{"id":34884,"date":"2018-05-04T11:50:08","date_gmt":"2018-05-04T10:50:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34884"},"modified":"2018-05-07T17:45:32","modified_gmt":"2018-05-07T16:45:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-racconto-nella-rete-da-pesca-di-antonio-andriani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34884","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Racconto nella rete, da pesca&#8221; di Antonio Andriani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">L\u2019aria del mare<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">e il freddo dell\u2019inverno,<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">nell\u2019atmosfera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Termoli, mercoled\u00ec 31 dicembre 1930<\/p>\n<p>Mi chiamo Ulisse Marinucci e sono nato in questo paese di mare, di nemmeno seimila\u00a0anime. Ho la barba nera e<\/p>\n<p>folta ma ben curata, pizzo e baffi abbastanza bianchi. Porto gli\u00a0occhiali. Sono sacerdote e la mia parrocchia \u00e8 quella<\/p>\n<p>della cattedrale. Abito a due passi\u00a0dal duomo, nella parte vecchia di Termoli; non potrei vivere lontano da qui. Il<\/p>\n<p>borgo di\u00a0pescatori occupa un piccolo promontorio, proteso nell\u2019Adriatico e attaccato alla terraferma\u00a0per un breve<\/p>\n<p>tratto. L\u2019attivit\u00e0 parrocchiale che preferisco \u00e8 la catechesi con i ragazzi e la\u00a0carit\u00e0 nei confronti dei bisognosi. Tra<\/p>\n<p>poche ore va via l\u2019anno vecchio e, con i chierichetti,\u00a0sto preparando la festicciola nel palazzo vescovile. Monsignor<\/p>\n<p>Oddo Bernacchia ci ha dato\u00a0l\u2019autorizzazione e stiamo approntando gli striscioni con le scritte:<\/p>\n<p>\u201cW IL 1931\u201d,<\/p>\n<p>\u201cAUGURI DI BUON ANNO\u201d<\/p>\n<p>e tanti altri. Stasera, ogni parrocchiano ha una mansione precisa e tutti sono felici di dare\u00a0una mano per la buona<\/p>\n<p>riuscita della festicciola. Le donne si sono prodigate per il cibo, pesce\u00a0fritto, che \u00e8 pi\u00f9 facile da mangiare, e dolci in<\/p>\n<p>abbondanza. Il marchese ci ha fatto recapitare\u00a0un regalo molto gradito, venti litri di un vinello bianco frizzantino con<\/p>\n<p>cui brindare allo\u00a0scoccare della mezzanotte. Fra i tanti ragazzini presenti, il pi\u00f9 bravo a disegnare \u00e8 Benito. Il\u00a0padre,<\/p>\n<p>il signor Jacovitti \u00e8 originario di Ururi e si \u00e8 trasferito qui prima della nascita del\u00a0figlio. Con il lapis in mano \u00e8<\/p>\n<p>bravissimo, gli ho visto fare miracoli, e fidatevi di me che nel\u00a0campo sono esperto. Qualche mese fa, mi ha dedicato<\/p>\n<p>una caricatura esilarante. Sono venuto\u00a0meglio nel disegno che nella foto ufficiale della Diocesi di Termoli-Larino a<\/p>\n<p>cui appartengo.<\/p>\n<p>Il quadretto che mi ritrae lo conservo, gelosamente, nella sagrestia. Poverino, grazie al fatto\u00a0che \u00e8 in vacanza e non si<\/p>\n<p>va a scuola, ha lavorato giorno e notte nella preparazione dei\u00a0fumetti che stiamo affiggendo alle pareti. Ha pure<\/p>\n<p>colorato i festoni che attraversano la volta\u00a0del salone. I suoi colori danno allegria alla carta da parati in velluto color<\/p>\n<p>nocciola, ormai\u00a0oscura e sfilacciata, e agli arredi troppo classici e cupi.