{"id":35036,"date":"2018-05-09T17:03:03","date_gmt":"2018-05-09T16:03:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35036"},"modified":"2018-05-09T17:03:03","modified_gmt":"2018-05-09T16:03:03","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-il-ladro-di-grammatica-di-valeria-pisi-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=35036","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Il ladro di grammatica&#8221; di Valeria Pisi (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta un ladro.<\/p>\n<p>Eh s\u00ec, era proprio un ladro; entrava nelle case quando i proprietari non c&#8217;erano, e prendeva tutto ci\u00f2 che trovava: formaggi, prosciutti, gioielli e ovviamente soldi, se era fortunato.<\/p>\n<p>Una sera Roberto, il ladro, si introdusse nella casa di Giovanna, che era stata per tanti anni la maestra del paese e da poco era andata in pensione. Aveva scelto la villetta di Giovanna perch\u00e9 sapeva che il luned\u00ec aveva l&#8217;abbonamento al cinema, e credeva che in casa non ci fosse nessuno. Per\u00f2 Giovanna aveva gi\u00e0 visto il film che proiettavano quella sera, ed era rimasta a casa. Se ne stava comoda a letto a leggere un libro, quando sent\u00ec un rumore in cucina e, pensando che fosse entrato un gatto, si infil\u00f2 le pantofole, la vestaglia turchese e scese al piano di sotto.<\/p>\n<p>Quando vide il ladro che rovistava nel frigorifero, le scapp\u00f2 un urlo : &#8220;Ahhhhhh!!&#8221;.<\/p>\n<p>Il ladro fece un balzo indietro e url\u00f2 ancora pi\u00f9 forte: &#8220;AAAAHHHHHH!!!!!!&#8221;<\/p>\n<p>La maestra Giovanna rimase per un attimo interdetta: quella voce e quella figura le ricordavano qualcosa, ma cosa? Chi?<\/p>\n<p>Pian piano, le affior\u00f2 nella memoria il ricordo di un visetto.<\/p>\n<p>Si avvicin\u00f2 al ladro e lo guard\u00f2 in faccia: &#8220;Ma tu \u2026 tu &#8230; tu \u2026\u201d , disse, indicando Roberto, \u201c Ma tu &#8230; sei Robertino \u2026.! Eri uno dei miei bambini, mi ricordo benissimo di te! Ti chiamavo Robertino Fagiolino &#8230; Stavi sempre nel primo banco perch\u00e9 eri il pi\u00f9 piccino della classe!\u201d.<\/p>\n<p>Roberto rimase zitto. Era spiazzato; si vergognava come un ladro (appunto), e avrebbe voluto scomparire, ma non poteva scappare perch\u00e9 Giovanna si trovava proprio in mezzo tra lui e la finestra.<\/p>\n<p>&#8220;E \u2026 e \u2026 e &#8230; sei diventato un ladroooo?\u201d, url\u00f2 Giovanna, sbigottita,<\/p>\n<p>\u201cVieni a rubare da me, in casa mia, a me che ti ho insegnato a leggere e scrivereeeee? L&#8217;italianoooo? La grammaticaaaaa???&#8221;<\/p>\n<p>La maestra era paonazza e batteva i piedi per terra:<\/p>\n<p>&#8220;Ma come! Allora \u2026 allora &#8230; rendimi tutta la grammatica che ti ho insegnato, ridammela, restituiscimi tutto!&#8221;<\/p>\n<p>\u201c Hai capitooo????? RESTITUISCIMI TUTTO!!!\u201d<\/p>\n<p>A quel punto successe qualcosa di molto strano.<\/p>\n<p>Dovete sapere che le maestre, quando vanno in pensione, diventano un po\u2019 magiche: \u00e8 come se tutta l\u2019attenzione e la pazienza che hanno dedicato ai bambini in tanti anni di insegnamento si condensasse, e donasse loro un potere molto particolare.<\/p>\n<p>Infatti, in quel momento, Roberto sent\u00ec che dalla sua testa uscivano uno dopo l&#8217;altro i verbi, gli avverbi, i nomi propri, i pronomi, gli aggettivi, il congiuntivo, il singolare ed il plurale, il passato prossimo e remoto, insomma tutta la grammatica che la maestra gli aveva insegnato con tanta pazienza.<\/p>\n<p>Mentre la testa di Roberto si svuotava poco a poco, Giovanna continuava a guardarlo e not\u00f2 che aveva in mano il suo portafoglio.<\/p>\n<p>&#8220;Ma \u2026 vieni a rubare i soldi proprio a me, a me che ti ho insegnato a contare? Le addizioni? Le tabelline? La matematica??