{"id":34817,"date":"2018-05-03T18:21:01","date_gmt":"2018-05-03T17:21:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34817"},"modified":"2018-05-10T11:13:55","modified_gmt":"2018-05-10T10:13:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-una-casa-per-leternita-di-patrizia-gherardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34817","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Una casa per l\u2019eternit\u00e0&#8221; di Patrizia Gherardi"},"content":{"rendered":"<p>Non voleva che nessuno alla sua morte si preoccupasse di seppellirlo. Per questo Zhuang Hu aveva deciso di lasciare il villaggio di Quikouzhen, nella contea di Wuyuan, e andare a vivere sulle colline bagnate\u00a0dal fiume Donghe per costruire l\u00ec la sua tomba.<\/p>\n<p>In passato bisognava prendere un autobus per raggiungere la contea di Wuyuan, ma da circa due anni ci si poteva arrivare in sole due ore con i treni G in partenza da Nanchang. Il periodo migliore per visitare Wuyuan \u00e8 la primavera quando la colza\u00a0fiorisce e i campi attorno ai villaggi si colorano di un giallo brillante.<\/p>\n<p>Fu proprio durante la primavera del 1991 che un\u2019epidemia di influenza aviaria si port\u00f2 via la sua devota moglie Fang Li. Si ricordava ancora l\u2019eccezionale fioritura. L\u2019odore pungente di colza impregnava i pensieri. I pollini saturavano l\u2019aria. Il dolore della morte misto all\u2019irritazione per quell\u2019ostentazione della natura scatenarono il lui una violenta allergia. Il puntuale sopraggiungere della congestione nasale, del prurito e della lacrimazione, restituivano ogni anno a Zhuang Hu la sofferenza di quel ricordo.<\/p>\n<p>Passati\u00a0dodici anni da quell\u2019infausto mese di aprile ebbe la brillante idea di investire tutto il suo tempo e i suoi risparmi nella realizzazione dell\u2019abitacolo che lo avrebbe custodito per l\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n<p>Solo un pensiero aveva provato a farlo desistere, la sua paura incontrollata del krait, il cui nome scientifico, bungarus multicinctus, sapeva ben padroneggiare avendo esercitato la professione di \u201cdottore di villaggio\u201d o pi\u00f9 comunemente conosciuta come \u201cdottore a piedi scalzi\u201d.<\/p>\n<p>Il krait \u00e8 un serpente lungo circa un metro e mezzo, di colore nero alternato da anelli bianchi che coprono tutto il corpo. Zhuang Hu era diventato esperto nel riconoscerne il morso, difficile da individuare giacch\u00e9 non lasciava segni di zanne intorno alla ferita, non provocava eccessivo sanguinamento e gonfiore. Non altrettanto esperto era stato a curarne gli effetti devastanti e quasi sempre mortali.<\/p>\n<p>Si sentiva in colpa di tutti quei pazienti che non era riuscito a curare. Sapeva bene che l\u2019istruzione sommaria che aveva ricevuto gli permetteva di intervenire solo su operazioni di vaccinazione e malattie minori ma quella povera gente poteva rivolgersi solo a lui. Il senso di inadeguatezza provato per le atroci agonie a cui aveva assistito nei molti anni di attivit\u00e0 lo avevano reso cinico e, con l\u2019avanzare della vecchiaia, sempre pi\u00f9 brusco, persino con Lin, la pi\u00f9 giovane e dolce delle sue tre figlie, l\u2019unica che ogni sabato mattina saliva la collina e lo raggiungeva in quel mausoleo saldamente costruito l\u00e0 dove la vegetazione si ferma contro il costone roccioso.<\/p>\n<p>\u201cPadre, torna a vivere nel villaggio. In molti ti sono riconoscenti. Vedrai che non dovrai stare solo. Potrai ricominciare a giocare a Mah Jong.\u201d<\/p>\n<p>Il vecchio Zhuang Hu a volte rispondeva: \u201cNon venire se devi solo dire scempiaggini!\u201d<\/p>\n<p>Pi\u00f9 spesso restava in silenzio e porgeva alla figlia una scodella di t\u00e8 al gelsomino. Su una tavola fissata a un basamento di pietre e disposta appena sotto la finestra dell\u2019unica grande stanza Lin appoggiava guotie e riso in foglia di loto, preparati con cura per essere ingeriti da una bocca oramai priva di denti.<\/p>\n<p>Lui le rivolgeva sempre e solo una domanda: \u201cQuanti sono stati morsi dal krait questa settimana?\u201d e stava ad ascoltare Lin che rispondeva: \u201cPadre devi smettere di pensare a questo serpente. Nessuno lo vede pi\u00f9 in giro.\u201d<\/p>\n<p>\u201cBugiarda! Io ne ho intravisto uno lo scorso mese, era nascosto sotto la sterpaglia e aspettava la notte per entrare nella mia abitazione in cerca di sangue. L\u2019ho cacciato via con un bastone a tre punte quel maledetto!\u201d<\/p>\n<p>Lei lo osservava ricurvo su se stesso, con quei capelli color argento sempre scarruffati e il volto spigoloso come il carattere.