{"id":34957,"date":"2018-05-08T17:39:01","date_gmt":"2018-05-08T16:39:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34957"},"modified":"2018-05-08T17:39:01","modified_gmt":"2018-05-08T16:39:01","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-fortuna-bacia-i-ciechi-di-mario-trapletti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34957","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La Fortuna bacia i ciechi&#8221; di Mario Trapletti"},"content":{"rendered":"<p>Omero era cieco. Nessun ufficio anagrafe certific\u00f2 mai la sua nascita, al pari della morte; per\u00f2 sappiamo che se \u00e8 esistito fu cieco. Come Borges e Sartre, che al contrario sono ben noti alle anagrafi dei rispettivi paesi di nascita. Entrambi furono scrittori di un certo talento e di una certa fama, tali che persino un Moccia e un Volo potrebbero aver sentito i loro nomi.<br \/>\nA Beethoven dopo una certa et\u00e0 accadde di divenire sordo, pur essendo musicista. L\u2019arte non ammette logica.<br \/>\nIl signor M, giunto a quell\u2019et\u00e0 in cui anche i sogni cominciano ad addormentarsi e le fantasie, per metterle a fuoco, devi allontanarle parecchio, si trov\u00f2 un giorno a rosolarsi le considerazioni di cui sopra. Non era tipo da riflessioni troppo profonde: non sapeva nemmeno nuotare, figuriamoci se poteva desiderare di tuffarsi dove non si vedeva nemmeno il fondo. Eppure qualcosa scatt\u00f2, e allora\u2026<br \/>\nProiett\u00f2 la propria biografia sul muro della memoria.<br \/>\nSenza che fosse tanto una metafora, era nato con gli occhiali; non che volesse indossare i panni della vittima, per\u00f2 niente a che spartire con chi nasce con la camicia. Manco a dirlo, non era afflitto nemmeno da un filo di strabismo di Venere: banale miopia elevata associata a patologie non ancora manifeste ma gi\u00e0 codificate nei suoi geni (i quali rimasero sempre l\u2019unico suo aggancio con la genialit\u00e0). Erano quelli anni in cui gli occhiali ti marchiavano: contavi su una mano i bambini che li portavano, un po\u2019 come oggi quelli che girano senza smartphone in mano. Le sue lenti assursero in breve al rispettabile rango di fondi di bottiglia, incastonate su montature derivate dai telescopi astronomici. Fu per questo che nessuno ebbe mai a vedere i suoi splendidi occhioni; nessuno tranne il suo oculista storico. Maschio banalmente tradizionale, costui non se ne lasci\u00f2 mai influenzare n\u00e9 ebbe mai a magnificarli n\u00e9 in pubblico n\u00e9 in privato. Sul fronte delle conquiste amorose (spostando un attimo in avanti le lancette del tempo) fu questo un handicap non da poco, visto che non poteva vantare altre armi di seduzione visibili.<br \/>\nGi\u00e0, handicap: forse nelle parole crociate la trovavi gi\u00e0, quella strana parola, ma in giro non ne sentivi parlare proprio. Lui, il signor M, era semplicemente \u2018due lenti e due stanghette\u2019 o \u2018quattrocchi\u2019 oppure \u2018\u00f6gialina\u2019. \u2018Orbo\u2019, per i pi\u00f9 raffinati. Questo approccio linguistico si applicava anche ad altre categorie non rientranti nella sfera della normalit\u00e0: i poliomielitici li chiamavano \u2018sopet\u00ec\u2019, mentre quelli con problemi psichici erano genericamente mongoloidi o scemi. Si favoleggiava anche di misteriosi ragazzi afflosciati su carrozzelle o con testoni enormi pieni d\u2019acqua, ma nessuno li aveva mai visti: erano tragedie da non esibire, da seppellire in casa o in qualche pio istituto religioso. La comunit\u00e0 civile non se ne faceva carico, bastavano gi\u00e0 i mutilati e invalidi, compresi quelli di guerra. Problemi delle famiglie.