{"id":34990,"date":"2018-05-08T18:28:52","date_gmt":"2018-05-08T17:28:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34990"},"modified":"2018-05-08T18:28:52","modified_gmt":"2018-05-08T17:28:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-linvasione-ecologica-di-carola-maselli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34990","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;L&#8217;invasione ecologica&#8221; di Carola Maselli"},"content":{"rendered":"<p>Il signor Pasquali quel giorno, rientrando da lavoro, era contento. Come da abitudine, dopo aver parcheggiato, aveva dato uno sguardo al suo orologio e aveva constatato che erano le 14.57, lo stesso orario al quale era rientrato il giorno prima, e quello precedente, e quello prima ancora. Amava essere coerente, amava avere delle abitudini: gli davano delle certezze. Era cos\u00ec allegro, spensierato e perfino gongolante, che non si accorse nemmeno del furgoncino bianco parcheggiato davanti al portone, mentre rispose al cordiale saluto di un uomo acconciato con un gilet arancione fluo senza nemmeno vederlo. Fu questi a tenergli aperto il portone.<\/p>\n<p>Nell\u2019androne il signor Pasquali si avvi\u00f2 verso l\u2019ascensore con falcate sicure e gioiose, cos\u00ec come il sorriso che rivolse alla signora Filomena. Gli tagli\u00f2 la strada, curva, in un vestito tutto fiorellini e con grembiule allacciato in vita, seguita dalla sorella, Porzia.<\/p>\n<p>&#8211; Buongiorno, mie signore! &#8211; esclam\u00f2, e nel suo tono c\u2019era tutto l\u2019orgoglio che provava in quel momento. Ma le sorelle non lo degnarono neanche di uno sguardo. Trotterellavano claudicanti verso l\u2019appartamento dirimpetto al loro, la cui porta era spalancata. Non era ancora entrata, ma Porzia gi\u00e0 chiedeva: &#8211; Maria, come li hai sistemati tu?<\/p>\n<p>Ad ogni modo, il signor Pasquali decise che non era importante per lui. Era troppo felice per badare alle due sorelle. La curiosit\u00e0, per\u00f2, lo spinse ad indugiare un po\u2019 davanti all\u2019ascensore. Dall\u2019appartamento sulla sua sinistra provenivano voci alterate, parole affrettate, mezze in dialetto, mezze in un italiano poco corretto.<\/p>\n<p>&#8211; E dove devo metterli questi cosi? Non tengo neanche il balcone io.<\/p>\n<p>&#8211; Maria, pure noi stiamo cos\u00ec.<\/p>\n<p>&#8211; Come li avete messi voi?<\/p>\n<p>&#8211; E vieni a vedere.<\/p>\n<p>Le tre donne uscirono dall\u2019appartamento, superarono il signor Pasquali in fila indiana senza degnarlo di uno sguardo e rientrarono in quello di fronte. Ancora prima di varcare la soglia di casa, Porzia diceva: &#8211; Nel tinello li abbiamo messi. Vicino alla macchina da cucito.<\/p>\n<p>&#8211; S\u00ec ma a me non mi piace tenere i bidoni vicino mentre faccio il vestito a Caterina.<\/p>\n<p>I bidoni!<\/p>\n<p>Il signor Pasquali si irrigid\u00ec. Sbirci\u00f2 terrorizzato l\u2019appartamento delle sorelle, poi sent\u00ec un rumore alle sue spalle. Si volt\u00f2 e finalmente vide, questa volta s\u00ec, l\u2019uomo in gilet, impegnato a trasportare dei contenitori colorati, uno dentro l\u2019altro, matriosche improbabili, la cui vista ebbe il potere di alterare il suo umore. Approfitt\u00f2 della distrazione dell\u2019uomo per scappare, scartare verso destra e precipitarsi verso le scale, afferrarsi al corrimano e salire gli scalini a tre, tenendosi vicino al muro.