{"id":34597,"date":"2018-04-17T22:46:02","date_gmt":"2018-04-17T21:46:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34597"},"modified":"2018-04-17T22:46:02","modified_gmt":"2018-04-17T21:46:02","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-il-principe-della-pozzanghera-di-liliana-paisa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34597","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Il principe della pozzanghera&#8221; di Liliana Paisa"},"content":{"rendered":"<p>Contava le stelle nello specchio d\u2019acqua come fossero la sua appartenenza.<\/p>\n<p>Emiliano viveva nella stazione ferroviaria da molti anni. Ogni sera costruiva la sua casa di cartone, metteva le finestre, la porta, e a volte anche la soglia sulla quale lasciava i sogni per il mattino dopo.<\/p>\n<p>Un uomo come tanti, capelli corti, senza barba e questo volto sempre curato. Finiva nella miscela comune dei volti. Non ha mai amato la societ\u00e0 consumistica anzi l\u2019odio verso il consumo esagerato l\u2019ha portato alla condizione di marginalizzato, un uomo invisibile in una societ\u00e0 che non rispecchia pi\u00f9 l\u2019individuo.<\/p>\n<p>Emiliano aveva una moglie, una figlia e poi non aveva pi\u00f9 niente. La moglie viveva da qualche parte con il compagno per il quale ha abbandonato lui e la figlia. Aurora, la figlia, \u00e8 stata cresciuta dai nonni. I servizi sociali l\u2019hanno strappata al padre perch\u00e9 non in grado di garantire una crescita in sicurezza. Avevano i loro solidi motivi visto che il padre non aveva lavoro, stava poco a casa. Emiliano non si \u00e8 mai perdonato per questo. Desiderava tanto essere un buon padre ma non \u00e8 stato il suo punto forte. Se non riusciva a portare a buon fine le cose lasciava subito perdere, forse questo gli ha dato la forza di abbandonare tutto e vivere da marginalizzato. \u201cClochard mi chiamo\u201d si presentava a volte alla gente.<\/p>\n<p>Emiliano odiava la societ\u00e0 consumistica. Rimaneva a guardare a lungo la gente che passava davanti a lui e rifletteva su quanto si poteva sentire libero adesso\u2026\u201dCome fa questa gente \u00a0a resistere a questa societ\u00e0 che impone, che costringe e lava il cervello con le sue pubblicit\u00e0\u201d. I pensieri passavano come le nuvole e veniva portato sempre all\u2019attimo della voce graffiante della donna delle pulizie: \u201cBuongiorno Emiliano, come va oggi? Ti ho portato il caff\u00e8 caldo, prendilo che si raffredda\u201d. Emiliano era sempre contento della presenza di Mary, erano quasi amici. Tante volte quando la donna finiva il suo lavoro si metteva a chiacchierare con lui. Ormai sapeva tutta la sua storia. Lui era pi\u00f9 riservato, non raccontava mai oltre certi limiti della confidenza. Comunque lui era impegnato con le sue cose quotidiane.<\/p>\n<p>La sua casa di cartone era vicina ad una pozzanghera, un piccolo fosso dove l\u2019acqua piovana rimaneva per tanto tempo e quando si prosciugava lui metteva l\u2019acqua della fontanella, era la sua pozzanghera, lo specchio che rifletteva il cielo, i tetti dei palazzi, le persone, se stesso quando aveva voglia di ricordare il suo volto. Difendeva quell\u2019occhio d\u2019acqua come fosse il suo tesoro, il suo regno. L\u00ec, nella pozzanghera aveva l\u2019immagine delle case vere, delle nuvole, delle persone, un immagine che era solamente sua tutti giorni e sapeva veramente badare al suo regno d\u2019acqua e fango. Quando qualcuno la calpestava lui si arrabbiava e gettava le parole nell\u2019aria: \u201dehi, guarda dove metti il piede, rispetta tutto ci\u00f2 che tocchi, hai capito? Se non hai capito bisogna imparare, non\u00a0 \u00e8 tutto dovuto in questo mondo..\u201d la gente guardava senza prendere sul serio il clochard che girava le mani e le parole per aria, una minaccia che faceva ridere.