<\/p>\n<p>D\u2019improvviso, un boato ferma il tempo gelandomi il sangue nelle vene. Trema la terra, anzi\u00a0il pavimento sotto i miei<\/p>\n<p>piedi, e poi per altri interminabili 10-15 secondi. I festoni, annodati\u00a0al lampadario, si muovono e ondeggiano manco<\/p>\n<p>fossero in balia delle onde dell\u2019Oceano\u00a0Atlantico. Molti ragazzi urlano, altri istintivamente gridano aiuto. Vanno tutti<\/p>\n<p>fuori,\u00a0all\u2019aperto non ci sar\u00e0 pericolo di crolli. L\u2019antico palazzo ha retto molto bene alla scossa e,\u00a0qui dentro, non ci<\/p>\n<p>sono danni visibili, \u00e8 tutto a posto. Ma all\u2019interno siamo rimasti solo io ed\u00a0il piccolo Benito, immobili ma vivi. I suoi<\/p>\n<p>occhi seppur a distanza sono attaccati ai miei. Lo\u00a0tengo per mano con lo sguardo e lui accenna ad un sorrisetto<\/p>\n<p>liberatorio. Al boato di poco fa\u00a0segue uno scricchiolio, non troppo distante da qui. Per buona sorte, non proviene dal<\/p>\n<p>palazzo\u00a0ma ci costringe ad avvicinarci, finalmente! Lo rapisco, alle sue paure, caricandomelo in\u00a0spalla. \u00c8 magrolino,<\/p>\n<p>leggero come un fuscello, e cos\u00ec scendo rapidamente le due rampe della\u00a0scalinata interna al palazzo vescovile.<\/p>\n<p>Questo fanciullo di seconda elementare mi cinge con le braccia al collo, quasi soffocandomi:\u00a0<em>\u201cGrazie don, cos\u2019\u00e8 <\/em><\/p>\n<p><em>questo rumore?\u201d<\/em><\/p>\n<p>Tento di rassicurare sia lui che me: <em>\u201cNon so, ora andiamo a vedere, ma tu stai tranquillo che\u00a0<\/em><em>passer\u00e0 presto!\u201d <\/em>lo<\/p>\n<p>spero vivamente. Non ho dubbi, lo stridio proviene da oltre le mura,\u00a0forse nei pressi della porta a terra che sta vicino<\/p>\n<p>al carcere. Moltissima gente \u00e8 uscita dalle\u00a0case e corre in quella direzione. Sia io che Benito non abbiamo il cappotto<\/p>\n<p>a proteggerci dal\u00a0freddo, per la fretta di uscire li abbiamo lasciati nel salone. Manco il gelido vento di levante,\u00a0almeno<\/p>\n<p>venti nodi, ci infastidisce pi\u00f9 di tanto. Al momento, il rumore \u00e8 appena percettibile\u00a0ma comunque prosegue. In un<\/p>\n<p>paio di minuti, ci ritroviamo sul luogo dove ho immaginato\u00a0che fosse accaduto qualcosa.<\/p>\n<p>Lo scenario, apocalittico, \u00e8 su Via Roma. Squarciata, la strada\u00a0che dalla marina di San Pietro conduce ai giardini<\/p>\n<p>comunali di Piazza Sant\u2019Antonio. Nei\u00a0trecento metri interessati, la frattura nel terreno temo sia molto profonda.<\/p>\n<p>Girano voci che sia\u00a0ancora pi\u00f9 sotterranea nei pressi del castello, fatto costruire in riva all\u2019Adriatico da Federico<\/p>\n<p>II di Svevia. Sugli alti bastioni che proteggono la citt\u00e0 vecchia, proprio nel tratto che si\u00a0affaccia su Via Roma, gran<\/p>\n<p>parte dei termolesi assiste a quello spettacolo, purtroppo\u00a0catastrofico. In men che non si dica, il promontorio in cui ci<\/p>\n<p>troviamo ha mollato gli ormeggi\u00a0e si sta distaccando dalla terra madre. Per deformazione professionale, la mia<\/p>\n<p>preghiera\u00a0s\u2019intensifica trasformandosi per\u00f2 in lacrime, non me ne vergogno.<\/p>\n<p>Cos\u00ec \u00e8 la volta del mio piccolo chierichetto a consolarmi, a tirarmi su di morale\u00a0accarezzandomi la schiena. Nel<\/p>\n<p>frattempo le campane del duomo, scosse da Tripoli il\u00a0sagrestano, suonano a distesa per avvertire del pericolo l\u2019intera<\/p>\n<p>comunit\u00e0, soprattutto quelli\u00a0che si trovano fuori le mura<\/p>\n<p>DON \u2026 DON \u2026 DON \u2026<\/p>\n<p>Benito attira la mia attenzione attaccandosi ai peli della barba: <em>\u201cDon Ulisse, ho un\u2019idea!