<br \/>\nPer fortuna il nostro signor M se la cavava benissimo con i suoi telescopi da passeggio, se pur con qualche limite. Le attivit\u00e0 troppo maschili, tipo fare a botte e a sassate (molto in voga all\u2019epoca), gli erano precluse: gli occhiali, pur solidi e pesanti com\u2019erano, sembravano soggetti a un\u2019attrazione fatale verso pietre, bastoni e altri oggetti pi\u00f9 consistenti di loro. Le lenti, soprattutto, che sempre all\u2019epoca costituivano la componente pi\u00f9 costosa dell\u2019insieme. La sua famiglia era di quelle che puntavano al pareggio di bilancio sia in casa che fuori, il budget per i suoi occhiali era pi\u00f9 rigido del bilancio federale elvetico. Le assicurazioni private in quei tempi erano un lusso per ricchi, quasi come i suoi binocoli: il pap\u00e0 due lussi non se li poteva permettere.<br \/>\nIl dover rifuggire dalle pratiche prettamente virili, compreso il gioco del calcio (eh gi\u00e0, pure il coriaceo pallone in cuoio bramava i suoi occhiali), svilupp\u00f2 in lui un carattere poco incline alla sana, maschia competizione. Agonismo, antagonismo, protagonismo: tre sostantivi assenti dal suo personale dizionario. Un ulteriore grave handicap in un mondo dove, se non tieni gli occhi ben aperti, chiunque ti pesta i piedi e non ti chiede nemmeno scusa, salvo che tu lo sfondi di botte.<br \/>\nForse non fu un vero e proprio perdente, per\u00f2 crebbe con le certe stimmate del mediocre, incapace di guardare pi\u00f9 in l\u00e0 del suo naso. Per altro nemmeno lungo quanto quello di un Cyrano.<br \/>\nPare quasi un miracolo che non ne venissero minate anche le sane, naturali (sempre per quell\u2019epoca) inclinazioni sessuali: se ne venne su con una scarsa carica erotica, ma serenamente eterosessuale (orbo e culattone sarebbe stato troppo per un giovinetto cresciuto nell\u2019humus della futura Lega Nord). Le donne (senza caricare troppo sul plurale) parevano non gradire la sua abitudine a tenersi l\u2019artiglieria ottica fino all\u2019ultimo istante (essendo questo un testo destinato anche alle famiglie non posso certo scendere in particolari).<br \/>\nQuasi una nemesi al contrario, furono proprio gli occhi a dimostrarsi la sua arma vincente con la controparte femminile. Di norma celati anch\u2019essi come le altre virt\u00f9 in suo possesso, un giorno, superata da un paio di decenni l\u2019adolescenza, vennero finalmente alla ribalta. Dovette, per qualche strano caso della vita o sotto i colpi della curiosit\u00e0 femminile, togliersi gli occhiali mentre si trovava in compagnia di alcune gentili donzelle. Fu come un\u2019apparizione della Madonna, quasi la rivelazione del terzo segreto di Fatima:<br \/>\n\u201cEhi, M, dove le hai tenute nascoste queste micidiali lanterne verdemare?! Sono la tua arma segreta, eh?\u201d<br \/>\nCos\u00ec segreta, argoment\u00f2 dentro di s\u00e9, che ne aveva sempre ignorato l\u2019esistenza: se si guardava allo specchio inforcando le lenti vedeva i suoi occhi minuscoli come li vedevano gli altri; se si contemplava a occhio nudo, la nebbia stemperava colori, forme e dimensioni.<br \/>\nFu una bella rivincita, dai, che proprio l\u2019origine dei suoi guai terreni si rivelasse un grimaldello scardinacuori (ricordarsi che il plurale si applica a qualsiasi quantit\u00e0 superiore a uno).<br \/>\nRestando in tema, un giorno che anche il cielo era sgombro di pensieri ponderosi, si trov\u00f2 a cos\u00ec riflettere: \u201cSe entrer\u00f2 nel \u2018Guinness dei primati\u2019 non sar\u00e0 certo per il record di cuori infranti. Per\u00f2 mi porter\u00f2 nella tomba un rovello che toglier\u00e0 il sonno anche ai vermi addetti al mio smaltimento: quante, santodio! quante donne non avr\u00f2 avuto per non aver visto i loro cenni d\u2019intesa, le loro moine, i loro sguardi innamorati? Quante mi avranno divorato con gli occhi, senza che io nemmeno vedessi i brandelli della mia carne intrappolati nelle loro ciglia e sopracciglia?\u201d<br \/>\nHai voglia a dire che oggi l\u2019handicap \u00e8 sotto controllo, non \u00e8 pi\u00f9 un problema, ci sono gli ausili tecnologici! Che fai, ti porti agli occhi un costosissimo monocolo della Eschenbach e scruti i visi delle donne, le loro mani, nel raggio di cinquanta metri? Vaglielo a spiegare, a loro e alla Polizia, che non sei un maniaco, ma un maschio normale che con la tecnologia cerca solo di portarsi al pari con i suoi rivali. Un poliomielitico, uno che sta sulla sedia a rotelle non possono correre dietro alle donne, ma le vedono, possono farsi cenni a vicenda, incrociare sguardi; lui pu\u00f2 tentare di attirare la montagna a Maometto.