\u201d<\/p>\n<p>\u201c Mi pento di avertela insegnata, guarda a cosa ti serve: restituiscimela subito, ridammela, molla, sputa, CACCIA LA MATEMATICA!!!&#8221;.<\/p>\n<p>E allora, di nuovo, per una strana magia, uscirono dalla testa di Roberto in silenziosa processione tutti i numeri, l\u2019aritmetica, la geometria, le operazioni: l&#8217;addizione, la moltiplicazione, la divisione e solo per ultima la sottrazione, giacch\u00e9, essendo un ladro, alla sottrazione teneva particolarmente.<\/p>\n<p>Roberto, senza riuscire a proferir verbo (i verbi, infatti, lo avevano abbandonato) si decise finalmente a sorpassare Giovanna e con un balzo si lanci\u00f2 fuori dalla finestra, atterrando sull&#8217;aiuola di fiori che, dopo la pensione, era diventato il grande orgoglio di Giovanna: ora dedicava ai fiori tutta l&#8217;attenzione un tempo riservata ai bambini.<\/p>\n<p>Potete gi\u00e0 immaginare, cari bambini, che a fronte di quello scempio, di quel disastro, di quella catastrofe, insomma vedendo le proprie adorate ortensie calpestate, rovinate e distrutte dal capitombolo di Roberto, Giovanna and\u00f2 definitivamente su tutte le furie e si mise a strillare come una pazza.<\/p>\n<p>Era fuori di s\u00e9 come mai accaduto nella sua vita, neanche di fronte ai peggiori somari:<\/p>\n<p>&#8220;Robertino!!!!!\u201d &#8211; url\u00f2 &#8211; \u201cSono io che ti ho insegnato a saltare!! Le capriole! La spaccata! La verticale! Restituiscimi subito TUTTO, MA PROPRIO TUTTO ci\u00f2 che ti ho insegnato! Ridammelo! E VERGOGNATI!&#8221;<\/p>\n<p>Gi\u00e0 vi immaginate che, da quel momento, Roberto sent\u00ec sfuggirgli dai piedi, dalle mani, dalle gambe e dalle braccia le capriole, il salto della corda, la verticale, la ginnastica ritmica, e dalla testa la storia, la geografia, il disegno, insomma tutto ci\u00f2 che aveva imparato alla scuola primaria (che, una volta, si chiamava scuola elementare).<\/p>\n<p>Roberto rimase cos\u00ec, stranamente svuotato.<\/p>\n<p>Si vergognava tanto di avere fatto una cos\u00ec triste figura davanti alla sua maestra, alla quale da piccolo aveva voluto molto bene e che era sempre stata buona con lui.<\/p>\n<p>Nei giorni seguenti inizi\u00f2 ad accorgersi che qualcosa in lui non funzionava: non riusciva pi\u00f9 a farsi capire dalla gente; non riusciva a mettere insieme una frase; farfugliava parole senza senso e le persone si stancavano di starlo a sentire; quando andava a fare la spesa non sapeva mai se gli bastavano i soldi perch\u00e9 non sapeva contare.<\/p>\n<p>Inoltre, aveva perso la fiducia nei suoi complici.<\/p>\n<p>Si era accorto, infatti, che, quando dovevano spartirsi il maltolto, i suoi complici lo imbrogliavano: gli altri si tenevano un gran bottino mentre la sua parte era misera misera, ma lui non sapeva dire perch\u00e9, non riuscendo a calcolare quanto gli spettava.<\/p>\n<p>Allora, si arrabbiava moltissimo con i suoi compagni e strillava:<\/p>\n<p>&#8220;Indroglioni! \u2026. Dadri!! \u2026. Bbbb adri!! \u2026. Gadriiii!!&#8221;<\/p>\n<p>Purtroppo Roberto non ricordava come si dicevano la parole, e farfugliava suoni a vanvera, cos\u00ec quelli si limitavano a guardarlo un po&#8217; straniti, e si tenevano anche la sua parte.<\/p>\n<p>Che fare?<\/p>\n<p>Pensa e ripensa, a Roberto venne un&#8217;idea.<\/p>\n<p>Lui era un ladro e quindi la grammatica, la matematica e tutte quelle altre cose le avrebbe RU-BA-TE! Geniale!<\/p>\n<p>La maestra Giovanna non poteva certo prendergli l&#8217;intelligenza, perch\u00e9 quella era solo sua, pens\u00f2, tutto contento.<\/p>\n<p>Bene, ora si trattava solo di organizzare il colpo. Allora: come tutti sanno, le materie si trovano per lo pi\u00f9 nelle scuole, e quindi era l\u00ec che doveva agire.