<\/p>\n<p>Lo sapeva, in fondo erano stati tutti avvertiti, fin da quando il nuovo sindaco si era accomodato sulla sua nuova poltroncina preferita, nel Comune. Aveva parlato di Rivoluzione Verde, di Differenziata Porta a Porta, di Rispetto per l\u2019Ambiente, sognava una Pominolo Citt\u00e0 Ecologica. Diceva che le famiglie avrebbero adottato famiglie di bidoncini colorati, belli, poco ingombranti, utili a rendere la citt\u00e0 pi\u00f9 pulita e i cittadini pi\u00f9 responsabili. Diceva che di questo Pominolo ne aveva bisogno, urgeva un cambio di rotta. Bastava guardare le montagnette di rifiuti agli angoli delle strade ormai considerate parte integrante del paesaggio urbanistico, e i bambini che giocavano al lancio del sacchetto e si ritrovavano tutti davanti a quelle discariche improvvisate per vere e proprie sfide. La sera poi i ragazzi gettavano le carte di focacce e panzerotti direttamente per la strada, se le facevano scivolare via dalle mani con naturalezza, mentre era diffuso, dai quarant\u2019anni in su, un crescente, serpeggiante e incurabile sospetto rivolto verso le poche famiglie che facevano la differenziata, famiglie che erano costrette a compiere i loro atti col favore delle tenebre e nel pi\u00f9 assoluto silenzio. Ora per\u00f2, Pominolo, che, vantava anni e anni di fiera indifferenza (era il caso di dirlo) nei confronti dell\u2019ambiente, veniva tutto d\u2019un tratto minacciata da terrificanti e spaventosi bidoncini colorati.<\/p>\n<p>La distribuzione dei suddetti era iniziata mesi prima e il civico 61 di via Ungaretti era l\u2019unico in tutta Pominolo a non avere avuto ancora l\u2019onore di conoscere i nuovi inquilini. Il signor Pasquali aveva sperato con tutto se stesso che la cosa si fosse bloccata, che si fossero dimenticati di loro, o che i bidoncini fossero finiti. Lui non li voleva. Perch\u00e9 essi per il signor Pasquali erano un&#8217;illecita irrispettosa incivile giustificazione della appropriazione della sua umile dimora. E poi insomma, era un conservatore, lui! Amava la Pominolo di un tempo, un pochino sporca forse, ma libera, dall\u2019aspetto quasi selvaggio. La sua sporcizia era parte della sua tradizione, nonch\u00e9 un vanto, un motivo di orgoglio, la rendeva diversa da moltissime altre citt\u00e0 italiane, dove i bidoncini andavano tanto di moda, erano considerati parte integrante del mobilio di ogni casa. Perch\u00e9 Pominolo doveva perdere quella sua caratteristica? Perch\u00e9 doveva diventare una qualsiasi altra citt\u00e0 d\u2019Italia?<\/p>\n<p>Ma alla fine i bidoncini erano arrivati, bussavano alla sua porta. E allora Pasquali non avrebbe aperto, si sarebbe rifugiato all\u2019interno del suo appartamento e non avrebbe dato segni di vita. Bastava solo riuscire a raggiungere casa senza farsi vedere da nessuno.<\/p>\n<p>Al secondo piano, per\u00f2, c\u2019era gente sul pianerottolo. Il signor Pasquali si acquatt\u00f2 contro il muro, sperando che nessuno lo vedesse.<\/p>\n<p>I Lamanna erano tutti l\u00ec, mamma, pap\u00e0, e gemellini, mentre il signor Osvaldo incespicava trascinando i suoi bidoncini dentro casa. Un altro esemplare di uomo con gilet arancione cercava di farsi ascoltare dagli inquilini, spiegando loro il funzionamento della raccolta.<\/p>\n<p>&#8211; Il bidone blu \u00e8 per la carta. Verremo a ritirarlo mercoled\u00ec.<\/p>\n<p>&#8211; Quando? &#8211; chiese pap\u00e0 Lamanna. Aveva un block notes in una mano e una penna in un\u2019altra.<\/p>\n<p>&#8211; Mercoled\u00ec. &#8211; ripet\u00e9 l\u2019addetto.<\/p>\n<p>&#8211; Mer \u2013 co \u2013 le \u2013 d\u00ec. &#8211; sillab\u00f2 il padre, prendendo appunti.<\/p>\n<p>&#8211; Quello blu in camera mia! &#8211; disse uno dei gemellini.<\/p>\n<p>&#8211; No, io lo voglio quello blu! &#8211; ribatt\u00e9 l\u2019altro.<\/p>\n<p>&#8211; Ma state scherzando? &#8211; esclam\u00f2 mamma Lamanna. &#8211; Nessuno avr\u00e0 un bidone nella sua stanza.<\/p>\n<p>&#8211; Nel bidoncino giallo&#8230; &#8211; continuava l\u2019addetto.<\/p>\n<p>&#8211; E no, cara, la casa \u00e8 piccola, mi sa che in ogni stanza ne dovremo mettere almeno uno.