{"id":34682,"date":"2018-04-23T09:40:58","date_gmt":"2018-04-23T08:40:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34682"},"modified":"2018-04-23T09:40:58","modified_gmt":"2018-04-23T08:40:58","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-alla-ricerca-di-se-di-martina-tenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34682","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Alla ricerca di s\u00e8&#8221; di Martina Tenti"},"content":{"rendered":"<p>Avevano appena finito di cenare. Il caldo era cos\u00ec opprimente che l\u2019unica soluzione per rilassarsi era di stendersi nello sdraio in giardino, ma quella sera Emma era pi\u00f9 silenziosa del solito e rimase ancorata alla sedia della cucina fissando il tavolo. La madre guardava attentamente il suo comportamento, cercando di percepire cosa le passasse per le mente da portarle tanto sconforto. La fase investigativa dur\u00f2 poco, dato che Emma, non riuscendo pi\u00f9 a tenerlo per s\u00e9, o probabilmente volendo altri pareri, disse: \u00abMamma.. perch\u00e9 non piaccio a Marco?\u00bb , domand\u00f2 con profonda tristezza.<\/p>\n<p>\u00abCome mai questa domanda? Cos\u2019\u00e8 successo a scuola? \u00bb, rispose la madre con sorpresa.<\/p>\n<p>\u00abPensavo di piacergli, invece l\u2019ho visto baciare Lucia.. perch\u00e9 non sono bella come lei? \u00bb, chiese la piccola con una tal dolcezza che la madre non pot\u00e8 far altro che prenderla tra le braccia e sussurrarle: \u00abTesoro, ora ti racconto una storia.. \u00bb.<\/p>\n<p>Il mondo era frenetico attorno a lei. La folla correva e si spintonava: era come se tutti fossero in ritardo per appuntamenti importanti o semplicemente sentivano la necessit\u00e0 di uniformarsi alla massa in quel trambusto. Giulia era appena scesa dal treno e le mancava il respiro; era appena arrivata e \u00a0non vedeva l\u2019ora di andarsene da quella stazione cos\u00ec affollata e caotica. Per arrivare alla sua nuova casa avrebbe dovuto percorrere trenta minuti di tragitto a piedi: questi si rivelarono terrificanti ma allo stesso tempo inebrianti. Finalmente riusciva a respirare, non solo aria buona che mancava all\u2019interno del treno, ma anche aria di libert\u00e0 e leggerezza, poich\u00e8 era riuscita ad andarsene dal luogo in cui da sempre si sentiva rinchiusa, senza opportunit\u00e0 e senza sviluppi per la sua vita. Percorreva la strada con uno sguardo curioso misto a paura, osservando le attitudini delle persone che le sfilavano davanti e cercando di coglierne le peculiarit\u00e0 e il buffo accento. Ben presto scopr\u00ec che erano poche le persone del luogo e che, per la maggior parte, la citt\u00e0 era frequentata e ravvivata da ragazzi provenienti da tutt\u2019Italia. La cosa un p\u00f2 le diede sconforto, in quanto fremeva d\u2019impazienza nel poter imparare l\u2019accento locale che tanto adorava, ma allo stesso tempo era estasiata di fronte a quella miriade di persone provenienti dai pi\u00f9 disparati luoghi, le quali come lei erano in cerca di una rinascita e di nuove sfide. Dopo circa quindici minuti arriv\u00f2 in prossimit\u00e0 di un ponte e, nell\u2019attraversarlo, si ferm\u00f2: il tramonto a cui stava assistendo era un qualcosa di sensazionale, come se si trovasse di fronte al dipinto <em>Crepuscolo a Venezia<\/em> di Claude Monet. Improvvisamente si estrani\u00f2 da tutto ci\u00f2 che la circondava. Rimase sola. Era sua consuetudine commuoversi di fronte a un tramonto, sia per il suo spirito romantico, sia per la venerazione che provava nei confronti dell\u2019immensit\u00e0 della natura e della sua emblematica bellezza. I colori sembravano attrarsi tra loro, come se non riuscissero a mantenere la propria identit\u00e0, erano mescolati e sfumati a formare un connubio di magnificenza e perfezione. Mentre guardava quel tramonto, riusciva a percepire le vibrazioni della propria anima. Rimase in quello stato di estasi e di malinconia fino al crepuscolo, poi cap\u00ec che era ora di andare e torn\u00f2 sui propri passi verso casa. Il viaggio era stato lungo e la stanchezza incombeva su di lei, anche per l\u2019importante peso della