<\/p>\n<p>\u201cPadre mio, la tua non \u00e8 un\u2019abitazione. Come fai a dormire chiuso dentro a quell\u2019involucro di metallo? ho timore di trovarti senza vita soffocato da queste lastre.\u201d<\/p>\n<p>\u201cFiglia se cos\u00ec sar\u00e0 non esitare a sigillare anche l\u2019ultimo portellone di questo involucro che tu tanto disprezzi.\u201d<\/p>\n<p>Ogni mattina Zhuang Hu apriva gli occhi poco prima del sole. Nella penombra osservava bene che attorno niente strisciasse. Si alzava sempre con pi\u00f9 fatica dal funereo e scomodo guscio e cominciava la sua umile giornata fatta di semplici azioni volte ad ultimare quella insolita tomba, ad accertarsi che non ci fosse neppure l\u2019ombra di un krait nella poca radura antistante, a procurarsi legname per il fuoco e riempire la scorta d\u2019acqua. Aveva anche da occuparsi di due galline e qualche quaglia, un sacrificio che tollerava al solo fine di poter avere uova fresche. Non amava gli animali.<\/p>\n<p>Una mattina mentre riscaldava l\u2019acqua per il t\u00e8 sent\u00ec un rumore di passi all\u2019esterno. Non era sabato, quindi non era Lin. Si affacci\u00f2 indispettito e rimase pietrificato. Mei, la maggiore delle sue figlie, era dinnanzi a lui. Erano due anni che non aveva sue notizie e non si ricordava quando l\u2019aveva vista l\u2019ultima volta. Lei lo fissava come se fosse ancora incerta della sua scelta. Lui abbass\u00f2 un poco lo sguardo e appoggiato alla donna vide un ragazzino. Con il capino arrivava all\u2019altezza dell\u2019ombelico. Aveva i capelli neri tagliati a caschetto e un carnato chiaro. Indossava una maglina verde marino sopra un paio di jeans consumati e portava scarpe sportive di tela bianca. Era il suo unico nipote.<\/p>\n<p>\u201cCosa vuoi Mei?\u201d<\/p>\n<p>\u201cTi ho portato Tian. Star\u00e0 con te qualche giorno. Devo partire; un lavoro improvviso. Troppo importante. Non ho altra possibilit\u00e0. Ho provato a chiedere \u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon se ne parla, non sarei in grado. Vattene!\u201d e rientr\u00f2 in casa senza neppure un saluto. Tolse il bricco dal fuoco e fece calare a filo l\u2019acqua nella ciotola, sopra le foglie di t\u00e8 adagiate sul fondo. Fuori nessun rumore sospetto. Il clima era mite, la primavera inoltrata e il polline dei fiori non riusciva a salire fin lass\u00f9. Fece colazione con il cuore pesante. I cambiamenti importanti nella sua vita erano avvenuti sempre in quella stagione. Rimise a posto quei pochi oggetti. Usc\u00ec di nuovo e di nuovo rimase impietrito. Tian era l\u00ec, solo, fermo, in silenzio, smarrito, con un borsone nero a due manici ai suoi piedi. Zhuang Hu si sent\u00ec scorrere il sangue dalla testa fino alle dita dei piedi.<\/p>\n<p>Ci volle un giorno intero per smaltire la rabbia. Non sapeva neppure dove metterlo a dormire. A dire il vero la prima notte Tian dorm\u00ec su una delle due sedie.<\/p>\n<p>L\u2019indomani mattina da quelle bocche incerte cominciarono ad uscire le prime parole.<\/p>\n<p>\u201cHai fame?\u201d\u00a0chiese il nonno. Il ragazzino annu\u00ec con la testa.<\/p>\n<p>\u201cQuesti bao zi li ha cucinati Lin.\u201d Disse Zhuang osservando per alcuni secondi Tian che mangiava di gusto. \u201cSai chi \u00e8 tua zia Lin, vero?\u201d Il ragazzino annu\u00ec con la testa.<\/p>\n<p>Una leggera brezza accarezz\u00f2 il volto del vecchio. Si occuparono di prendere il legname, riempire la scorta di acqua, raccogliere prima le uova di gallina poi quelle di quaglia, preparare semplici ji dan bing per il pranzo, costruire un letto con poche assi, paglia e stracci. Il ragazzino era tranquillo e educato. Chiedeva sempre il permesso prima di fare qualcosa. \u201cPer grazia, nonno, posso prendere io le uova? Nonno Zhu posso provare a entrare nel tuo letto? Nonno Zhu perch\u00e9 \u00e8 tutto di lamiera? Nonno Zhu a cosa servono questi rami a tre punte?\u201d<\/p>\n<p>Lo chiamava semplicemente Zhu, la sola licenza per cui Tian non aveva chiesto il permesso. Un\u2019abbreviazione fastidiosa la prima volta che il nipote l\u2019aveva pronunciata, ma che non manc\u00f2 molto ad acquisire le sembianze di una nota musicale.<\/p>\n<p>Il vecchio e il bambino si facevano compagnia, si tenevano per mano, sorridevano.<\/p>\n<p>Ricominciare a sorridere per Zhuang Hu era cosa strana. Seppure quel gesto nascesse spontaneo vi era la tentazione a frenarlo. Poi non ci pens\u00f2 pi\u00f9 e riprese quell\u2019abitudine persa assieme alla moglie. Non pens\u00f2 pi\u00f9 neppure a cosa servissero quei bastoni a tre punte e non si ricord\u00f2 di mettere in guardia Tian dal Krait e dal suo morso letale.