{"id":34770,"date":"2018-05-03T17:23:18","date_gmt":"2018-05-03T16:23:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34770"},"modified":"2018-05-03T17:23:18","modified_gmt":"2018-05-03T16:23:18","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-una-pioggia-di-aghi-di-pino-di-gaetano-lamberti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34770","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Una pioggia di aghi di pino&#8221; di Gaetano Lamberti"},"content":{"rendered":"<p>\u201cSe ci separ\u00f2 nella vita il destin\u2026 anche se lontani noi saremo vicin\u2026\u201d canticchi\u00f2 la signora Nunziata Gagliardi con la sua bocca sottile.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Era seduta a busto dritto sul sedile arancione della metropolitana e attendeva, placida, suo nipote Antonino. Tra le mani tozze e callose, un po\u2019 artritiche, e il pollice destro calzato da un ditale, teneva un panno di lino e con un filo bianco, inserito nella cruna di un piccolo ago argentato, ricamava ghirigori che avrebbero poi formato la chioma del bambin Ges\u00f9. Nunziata indossava una lunga camicia da notte bordata da merletti, i piedi bianchi scalzi poggiavano sul linoleum del vagone. Non si era guardata allo specchio e ogni qualvolta se ne ricordava, con una mano si aggiustava il ciuffo bianco.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Era un giorno importante ed era troppo, troppo contenta.<\/p>\n<p>\u201c\u2026questo nostro amor \u00e8 grande e non potr\u00e0 morir.\u201d<\/p>\n<p>Non appena le labbra si toccarono per chiudersi e l\u2019ultimo soffio rantoloso si arrest\u00f2 in gola, la metropolitana rallent\u00f2 fino a fermarsi. La vecchietta poggi\u00f2 il panno sulle gambe, infil\u00f2 delicatamente l\u2019ago tra due lembi, passandosi la mano tra i capelli se li acconci\u00f2 per l\u2019ultima volta, e attese che quelle due portiere scorrevoli si aprissero.<\/p>\n<p>Al rumore soffiato della loro apertura, anche un piccolo soffietto al cuore si fece sentire. Prima dei rintocchi allarmati, poi il silenzio di alcuni istanti e infine, alla sua vista, ancora quel rullare forte.<\/p>\n<p>Antonino era un giovane di nemmeno trent\u2019anni, labbra carnose fiorite in una radura di barba scura, occhi di bosco con uno sguardo smarrito di chi non conosce cosa accadr\u00e0 il secondo entrante. Con lui entr\u00f2 anche il vento di quella corsa che si intrufol\u00f2 tra le dita della vecchietta ghiacciandole le caviglie.<\/p>\n<p>Senza che nessuno li vedesse, e chi poteva vederli?, i piccoli occhi di Nunziata si riempirono di lacrime. Antonino divenne cos\u00ec una figura evanescente, quasi volesse scomparire ancora. La vecchietta allora, con gesti maldestri, prese il fazzoletto di stoffa che aveva custodito nel reggipetto e strofin\u00f2 via le lacrime. Il panno di lino ricamato cadde a terra, sopra i suoi piedi.<\/p>\n<p>Antonino quando finalmente fu dentro la metropolitana, vide solo il capo di quella anziana signora che a stento riusciva a piegarsi. Cos\u00ec, da gentiluomo, si avvicin\u00f2 a passo svelto e si chin\u00f2 per raccogliere il panno.<\/p>\n<p>\u201cCi penso io, non si preoccupi\u2026 ecco, tenga.\u201d<\/p>\n<p>Il giovane allung\u00f2 la mano, porgendo il panno a Nunziata, e cos\u00ec si guardarono per la prima volta in quel giorno.<\/p>\n<p>\u201cOh, sto sognando\u2026\u201d disse Antonino, incredulo di star guardando dritto negli occhi la sua nonna.<\/p>\n<p>\u201cNipote mio, tu sei un sogno!\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa siete veramente voi?\u2026 nonnina.\u201d<\/p>\n<p>La nonna, quale cara compagna era stata per lui. Quante volte erano stati vicini, seduti sulle seggiole di paglia intrecciata, con un plaid bruciacchiato poggiato sulle gambe e i piedi sul braciere che bisognava far attenzione per evitare di scottarsi. Nonna Nunziata, con quella pelle ancora morbida, gli occhi gentili ed innocenti, e quell\u2019aurea di donna saggia la rendevano una creatura senza et\u00e0 che riusciva a trovar affiatamento anche con un giovane come Antonino.