{"id":35059,"date":"2018-05-10T16:48:51","date_gmt":"2018-05-10T15:48:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35059"},"modified":"2018-05-10T22:43:03","modified_gmt":"2018-05-10T21:43:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-il-viaggio-di-anne-di-stefania-maurelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35059","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Il viaggio di Anne&#8221; di Stefania Maruelli"},"content":{"rendered":"<p>Quando sent\u00ec l\u2019attrito del carrello sopra l\u2019asfalto e la voce del pilota annunciare una temperatura di ventisei gradi, Anne si slacci\u00f2 la cintura. Fuori dal finestrino il giorno era appena iniziato e della notte restava una luce bluastra macchiata di rosa.<br \/>\nIn aeroporto Anne si chiuse nella prima toilette. Sfil\u00f2 cappotto e maglione, indoss\u00f2 una maglietta sopra un paio di jeans, dei sandali bassi al posto delle scarpe stringate. Ficc\u00f2 i vestiti invernali nel borsone di cuoio, non aveva con s\u00e9 altri bagagli. Davanti allo specchio sistem\u00f2 una ciocca di capelli dietro l\u2019orecchio, tra le labbra e il lobo sinistro una macchia color caffellatte copriva una noce di pelle. Anne la sfior\u00f2 con lo sguardo, poi usc\u00ec dal bagno e cerc\u00f2 il banco delle informazioni.<\/p>\n<p>\u00abDevo raggiungere Quilmes\u00bb disse alla donna dietro il bancone.<\/p>\n<p>\u00abBus 51C delle sette e cinquanta\u00bb rispose la donna in un inglese stentato.<\/p>\n<p>Alla partenza mancava ancora mezz\u2019ora, Anne si sedette al tavolino di un bar dentro l\u2019aeroporto e ordin\u00f2 un caff\u00e8 espresso. Era ancora intontita dal Tavor. Mentre aspettava prese dalla borsa l\u2019agenda e controll\u00f2 l\u2019indirizzo \u2013\u00a0<em>Santa Maria Magdalena, Cuenca 1699<\/em>\u00a0\u2013 poi scrisse un messaggio sul cellulare e lo mand\u00f2 a due nominativi diversi. Atterrata, tutto bene<em>.<\/em><br \/>\nFin\u00ec il suo caff\u00e8 e mise gli occhiali da sole. Uscita dall\u2019aeroporto, il vento secco di Buenos Aires la invest\u00ec col suo profumo di jacaranda. Non lo sentiva da moltissimo tempo.<\/p>\n<p>La fermata dei pullman era poco distante, Anne trov\u00f2 il 51C e mostr\u00f2 una banconota all\u2019autista. L\u2019uomo era sprofondato dentro un sedile coperto da uno schienale di palline di legno, una mano tuffata in un sacchetto di\u00a0<em>pipas<\/em>.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Moneda<\/em>\u00bb disse infilandosi tra gli incisivi un seme di girasole.<\/p>\n<p>Anne scosse la testa e gli mostr\u00f2 ancora la banconota, aveva cambiato i franchi ma non aveva monete.<\/p>\n<p>\u00ab<em>Moneda<\/em>\u00bb ripet\u00e9 l\u2019uomo.<\/p>\n<p>Poi sput\u00f2 a terra la buccia del seme che aveva appena succhiato. Ai suoi piedi, due mocassini sformati, si era formato un tappeto di scorze marroni.<br \/>\nSul primo sedile una donna canticchiava una ninnananna a una bambina che teneva in braccio. Anne la guard\u00f2, la banconota ancora stretta in mano. La donna frug\u00f2 nella borsa di panno e tir\u00f2 fuori qualche spicciolo che diede ad Anne. Lei la ringrazi\u00f2 in due lingue diverse, diede alla donna la banconota e le monetine all\u2019autista, imbocc\u00f2 il corridoio di linoleum azzurro e si sedette nel primo posto libero in fondo. L\u2019autista accese il motore e il pullman lasci\u00f2 l\u2019aeroporto con un lieve sobbalzo, sullo specchietto lo scudetto del Boca Juniors e un rosario dondolarono insieme.<\/p>\n<p>Anne prese la borsa e sfil\u00f2 una fotografia dall\u2019agenda. Bernardino Zanella, la tonaca sopra un paio di jeans, se ne stava seduto su una balla di fieno davanti a una chiesetta in collina, la zazzera di capelli arruffati e la barba non fatta. Al collo, un rosario di legno. Anne gir\u00f2 la fotografia, c\u2019era scritto\u00a0<em>Quilmes 1986<\/em>. Sent\u00ec suonare il telefono e per qualche secondo fiss\u00f2 la scritta sul display senza rispondere, poi premette il tasto verde ma non disse niente.<\/p>\n<p>\u00abAnne\u00bb disse Thomas \u00abdove sei?\u00bb<\/p>\n<p>Il pullman aveva imboccato un cavalcavia e il praticello all\u2019inglese dell\u2019aeroporto aveva lasciato il posto a chiazze di erba bruciata dal sole.