{"id":34726,"date":"2018-05-02T16:07:52","date_gmt":"2018-05-02T15:07:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34726"},"modified":"2018-05-02T16:07:52","modified_gmt":"2018-05-02T15:07:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-il-diapason-di-elisa-de-leonardis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34726","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Il diapason&#8221; di Elisa De Leonardis"},"content":{"rendered":"<p>Attingesti dal fuoco una fiamma &#8211; gi\u00e0 pregustavi l\u2019aroma del tabacco, gli occhi socchiusi nel pensiero di lei &#8211; quando un calore improvviso ti avvolse in un bagliore di luce, che frantum\u00f2 il silenzio della trincea.<\/p>\n<p>Un dolce rosso tepore ti riemp\u00ec la bocca scendendo in un rivolo sul mento, irto della barba di due giorni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ettore deglut\u00ec.<\/p>\n<p>Sollev\u00f2 gli occhi dall\u2019ovale della foto &#8211; il prozio bersagliere con la chioma nera spiovente sul cappello &#8211; poi allung\u00f2 lo sguardo verso il viale, una giovane donna avanzava di fretta, i mocassini incespicavano sulla ghiaia irregolare.<\/p>\n<p>\u201cIl treno \u00e8 partito in ritardo e a catena ho perso le coincidenze!\u201d disse lei rivolta ai due operai, quando giunse a pochi metri da loro.<\/p>\n<p>\u201cNe avremo da lavorare per tutta la giornata per queste due tombe, signorina\u201d rispose l\u2019operaio pi\u00f9 basso e tarchiato, mentre con la mazzetta in mano continuava a picchiare contro il marmo.<\/p>\n<p>L\u2019altro operaio, pi\u00f9 alto e magro, venne fuori con un balzo dallo scavo, indossava un maglione infeltrito dalla polvere su una camicia a quadri, i pantaloni spinati un po\u2019 corti scoprivano robuste calze di lana.<\/p>\n<p>\u201cPiacere, sono Ettore, il nipote di Michele, il bersagliere\u201d disse porgendo la mano alla ragazza, appena lei li raggiunse.<\/p>\n<p>Emma non si era accorta di lui, vide un uomo giovane, in completo scuro, una sciarpa anch\u2019essa scura serrata intorno al collo.<\/p>\n<p>\u201cMi chiamo Emma\u201d disse corrispondendo al saluto \u201csono la nipote di Agnese\u201d.<\/p>\n<p>Si ravvi\u00f2 i lunghi capelli rossi raccolti alla nuca da una fascia a fiori che scopriva un incarnato rosa porcellana, un giaccone di pelle troppo largo beccheggiava sulle spalle esili.<\/p>\n<p>\u201cAugusto, dammi una mano a spostare questa lastra di marmo\u201d chiese l\u2019operaio pi\u00f9 tarchiato a quello pi\u00f9 alto.<\/p>\n<p>Si posizionarono ai due capi della lapide e ad un tacito segno di assenza la sollevarono insieme, deponendola a terra su quattro sassi.<\/p>\n<p>Emma abbass\u00f2 lo sguardo ed incroci\u00f2 quel volto di tre quarti, florido nei suoi antichi vent\u2019anni, i capelli raccolti in un morbido chignon, qualche riccio non domato dal pettine solleticava la nuca, la camicetta era turgida come i seni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La gallina cuoceva per il brodo della puerpera, le donne di casa concitate si alternavano per darti conforto, gli uomini anziani da basso a fumare, quelli giovani in guerra.<\/p>\n<p>I teli bianchi ed i catini con l\u2019acqua scaldata sul fuoco, la levatrice china sulla porta del mondo, paonazza ed imperlata di sudore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quando portarono in superficie la bara della bisnonna, Emma ebbe un moto di disgusto misto a compassione, di raccapriccio e di tenerezza.<\/p>\n<p>Il mandorlo al di l\u00e0 del muro di cinta mostrava gi\u00e0 i primi boccioli, una coppia di germani si rincorreva nelle fughe d\u2019amore.<\/p>\n<p>Emma conosceva poco di lei, in casa avevano sempre evitato l\u2019argomento, cantava l\u2019opera, nubile, morta di parto, la sua piccola orfana portata lontano, dagli zii torinesi.<\/p>\n<p>Ettore le propose di fare due passi, camminavano in silenzio nel viale dei cipressi, il sole di marzo incostante si insinuava tra le fronde, illuminando a tratti spicchi di strada.