<\/p>\n<p>\u201cNon mi riconosci?\u201d gli chiese Nunziata.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, s\u00ec, certo che vi riconosco\u201d rispose lui, ma come poteva esprimergli il suo stupore nel vederla, sapendo che la nonna era morta ormai da un bel po\u2019 di anni.<\/p>\n<p>\u201cQuanto sei bello!\u201d<\/p>\n<p>\u201cAnche voi lo siete\u2026 ma che ci fate qui?\u201d<\/p>\n<p>Antonino si guard\u00f2 intorno e solo in quel momento si accorse che la metropolitana era vuota, i vagoni erano sgomberi di persone. C\u2019erano solo lui e nonna Nunziata.<\/p>\n<p>\u201cSto cercando il nonno\u2026\u201d gli rispose, piegando il panno di lino e riponendolo in una sporta di stoffa.<\/p>\n<p>\u201cIl nonno?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, stamattina \u00e8 uscito di casa presto e ha scordato di prendere la coppola\u2026 vedi ce l\u2019ho qui.\u201d<\/p>\n<p>E dalla stessa sporta tir\u00f2 fuori la coppola grigia del nonno. Se la ripose sulle gambe e l\u2019accarezz\u00f2 come fosse la testa di bambino del nipote. Antonino allora si sedette al suo fianco e, poggiandole una mano sulla spalla, cerc\u00f2 il modo di dirglielo.<\/p>\n<p>\u201cNonna\u2026 nonno Antonio non c\u2019\u00e8 pi\u00f9\u2026 \u00e8 morto!\u201d<\/p>\n<p>Gli strinse le dita sulla spalla<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>per trasmetterle quella notizia senza troppo dolore. Nunziata smise di guardarsi i piedi nudi e si volt\u00f2 verso il nipote, ma lasciando che i suoi occhi si perdessero per qualche istante in cerca della verit\u00e0 nella nube dei suoi pensieri.<\/p>\n<p>\u201cOh\u2026\u201d sospir\u00f2. \u201cE dove l\u2019hanno seppellito?\u201d<\/p>\n<p>\u201cAccanto a\u2026 dove siete anche\u2026\u201d<\/p>\n<p>Antonino incespicava con le parole e Nunziata con la testa gli intimava di proseguire.<\/p>\n<p>\u201cNiente, niente nonna\u2026 \u00e8 al cimitero dove sono anche tutti i vostri parenti.\u201d<\/p>\n<p>\u201cMi accompagni?\u201d gli domand\u00f2 Nunziata.<\/p>\n<p>\u201cAl cimitero? Nonna, ma \u00e8 al paesino dove siete nata! Ci vogliono almeno tre ore di macchina&#8230;\u201d<\/p>\n<p>\u201cPer favore\u2026\u201d<\/p>\n<p>Nunziata guardava il nipote e pian piano spalanc\u00f2 gli occhi, alzando le sopracciglia, osservandolo e andando ben oltre la sua figura, focalizzando immagini che non avevano pi\u00f9 senso per lei e che non si sarebbero mai impresse nei suoi ricordi, come se non ci fosse pi\u00f9 spazio. La mano destra era chiusa a pugno e premeva con le unghie il palmo lasciando delle macchioline rosse.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Antonino, durante gli ultimi anni di vita di nonna Nunziata aveva imparato a non soffrire pi\u00f9 per quelle regressioni comportamentali e a provare solo un\u2019immensa tenerezza. L\u2019ammirava mentre distesa sul letto allungava le braccia, come i bambini, e cercava di afferrare l\u2019aria. Lui immaginava che la nonna potesse vedere cose che lui ancora non poteva vedere. Magari un\u2019aurea magica, colorata, o una distensione dell\u2019atmosfera\u2026 o magari cercava solo di afferrare i suoi ricordi. E poi, quando sembrava che Nunziata con quei comportamenti si stesse allontanando sempre di pi\u00f9 dal mondo terreno, allora Antonino interveniva e le lanciava un\u2019ancora.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>\u201cNonna?\u201d<\/p>\n<p>Gli occhi di Nunziata parvero rianimarsi.<\/p>\n<p>\u201cMi volete bene?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec.\u201d<\/p>\n<p>La mano della vecchietta si distese, lasciando tregua al palmo.<\/p>\n<p>\u201cQuanto mi volete bene?\u201d<\/p>\n<p>Nunziata allarg\u00f2 le braccia.<\/p>\n<p>\u201cTanto, cos\u00ec!