valigia che si portava appresso. Stava per crollare, quando la vide. La Torre Pendente, simbolo di Pisa, era il motivo della cotanta affluenza di stranieri nella citt\u00e0, i quali rimanevano increduli e paralizzati di fronte a essa. Giulia era una studiosa, e sapeva perfettamente la spiegazione scientifica che aveva procurato la celeberrima pendenza della torre ma, nonostante ci\u00f2, rimase affascinata dalla struttura e dal bianco, candido e attraente marmo con il quale era stata realizzata. L\u2019ambiente era curato nei minimi dettagli, dal prato tagliato con una precisione del centimetro alla pulizia della piazza stessa. La torre, insieme al battistero di San Giovanni e alla cattedrale di Santa Maria Assunta, dava un senso d\u2019importanza solenne e storica alla zona circostante e, per quanto Giulia volesse rimanere ad ammirare quella maestosit\u00e0, dovette rimettersi in cammino. Finalmente arriv\u00f2 davanti al portone, sal\u00ec la scalinata ed entr\u00f2 in casa. Quest\u2019ultima era veramente essenziale: c\u2019erano un bagno, una cucina e tre stanze adibite a camere da letto. La camera di Giulia era la pi\u00f9 piccola e ben presto scopr\u00ec essere anche la pi\u00f9 fredda, ma la cosa non le importava, perch\u00e9 finalmente aveva il suo piccolo spazio da condividere solo con i propri pensieri.\u00a0 Il mattino seguente, e quelli successivi, vennero impiegati da Giulia per esplorare la nuova citt\u00e0: fu cos\u00ec che trov\u00f2 la pescheria di fiducia, la biblioteca pi\u00f9 silenziosa per studiare e il bar in cui poter bere un buon caff\u00e8.\u00a0 L\u2019iperattivit\u00e0 e la voglia di trovare sempre cose diverse da fare rappresentavano i tratti salienti del carattere di Giulia, ma ogni giorno aveva un appuntamento fisso con se stessa: la sera puntualmente andava a correre, velocemente e tenacemente, come se la velocit\u00e0 le permettesse di bruciare tutti i pensieri accumulati durante la giornata, fino a raggiungere il posto pi\u00f9 adatto per poter contemplare il suo amato tramonto. Proprio cos\u00ec, il tramonto. Quello era l\u2019unico momento della giornata in cui poteva esternare i propri sentimenti e riflettere sulla propria vita, su quella passata a tratti da dimenticare, su quella presente ancora da capire e su quella prossima, ignota, da fantasticare e progettare. Le prime volte i suoi pensieri erano sempre rivolti al passato. Spesso era triste ripensando all\u2019unico, vero e genuino amore che aveva perduto, non perch\u00e9 fosse svanito l\u2019amore, ma per una differente concezione dello stare insieme. Giulia e Lorenzo si conobbero una fredda sera di autunno, fuori da un locale frequentato dalle pi\u00f9 svariate tipologie di persone. Lei era estasiata. Parlava con lui come se lo conoscesse da una vita intera e la cosa era reciproca; insieme risero e scherzarono per tutta la notte e non ci volle molto a rincontrarsi i giorni successivi, dato che frequentavano gli stessi ambienti. Il loro amore nacque in modo cos\u00ec puro e inaspettato che, ogni qualvolta lui le scriveva o la chiamava, lei si catapultava in un\u2019altra dimensione e il cuore le batteva cos\u00ec forte, come se volesse uscire dal proprio petto e fondersi con quello dell\u2019amato. Quella fu la storia d\u2019amore pi\u00f9 grande e importante per lei: in due anni impar\u00f2 il significato dell\u2019amare e del prendersi cura di qualcuno, ma soprattutto percep\u00ec i compromessi a cui bisogna sottostare con il passare del tempo. Fu proprio questo il motivo per cui dovette poi finire. Giulia era una sognatrice con grandi aspirazioni per il suo futuro, le quali non potevano essere raggiunte nella sua monotona e restrittiva citt\u00e0; ma Lorenzo, un po\u2019 per egoismo e un po\u2019 per capriccio, non era disposto a un ipotetico spostamento o a vedersi con minor frequenza, cos\u00ec le loro strade dovettero dividersi. Giulia ripens\u00f2 spesso e intensamente a lui, domandandosi se avesse fatto la scelta giusta a mollare tutto e partire; la maggior parte delle volte la risposta era negativa. Non ci pensava continuamente, ma quando lo faceva, un brivido