{"id":34773,"date":"2018-05-03T17:48:17","date_gmt":"2018-05-03T16:48:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34773"},"modified":"2018-05-03T17:48:17","modified_gmt":"2018-05-03T16:48:17","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-cerniera-di-alberto-alassio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34773","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La cerniera&#8221; di Alberto Alassio"},"content":{"rendered":"<p>Era una sera straordinariamente fresca per essere primavera e per questo Pavel Fedel aveva ancora indosso la sua giacca mentre rincasava. A dire il vero c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra ragione per la quale il giovane Pavel Fedel portava quella giacca ed era che quello era il suo indumento preferito. Non aveva nulla di particolare, era nera, liscia, sufficientemente impermeabile e con il collo alto anti-vento ma a lui piaceva immensamente e quasi congelava quando l&#8217;autunno tendeva all&#8217;inverno e cocciuto continuava a portarla, cos\u00ec come quando arrivava l&#8217;estate, piuttosto la teneva sotto un braccio,\u00a0piegata meticolosamente perch\u00e9\u00a0<i>non si sa mai che poi il freddo.<\/i><\/p>\n<p>Ma purtroppo, quella sera primaverile, conclusa l&#8217;incessante pioggia che da tempo funestava i suoi giorni, finalmente schiudeva a Pavel i primi colori brillanti dell&#8217;erba e del cielo , i canti degli uccellini poco per volta pi\u00f9 coraggiosi, le voci delle umane genti che uscivano per strada, e Pavel gustava tutto ci\u00f2 con salutare respiro a pieni polmoni dovuto alle scale audacemente salite due gradini alla volta, con attoriale\u00a0<i>nonchalance <\/i>andava\u00a0sfilandosi l&#8217;amata giacca quando&#8230;la cerniera s\u2019incepp\u00f2 a met\u00e0 della corsa.<\/p>\n<p>&#8211; Ma porc,- disse.<\/p>\n<p>Con il capo reclinato tent\u00f2 di risolvere il problema strattonandola con possibile delicatezza ma quella restava immobile. Fece un respiro profondo per allontanare lo stress e prov\u00f2 con ottimismo una mossa pi\u00f9 energica ma di nuovo, nulla accadde. Rientrato in casa, si sfil\u00f2 la giacca\u00a0ed inizi\u00f2 a studiare il problema con lo sguardo di un matematico alla ricerca della dimostrazione di una congettura anche se, in fin dei conti, per fortuna di Pavel Fedel, si trattava semplicemente di una cerniera e le possibili cause si potevano contare sulle dita di una mano. Forse qualche filo, qualche capello, qualcosa di varia natura si era impigliato? Forse si era storta, piegata in qualche modo? Allung\u00f2 lo sguardo sulla giacca e la scrut\u00f2 atomo dopo atomo. La cerniera era perfetta. Concludeva dunque, il sommo Pavel Fedel, che nulla stava ostruendo il suo percorso\u00a0e che quindi essa\u00a0poteva scorrere senza problemi, cos\u00ec come aveva fatto finora, si era dunque trattato di un piccolo incidente di percorso. Fiducioso, afferr\u00f2 la zip e mentre con una mano teneva la giacca, con l&#8217;altra tir\u00f2 verso di s\u00e9 con una certa determinazione. La cerniera non si mosse neanche di un millimetro.<\/p>\n<p>-Ma porc,- ripet\u00e9, pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>Decise quindi di\u00a0cenare per distrarsi un po&#8217;, ma il sollievo fu breve perch\u00e9 mentre mangiava con meccanica voracit\u00e0 tenendo gli occhi spalancati e pazzi fissi sul nulla, si arrese al ricatto della sua mente che non faceva altro che ripetere possibili soluzioni per sbloccare quella maledetta cerniera. Estenuato si alz\u00f2 di scatto per tornare dalla giacca.