<\/p>\n<p>\u00abSono appena atterrata\u00bb rispose Anne.<\/p>\n<p>Sul ciglio della strada sacchetti di pattumiera lacerati si alternavano a lattine di birra e bottiglie di plastica.<\/p>\n<p>\u00abAnne\u00bb sospir\u00f2 Thomas \u00abti prego, torna indietro\u00bb.<\/p>\n<p>Anne rigir\u00f2 la fotografia tra le mani, Bernardino Zanella guardava davanti a s\u00e9 e sorrideva. Sopra le sue ginocchia c&#8217;era una bambina, un vestitino a fiori, i capelli strozzati da un nastro di raso.<\/p>\n<p>\u00abAnne?\u00bb continu\u00f2 Thomas \u00abcosa hai intenzione di fare?\u00bb<\/p>\n<p>La bambina soffiava la palla lanosa di un dente di leone che stringeva in mano, sulla guancia sinistra aveva una voglia color caffellatte.<\/p>\n<p>\u00abQuello che \u00e8 giusto\u00bb rispose Anne.<\/p>\n<p>\u00abAnne\u00bb sospir\u00f2 Thomas \u00abnelle tue condizioni\u2026\u00bb<\/p>\n<p>Anne rimase in silenzio, dal finestrino vide passare un cartello marrone con su scritto\u00a0<em>Bienvenido a Quilmes<\/em>.<\/p>\n<p>\u00abFacciamo cos\u00ec\u00bb continu\u00f2 Thomas \u00abtu sali sul primo volo per Ginevra e io vengo a prenderti in aeroporto\u00bb.<\/p>\n<p>All\u2019angolo della strada una ragazza strizzata in una minigonna sfogliava una rivista seduta su una piccola sdraio da spiaggia. Davanti a lei c\u2019erano delle cassette di cocomeri verdi, alcuni erano stati appoggiati sopra una stuoia di paglia, altri erano spaccati a met\u00e0, la polpa rossa lasciata a sciogliersi al sole. Una lavagna appoggiata a un palo diceva\u00a0<em>Sandia dulce melon<\/em>.<\/p>\n<p>\u00abNon credo che lo far\u00f2\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abAnne, quell\u2019uomo ormai sar\u00e0 morto\u00bb disse Thomas \u00abhai fatto un lungo viaggio per niente\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abNon lo sappiamo\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abSono passati quasi trent\u2019anni\u00bb.<\/p>\n<p>Anne rimase in silenzio, la luce calda del sole filtrava dal finestrino e disegnava sui vetri un alone rotondo. Alz\u00f2 lo sguardo e vide danzare nel cono di luce un pulviscolo iridescente.<\/p>\n<p>\u00abAnne, ascoltami\u00bb continu\u00f2 Thomas cercando di addolcire la voce \u00abquello che \u00e8 successo non \u00e8 colpa tua. Le vittime non hanno mai colpa\u00bb.<\/p>\n<p>Le tendine erano fisarmoniche azzurre di velluto imbottite, Anne le accost\u00f2 fino a coprire met\u00e0 finestrino.<\/p>\n<p>\u00abDevo andare\u00bb rispose Anne.<\/p>\n<p>\u00abAnne\u00bb disse Thomas \u00abse \u00e8 il perdono che ti spinge a cercarlo, non se lo merita. Non sei stata l\u2019unica, lo sai\u00bb.<\/p>\n<p>Lei non disse niente, l\u2019autista rallent\u00f2 e il pullman si ferm\u00f2 davanti a un bar tabacchi con le tendine di plastica verdi.<\/p>\n<p>\u00abAnne\u00bb implor\u00f2 Thomas \u00abtorna a casa, ti prego\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abThomas\u00bb disse Anne \u00ablasciami andare\u00bb, poi spense il telefono e lo tuff\u00f2 nella borsa.<\/p>\n<p>Scesa dal 51C attravers\u00f2 la strada e raggiunse il bar davanti alla stazione dei pullman. Si sedette a uno dei tavolini di plastica e ordin\u00f2 un bicchier d\u2019acqua, apr\u00ec la cartina di Quilmes e cerc\u00f2 la\u00a0<em>Cuenca<\/em>. Ci segn\u00f2 sopra una X con la penna e la colleg\u00f2 con un tratto di inchiostro alla fermata dei pullman. Fin\u00ec il suo bicchiere e mand\u00f2 gi\u00f9 anche un cubetto di ghiaccio, lo fece sciogliere piano dentro la bocca. Pag\u00f2 con una banconota lasciando anche il resto e si alz\u00f2.<\/p>\n<p>La\u00a0<em>Cuenca<\/em>\u00a0era una strada larga con ai lati due filari di felci i cui tronchi erano stati dipinti di bianco. Le case, costruzioni quadrate a un piano, si succedevano uguali: davanti all\u2019ingresso un francobollo di verde, accanto alla porta la saracinesca del garage colorata. Alcune case non erano state dipinte e si vedevano ancora i mattoni in cemento, le altre erano coperte da intonaco bianco. Dopo venti minuti Anne vide il viola di una jacaranda spiccare tra le chiome degli alberi, le radici avevano crepato l\u2019asfalto e sollevato quel tratto di strada. Anne inspir\u00f2 l\u2019odore dolce e pungente, simile a quello dei gelsomini, dei piccoli fiori a campana. Poi vide il cartello\u00a0<em>Parroquia di Santa Maria Magdalena<\/em>\u00a0sopra un piccolo cancello di ferro.