{"id":34953,"date":"2018-05-08T17:12:16","date_gmt":"2018-05-08T16:12:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34953"},"modified":"2018-05-08T17:12:16","modified_gmt":"2018-05-08T16:12:16","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-miroir-de-rasage-di-les-ubu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34953","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Miroir de rasage&#8221; di Les Ubu"},"content":{"rendered":"<p><em>Se si potessero ricomporre i pezzi di uno specchio andato in frantumi, il riflesso dell&#8217;immagine che ci restituirebbe, non sarebbe mai pi\u00f9 quello di prima. Osservata attraverso quell&#8217;improvvisato caleidoscopio, anche la vita, presenterebbe sfaccettature diverse, facendo dubitare a volte, che siano tutti frammenti della stessa immagine, della stessa storia.<\/em><\/p>\n<p>Era stato R\u00e9n\u00e9, il guardiano del faro ad avvisare la Polizia. Il Commissario Gerard Leroux, a bordo di una lancia della Capitaneria di Porto di Morlaix, si dirigeva verso quella barca a vela ormeggiata al largo con un senso di disagio, accentuato dalla fastidiosa sensazione di essere in mezzo al mare, su una barca traballante, una delle cose che lui, uomo di montagna, nato e cresciuto nelle Ardenne, odiava di pi\u00f9. Lo avevano preceduto alcuni uomini delle scientifica.<br \/>\nLungo la fiancata dell\u2019imbarcazione, legata con una corda marcia, c\u2019era una barchetta minuscola, su cui non sarebbe mai salito, neppure sotto sedazione. La prima cosa che vide fu una vecchia coperta che copriva parzialmente il corpo di un uomo, come ebbe modo di distinguere dai piedi nudi che erano l\u2019unica parte visibile. Alz\u00f2 la coperta da un angolo, per vedere meglio chi fosse il proprietario di quei piedi. Era un uomo attorno ai cinquanta-cinquantacinque anni, capelli grigi, piuttosto lunghi e mossi, viso molto abbronzato, tipico di chi va molto per mare. Mentre ricopriva quel corpo,\u00a0 sent\u00ec una voce, verso poppa, che diceva: \u201cAiutatemi a tirarla su!\u201d Il sommozzatore era in acqua e teneva in braccio il corpo di una donna, appena recuperato dal fondale sabbioso. Gli altri agenti si protesero e raccolsero quel corpo adagiandolo nell\u2019unico spazio libero in quella piccola barca, accanto a quello dell\u2019uomo.<br \/>\nUno degli uomini della scientifica si avvicin\u00f2 e disse: \u201cCommissario, sul ponte c\u2019era questo\u201d.\u00a0\u00a0 Leroux\u00a0 ebbe un tuffo al cuore. Sent\u00ec la testa che cominciava a girare. \u201cCommissario? Che c\u2019\u00e8?\u201d gli chiese uno degli agenti. \u201cNiente, niente\u201d rispose alterato \u201c\u00e8 questa barca del cazzo che mi si muove sotto i piedi! guard\u00f2 attentamente l\u2019oggetto, senza toccarlo. Non era nuovo per lui: era uno specchietto, ora rotto, in una piccola cornice,\u00a0 contenuto in una specie di custodia in cuoio. \u201cManca un pezzo\u201d- disse Leroux, ancora stordito-\u201cguardate meglio\u201d. Dopo un controllo accurato, uno degli agenti intravide quello che stavano cercando, incastrato fra un parabordo e la battagliola. Era il pezzo mancante, ed aveva evidenti tracce di sangue.<\/p>\n<p>DAMIEN<br \/>\nDamien teneva con la mano sinistra la ruota del timone e con la destra la scotta della randa, tentando di mantenere sempre a segno le vele. Aveva\u00a0 cercato anni prima una barca che avesse tutti i rimandi vicini al pozzetto e che gli consentisse di poter governare da solo l\u2019imbarcazione: l\u2019unico modo per sentirsi veramente libero.<br \/>\nDopo aver ormeggiato in rada, fu colto da un silenzio assordante, a tratti rotto da un leggero sciabordare, e da quel cielo, puntinato di vita, di luci mai stanche, giunte fino a noi dopo un millenario cammino. L&#8217;impegno di manovrare la barca, non gli lasciava mai troppo tempo per alzare gli occhi e godere di quello spettacolo. Per questo, quando la barca fu ferma tra le onde leggere, pot\u00e9 sdraiarsi e respirando profondamente quell&#8217;aria densa di mare, perdersi a galleggiare nell&#8217;infinito.