<\/p>\n<p>\u201cViene da lontano?\u201d chiese Ettore, sfiorandosi il mento fresco di rasatura.<\/p>\n<p>\u201cDa Torino\u201d, rispose Emma, \u201cla mia famiglia vive l\u00ec da almeno due generazioni\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE lei?\u201d chiese Emma, mentre frugava nella borsa.<\/p>\n<p>Ettore non rispose, finch\u00e9 Emma non si volt\u00f2 verso di lui.<\/p>\n<p>Lasci\u00f2 perdere la borsa, infil\u00f2 le mani in tasca e gli chiese \u201cLei vive qui a Pistoia?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo a Roma, da tanti anni, ho studiato l\u00ec\u201d, rispose lui.<\/p>\n<p>Emma pass\u00f2 minuziosamente le mani tra i capelli, finch\u00e9 trov\u00f2 un piccolo nodo, lo port\u00f2 come un trofeo davanti agli occhi ed inizi\u00f2 a districarlo con devozione, come una catenina d\u2019oro, quella sottile sottile della prima comunione, quando si annoda sul comodino.<\/p>\n<p>\u201cStudio anch\u2019io\u201d disse Emma- \u201cal conservatorio, suono il pianoforte\u201d.<\/p>\n<p>Il sole si era fatto pi\u00f9 caldo, ed Ettore allent\u00f2 la sciarpa sul collo, scoprendo il colletto da sacerdote.<\/p>\n<p>Emma port\u00f2 avidamente una sigaretta alle labbra un po\u2019 screpolate ma carnose, pigi\u00f2 pi\u00f9 volte l\u2019accendino con la mano destra, la sinistra a scudo del vento.<\/p>\n<p>Appena la fiamma color\u00f2 di tenue rossore un angolo del tabacco, aspir\u00f2 profondamente sollevando le spalle, cos\u00ec che il verde muschio dell\u2019abito di velluto avanz\u00f2 per un buon palmo dall\u2019orlo del giaccone.<\/p>\n<p>Avrebbe voluto scomparirci dentro.<\/p>\n<p>La sagoma del suo corpo apparteneva solo a se stessa da quando il suo ventre &#8211; silenzioso e caparbio &#8211; aveva iniziato a crescere.<\/p>\n<p>\u201cIl bersagliere era suo bisnonno?\u201d chiese Emma.<\/p>\n<p>\u201cNo, un mio prozio\u201d rispose Ettore \u201cmorto in guerra allo scoppio di una granata, non so molto di lui, nella sua bisaccia lasci\u00f2 poche cose, una gavetta di latta e una busta destinata ad una donna\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE non le fu mai recapitata?\u201d chiese Emma.<\/p>\n<p>\u201cNon c\u2019era scritto il nome, n\u00e9 l\u2019indirizzo, ma solo \u201call\u2019amore mio\u201d &#8211; rispose Ettore &#8211; \u201cnessuno sapeva nulla di lei\u201d.<\/p>\n<p>\u201cE cosa conteneva la busta?\u201d, chiese Emma.<\/p>\n<p>Ettore frug\u00f2 nella tasca interna della giacca, ed estrasse una busta ingiallita con gli angoli consunti, fragili come ossa morse dall\u2019osteoporosi.<\/p>\n<p>Estrasse un biglietto &#8211; le tre parole vergate con un pennino blu chiaro &#8211; e un diapason.<\/p>\n<p>\u201cUn diapason!\u201d esclam\u00f2 Emma.<\/p>\n<p>&#8211; Dono ben strano &#8211; pens\u00f2 lei &#8211; guardando una foglia accartocciata che il vento di primavera non aveva ancora spazzato via.<\/p>\n<p>\u201cLo provi\u201d, disse Ettore porgendole il diapason.<\/p>\n<p>Lei fece vibrare il piccolo strumento, lo avvicin\u00f2 all\u2019orecchio accordandosi al <em>la<\/em>, mentre il sole di marzo illuminava il viale, di fine inverno.<\/p>\n<p>\u201cSe le fa piacere, pu\u00f2 tenerlo\u201d, le disse Ettore.<\/p>\n<p>Lei ringrazi\u00f2, chiuse il diapason nel pugno, Ettore lo sigill\u00f2 con le mani a conchiglia sulle sue.<\/p>\n<p>Emma affond\u00f2 l\u2019inaspettato dono nel buio della tasca, nelle pieghe del tessuto, lo tast\u00f2 minuziosamente, come chi indovina dalle forme il nome delle cose.<\/p>\n<p>Poi arricci\u00f2 le labbra, e sorrise.<\/p>\n<p>Strinse il diapason nella mano e non disse nulla<em>.<\/em><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34726\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34726\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Attingesti dal fuoco una fiamma &#8211; 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