizia \u00e8 un bene prezioso, del quale bisogna prendersi cura. Proprio come facevamo noi da piccoli con le nostre cassette preferite, per poterle riascoltare ogni volta che ne avevamo voglia. Cos\u00ec \u00e8 l\u2019amicizia, se te ne prendi cura, puoi ascoltarla ogni volta che vuoi, perch\u00e9 non ci sar\u00e0 distanza che tenga, il tempo per i tuoi amici riuscirai sempre a trovarlo.<br \/>\n<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Poi baster\u00e0 schiacciare il tasto play e tutto ripartir\u00e0 da dove si era fermato.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35119\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35119\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono le 20:15, l\u2019arrivo a Milano Centrale era previsto per le 20:05. 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