<\/p>\n<p>LO STUPORE DI GERARD<br \/>\nLa breve permanenza del corpo in acqua non aveva modificato i suoi tratti e Leroux la riconobbe immediatamente ma non fu pi\u00f9 una sorpresa per lui. Era quello che aveva previsto e temuto.\u00a0 L\u2019unica cosa che non riconosceva pi\u00f9 erano quegli occhi spenti su quel viso cereo, che non dicevano pi\u00f9 niente dell\u2019anima di quella ragazza, quegli occhi che tanto lo avevano turbato e in cui lui non riusciva a ritrovare pi\u00f9 tracce del proprio passato.<br \/>\nI suoi polsi avevano profondi tagli che avevano causato la morte per dissanguamento. Con un certo sforzo, cerc\u00f2 di riacquistare la sua lucidit\u00e0 e immagin\u00f2, dalle tracce di sangue che aveva visto,\u00a0 che la ragazza si fosse tagliata le vene con quel frammento di specchio e che, appoggiando le mani a quella ringhiera di protezione, che in gergo chiamano battagliola, avesse aspettato la fine, guardando il mare. Lunghi minuti di attesa,\u00a0 fino a che, perdendo i sensi, era caduta in mare. Restava il mistero della morte dell\u2019uomo, ma il medico legale che stava arrivando ne avrebbe presto chiarito le cause.<br \/>\nMELANIE<br \/>\nM\u00e9lanie, se lo avesse potuto vedere, non si sarebbe certamente meravigliata, dello sguardo attonito misto a dolore, tenerezza, profonda tristezza e incredulit\u00e0 con cui il commissario la stava analizzando. L\u2019aveva vista la prima volta in una delle retate di routine, disposte periodicamente, senza convinzione, per ottemperare agli obblighi che il ruolo e le circolari ministeriali gli imponevano. Aveva atteso pazientemente che il locale si fosse svuotato dei suoi volgari avventori, compreso il suo \u201cprotettore\u201d, prima di iniziare ad interrogarla.<br \/>\nAveva alzato lo sguardo per fissarla bene in viso e, come folgorato, era rimasto con il fiato sospeso. L\u2019espressione volutamente inquisitoria, affinata in anni di esperienza, si trasform\u00f2 in stupore e turbamento. Quegli occhi, quello sguardo \u2026 come gli ricordavano H\u00e9l\u00e8ne, la sua H\u00e9l\u00e8ne. Per il resto la somiglianza non era molta ma l\u2019espressione era la stessa. Quello sguardo passava in un attimo da altezzoso e fiero, quasi di sfida a quello di un cerbiatto impaurito che cercava protezione, proprio come quello di sua figlia. <em>Gi\u00e0\u2026quella figlia, rimata molto presto orfana di madre, quella figlia nei cui rapporto, lui, il Commissario Leroux, era stato fin troppo opprimente e rigido, fino a che lei aveva scelto la vita monastica, come missionaria in Niger, certo per vocazione ma anche per fuggire da un padre opprimente.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p>I balordi del porto la chiamavano &#8220;la principessa&#8221;, ma di certo i suoi natali non erano nobili.\u00a0 Aveva\u00a0 cominciato a contare i suoi anni da quel giorno in cui, come una macabra\u00a0 Venere, era emersa dalle onde furiose, vestita di alghe e livida di freddo. Non aveva alcun effetto personale ; solo una borsa di stoffa con un lungo manico che aveva legato a mo&#8217; di cintura sui fianchi e che conteneva soltanto\u00a0 un\u00a0 vecchio specchietto di quelli che gli uomini\u00a0 usano per fare la barba , che recava sul retro una rozza incisione, fatta a mano con un oggetto appuntito: &#8221; Mia dolce M\u00e9lanie, un giorno saprai che farne e riprenderemo a giocare insieme. Tuo padre\u201d. Le era rimasto solo un vago ricordo di un uomo che le faceva divertenti giochi di prestigio con quello specchietto e lei, piccolissima, che rideva a crepapelle.