\u00a0Essa naturalmente era sempre l\u00ec, distesa sul letto, mal funzionante eppur bellissima, e Pavel Fedel la contemplava,\u00a0masticando nervosamente, con uno sguardo che lo faceva sembrare un po&#8217; uno stupido. Poi and\u00f2 a lavarsi le mani e cos\u00ec si vide nello specchio. Percep\u00ec la sua immagine come un cattivo presagio, senza sapere di che cosa e perch\u00e9. Tornato in camera borbott\u00f2 come un dottore <i>allora cosa c&#8217;\u00e8 che non va, vediamo<\/i>, misurando con gli occhi la giacca. Ma come gi\u00e0 chiarito, non c&#8217;erano tante strade da provare, se non tirare, tirare, tirare, prima su, poi gi\u00f9, poi di nuovo su, a due mani, su e poi gi\u00f9, tenendola ferma col ginocchio, poi girandola al contrario, soffiando sulla zip, indossandola e riprovando le diverse mosse, su e poi gi\u00f9, togliendosela e ricominciando da capo, cambiando le dita utilizzate, invertendo la posizione delle mani\u2026 La cerniera non faceva un passo. Sconfortato decise quindi di arrendersi, l&#8217;indomani avrebbe riprovato,\u00a0<i>forse al mattino sar\u00f2 pi\u00f9 fresco e magari\u2026 <\/i>Alle prime luci dell&#8217;alba apr\u00ec gli occhi e una sensazione sgradevole e misteriosa lo assal\u00ec. <i>Che cosa c&#8217;\u00e8 che non va, che cosa c&#8217;\u00e8 che non va&#8230;<\/i>la giacca, ricord\u00f2. Si rigir\u00f2 nel letto per qualche minuto, tentando di riaddormentarsi ma non riusciva a non pensare a quella cerniera inceppata e cos\u00ec, fortuitamente, gli venne la pi\u00f9 semplice e corretta delle intuizioni : portarla in sartoria.<\/p>\n<p>A quel punto si riaddorment\u00f2.<\/p>\n<p>La ragazza che lavorava l\u00ec era antipatica ma efficiente. Si mise subito all&#8217;opera davanti al povero Pavel Fedel che non si esimeva da acidi commenti come<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><i> cos\u00ec ho gi\u00e0 provato<\/i> oppure <i>attenta a non rovinarla tirando cos\u00ec forte <\/i>ma imperterrita quella non si faceva\u00a0condizionare e per dieci buoni minuti furono entrambi completamente immersi nel magico mondo della cerniera inceppata.<\/p>\n<p>Quando poi anche lei si arrese dicendo con voce sgradevole :- Boh, non si riesce \u00e8 rotta, non so che fare.-, Pavel Fedel,\u00a0 risvegliatosi di colpo, quasi spaventato, lanci\u00f2 un&#8217;occhiata feroce alla ragazza, afferr\u00f2 la sua giacca e senza nemmeno dire grazie usc\u00ec dal negozio, sbattendo la porta.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Sfortuna volle poi che piovesse e Pavel Fedel fosse uscito senza un ombrello. La giacca l&#8217;avrebbe potuto magnificamente coprire ma, cosa pazzesca, per un istante Pavel Fedel si dimentic\u00f2 di tutta quella faccenda e ingenuamente mise le mani sulla cerniera per aprirla e infilarsela. Fu sufficiente tirare una volta all&#8217;ingi\u00f9 per rinfrescargli la memoria e farlo urlare come un pazzo dalla rabbia, spaventando i passanti. Correndo in direzione di casa, si ritrov\u00f2 casualmente a passare davanti al negozio in cui aveva comprato quella giacca e cos\u00ec\u00a0 decise di entrare per esporre direttamente a loro il suo problema, stupito per non averci pensato prima. Il negozio era pieno di clienti ma Pavel Fedel non si cur\u00f2 di essi e, ancora sulla porta, url\u00f2 semplicemente : &#8211; Ho bisogno di una mano! &#8211; cos\u00ec tutti, clienti e commessi si voltarono verso di lui, pensando che qualcuno si fosse sentito male.<\/p>\n<p>-\u2026per via di questa giacca.- aggiunse a bassa voce. Un commesso lo gel\u00f2 con lo sguardo e gli disse di attendere il suo turno. L\u2019attesa fu per Pavel Fedel angosciante. Egli non era infatti abituato ad aspettare, o perlomeno ad aspettare con le mani in mano. In genere, se proprio accadeva di dover aspettare qualcosa o qualcuno, tentava di impegnare il tempo dedicandosi alla risoluzione di qualche problema, di qualsiasi natura esso potesse essere, lavorativo, filosofico, matematico, sentimentale. Ma in quel momento la cerniera non lasciava spazio a nient\u2019altro,\u00a0ecco quanto la sua apparente banalit\u00e0 lo infastidiva!\u00a0Per non restare quindi l\u00ec a far niente, si trov\u00f2 un angolo un po\u2019 appartato del negozio e riprese a trafficare, non prima di aver scomposto un&#8217;altra volta il problema in tutte le sue pi\u00f9 piccole parti ma qui di parti ce n\u2019era ben poche, una cerniera bloccata!