<\/p>\n<p>Prese ad osservare la scuola del paese: gli orari di apertura, le porte, le finestre, e scopr\u00ec che dalla porta della cantina era facile entrare.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, una notte senza luna (perch\u00e9 nessuno lo vedesse) si introdusse nella scuola.<\/p>\n<p>&#8220;Ora che sono entrato&#8221;, pens\u00f2 soddisfatto, &#8220;si tratta solo di trovare dove tengono la grammatica e lamatematica e il gioco \u00e8 fatto!&#8221;.<\/p>\n<p>Rovist\u00f2 dappertutto. Cerc\u00f2: in prima, seconda, terza, quarta e quinta, in segreteria, in palestra, in biblioteca e persino nei bagni, ma non trov\u00f2 altro che libri, quaderni, disegni, matite e pastelli, oltre ovviamente alle risme di carta per fotocopie. Tanta, tantissima carta per le fotocopie.<\/p>\n<p>La grammatica e la matematica \u2026 ma dove potevano essere?<\/p>\n<p>Roberto si lasci\u00f2 cadere su un banco, veramente scoraggiato.<\/p>\n<p>Tent\u00f2, allora, di ricordarsi come aveva fatto ad imparare tutte quelle cose che gli erano uscite dalla testa.<\/p>\n<p>Pian piano gli ritorn\u00f2 in mente quando lo chiamavano Robertino Fagiolino, e stava seduto nel banco davanti perch\u00e9 era il pi\u00f9 piccolo della classe, e la maestra Giovanna gli spiegava, con tanta pazienza, le lezioni.<\/p>\n<p>&#8220;Non c&#8217;e altro da fare&#8221; &#8211; alla fine si rassegn\u00f2 &#8211; &#8221; devo riascoltare le lezioni finch\u00e9 tutte quelle cose non mi tornino in testa&#8221;.<\/p>\n<p>Scopr\u00ec, allora, che nell&#8217;aula della seconda classe c&#8217;era una botola che portava alla soffitta, e cos\u00ec ogni notte prese a nascondersi l\u00ec per aspettare il suono della campanella, per poi uscire quando tutti i bambini se n&#8217;erano andati.<\/p>\n<p>Tanto, di tempo ne aveva fin troppo, perch\u00e9 di andare a rubare non era pi\u00f9 capace, e dei suoi complici non si fidava pi\u00f9.<\/p>\n<p>Giorno dopo giorno Roberto &#8211; che ora era ritornato Robertino &#8211; ricominciava ad imparare i verbi, l&#8217;ortografia, la storia e la geografia, e soprattutto la matematica.<\/p>\n<p>Solo con la ginnastica non faceva molti progressi, perch\u00e9 non poteva certo partecipare alle lezioni, altrimenti l&#8217;avrebbero scoperto.<\/p>\n<p>Tutto procedeva secondo i suoi piani, e aveva gi\u00e0 imparato tante cose, quando un giorno accadde qualcosa di imprevisto.<\/p>\n<p>Dimenticando di essere nascosto, Roberto si lasci\u00f2 sfuggire la risposta ad una domanda di Cecilia, la maestra di seconda, che aveva chiesto quale fosse la capitale della Francia.<\/p>\n<p>I bambini della seconda classe sentirono una sorta di eco provenire dall&#8217;alto, un suono che sembrava dicesse &#8220;Parigiiiii&#8230;&#8221;, ma, sul momento, non ci fecero molto caso, e pensarono che poteva essere un suono che veniva da fuori.<\/p>\n<p>In un&#8217;altra occasione, la maestra chiese: &#8220;Chi sa dirmi quanto fa sette per otto?&#8221;; nessuno della classe alz\u00f2 la mano, ma si sent\u00ec una voce provenire dal soffitto: &#8220;cinquantaseeeiiiiiii!&#8221;.<\/p>\n<p>Cecilia e i bambini guardarono il soffitto e rimasero a bocca aperta. Roberto si accorse della sua imprudenza: potevano scoprirlo! Da allora se ne stette sempre zitto zitto.<\/p>\n<p>Per\u00f2, i bambini quella voce l\u2019avevano sentita e a scuola si incominci\u00f2 a sussurrare che in soffitta c\u2019era un fantasma.<\/p>\n<p>Si era sparsa la voce che fosse il fantasma di un bucaniere, che, essendo analfabeta, non aveva potuto leggere l\u2019editto del Re che l\u2019aveva condannato a morte, e voleva imparare a leggere per verificare se le sue malefatte fossero state riportate per l\u2019intero. Temeva di essere stato sottovalutato, perbacco.