<\/p>\n<p>Rest\u00f2 immobile sulla strada. Sopra la spalla la borsa aveva segnato la pelle sudata, la sistem\u00f2. Si tolse gli occhiali da sole e li infil\u00f2 nello scollo della maglietta, poi spinse la maniglia ed entr\u00f2 nel cortile.<\/p>\n<p>La chiesa era un rettangolo di intonaco bianco con quattro gradini che portavano a un portone in ciliegio. Anne li percorse ed entr\u00f2. La chiesa era vuota, fresca, profumava di incenso. La navata, divisa in due file di panche, era illuminata dalla luce che filtrava dal rosone e proiettava un cerchio azzurrino per terra. Sopra l\u2019altare, oltre il tavolo coperto da una tovaglia di pizzo, non c\u2019era la croce ma la statua di una Madonna, sul viso un\u2019espressione malinconica e dolce. Anne si avvicin\u00f2 e quando allung\u00f2 una mano per toccare la statua, sent\u00ec un rumore di passi alle spalle. Due occhi verdi galleggiavano a pochi metri da lei. La donna era piccola e magra dentro l\u2019abito scuro, il volto un labirinto di rughe sottili.<\/p>\n<p>\u00abSto cercando don Bernardino Zanella\u00bb disse Anne.<\/p>\n<p>La donna si avvicin\u00f2 e quando le fu a pochi passi vide la macchia sul suo viso e sorrise.<\/p>\n<p>\u00abAnne\u00bb disse.<\/p>\n<p>Anne annu\u00ec, non riusc\u00ec a proferire parola. La donna allung\u00f2 un braccio e le accarezz\u00f2 il viso. Erano mani ruvide e calde. Mani di madre.<\/p>\n<p>\u00abLui ti aspettava\u00bb disse piano la donna.<\/p>\n<p>Anne la segu\u00ec lungo un corridoio che portava a una piccola porta a soffietto, la donna la apr\u00ec ed entr\u00f2 nella stanza. Un letto, un armadio e una scrivania sotto alla finestra aperta da cui si intravedeva il viola dei fiori. Il volto di una Madonna in una cornice di legno era l\u2019unico ornamento di tutta la stanza. Anne si avvicin\u00f2 al letto e pass\u00f2 una mano sopra il cuscino, sul copriletto non c\u2019era nemmeno una piega.<\/p>\n<p>Raggiunse la scrivania, era seppellita di fogli e di libri, la sedia di paglia sommersa di vecchi giornali. Sulla scrivania in mezzo ai libri spiccava l\u2019azzurro di una vecchia Olivetti, i tasti neri e quadrati su cui a stento si leggevano ancora le lettere in caratteri bianchi. Nel rullo della macchina da scrivere era incastrata una busta con sopra il suo nome.<br \/>\nAnne si volt\u00f2 verso la donna ferma sull\u2019uscio. Lei annu\u00ec con la testa, poi socchiuse la porta e la lasci\u00f2 sola. La busta aveva gli angoli nuovi e non c\u2019era nessun francobollo. Anne la rigir\u00f2 tra le mani. Pass\u00f2 una mano sulle screziature della carta e con un dito ripercorse le quattro lettere che componevano il suo nome. Poi si sedette sul letto e la apr\u00ec. Non lesse subito, fiss\u00f2 la calligrafia. Era elegante e sicura, senza esitazioni o tremori.<\/p>\n<p><em>Anne,<\/em><br \/>\n<em>qui \u00e8 primavera, un pomeriggio dolcissimo. Troverai la lettera quando io non ci sar\u00f2 pi\u00f9. Sono ormai vecchio e non mi resta pi\u00f9 molto tempo per vivere. In tutti questi anni ho imparato una cosa: i colpevoli hanno un verme che li rode da dentro e non li fa vivere. Il perdono non \u00e8 un sentimento, ma una nostra scelta. Io ti ho perdonata, fallo anche tu.<\/em><br \/>\n<em>Bernardino Zanella<\/em><\/p>\n<p>Quando fin\u00ec di leggere, la prima lacrima tagli\u00f2 la macchia in due met\u00e0 esatte. Anne si rannicchi\u00f2 sopra il letto e cominci\u00f2 a dondolare, una mano sul ventre. Dalla finestra aperta arrivava dolce il profumo della jacaranda.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35059\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35059\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando sent\u00ec l\u2019attrito del carrello sopra l\u2019asfalto e la voce del pilota annunciare una temperatura di ventisei gradi, Anne si slacci\u00f2 la cintura. 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