<br \/>\nDurava poco, per\u00f2, l\u2019invidia: \u201cMica ci faremo la guerra fra poveri, il campionato della sfiga? Meglio una bella societ\u00e0 di mutuo soccorso: tu mi tieni d\u2019occhio la preda, la punti, me la segnali \u2013 e io la vado a prendere, te la porto. Poi si vede.\u201d<br \/>\nAppunto.<br \/>\nLa Storia invece dispose diversamente: M e l\u2019amico fecero ognuno per s\u00e9, senza bisogno di ausili tecnologici o umani. Perch\u00e9 se l\u2019amore trionfa sempre sull\u2019invidia e sull\u2019odio, alla fine lo fa anche sull\u2019handicap. (\u201cMica male questa frase: &#8211; pens\u00f2 mister M &#8211; potrebbe essere lo slogan di un\u2019agenzia per cuori solitari che hanno sano solo il cuore.\u201d)<br \/>\nLa vita non \u00e8 fatta unicamente di sentimenti, di ricerca della felicit\u00e0, propria e altrui. Ci sono anche le banali incombenze quotidiane: il lavoro, gli spostamenti, la manutenzione della persona e delle cose, il tempo libero. Finch\u00e9 era stato ragazzo o poco pi\u00f9 (fase protrattasi per un tempo indefinibile), il signor M non aveva dato peso pi\u00f9 di tanto ai fastidiosi risvolti della sua menomazione. Un fiume, quando nasce in montagna, \u00e8 torrente impetuoso, se ne frega degli ostacoli che incontra sulla sua strada, macigni, tronchi e tutto il resto. Travolge, sovrasta, scansa allegro e via. Giunto in pianura, si spaparanza, si fa placido Don: non ama incontrare ostacoli e se ne incontra si innervosisce, si imbizzarrisce. Guardatelo come vortica intorno ai piloni di un ponte, come schiumeggia contro un isolotto. Lui, il nostro eroe, questa similitudine non l\u2019ebbe mai a pensare; ma a noi, suo burattinaio, piacque fargliene dono. \u00c8 bene avere un occhio di riguardo per un ipovedente.<br \/>\nLimitazioni e menomazioni, si diceva, con gli anni assumono un peso sempre crescente, perch\u00e9 la patologia si sviluppa armonicamente con il tuo decadimento fisico. Dovette, il serafico signor M, darsi da fare, correre ai ripari, cercare supporti. Accettare l\u2019handicap era giocoforza (prova a cacciarlo di casa); farsene schiacciare gli sembrava un po\u2019 meno doveroso. Incapp\u00f2 nell\u2019adagio \u201cL\u2019unione fa la forza\u201d; si lasci\u00f2 sedurre dalle sirene dell\u2019associazionismo. Prese la tessera della Grande Unione, che lo accolse nel suo caldo, pantagruelico seno. Bella esperienza: scopr\u00ec che ci sono ciechi che ci vedono benissimo, almeno quanto i politici normovedenti. Anche l\u00ec allignavano carriere, giochi di potere, serbatoi di voti, collateralismo. Eppure, nonostante questa potenza di fuoco e un ampio bacino di voti, in Parlamento ci vanno solo i normodotati. Ma lo capiva bene, il signor M: come poteva un parlamentare cieco o ipovedente captare i messaggi non verbali dell\u2019elettorato?<br \/>\n\u201cE in definitiva, ma che vogliamo? &#8211; sibilava ai suoi correligionari &#8211; Pensate che passi avanti abbiamo fatto dalla rupe Tarpea a oggi!\u201d<br \/>\nLo fissavano con sguardi pi\u00f9 assenti del solito, come un evidenziatore che sottolineava l\u2019assenza di comprensione.<br \/>\n\u201cAvete ragione anche voi, a non conoscerla: \u2013 pensava &#8211; noi ci buttavano dalla rupe Talpea\u201d.<\/p>\n<p>E venne il giorno che decise: avrebbe fatto lo scrittore! Povero signor M, cadde subito in depressione: lui era solo ipovedente e se non sei almeno cieco non vai da nessuna parte.<br \/>\n\u201cI soliti raccomandati\u201d pens\u00f2 scagliando dalla finestra la pen-drive che conteneva i suoi primi tentativi di scrittura.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34957\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34957\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Omero era cieco. 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