<\/p>\n<p>La maestra Cecilia non credeva alla storia del fantasma, e, un pomeriggio, quando la scuola era chiusa, chiese al bidello di andare insieme in soffitta a dare un\u2019occhiata.<\/p>\n<p>Cecilia e Alfio, il bidello, salirono in soffitta. L\u00ec trovarono delle matite, una gomma e un quaderno dimenticato da Robertino, dove Cecilia trov\u00f2 annotata la verifica della mattina.<\/p>\n<p>Era evidente che qualcuno si nascondeva in soffitta: ma chi poteva essere, e per quale motivo ? E perch\u00e8 prendeva appunti delle lezioni?<\/p>\n<p>Decisero, per il momento, di non dire nulla a nessuno, e di cercare di scoprire chi fosse l&#8217;alunno misterioso.<\/p>\n<p>Il giorno dopo Alfio, durante la lezione, sal\u00ec le scale zitto zitto e sbirci\u00f2 dal buco della serratura. Vide Robertino che scriveva il dettato e strill\u00f2: \u201cC&#8217;\u00e8 un estraneo a scuola!!!! C\u2019\u00e8 un estraneo!!!\u201d.<\/p>\n<p>Roberto si spavent\u00f2 e si chiuse dentro; Alfio cerc\u00f2 di forzare la porta, ma nella concitazione non si accorse che, invece di forzare i cardini, stava spaccando il tubo dell&#8217;acqua.<\/p>\n<p>La scuola era molto vecchia, i tubi tutti arrugginiti, mai riparati, e lo squarcio si allarg\u00f2 in un attimo, il tubo si spacc\u00f2 in due, e inizi\u00f2 a uscire tutta l&#8217;acqua, molta acqua, tantissima acqua, un fiume in piena, una cascata, una valanga d&#8217;acqua.<\/p>\n<p>L\u2019acqua allag\u00f2 il pavimento, ruscell\u00f2 gi\u00f9 dalle scale e prese a inzuppare tutto ci\u00f2 che incontrava, la carta per la fotocopiatrice, gli zaini, i quaderni, i libri, le scarpe da ginnastica nei sacchetti di stoffa, tutto.<\/p>\n<p>Cecilia e le altre maestre erano nel panico: fecero uscire gli alunni nel cortile della scuola secondo il piano di emergenza, ma tutto il materiale dei bambini, tutto il lavoro di un intero anno scolastico rischiava di essere distrutto.<\/p>\n<p>Robertino stava scappando, quando il suo sguardo incontr\u00f2 un disegno. Una bambina aveva disegnato un paesaggio con un bel sole, ma i colori e la sua firma si stavano sciogliendo nell\u2019acqua.<\/p>\n<p>Robertino non ebbe cuore di lasciar distruggere tutti quei quaderni, quei temi, quei dettati, quei disegni, per non parlare dei compiti di matematica, delle verifiche, dei problemi!!!<\/p>\n<p>Allora si fece coraggio, radun\u00f2 tutti i quaderni dei bambini e li port\u00f2, in salvo, fuori dalla scuola.<\/p>\n<p>Pens\u00f2 che quella scuola, in fondo in fondo, gli piaceva, ed essendo abituato a lavorare con gli attrezzi, riusc\u00ec anche a riparare la tubatura e a fermare la perdita.<\/p>\n<p>Cecilia e Alfio gli furono grati dell&#8217;intervento riparatore.<\/p>\n<p>Quando tutto fu tornato a posto, Cecilia si avvicin\u00f2 a Robertino e gli chiese cosa faceva dentro la scuola, e perch\u00e9 ascoltava le lezioni chiuso in soffitta, e Robertino le raccont\u00f2, per filo e per segno, la sua strana storia.<\/p>\n<p>Cecilia, per ringraziarlo dell&#8217;aiuto ma soprattutto della sua sincerit\u00e0, gli permise di finire la scuola e di occupare il banco vuoto della seconda.<\/p>\n<p>Robertino scopr\u00ec anche che aveva talento per i tubi, e, dopo aver conseguito per la seconda volta la licenza elementare (o meglio, della scuola primaria), divent\u00f2 idraulico.<\/p>\n<p>Provate ad indovinare chi fu la sua prima cliente ? \u2026 proprio la maestra Giovanna!<\/p>\n<p>Quella volta, per\u00f2, non si arrabbi\u00f2, ma gli disse:<\/p>\n<p>&#8220;Robertino, adesso s\u00ec che sono orgogliosa di essere stata la tua maestra.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_35036\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"35036\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C&#8217;era una volta un ladro. 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