<br \/>\nLa sua vita e suoi veri ricordi cominciavano da quel posto sperduto, dimenticato dalle carte geografiche, su quella piccola spiaggia in cui una mattina era stata trovata mezza morta da un balordo che aveva immediatamente capito di aver trovato il suo tesoro personale. Cos\u00ec aveva imparato a guadagnarsi un letto scomodo e una zuppa calda, pagando con l&#8217;unica moneta di cui disponesse, il proprio corpo.<br \/>\nAveva sempre sperato che un giorno, quel mare che l&#8217;aveva condotta fino a l\u00ec, se la sarebbe pietosamente ripresa. Aveva anche sperato che un giorno qualcuno di quei balordi se la sarebbe portata via,\u00a0 alla ricerca di quel padre che esisteva per lei solo in quella maldestra incisione sullo specchio. Per questo aveva preso l&#8217;abitudine di parlare con quel piccolo e insignificante oggetto, come se avesse una sorta di potere magico che la potesse mettere in contatto con lui.\u00a0 Le piaceva farlo soprattutto di notte, dopo aver espresso le sue personali preghiere all&#8217;unico Dio che conoscesse: il mare.<br \/>\nIl protettore di Melanie se ne and\u00f2, bofonchiandole un \u201csinistro\u201d &#8211;\u00a0 \u201cti aspetto a casa\u201d, e la lasci\u00f2 seduta davanti al bancone accanto a quello che, evidentemente, non avrebbe mai potuto essere un cliente\u00a0 .<br \/>\nPi\u00f9 tardi Melanie, frugando nelle sue tasche, ci avrebbe\u00a0 con stupore trovato del denaro, che sarebbe servito, forse, a diminuire la sua razione di botte per la serata andata a vuoto. Gerard, il cane da pastore, aveva voluto aiutare la sua pecora a proteggersi dal lupo.<br \/>\nDa quella sera in poi, Melanie non si sent\u00ec pi\u00f9 tanto sola e ogni volta che qualcuno entrava in quella squallida taverna, sperava di incontrare di nuovo quello sguardo gentile, quasi paterno. Quella ragazza aveva riaperto in Gerard ferite mai guarite. Per Melanie era il suo &#8220;strano cliente&#8221; che sedeva con lei per una bevuta e poi, passeggiando lungo il mare, parlava pochissimo e non le faceva mai domande indiscrete. Poi, le riempiva le tasche di una mancia generosa e si allontanava.<br \/>\nQuell&#8217;uomo di legge, ruvido, riflessivo, divenne, nel suo cuore, un po\u2019 la sua famiglia. A volte fantasticava, immaginando che quel commissario, fosse il padre che non aveva mai conosciuto . Gerard rimaneva in ascolto e, inevitabilmente, il suo pensiero tornava ad H\u00e9l\u00e8ne.<\/p>\n<p>DESTINI INCROCIATI<br \/>\nDamien aveva subito, nel corso degli anni, vari interventi chirurgici al cuore, di una certa gravit\u00e0. Le sue condizioni fisiche erano buone ma una recidiva gli sarebbe stata fatale: sarebbe stato impossibile intervenire ancora. I medici gli avevano raccomandato una vita molto regolare e controllata. Lui aveva sempre amato le decisioni istintive: erano quelle che gli avevano causato meno pentimenti e rimpianti nel tempo. In un flash di pochi secondi aveva ripercorso la sua vita e ne aveva dedotto che quello che avrebbe lasciato non era poi molto. Aveva deciso di vendere quel poco che aveva per comprarsi quella barca: era la sua passione, da sempre. Cos\u00ec era partito per destinazioni ignote seguendo, di volta in volta, quel vento che pi\u00f9 si adattava al suo umore.<br \/>\nSi era abituato alla lenta intermittenza della luce rossa del faro che non lo disturbava, anzi, contribuiva ad avvicinarlo al sonno. Ma quei bagliori strani che percep\u00ec improvvisamente, in prossimit\u00e0 del faro, erano un\u2019altra cosa. All\u2019inizio gli sembrarono lampi irregolari, poi dopo aver ripreso la normale attenzione, not\u00f2 che avrebbero potuto essere dei segnali. Per due volte ebbe la percezione di tre lampi brevi, tre pi\u00f9 lunghi e tre ancora brevi, come un segnale. Aveva preso la torcia ed aveva cercato di rispondere a quel segnale. Accese e spense pi\u00f9 volte la torcia. Dopo vari tentativi pens\u00f2 di desistere ma rimase vigile.