<\/p>\n<p>&#8211; Cosa dici? Io non ci dormo con accanto la spazzatura.<\/p>\n<p>&#8211; &#8230; va la plastica.<\/p>\n<p>&#8211; Io lo dicevo! &#8211; esclam\u00f2 ad un tratto il signor Osvaldo. I suoi bidoncini erano entrati nel suo appartamento con una capriola. &#8211; Dovevano arrivare prima o poi. Eccoli qui. In faccia a chi diceva che non sarebbe successo prima dell\u2019estate.<\/p>\n<p>Mamma Lamanna alz\u00f2 lo sguardo sull\u2019uomo. &#8211; Ce l\u2019ha con me, Osvaldo?<\/p>\n<p>&#8211; Certo! Con lei, che crede sempre di sapere tutto.<\/p>\n<p>&#8211; &#8230; lo ritiriamo tutti i giorni questo.<\/p>\n<p>&#8211; Tut \u2013 ti \u2013 i \u2013gior \u2013 ni.<\/p>\n<p>&#8211; La verit\u00e0 \u00e8 che lei ci ha illusi tutti quanti.<\/p>\n<p>&#8211; Ma cosa sta dicendo? Non vado mica leggendo il futuro io.<\/p>\n<p>&#8211; Be\u2019, per\u00f2 ne d\u00e0 l\u2019impressione.<\/p>\n<p>&#8211; Cara, faremo una cartina per avere la situazione sotto controllo, ci aiuter\u00e0 a ricordare dove trovare ogni bidone&#8230;<\/p>\n<p>&#8211; Io voglio quello blu!!!<\/p>\n<p>&#8211; &#8230; una mappa della casa con tutti i bidoncini in ogni stanza.<\/p>\n<p>Il signor Pasquali cap\u00ec che quello era il momento adatto. C\u2019era troppa confusione per vederlo. Cos\u00ec sgattaiol\u00f2 alle spalle dell\u2019uomo vestito di arancione, sempre pi\u00f9 inascoltato, e inizi\u00f2 a salire verso il terzo piano. Per fortuna, questo era vuoto. Correndo, l\u2019uomo si precipit\u00f2 verso la porta di casa e si frug\u00f2 nelle tasche della giacca giusto per abitudine. Tanto metteva sempre le chiavi di casa nella tasca destra del pantalone. Aveva appena infilato la chiave nella toppa, quando l\u2019ascensore si apr\u00ec alle sue spalle. Frettolosamente, col cuore in gola, il signor Pasquali gir\u00f2 la chiave, poi, scattata la maniglia, si precipit\u00f2 dentro.<\/p>\n<p>Era libero.<\/p>\n<p>Con la schiena compressa contro la porta, sent\u00ec dei rumori venire dall\u2019esterno. Trattenendo il respiro, sbirci\u00f2 dallo spioncino. Lo riconobbe subito: era l\u2019uomo col gilet che gli aveva tenuto aperto il portone. Suon\u00f2 all\u2019appartamento di fronte e consegn\u00f2 il suo regalo ecologico, poi si volse. Guardava verso la porta di Pasquali, si dirigeva verso di lui. I suoi passi erano sicuri e pesanti, facevano il rumore di una valanga. Pasquali tremava e aveva la sensazione che il cuore stesse per esplodere. Si abbass\u00f2, temendo di essere visto attraverso lo spioncino e mentre sentiva il rumore dei bidoncini trascinati sul pavimento farsi sempre pi\u00f9 vicino, le gambe gli cedevano, la fronte gli sudava, la gola si seccava.<\/p>\n<p>Il campanello suon\u00f2.<\/p>\n<p>Pasquali aveva gli occhi chiusi, sedeva sulle gambe, inginocchiato, non respirava pi\u00f9, era andato in apnea, a momenti sarebbe diventato viola.<\/p>\n<p>Suonarono di nuovo.<\/p>\n<p>E ancora.<\/p>\n<p>Poi la voce che lo aveva salutato accanto al portone si fece sentire di nuovo: &#8211; Pasquali, lo so che \u00e8 l\u00ec. Avanti, apra.<\/p>\n<p>Non c\u2019era pi\u00f9 niente da fare. L\u2019unica era sventolare la bandiera bianca, arrendersi, uscire con le mani sollevate. Con dignit\u00e0, il signor Pasquali, lentamente, si alz\u00f2, si gir\u00f2, afferr\u00f2 la maniglia della porta e la apr\u00ec.<\/p>\n<p>E l\u2019ultimo baluardo contro l\u2019Invasione Ecologica cadde.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34990\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34990\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il signor Pasquali quel giorno, rientrando da lavoro, era contento. 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