<\/p>\n<p>Appoggiata alla parete est del muro di mattoni del mausoleo c\u2019era una vecchia scala di legno che portava al tetto, un basamento pendente per far defluire la pioggia fatto anch\u2019esso di pietre e cemento. Zhuang Hu non ci saliva pi\u00f9 da tempo a causa dei dolori agli arti, oramai irrigiditi dall\u2019artrosi. Tian invece, agile e ardito, si arrampicava fin lass\u00f9, si sedeva a gambe incrociate e si divertiva a chiamare il nonno da quell\u2019altezza. Zhuang fingeva di arrabbiarsi.<\/p>\n<p>\u201cTian, scendi immediatamente. Cosa fai l\u00ec? Potresti farti male.\u201d<\/p>\n<p>Una mattina il giovane nipote inerpicandosi come al solito sui gradini della scala, arrivato col nasino all\u2019altezza del tetto vide l\u00e0 sopra un animale arrotolato su s\u00e9 stesso come se volesse scaldarsi a sole, di colore nero e bianco che, allertato dal rumore, aveva rizzato la testa.<\/p>\n<p>Tian si appoggio col ginocchio sul tetto con l\u2019intento di avvicinarsi curioso. In quel preciso momento un granello di polline di fiore di colza, portato da chi sa chi, si insinu\u00f2 nelle narici di Zhuang provocando un fragoroso starnuto, mentre un sasso sporgente, proprio dove stava facendo leva il ginocchio di Tian, provoc\u00f2 al ragazzino un dolore acuto.<\/p>\n<p>\u201cAhia!\u201d<\/p>\n<p>Nello stesso istante in cui veniva lanciato il lacerante grido di dolore, dalle frasche del bosco che coprivano a tratti il sentiero comparve Mei.<\/p>\n<p>\u201cTian, bambino mio, che hai fatto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMamma\u201d rispose con la voce spezzata da un inizio di pianto. Ripose i piedini sui gradini uno alla volta fino a toccare terra e corse ad abbracciarla.<\/p>\n<p>Il vecchio, che seduto su un grosso sasso stava ricucendo la manica strappata di una logora giacca, fece appena in tempo ad alzare la testa ed accorgersi ancora una volta di quanto la vita possa cambiare in pochi secondi.<\/p>\n<p>Non ci furono ringraziamenti o parole di affetto. Solo le braccia di Tian strette attorno alle gambe del nonno e la mano ruvida di Zhuang Hu appoggiata con affetto a quel capino nero corvino.<\/p>\n<p>Come era venuto se ne and\u00f2. Quanti giorni erano passati? Non ricordava, come se il tempo si fosse fermato.<\/p>\n<p>Attese allora la sera, con azioni lente e ordinarie. Scese la notte e si sistem\u00f2 dentro il guscio di lamiera lasciando l\u2019ultima parte scoperchiata come di consueto quando si coricava. Quella fresca brezza che oramai si era abituato a riconoscere torn\u00f2 per un un\u2019ultima volta ad accarezzargli il volto grinzoso. Si copri alla meglio con il braccio sinistro ancora libero. Ringrazi\u00f2 gli dei e gli spiriti del grande cielo pensando che per molti anni aveva creduto di potersi preparare alla morte costruendo un mausoleo esteriore ma con il terrore nell\u2019intimo del cuore. La vita invece inaspettatamente gli aveva offerto l\u2019opportunit\u00e0 di scalzare quella paura con l\u2019affetto. Era pronto. Chiuse gli occhi e alit\u00f2 l\u2019ultimo respiro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34817\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34817\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non voleva che nessuno alla sua morte si preoccupasse di seppellirlo. Per questo Zhuang Hu aveva deciso di lasciare il villaggio di Quikouzhen, nella contea di Wuyuan, e andare a vivere sulle colline bagnate\u00a0dal fiume Donghe per costruire l\u00ec la sua tomba. In passato bisognava prendere un autobus per raggiungere la contea di Wuyuan, ma [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34817\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34817\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":15959,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-34817","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34817"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/15959"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34817"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34817\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35066,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34817\/revisions\/35066"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34817"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34817"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34817"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}