<\/p>\n<p>Melanie portava sempre con s\u00e9 nella sua borsa sdrucita, quel vecchio specchietto. Era un compagno affidabile che, in maniera a volte cruda, le rimandava il\u00a0 riflesso del suo\u00a0 volto segnato da una vita sofferta. Non sapeva ancora quanto quello specchio avrebbe inciso nel suo destino.<br \/>\nMelanie adorava quel vecchio faro .Come altre volte si era incamminata verso quel luogo ideale per guardare il mare, sotto la luce ritmata del faro. Come faceva sempre quando si sentiva pi\u00f9 disperata, estrasse dalla borsa il suo specchietto. Si volt\u00f2, dando le spalle al mare per poter vedere meglio quella strana iscrizione alla luce del faro e fu allora che proprio quella luce intermittente colp\u00ec pi\u00f9 volte lo specchio, provocando un luccichio che, nell\u2019aria fredda e buia, poteva sembrare, visto dal mare, una specie di sgrammaticato sos. Quando si volt\u00f2 vide provenire dall\u2019oscurit\u00e0 quegli strani segnali luminosi.<br \/>\nSal\u00ec rapidamente le scale del faro e chiam\u00f2 a gran voce R\u00e9n\u00e9. Raccont\u00f2 al vecchio dei lampi che aveva intravisto in mezzo al mare. Lui guard\u00f2 verso il mare e fece in tempo a vedere l\u2019ultima serie di lampi che provenivano dall\u2019oscurit\u00e0. &#8220;M\u00e9lanie!&#8221; &#8211; gracchi\u00f2 appena si riebbe dallo stupore &#8211; Svelta, vieni, c&#8217;\u00e8 del lavoro da fare! M\u00e9lanie, che non sapeva neppure nuotare, lo guard\u00f2 straniata. Davvero, non sapeva come avrebbe potuto essere d&#8217;aiuto. Il vecchio Ren\u00e9, troppo vecchio e malandato per poter aiutare qualcuno,\u00a0 le confid\u00f2 che poco lontano, seminascosta dai cespugli sabbiosi, c&#8217;era una piccola barca di legno, a remi, che usava spesso molti anni prima e della quale non si era mai disfatto. Ren\u00e8 le fece una rapida lezione e M\u00e9lanie affront\u00f2 con aria di sfida, il mare aperto, dirigendosi nella direzione da cui erano apparsi quei lampi.<\/p>\n<p>Fu allora che Damien sent\u00ec un rumore ritmico di acque smosse, che non era quello dell\u2019onda leggera che si infrangeva dolcemente sulla chiglia dell\u2019imbarcazione. Un minuscolo spicchio di luna che emergeva dal lato della terraferma, poco al di sopra delle colline che incorniciavano la baia, gli permise di distinguere una macchia scura, in controluce, una piccola imbarcazione che si avvicinava alla sua con rotta incerta. Quella barchetta puntava proprio sulla sua barca ormeggiata.<\/p>\n<p>DAMIEN E MELANIE<br \/>\nAveva il respiro corto, affannato, le braccia indolenzite per l&#8217;inusuale sforzo, era madida di sudore e, in un attimo, si accorse di avere paura.<br \/>\nCerc\u00f2 di calmarsi, di ritrovare il ritmo del respiro, aveva sete. La riva era ormai troppo distante per lei e non sentiva pi\u00f9 neppure la voce del vecchio Ren\u00e9, quando avvist\u00f2 l&#8217;imbarcazione. Allora il coraggio torn\u00f2 a renderla pi\u00f9 forte di prima e, dando fondo alle ultime energie, cerc\u00f2 di attirare l&#8217;attenzione\u00a0 dell&#8217;ignoto naufrago.<br \/>\nLa situazione iniziale si era ribaltata: l&#8217;improbabile salvatrice si era trasformata in naufraga, il naufrago nel pi\u00f9 inatteso dei salvatori.<br \/>\nDamien si fece passare una cima e ferm\u00f2 quella piccola barca alla sua, poi protese le sue mani per far salire la ragazza. Fu tutto suo lo sforzo, lei sembrava esausta. Appena tocc\u00f2 il legno del ponte con i piedi nudi croll\u00f2 fra le braccia dell&#8217;uomo. Le sole parole che si scambiarono furono: &#8220;Tutto bene?&#8221; &#8220;Si&#8221; rispose lei. Damien stringeva quel corpo che tremava per la stanchezza e per il freddo. Solo la sua borsa, che portava a tracolla, era rimasta asciutta, mentre gli abiti della ragazza si erano completamente bagnati nel mettere in acqua la barchetta di Ren\u00e9. Ebbe la sensazione di abbracciare il mare. La sua bocca sfiorava i suoi capelli scomposti e cominci\u00f2 a baciarli. Le prese il viso fra le mani, la guard\u00f2 e vide quegli occhi\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 .