\u201d<\/p>\n<p>\u201cVa bene nonna, vi accompagno dal nonno. Fatemi soltanto chiamare a lavoro e\u2026 avvisare mamma e pap\u00e0.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon c\u2019\u00e8 bisogno, vedi siamo arrivati\u2026\u201d<\/p>\n<p>La metropolitana inizi\u00f2 a rallentare ed una voce metallica annunciava: \u201cPROSSIMA FERMATA, CIMITERO DI CASTEL DI SOPRA.\u201d<\/p>\n<p>Antonino non riusc\u00ec a dire null\u2019altro, cerc\u00f2 per un attimo di stupirsi, ma poi pens\u00f2, in fondo, al perch\u00e9 avrebbe dovuto farlo\u2026 accanto a lui c\u2019era la nonna morta, viva.<\/p>\n<p>\u201cAiutami ad alzarmi\u201d gli disse Nunziata.<\/p>\n<p>Il giovane allora mettendosi di fronte a lei, la prese per le braccia e l\u2019aiut\u00f2 a sollevarsi. Con una smorfia di dolore la nonna riusc\u00ec ad alzarsi e mise il suo braccio sotto quello del nipote.<\/p>\n<p>\u201cAndiamo.\u201d<\/p>\n<p>Le porte si aprirono palesando un mondo buio. Su nel cielo la luna sogghignante rischiarava un po\u2019 l\u2019ambiente mostrando uno sterrato con numerose rocce, una dietro l\u2019altra. Antonino strinse forte il braccio a s\u00e9, inchiodando quello di nonna Nunziata.<\/p>\n<p>\u201cNo, no, nonna! Non voglio scendere, non possiamo scendere\u2026 restiamo qui dentro!\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon avere paura\u201d lo canzon\u00f2 Nunziata. \u201cHo<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>una torcia, aiutami a cercarla.\u201d<\/p>\n<p><span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span>La vecchietta lasci\u00f2 il braccio del nipote e apr\u00ec la sporta che reggeva tra le dita artritiche.<\/p>\n<p>\u201cVai, prendila!\u201d gli disse.<\/p>\n<p>E\u2019 tutto un sogno, ripet\u00e9 nella testa. E\u2019 tutto un sogno.<\/p>\n<p>Infil\u00f2 la mano nella borsa di stoffa e dopo aver cercato un po\u2019, afferr\u00f2 la torcia portandosela davanti alla faccia.<\/p>\n<p>\u201cAccendila\u201d intim\u00f2 nonna Nunziata, \u201ce fai luce!\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019accese.<\/p>\n<p>\u201cSono tombe!\u201d<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Antonino non voleva crederci. Davanti a lui, il fascio di luce aveva illuminato quelle che a lui parvero inizialmente delle rocce\u2026 ma su di esse c\u2019erano i nomi e le date di nascita e morte dei defunti.<\/p>\n<p>\u201cL\u00ec! Li!\u201d disse Nunziata indicando un punto davanti a lei. \u201cOra ricordo&#8230; alla fine di questa stradina\u2026 \u00e8 l\u00ec mio marito.\u201d<\/p>\n<p>\u201cNonna, ma voi siete sicura?\u201d<\/p>\n<p>Nunziata nemmeno gli rispose, fu lei a trascinarlo gi\u00f9 dalla metropolitana e cos\u00ec insieme poggiarono i piedi sull\u2019erba argentata di quella notte. Ma non appena il giovane<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0 <\/span>affond\u00f2 il suo piede in quel manto, avvert\u00ec una forte puntura all\u2019avambraccio destro. Si arrest\u00f2 all\u2019istante e chiuse forte gli occhi. La torcia vol\u00f2 via dalla sua mano, ruotando nell\u2019aria e immergendosi silenziosamente in quel mare plumbeo. La nonna si chin\u00f2 immediatamente per recuperarla, con una destrezza che parve tanto strana ad Antonino.<\/p>\n<p>\u201cNon \u00e8 nulla\u2026 ma forse \u00e8 meglio che la tengo io.\u201d<\/p>\n<p>\u201cHo avvertito un dolore qui\u201d disse lui toccandosi il braccio, in quel momento ricoperto dalla manica della giacca.<\/p>\n<p>La vecchietta gli punt\u00f2 il fascio di luce al volto e vide i suoi occhi di bosco impauriti.<\/p>\n<p>\u201cTi stai solo impressionando, forza\u2026 accompagnami.