le saliva lungo la schiena per poi arrivare al cuore. Si tormentava e piangeva, perch\u00e9 sapeva che non si sarebbe pi\u00f9 innamorata di nessuno in quel modo, e allo stesso tempo, nessuno l\u2019avrebbe mai amata come il suo caro Lorenzo. Era inspiegabile come un corpo cos\u00ec piccolo potesse contenere tutto quel caos di emozioni; il dolore la dilaniava, ma la sua forza stava nel saper reagire. Giulia, infatti, credeva che ogni cosa capitasse nella vita con un preciso scopo e che bisognasse cogliere le avversit\u00e0 come spunto per intraprendere un nuovo cammino. Questo \u00e8 proprio quello che cercava: ma non aveva ancora la chiave di lettura per farlo.<\/p>\n<p>Trascorse un anno. La solitudine era la cosa che pi\u00f9 temeva nella vita e da cui sempre cercava di scappare, ma ora non aveva via di fuga. Doveva affrontarla. Inizialmente si ritrov\u00f2 in balia degli eventi, incosciente e ignara di ci\u00f2 che avrebbe potuto fare nelle sue giornate solitarie: aveva difficolt\u00e0 ma, soprattutto, paura di gestire se stessa. Era la prima volta, infatti, che avrebbe dovuto prendere decisioni senza consultare il parere altrui e senza farsi assecondare dall\u2019idea di terze persone su ci\u00f2 che sarebbe stato giusto o sbagliato. Non sapeva cosa le piacesse, semplicemente perch\u00e9 non se lo era mai chiesto, avendo sempre acconsentito a tutto ci\u00f2 che altri le proponevano. Fu cos\u00ec che inizi\u00f2 a pensare a tutto ci\u00f2 a cui non aveva mai potuto dedicarsi appieno per il poco tempo a disposizione, e part\u00ec dalla cosa pi\u00f9 semplice: la lettura. Leggere era una cosa che l\u2019affascinava perch\u00e9 le permetteva d\u2019immedesimarsi nei personaggi e vivere cos\u00ec fantasie proibite e vite parallele. Passava giornate intere leggendo e immaginando possibili scenari e sfaccettature delle storie narrate, e pi\u00f9 leggeva pi\u00f9 si distaccava dalla propria vita. Poi si diede alla cucina, all\u2019arte di creare piatti esteticamente perfetti e dal sapore intenso e nostalgico, quasi fossero le madeleine di Proust; amava cucinare ed era anche molto brava a farlo. Infine si dedic\u00f2 allo sport, altra disciplina che da sempre era parte della propria essenza e a cui era piacevolmente predisposta; non c\u2019era uno sport che non sapesse fare e in cui non si applicasse.<\/p>\n<p>Il tempo trascorreva rapido e sfuggente, come il vento che accarezza sprezzante i capelli e si dilegua inosservato. Giulia si rese ben presto conto che, per quanto stesse facendo cose a lei amabili, restava pur sempre sola. Fu cos\u00ec che inizi\u00f2 a frequentare costantemente l\u2019ambiente universitario, rimpiazzando la solitaria biblioteca e cercando di fare nuove conoscenze, cosa che le risult\u00f2 abbastanza semplice data la sua notevole bellezza e spigliatezza verbale. Un giorno, mentre stava per prendere il solito caff\u00e8 annacquato delle 10.30 al distributore dell\u2019universit\u00e0, le si avvicin\u00f2 un ragazzo con fare timido. \u00abCiao, posso offrirti un caff\u00e8?\u00bb, disse titubante. Lei sorrise per il gesto inaspettato e rispose: \u00a0\u00abVolentieri, grazie\u00bb. Lui, curiosamente, le fece alcune domande per sapere qualcosa di pi\u00f9 sulla bellissima ragazza con la quale stava parlando.<\/p>\n<p>\u00abNon ti ho mai visto in questo dipartimento, sei arrivata da poco?\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIn realt\u00e0 sono qua da circa un anno, ma ho frequentato poco questo dipartimento perch\u00e8 ho sempre preferito studiare in casa o in biblioteca. Tu quale corso di laurea stai seguendo?\u00bb , chiese con curiosit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00abLettere e filosofia, sono all\u2019ultimo anno e spero di finire entro qualche mese. Sto scrivendo la tesi e l\u2019argomento di cui tratto \u00e8 l\u2019amore nei secoli\u00bb , rispose mostrando un\u2019elevata fierezza di s\u00e8 .<\/p>\n<p>\u00ab<em>Pi\u00f9 dolce sarebbe la morte se il mio sguardo avesse come ultimo orizzonte il tuo volto, e se cos\u00ec fosse.. mille volte vorrei nascere per mille volte ancor morire<\/em>\u00bb. Il ragazzo rimase esterrefatto da questa citazione. \u00abNeruda?