<\/p>\n<p>Era ormai un po\u2019 troppo vicino alla disperazione, quando azzard\u00f2 un maldestro tentativo e appoggi\u00f2 il ginocchio su di un cubo su cui doveva esserci stato un manichino, mise una met\u00e0 della giacca sotto il suo ginocchio, con la mano sinistra la distese di modo da avere la cerniera il pi\u00f9 verticale possibile e con la destra inizi\u00f2 a tirare con grande forza.\u00a0Purtroppo per\u00f2 la sua mano destra era sudata e scivolosa e all&#8217;improvviso perse la presa, cos\u00ec mano e braccio scattarono all\u2019indietro, malauguratamente colpendo in piena faccia un bambino che, stufo di aspettare la mamma\u00a0 si era incuriosito dall\u2019attivit\u00e0 di Pavel Fedel e si era avvicinato a lui. Questo venne colpito cos\u00ec violentemente da Pavel Fedel che per qualche istante non pianse nemmeno, stordito dall&#8217;accaduto.<\/p>\n<p>-Oh scusa, scusa, scusa, &#8211; sussurr\u00f2 cento volte il mortificato Pavel Fedel con lo sguardo implorante che significava<i> non piangere,\u00a0<\/i>ma quello in men che non si dica si riemp\u00ec i polmoni e strill\u00f2 con tutta la forza che aveva in corpo, sembrando una bestia proveniente da un altro mondo. La madre in un balzo era gi\u00e0 l\u00ec, seguita dal commesso che la stava servendo e Pavel Fedel si scus\u00f2 subito dicendo che, appunto, era stato un incidente, stava cercando di aprire la sua giacca, non aveva visto il bambino, non l\u2019aveva certo colpito volontariamente, se per\u00f2 il bambino non si fosse messo a curiosare in giro non sarebbe accaduto nulla&#8230;la madre lo incener\u00ec con lo sguardo e lui tacque.<\/p>\n<p>&#8211; Venga con me, prego, &#8211; ringhi\u00f2 a bassa voce il commesso, indicando come un vigile la direzione da seguire e Pavel Fedel, obbediente, lo segu\u00ec.<\/p>\n<p>&#8211; Allora, mi dica, in che cosa la posso essere utile? &#8211; domand\u00f2 il commesso e Pavel Fedel espose il problema, con una prosa violenta e concitata. Quella giacca era la sua preferita, l\u2019ha comprata l\u00ec, ha provato in tutti i modi (fu molto minuzioso nella descrizione degli stessi), \u00e8 andato in una sartoria evidentemente poco capace, insomma, il problema \u00e8 da poco ma non si riesce a risolvere, che cosa si pu\u00f2 fare?<\/p>\n<p>L\u2019assenza di rughe data dalla giovane et\u00e0 del commesso venne subito meno\u00a0 e i suoi occhi prima del tutto disinteressati divennero increduli.<\/p>\n<p>&#8211; Bene, mi dia la giacca, provo io,- disse, celando a fatica un sorriso derisorio.<\/p>\n<p>&#8211; Certo, stia ben attento, mi raccomando, come le dicevo \u00e8 la mia giacca\u2026- si zitt\u00ec, vedendo che il commesso lo fissava avidamente e stupidamente.<\/p>\n<p>&#8211; Faccia pure- aggiunse infine, sospirando.<\/p>\n<p>Ma purtroppo neanche il commesso riusc\u00ec nel miracolo, la cerniera infatti non si muoveva. Chiam\u00f2 addirittura un collega ma nemmeno l\u2019unione delle loro forze serv\u00ec a qualche cosa.<\/p>\n<p>&#8211; Forse qualcuno di pi\u00f9 competente,- si azzard\u00f2 a dire Pavel Fedel, &#8211; Forse il vostro capo, magari lui pu\u00f2 individuare il problema.-<\/p>\n<p>-Sono io il capo- si sent\u00ec rispondere con tono acido e superbo da uno dei due commessi. Fece un segno di insoddisfatto assenso e rivolse lo sguardo ed una totale attenzione alla giacca, mentre loro riprendevano a lavorarci su, ripetendo sempre gli stessi tentativi, alcuni pi\u00f9 raffinati e altri pi\u00f9 grossolani.<\/p>\n<p>&#8211; Senta, non si aggiusta, \u00e8 proprio rotta questa cerniera, non si pu\u00f2 fare nulla- disse infine il capo, porgendogli la giacca con malcelato nervosismo.<\/p>\n<p>&#8211; Ma che cos&#8217;ha di rotto, almeno me lo pu\u00f2 dire? &#8211; domand\u00f2 lui supplichevole.<\/p>\n<p>Il capo del negozio, forte di un&#8217;esperienza\u00a0lavorativa ventennale, intu\u00ec dagli occhi di Pavel Fedel che quello faceva sul serio e gli diede allora una minuziosa risposta:- \u00c8 una cerniera difettosa.