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019aria di quella sera era immobile, non un filo di vento e l\u2019unico rumore udibile erano i loro passi. Nonna Nunziata aveva distanziato Antonino di pochi metri e adesso proseguiva in autonomia. Il giovane osservava i piedi scalzi di lei, spuntare da sotto la camicia da notte bianca, leggermente sporca di terra. Non sembrava nemmeno di lino, ma di una materia liquida che ondeggiava armoniosamente sul corpo della vecchietta. Proseguivano verso l\u2019albero, quell\u2019enorme pino mediterraneo, e la stradina che portava direttamente ad esso sembrava la sua scia. Osserv\u00f2 i piedi della nonna finch\u00e8 non furono sotto al pino e l\u00ec Nunziata allarg\u00f2 le braccia e apr\u00ec il palmo della mano che non reggeva la torcia.<\/p>\n<p>\u201cSembra che stia piangendo\u201d disse lei, alzando la testa verso il cielo.<\/p>\n<p>Gli aghi di pino, copiosi, cadevano al suolo, riempivano il palmo della vecchietta e si posavano sui loro capi e sulle loro vesti.<\/p>\n<p>\u201cNon c\u2019\u00e8 vento, com\u2019\u00e8 possibile?\u201d<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Antonino continuava a grattarsi l\u2019avambraccio e si mise accanto alla nonna attendendo una risposta che non arriv\u00f2. Nunziata, come se nemmeno avesse ascoltato le parole del nipote, illumin\u00f2 una tomba davanti a lei.<\/p>\n<p>\u201cMarito mio\u201d disse in un sussurro, \u201ceccovi!\u201d<\/p>\n<p>Il nipote, per\u00f2, non guardava la tomba di nonno Antonio. Il fascio di luce aveva illuminato, anche se con meno fulgore, la tomba di sua nonna. Mentre leggeva l\u2019epitaffio, scelto dai suoi genitori su un enorme libro delle pompe funebri, avvert\u00ec una pressione al dito indice. Come un piccolo rospo che ti morde il dito, il pulsossimetro si illumin\u00f2 mostrando la percentuale di emoglobina satura di ossigeno. Antonino, quasi per scacciare via davvero quel rospo, tent\u00f2 di rimuoverlo, per scagliarlo il pi\u00f9 lontano possibile. Tutto fu inutile. Il pulsossimetro restava l\u00ec, una cozza inchiodata al suo scoglio. Il giovane ebbe un mancamento, un forte giramento di testa che lo costrinse ad appoggiarsi ad una tomba l\u00ec vicino. Fece giusto in tempo a chiamare la nonna.<\/p>\n<p>Nunziata si precipit\u00f2 su di lui, poggiandogli una mano al petto.<\/p>\n<p>\u201cCuore mio.\u201d<\/p>\n<p>Antonino alz\u00f2 la mano per mostrarle il dito, gli occhi che sbandavano richiamando la pace.<\/p>\n<p>\u201cRespira,\u201d disse Nunziata cercando di rassicurarlo, \u201crespira e resta qui\u2026 riposati.\u201d<\/p>\n<p>\u201cChe mi sta succedendo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cShhh! Non \u00e8 nulla\u2026\u201d<\/p>\n<p>Ma gli occhi della vecchietta la tradivano. In quella notte buia, oltre alla luna, erano l\u2019unica cosa luminosa.<\/p>\n<p>\u201cNonna, voi siete morta!\u201d<\/p>\n<p>\u201cShhh!\u201d<\/p>\n<p>\u201cQuella \u00e8 la vostra tomba, nonna, siete morta!\u201d<\/p>\n<p>Adesso anche il viso di Nunziata brill\u00f2 delle sue lacrime, cadute gi\u00f9 come gli aghi di pino.<\/p>\n<p>\u201cNon avrei mai voluto doverti cercare\u2026 mai avrei voluto smettere di riposare in pace per doverti cercare, e poi trovare per portarti qui\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 un sogno nonna, SIETE MORTA!\u201d la voce di Antonino fu assorbita dall\u2019aria per scoppiare come una bomba e poi disperdersi di nuovo nel silenzio.<\/p>\n<p>\u201cMagari lo \u00e8!\u201d gli disse, \u201cma \u00e8 un sogno dove non trovo pace. Non la trovo perch\u00e9 tu non ce l\u2019hai.\u201d<\/p>\n<p>Come mille formiche, decine di fili bianchi, alle cui estremit\u00e0 erano attaccati degli elettrodi, fuoriuscirono dal colletto della camicia di Antonino per arrampicarsi sulla nuca, sulla faccia, per arrivare alle tempie ed agganciarsi al cranio, adesso bagnato di una sostanza viscida.<\/p>\n<p>\u201cAiutatemi, per favore, nonna! Vi prego\u2026\u201d<\/p>\n<p>Antonino cercava le mani della nonna, e lei lo aiut\u00f2 nel trovarle. Nonna Nunziata butt\u00f2 via la torcia, oscurando il volto del nipote, ma facendo brillare una lapide bianca, senza nome e senza epitaffio.<\/p>\n<p>\u201cCuore mio, shhh\u2026 \u00e8 quasi finita.