\u201d<\/em><\/p>\n<p>In preda ad una visibile euforia creativa, estrae dalle tasche del pantalone alla zuava un\u00a0foglio di carta, ripiegato otto<\/p>\n<p>volte su se stesso, e poi un lapis ben appuntito ma non pi\u00f9\u00a0grande di un mozzicone di sigaretta. Avendolo capito al<\/p>\n<p>volo, gli porgo la schiena piegandola\u00a0a quarantacinque gradi, affinch\u00e9 possa usarla come scrivania.<\/p>\n<p><em>\u201cCos\u2019avresti pensato di fare?\u201d <\/em>chiss\u00e0 in che maniera pensa di salvare il borgo che va\u00a0rapidamente verso il largo, e che<\/p>\n<p>si muove come una gigantesca barca. Le vele non sono altro\u00a0che i palazzi pi\u00f9 alti e con le facciate maggiormente<\/p>\n<p>estese. Essendo saltata la corrente, sia\u00a0nelle abitazioni che in strada, il ragazzino \u00e8 costretto a lavorare al chiar di<\/p>\n<p>luna, per fortuna\u00a0quasi piena.<\/p>\n<p>Giustamente, si lamenta per le difficili condizioni ambientali <em>\u201cDon Ul\u00ec, prima di ogni altra\u00a0<\/em><em>cosa disegner\u00f2 un bel <\/em><\/p>\n<p><em>lampione che qui \u00e8 impossibile guidare la matita, nella penombra\u00a0<\/em><em>diventa quasi impossibile. Poi realizzer\u00f2 degli <\/em><\/p>\n<p><em>scogli, enormi, che posizioneremo a nord-est\u00a0<\/em><em>del promontorio, per tentare di fermare la navigazione\u201d<\/em><\/p>\n<p>Tiro un sospiro di sollievo: <em>\u201cProcedi pure, ma velocemente e che la scogliera sia ciclopica e\u00a0<\/em><em>solida come il marmo, <\/em><\/p>\n<p><em>che possa entrare per bellezza tra le sette meraviglie del mondo\u00a0<\/em><em>moderno, mi raccomando! Ma per lo spostamento, <\/em><\/p>\n<p><em>da qui al muraglione su Via Federico II\u00a0<\/em><em>di Svevia, cosa ti sei inventato?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cNulla, \u00e8 tutto vero. Sto creando seicento cavalli bianchi, sono della pregiata razza\u00a0<\/em><em>Trotta lemme lemme, sono <\/em><\/p>\n<p><em>esemplari sorridenti e forzuti che, per\u00f2 ahim\u00e8, fumano come\u00a0<\/em><em>turchi tantissime sigarette al giorno e sono <\/em><\/p>\n<p><em>golosissimi di salami, tipo Milano,\u00a0<\/em><em>rigorosamente provvisti di piedi e quasi sorridenti. Possiedono zoccoli grandi <\/em><\/p>\n<p><em>come tegami\u00a0<\/em><em>rovesciati, utilissimi nel lavoro ma anche per andare in spiaggia. Al termine delle\u00a0<\/em><em>operazioni, dovr\u00f2 <\/em><\/p>\n<p><em>pagarli, e pure profumatamente!\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cE con che cosa?\u201d <\/em>aggiungo io preoccupandomi non poco.<\/p>\n<p>Ci sgranchiamo la schiena, io perch\u00e9 mi sono stancato di stare piegato, e lui di disegnare.<\/p>\n<p><em>\u201cCon del tabacco di ottima qualit\u00e0 e con quintali di salame, ma li pretendono rigorosamente\u00a0<\/em><em>tagliati a met\u00e0, sulla <\/em><\/p>\n<p><em>lunghezza dell\u2019intero insaccato. Che pretese assurde!\u201d<\/em><\/p>\n<p>Non voglio preoccuparmi dell\u2019aspetto economico, ora sono altre le priorit\u00e0: <em>\u201cConta pure\u00a0<\/em><em>sulle offerte che ho <\/em><\/p>\n<p><em>racimolato durante il mese di dicembre e nel periodo di Natale. Ho un\u00a0<\/em><em>bel gruzzoletto, quei soldi sono a tua <\/em><\/p>\n<p><em>completa disposizione!\u201d<\/em><\/p>\n<p>Il tono della sua voce si fa robusto e deciso, quasi non fosse un fanciullo: <em>\u201cMo\u2019 non ho il\u00a0<\/em><em>tempo di ringraziarti, lo far\u00f2 <\/em><\/p>\n<p><em>dopo, a missione compiuta!\u201d<\/em><\/p>\n<p>Mi piego nuovamente sulla schiena ed anche un po\u2019 sulle ginocchia: <em>\u201cNon preoccuparti,\u00a0<\/em><em>procedi pure nel tuo <\/em><\/p>\n<p><em>lavoro!\u201d<\/em><\/p>\n<p>Lui ha altre domande da farmi: <em>\u201cMi manca poco, secondo te quanti metri ci separano dalla\u00a0<\/em><em>terraferma?