<\/p>\n<p>&#8211; Ma io non posso andarmene senza la mia giacca! \u00c8 la mia giacca, non posso non metterla! &#8211; sbott\u00f2 Pavel Fedel.<\/p>\n<p>&#8211; Certo, infatti noi,- ma lui inspirando forte ad occhi chiusi alz\u00f2 la mano verso di loro in segno di alt e riprese a parlare con tono cattedratico.<\/p>\n<p>&#8211; L\u2019ho comprata qui da voi e voi mi dovete garantire un prodotto e questa mia giacca che ora non funziona non \u00e8 un prodotto che mi state garantendo, quindi ora dovete fare qualcosa!- .<\/p>\n<p>&#8211; Ma signore senta, \u00e8 solo una giacca e se si \u00e8 rotta,- prov\u00f2 timidamente a inserirsi nel discorso l\u2019altro commesso con voce imbarazzata.<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 la mia giacca porca puttana! Voglio la mia giacca!-<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>esplose e sbatt\u00e9 un pugno sul bancone del negozio, attirando gli sguardi di tutti i clienti del negozio. Pavel Fedel era ormai completamente fuori di s\u00e9, aveva lo sguardo ancora pi\u00f9 allucinato ed un respiro rapido e faticoso.<\/p>\n<p>&#8211; Aspetti un attimo qui, prego- disse il capo senza scomporsi e scomparve dietro una tenda. Torn\u00f2 qualche istante dopo con una giacca identica alla sua, gliela porse e sorridendo gli disse: &#8211; Tenga, gliela regaliamo noi, scusandoci per il disservizio.-<\/p>\n<p>Pavel Fedel, sotto gli occhi di tutti, in un congelato silenzio, come un critico d&#8217;arte di fronte ad un&#8217;opera\u00a0 sconosciuta, scrut\u00f2 la giacca da sotto a sopra, dentro e fuori, test\u00f2 il funzionamento della cerniera, e concluse che nel complesso quella giacca era in tutto e per tutto identica alla sua. Quindi disse ad un pubblico dal fiato sospeso- Va bene, grazie,- e, di nuovo, senza nemmeno degnare di uno sguardo il commesso, il capo, il bambino ferito, la sua vecchia giacca, usc\u00ec dal negozio, a cuor contento.<\/p>\n<p>Non stupitevi se Pavel Fedel non era cos\u00ec pazzo da voler esclusivamente la <i>sua <\/i>giacca! Una giacca identica a quella per lui andava comunque bene, semplicemente voleva quel modello, una giacca nera, liscia, impermeabile, con il collo alto anti-vento, ecco quello che desiderava e finalmente, dopo erculei sforzi cognitivi e sociali, questo era riuscito ad ottenere. Era tardo pomeriggio, il tanto agognato sole si lasciava intravedere fra le nuvole e\u00a0 a passi ampi e rapidi il giovane Pavel Fedel camminava verso casa con il sorriso sul volto, l&#8217;animo quieto, la giacca sotto il braccio. Poi, una goccia di pioggia gli cadde sul naso.<\/p>\n<p>&#8211; Oh oh, &#8211; disse fra s\u00e9 e s\u00e9, e si ferm\u00f2 per infilarsi la giacca, assaporandone l\u2019odore di nuovo che essa emanava, le sue pieghe ancora cos\u00ec diritte e innaturali,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>essendo il suo vecchio modello un lontano e dimenticato ricordo. Un braccio di qua, uno di l\u00e0 e poi, ormai giunto a met\u00e0 corsa, il destino volle un&#8217;altra volta mettere alla prova Pavel Fedel: la cerniera si incepp\u00f2 nuovamente, nello stesso identico punto dell\u2019altra giacca.<\/p>\n<p>&#8211; Non ricominciamo,- piagnucol\u00f2 nervoso, provando quindi a sbloccarla ma, come prevedibile per la riuscita di questa storia, non ci riusc\u00ec. L\u2019apice della disperazione pi\u00f9 disperata e pi\u00f9 nera era stato raggiunto: fuori di s\u00e9 si sfil\u00f2 con veemenza la giacca, finendo per togliersi \u00a0involontariamente anche la maglia e la maglietta che aveva sotto di essa, tutto ci\u00f2 proprio nel momento in cui passavano di l\u00ec la mamma del povero bambino che era stato colpito nel negozio e\u00a0il bambino stesso, ancora stordito per la botta ricevuta. Questi, trovandoselo di fronte seminudo e delirante, piantarono un urlo e presero a correre allontanandosi da lui. Pavel Fedel li vide scappare ma era oramai cos\u00ec intontito dalla situazione che\u00a0<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>quasi non li riconobbe e comunque non seppe n\u00e9 pensare n\u00e9 dire nulla. L&#8217;unica azione che riusc\u00ec ad intraprendere fu quella di correre anche lui, ma verso il negozio della giacca, accecato da una rabbia incontrollabile. Giunto a destinazione spalanc\u00f2 la porta e, mezzo nudo com\u2019era, grid\u00f2 con voce stridula e pazza: &#8211; La cerniera! la cerniera! &#8211;<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Con occhi imploranti mostrava la giacca a chi gli rivolgeva uno sguardo , senza saper distinguere commessi da clienti.