\u201d<\/p>\n<p>Sulla gola del giovane si form\u00f2 un taglio, nel quale si infil\u00f2 con forza una cannula tracheostomica, emersa anch\u2019essa dal colletto della camicia. Antonino voleva urlare, chiedere ancora aiuto, ma l\u2019aria espirata si spegneva all\u2019interno dell\u2019apertura della tracheotomia, senza passare attraverso le corde vocali. Adesso aveva solo i suoi occhi, aggrappati a quelli di nonna Nunziata.<\/p>\n<p>Con le piccole dita artritiche la vecchietta inizi\u00f2 a sbottonare la giacca di suo nipote. Gentilmente gliela tolse e la gett\u00f2 nell\u2019erba. Poi gli tolse la camicia. Una flebo era attaccata al polso di Antonino, il suo tubicino era attorcigliato all\u2019avambraccio come l\u2019edera. Sul torace e su tutto il corpo centinaia di altri fili e di elettrodi, come una macchina anatomica che mostrava il suo massiccio sistema artero-venoso. Nonna Nunziata l\u2019aiut\u00f2 a sollevarsi dalla tomba a cui si era poggiato e lo fece distendere a terra.<\/p>\n<p>\u201cE\u2019 quasi finita\u201d gli sussurr\u00f2 all\u2019orecchio. \u201cSono quasi quattro anni che ti cerco, mi sei sempre sfuggito\u2026 solo adesso ti ho trovato, amore mio. Non ce la fai pi\u00f9 e ti sei fatto trovare\u2026 nemmeno io ce la faccio pi\u00f9. Ho il cuore a pezzi. Io sto bene amore mio, non provo alcun dolore\u2026 ho dovuto fingere per farti arrivare qui. Ecco, nemmeno tu sentirai pi\u00f9 nulla\u2026 \u00e8 finita.\u201d<\/p>\n<p>Dal silenzio emerse il suono di un elettrocardiogramma, dei piccoli suoni ripetuti con costanza.<\/p>\n<p>\u201cChiudi gli occhi, adesso. Non sentirai pi\u00f9 nulla!\u201d<\/p>\n<p>Nonna Nunziata, con estrema grazia, gli tolse la flebo e distric\u00f2 quella matassa di fili e tubi. Stacc\u00f2 gli elettrodi dal torace e dalla testa.<\/p>\n<p>\u201cBravo, amore mio, tienili chiusi, cos\u00ec! Shhh.\u201d<\/p>\n<p>I suoni dell\u2019elettrocardiogramma rallentarono, diventando sempre pi\u00f9 radi. Nonna Nunziata si distese accanto al nipote, sotto quella pioggia di aghi di pino, e lo abbracci\u00f2.<\/p>\n<p>\u201cSe ci separ\u00f2 nella vita il destin\u2026 anche se lontani noi saremo vicin\u2026\u201d<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>La nonna gli tolse la cannula dalla trachea e la piccola ferita si rimargin\u00f2 all\u2019istante.<\/p>\n<p>\u201c\u2026questo nostro amor \u00e8 grande e non potr\u00e0 morir.\u201d<\/p>\n<p>Il suono dell\u2019elettrocardiogramma divenne uno e prolungato, perdendosi tra i labirinti di quel cimitero che aveva appena donato la pace ad un giovane uomo.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34770\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34770\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSe ci separ\u00f2 nella vita il destin\u2026 anche se lontani noi saremo vicin\u2026\u201d canticchi\u00f2 la signora Nunziata Gagliardi con la sua bocca sottile.\u00a0 Era seduta a busto dritto sul sedile arancione della metropolitana e attendeva, placida, suo nipote Antonino. Tra le mani tozze e callose, un po\u2019 artritiche, e il pollice destro calzato da un [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34770\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34770\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":11488,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-34770","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34770"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11488"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34770"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34770\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34861,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34770\/revisions\/34861"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34770"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34770"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34770"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}