\u201d<\/em><\/p>\n<p>Rimanendo con le spalle a mo\u2019 di scrivania, sollevo la testa scrutando in lontananza:\u00a0<em>\u201cOcchio e, soprattutto, croce <\/em><\/p>\n<p><em>almeno trecento metri, ma l\u2019oscurit\u00e0 potrebbe ingannarmi. A\u00a0<\/em><em>cosa ti serve saperlo?\u201d<\/em><\/p>\n<p>Intento com\u2019\u00e8 a disegnare sulla mia schiena, ne percepisco i tratti che compie con il lapis e\u00a0ne sento la voce, ancor pi\u00f9<\/p>\n<p>entusiasta di prima. Certo che i ragazzi riescono a trarre gli\u00a0aspetti positivi anche dalle esperienze negative: <em>\u201cFar\u00f2 un <\/em><\/p>\n<p><em>ponte meraviglioso, tipo quello di\u00a0<\/em><em>Brooklyn per collegarci al resto di Termoli, e mica possiamo morire di fame e di <\/em><\/p>\n<p><em>sete.\u00a0<\/em><em>Prima, hai visto che nella fontanella su Via Duomo non scorreva l\u2019acqua?\u201d<\/em><\/p>\n<p>In verit\u00e0, intento e com\u2019ero a correre con lui sulle spalle, non me ne ero accorto: <em>\u201cIn effetti\u00a0<\/em><em>non ho sentito il fluire <\/em><\/p>\n<p><em>dell\u2019acqua. A causa del terremoto, sono saltati un po\u2019 tutti gli\u00a0<\/em><em>impianti. Complimenti, la tua trovata \u00e8 geniale, <\/em><\/p>\n<p><em>ma \u2026 \u201d<\/em><\/p>\n<p>Non avendo con se la gomma, il pi\u00f9 piccino tra i miei chierichetti cancella bagnandosi\u00a0l\u2019indice destro con la saliva e<\/p>\n<p>strofinando leggermente sulla carta, facendo attenzione a non\u00a0bucarla: <em>\u201cMa \u2026 ma cosa don Ul\u00ec?\u201d<\/em><\/p>\n<p>Nell\u2019intento di non disturbare il suo disegno, trattengo il respiro e ogni tanto immobilizzo\u00a0questa scrivania anatomica<\/p>\n<p>e rudimentale, andando in apnea: <em>\u201cDa umile marinaio, non mi\u00a0<\/em><em>dispiacerebbe risalire l\u2019Adriatico, in regata fino a <\/em><\/p>\n<p><em>Venezia sarebbe un\u2019esperienza unica,\u00a0<\/em><em>bellissima, ma tu dovresti \u2026 \u201d<\/em><\/p>\n<p>Il bambino manifesta il suo entusiasmo, ancor pi\u00f9 di prima siamo in sintonia: <em>\u201cHo capito,\u00a0<\/em><em>disegner\u00f2 un emporio <\/em><\/p>\n<p><em>alimentare modernissimo, che non manchi di nulla e che possa\u00a0<\/em><em>rifornire a sufficienza la popolazione che vive sul <\/em><\/p>\n<p><em>promontorio. Male che vada, anche se il\u00a0<\/em><em>negozio non dovesse essere tanto fornito di generi di prima necessit\u00e0, <\/em><\/p>\n<p><em>avremo pesce fresco in\u00a0<\/em><em>gran quantit\u00e0!\u201d<\/em><\/p>\n<p>Io, da persona navigata ed esperta, sono perplesso ma ugualmente fiducioso: <em>\u201cNon abbiamo\u00a0<\/em><em>reti a sufficienza, mi <\/em><\/p>\n<p><em>raccomando a te, fanne pi\u00f9 che puoi!\u201d<\/em><\/p>\n<p>La sua voce continua ad essere autoritaria e convincente: <em>\u201cSenz\u2019altro, anche se preferisco\u00a0<\/em><em>farne una immensa, nella <\/em><\/p>\n<p><em>rete tantissimo pesce e soprattutto racconti. Forse, uno \u00e8 questo!\u201d<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Adesso, Termoli<\/p>\n<p>non \u00e8 pi\u00f9 promontorio<\/p>\n<p>e va, in crociera.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34884\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34884\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019aria del mare e il freddo dell\u2019inverno, nell\u2019atmosfera. &nbsp; Termoli, mercoled\u00ec 31 dicembre 1930 Mi chiamo Ulisse Marinucci e sono nato in questo paese di mare, di nemmeno seimila\u00a0anime. 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