\u00bb, \u201cNo, Shakespeare. E\u2019 un verso che mi \u00e8 sempre rimasto impresso, perch\u00e9 mi fa percepire quanto un tempo le persone erano pi\u00f9 affabili e romantiche\u00bb , rispose lei sorridendo.<\/p>\n<p>\u00abE\u2019 proprio vero\u2026 tu cosa ne pensi dell\u2019amore?\u00bb , domand\u00f2 egli aspettandosi la classica risposta sdolcinata, tipica delle ragazze sognatrici di storie d\u2019amore perfette. Giulia abbass\u00f2 lo sguardo rattrististendosi all\u2019istante e, dall\u2019euforia del piacevole momento che stava vivendo, si catapult\u00f2 nel passato, luogo a lei cos\u00ec ostile e malinconico. Dopo qualche secondo lo guard\u00f2 negli occhi e, con una voce profonda e calma come il mare a seguito di una tempesta, rispose: \u00abCredo che l\u2019amore sia la sola cosa capace di dare un senso alla nostra vita. Si pu\u00f2 vivere senza amore, ma in questo modo il solo scopo che ci si prefissa \u00e8 la mera sopravvivenza. L\u2019amore \u00e8 il motore di ogni cosa.. e non parlo solo dell\u2019amore fisico e mentale nei confronti della persona con cui si vuole passare il resto della propria vita, parlo dell\u2019amore verso la propria famiglia, quello nei confronti di un amico inestimabile e quello empatico nei confronti di chi si guadagna da vivere facendo dipinti e intrattenimenti vari per strada. Bisogna metterci amore in ogni cosa, altrimenti la nostra vita vale cos\u00ec poco da limitarsi ad alzarsi la mattina senza uno scopo e andare a dormire la sera senza nemmeno aver tentato di cercarlo\u00bb. \u00a0Giulia aveva quasi finito il suo caff\u00e8 e il ragazzo aveva perso le parole dalla risposta datagli. Il clima era cambiato: lui, che inizialmente si era approcciato per conoscere la bellissima ragazza, ora la guardava con occhi innocenti attorniati da inadeguatezza, come quelli di un bambino consapevole di aver chiesto qualcosa di inappropriato. Improvvisamente si rese conto che avrebbe dovuto trovare qualche argomento all\u2019istante, altrimenti la conversazione sarebbe finita l\u00ec.<\/p>\n<p>\u00abEh\u2026tu cosa studi?\u00bb , chiese frettolosamente.<\/p>\n<p>\u00abGeofisica\u2026 Il mio pi\u00f9 grande sogno \u00e8 quello di partecipare a una spedizione in Antartide su una nave oceanografica, ma per farlo devo laurearmi!\u00bb \u00a0rispose scherzosamente. \u00abAnzi, scusami ma ora devo proprio andare a lezione, grazie mille per il caff\u00e8. Buona giornata!\u00bb.<\/p>\n<p>Giulia si gir\u00f2 e se ne and\u00f2, scossa da quella conversazione che aveva provocato turbamento ad entrambi, ma il ragazzo, impavido, la prese improvvisamente per un braccio.<\/p>\n<p>\u00abScusa ma non mi hai detto come ti chiami.. \u00bb, chiese con fare speranzoso e dispiaciuto a causa della sua irrefrenabile lingua che aveva precedentemente toccato, forse, un tasto a lei dolente.<\/p>\n<p>\u00abGiulia..\u00bb e cos\u00ec lasci\u00f2 la stanza.<\/p>\n<p>Il restante giorno i due si pensarono a vicenda: lui si rimproverava per quanto fosse stato sciocco ad averle fatto quella domanda sull\u2019amore, lei invece gli era riconoscente, perch\u00e9 aveva ricevuto un input di riflessione su tante cose.<\/p>\n<p>Essendo ormai inverno il sole incominciava a tramontare prima, quindi Giulia, dopo un\u2019intensa giornata di studio, si precipit\u00f2 a casa, si cambi\u00f2 e inizi\u00f2 la sua corsa verso i pensieri. Arriv\u00f2 sulle sponde del fiume e decise che quello sarebbe stato il luogo perfetto per ammirare la meraviglia che si stava compiendo. Quel giorno il tramonto era particolarmente ammaliante: aveva gli stessi colori di quello che aveva visto anni prima a Parigi in cima alla torre di Notre Dame, e le illuminava il volto. Quest\u2019ultimo aveva un espressione idilliaca, come se tutti i colori volessero riempire ogni suo singolo poro del viso. Era finalmente felice. Lo era perch\u00e9 improvvisamente aveva capito cosa avesse sbagliato in passato e come avrebbe potuto rimediare ai suoi errori.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abQuindi? Cosa aveva sbagliato?