<br \/>\nErano stati i loro occhi a parlarsi a lungo, increduli, meravigliati da quella strana circostanza che si era venuta a creare.\u00a0 Occhi che non riuscivano a distaccarsi l&#8217;uno dall&#8217;altra. Un incontro di anime, affamate e assetate, anime che, al primo sguardo si erano riconosciute. Era stato pi\u00f9 di un abbraccio di solitudini, ma comprensione intima, profonda. Trasportate da una leggerezza di cui non avevano mai sperimentato l&#8217;esistenza, le due anime si erano unite magneticamente e,\u00a0 come le tessere mancanti di un puzzle senza le quali non si pu\u00f2 comprendere l&#8217;intero disegno,\u00a0 avevano dato finalmente un senso compiuto al quadro\u00a0 incompleto delle loro esistenze\u00a0\u00a0\u00a0 .<br \/>\nStettero cos\u00ec, sospesi in quella danza senza tempo saziandosi a vicenda la fame e la sete, prendendosi delicatamente cura l&#8217;uno dell&#8217;altra,\u00a0\u00a0 fino a quando, gli occhi pieni di gratitudine\u00a0 di Damien si riempirono di una luce fredda, buia, distante.<\/p>\n<p>Quegli occhi che fissavano, quello sguardo cos\u00ec distante e freddo.. no , no, no non poteva essersene andato cos\u00ec, senza neppure darle il tempo di conoscere il suo nome. Quel corpo che aveva vissuto con lei gli ultimi istanti, in una comunione perfetta che li aveva visti vibrare di un\u2019armonia che conteneva\u00a0 l&#8217;essenza stessa dell&#8217;energia dell&#8217;universo, era l\u00ec, davanti a lei, immobile. Istintivamente cerc\u00f2 di rianimarlo, coprendolo di baci, quei baci che le donne come lei non riescono mai a dare.\u00a0 Baciava quella bocca salmastra, quella pelle riarsa dal sole e che le pareva emanare il meraviglioso profumo del mare. Baciava quelle mani, che come nessuno fino ad allora, avevano\u00a0 saputo accarezzare le cicatrici della sua vita, facendola perfino ridere di loro e invitandola a sfoggiarle come un prezioso tatuaggio, come un inno alla vita . Baciava quei lunghi capelli, quei piedi che chiss\u00e0 quali terre avevano calpestato e chiss\u00e0 dove avrebbero potuto condurla. Poi si ricord\u00f2 dello specchietto e allora, fremente lo estrasse dalla borsa e glielo pose davanti al naso e alla bocca. Neppure un alito di vita lo appann\u00f2.\u00a0 Deglut\u00ec di un dolore sordo e, con la pi\u00f9 grande delicatezza, gli chiuse pietosamente le palpebre.<\/p>\n<p>LO SPECCHIO IN FRANTUMI<br \/>\nNuovamente sola, si rese conto che, dell&#8217;unico amore che avesse mai conosciuto, non avrebbe mai saputo il nome.\u00a0 Rimase l\u00ec accoccolata, lasciando che il mare, il suo Dio, cullasse quel macabro abbraccio. Il tempo aveva smesso di scorrere insieme al respiro di Damien. Poi, improvvisamente, cap\u00ec cosa c&#8217;era da fare. Non gridare, nessuno l&#8217;avrebbe sentita, non rimontare nel piccolo guscio che l&#8217;aveva condotta fin l\u00ec. Come un automa sollev\u00f2 da terra lo specchietto che aveva dato l&#8217;ineluttabile sentenza. Le parole di suo padre, le vennero teneramente in soccorso e credette di comprenderne il significato profondo. Mia dolce M\u00e9lanie, un giorno saprai che farne e riprenderemo a giocare insieme. Tuo padre\u201d.. Forse anche suo padre era morto e l\u2019attendeva da qualche parte per riabbracciarla.\u00a0 Prese quel piccolo oggetto e cap\u00ec che era giunto il momento Si alz\u00f2 in piedi e barcollando, lo sbatt\u00e8 su una parte metallica della barca . Quel vecchio oggetto, non and\u00f2 in frantumi ma, si spezz\u00f2 in due frammenti taglienti. Cos\u00ec lei ne prese uno. Si affacci\u00f2 al bordo dell\u2019imbarcazione, guardando il mare. Prese quel frammento tagliente e, senza paura, lo fece scorrere decisamente sui suoi polsi,\u00a0 mentre la sua mente continuava a invocare il &#8220;suo&#8221; mare che, intenerito, pietosamente l&#8217;accolse, ponendo\u00a0 fine alla sua vita tormentata.