<\/p>\n<p>&#8211; La cerniera! La cerniera! &#8211; ripeteva, senza sapere aggiungere altro.<\/p>\n<p>-Adesso basta, se ne vada! &#8211; gli url\u00f2 il capo del negozio mentre minaccioso gli veniva incontro insieme ad un commesso. Pavel Fedel lo vide e gli sorrise istericamente.<\/p>\n<p>&#8211; Ma la mia cerniera non funziona di nuovo! Guardi, guardi!- prov\u00f2 a giustificarsi, tentando di afferrare la cerniera fra quel miscuglio di giacca, maglietta, maglione che aveva fra le mani.<\/p>\n<p>&#8211; Se ne vada, lei \u00e8 fuori di testa!- gli ripet\u00e8, buttandolo fuori dal negozio. Pavel Fedel\u00a0 non prov\u00f2 a rientrare l\u00ec dentro ma nemmeno se ne and\u00f2 subito, rest\u00f2 invece diversi minuti l\u00ec davanti, completamente immobile, con uno sguardo ottuso rivolto verso il marciapiede, inebetito da quell\u2019ammasso di pensieri che lo attanagliavano.\u00a0 Poi, d&#8217;improvviso, come chiaritosi con se stesso,\u00a0 alz\u00f2 la testa con lentezza e lasci\u00f2 cadere giacca, maglia e maglietta a terra. Quindi si incammin\u00f2 a passi lenti verso casa,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>dimenticandosi di assaporare l&#8217;aria calda di primavera, di sentire il sole che alla fine l&#8217;aveva spuntata sulla pioggia, di notare le gemme che si schiudevano da aborti di potature comunali, di ammirare qualche gabbiano che volava con fierezza. Tutto ci\u00f2 era invisibile ai sensi di Pavel Fedel che proseguiva inesorabile, sotto gli occhi della gente che lo osservava, stranita dal suo sguardo e dal suo audace abbigliamento.<\/p>\n<p>E fu cos\u00ed che, una volta arrivato a destinazione, salite le scale a due a due , entrato in casa, chiusa a chiave la porta, prese da un cassetto un taccuino e una matita, and\u00f2 a sedersi sul divano della cucina, inizi\u00f2 a scrivere qualcosa il cui titolo era <i>La mia terribile storia a cui nessuno crede<\/i>,<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>e non usc\u00ec mai pi\u00f9.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34773\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34773\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era una sera straordinariamente fresca per essere primavera e per questo Pavel Fedel aveva ancora indosso la sua giacca mentre rincasava. A dire il vero c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra ragione per la quale il giovane Pavel Fedel portava quella giacca ed era che quello era il suo indumento preferito. Non aveva nulla di particolare, era nera, liscia, [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34773\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34773\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":15946,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-34773","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34773"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/15946"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34773"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34773\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34863,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34773\/revisions\/34863"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34773"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34773"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34773"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}