\u00bb , chiese ansiosamente Emma.<\/p>\n<p>\u00abAveva amato troppo gli altri dimenticandosi di amare se stessa\u201d , rispose la madre accennando un sorriso di compiacimento. La dolce e inesperta Emma non riusciva a capire la saggezza di quella frase e continu\u00f2:\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00ab Ma se lei amava gli altri e loro amavano lei, che bisogno aveva di amare se stessa?\u00bb , data la curiosit\u00e0 della figlia, la madre cerc\u00f2 di essere pi\u00f9 chiara.<\/p>\n<p>\u00abCosa succede a una corda se la tiri troppo?\u00bb , domand\u00f2.<\/p>\n<p>\u00abDopo un po\u2019 si spezza credo.. \u00bb , rispose perplessa la piccola.<\/p>\n<p>\u00abEsatto bambina mia, si spezza. Vedi, le persone sono come le corde: resistenti alle pressioni leggere, ma terribilmente fragili se sovraccaricate di tensione. Non si pu\u00f2 amare qualcuno se prima non s\u2019impara ad amare la propria persona. Bisogna lavorare duramente sull\u2019identit\u00e0 e sulle proprie emozioni, e solo quando si \u00e8 presa coscienza di quello che si \u00e8 e di ci\u00f2 che si vuole diventare, beh, solo allora si pu\u00f2 amare esponenzialmente qualcuno. Tesoro, se prima non conosci le tue fragilit\u00e0 e i tuoi punti di forza non saprai mai come il tuo corpo reagir\u00e0 alle situazioni che ti si presenteranno, potresti innamorarti di un ragazzo che ti sottometter\u00e0 e a cui tu non riuscirai a reagire, potresti farti mettere i piedi in testa dai tuoi futuri colleghi di lavoro\u2026 \u00a0per cui amati e circondati di persone che ti amino incondizionatamente e liberamente\u00bb.\u00a0 Emma ascolt\u00f2 quelle parole attentamente e riflett\u00e8; poi un pensiero le attravers\u00f2 la mente senza riuscire a tenerlo per s\u00e9.<\/p>\n<p>\u00abMamma\u2026 ma Giulia sei tu?\u00bb , chiese timidamente e con una curiosit\u00e0 pi\u00f9 grande di lei. La madre rise, poi, con un paio di occhi brillanti come le stelle la notte di San Lorenzo, disse: \u00abNo\u2026 Giulia ero io tanto tempo fa, quando avevo paura e mi nascondevo dietro gli altri. Ora sono una donna nuova, che ama se stessa, il proprio lavoro e soprattutto, la cosa migliore che potessi fare: tu. La mia vita \u00e8 perfetta cos\u00ec e, ad oggi, ogni mattina mi sveglio con lo scopo di crescerti, rimproverarti quando necessario e farti diventare una grande donna, cos\u00ec come tua nonna ha fatto con me. Lucia non ha nulla in pi\u00f9 che tu non abbia e ben presto anche Marco se ne accorger\u00e0! Ora \u00e8 tardi.. buonanotte cuore mio\u00bb.<\/p>\n<p>La dolce Emma, rincuorata dalle parole della madre, and\u00f2 a dormire dimenticandosi della vicenda di Marco e Lucia e con il solo pensiero di voler diventare, da grande, tenace e forte come sua madre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34682\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34682\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avevano appena finito di cenare. Il caldo era cos\u00ec opprimente che l\u2019unica soluzione per rilassarsi era di stendersi nello sdraio in giardino, ma quella sera Emma era pi\u00f9 silenziosa del solito e rimase ancorata alla sedia della cucina fissando il tavolo. La madre guardava attentamente il suo comportamento, cercando di percepire cosa le passasse per [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34682\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34682\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":15801,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-34682","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34682"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/15801"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34682"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34682\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34692,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34682\/revisions\/34692"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34682"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34682"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34682"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}