<\/p>\n<p>LA PIET\u00c0 DEL COMMISSARIO<br \/>\nNon appena aveva visto la custodia di quello specchietto,\u00a0 quella sorta di feticcio che Melanie portava sempre con se&#8217;, aveva subito capito. Quella custodia era quella in uso in certe istituzioni carcerarie, per la restituzione degli oggetti personali dei detenuti, alle loro famiglie. Sapeva anche che da qualche parte era sicuramente inciso il numero del detenuto al quale l\u2019oggetto era appartenuto. Si trattava di Patrick Dessanges, il padre di M\u00e9lanie alla quale probabilmente la madre, per piet\u00e0, \u00a0non aveva mai detto che il padre era chiuso in un carcere da cui non sarebbe mai uscito.<br \/>\nDi tutto questo, il cane da pastore, non aveva mai parlato a Melanie nell&#8217;intento di non privarla dell&#8217;unica cosa pulita che possedesse della sua infanzia.<br \/>\nAdesso aveva fra le mani i reperti di quella piccola tragedia umana, di quella storia in cui, si era trovato, suo malgrado, coinvolto sia professionalmente che umanamente. Una custodia che conteneva quella piccola cosa\u00a0 che continuava a rigirarsi tra le mani robuste, protette da sterili guanti in lattice, e che non si risolveva ad aprire.<br \/>\nQuando riusc\u00ec a farlo, lo specchio rotto, ricomposto nei due pezzi, riflesse in modo distorto, quasi comico, il suo sguardo stanco rivelandogli ancora una volta\u00a0 che il suo intuito da segugio non lo aveva tradito.<br \/>\nPoteva essere soddisfatto: quel caso non aveva richiesto, fino dall\u2019inizio, la ricerca di un colpevole: l\u2019unico colpevole era il destino, o il caso. Era riuscito a ricostruire esattamente tutti i fatti oggettivi della vicenda, ma ovviamente, non tutti gli stati d\u2019animo e i sentimenti che avevano animato i personaggi della storia: poteva soltanto intuirli. Come il suo volto che gli si era mostrato scomposto nell\u2019immagine riflessa dallo specchio rotto, anche nella sua storia restava qualcosa di scomposto e di mancante: era proprio il \u201csuo\u201d pezzo che mancava. Con un gesto improvviso, si alz\u00f2 e apr\u00ec il cassetto dell\u2019ingresso, dove teneva l\u2019elenco telefonico, lo scartabell\u00f2 rapidamente e compose un numero: \u201cPronto, Agenzia Intermonde? \u2026., sono il Commissario Leroux, buonasera. Pu\u00f2 vedere che voli ci sono da Parigi per il Niger? Come?\u00a0 \u2026 Niamey? \u2026Non so, immagino di si \u2026<\/p>\n<p>FINE<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34953\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34953\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se si potessero ricomporre i pezzi di uno specchio andato in frantumi, il riflesso dell&#8217;immagine che ci restituirebbe, non sarebbe mai pi\u00f9 quello di prima. Osservata attraverso quell&#8217;improvvisato caleidoscopio, anche la vita, presenterebbe sfaccettature diverse, facendo dubitare a volte, che siano tutti frammenti della stessa immagine, della stessa storia. Era stato R\u00e9n\u00e9, il guardiano del [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34953\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34953\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":12975,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-34953","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34953"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/12975"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34953"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34953\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35016,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34953\/revisions\/35016"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34953"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34953"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34953"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}