<\/p>\n<p>Deluso Emiliano si metteva a lavoro, puliva la pozzanghera e la confinava con il suo mantello a brandelli balbettando ancora \u201c che razza di gente, ma guarda tu quanto \u00e8 maleducata..\u201d<\/p>\n<p>I giorni passavano uno per uno come un rosario senza preghiere. Emiliano faceva ogni giorno il censimento degli sguardi, tanti erano i pendolari e tanti appena arrivati nella citt\u00e0, lui cercava di fare la guardia alle ombre mentre l\u2019attesa dei treni si distendeva sui binari, l\u2019attesa di una fittizia normalit\u00e0. Gente che obbediva alle regole di una societ\u00e0 fatta sulle identit\u00e0 sospese. Lui sapeva qualcosa al riguardo, cos\u00ec \u00e8 scappato via prima di essere troppo tardi. \u201cSopravvivere con gli scarti e addormentarti mentre guardi la bussola del giorno non ti uccide, ti fa pi\u00f9 saggio\u201d, pensava prima di chiudere gli occhi.<\/p>\n<p>Oggi \u00e8 gioved\u00ec e come ogni gioved\u00ec Emiliano suona al violino sul binario 7 e recita qualche poesia. Alla fine della giornata conta gli spiccioli, met\u00e0 divide con quelli pi\u00f9 bisognosi di lui e l\u2019altra met\u00e0 va a finire nella cassetta chiusa a chiave e nascosta bene \u201cper Aurora\u201d pensava tutte le volte lui, sperando che un domani l\u2019 avrebbe comunque incontrata, \u201coffro la cena, figliola\u201d pensava lui mentre le palpebre cadevano pesanti come le finestre sbarrate d\u2019un carcere.<\/p>\n<p>La sua casa di cartone era fuori della stazione, vicina alle pozzanghera amata, una piccola tana che lasciava a Emiliano l\u2019illusione della difesa ma anche della fragilit\u00e0. Abbastanza speso preparava il suo regno alla visita d\u2019un ospite speciale. Si metteva con meticolosit\u00e0 a fare le finestre, la porta e persino la soglia. Tutto per bene perch\u00e9 il suo amico Edoardo meritava una bella accoglienza.<\/p>\n<p>Lo studente di filosofia si metteva a chiacchierare per ore e a volte anche a lasciare le idee a litigare. Emiliano gli regalava i pensieri poetici e qualche composizione di violino. Lo studente stava bene in compagnia di Emiliano e quando doveva andare via andava con dispiacere. Tante volte Edoardo cercava di convincere Emiliano a ritornare alla vita di prima ma Emiliano rispondeva sempre con un sorriso incompreso \u201cgiovane, giovane caro, la libert\u00e0 \u00e8 una ricchezza che non viene mai lasciata\u201d.<\/p>\n<p>I giorni passavano in una ripetizione quasi morbosa, Emiliano ormai non guardava pi\u00f9 il tempo dritto negli occhi, anche perch\u00e9 lo sguardo degli attimi era molto diffidente. Era l\u2019uomo fuori dalle dimensioni, leggeva, scriveva, suonava, chiacchierava e curava la sua pozzanghera. Le lettere per Aurora li infilava nelle tasche, imbottiva il mantello. Edoardo gli disse un giorno di aver trovato l\u2019indirizzo dei nonni di Aurora e che le avevano mandato una lettera, forse un giorno Aurora dar\u00e0 un segno di vita. \u201cTu non capisci, Aurora non si ricorda nemmeno di avere un padre, sono stato sempre fuori della sua vita. Non verr\u00e0 mai, Edoardo, mai\u201d. Edoardo se ne and\u00f2 lasciando Emiliano nel morso della tristezza. Non si sentiva tanto bene, il dolore al petto era ritornato e lo tormentava con una forza che a Emiliano metteva paura. Cominci\u00f2 intanto la lotta con le sue insonnie, ogni volta pi\u00f9 stanco delle sconfitte. Rimaneva per ore a contemplare il suo regno riflesso nella pozzanghera, i riflessi d\u2019un mondo cos\u00ec vicino e cos\u00ec lontano lui, quei riflessi che facevano durare di pi\u00f9 la notte e la pioggia. \u201cQuesta pioggia porta via tutto\u201d pens\u00f2 Emiliano nella sua casa. Era debole, la febbre mordeva tutti i muscoli e i dolori al petto non smettevano mai, sentiva l\u2019anima come un dolce battito di ala. In un istante il suo volto divent\u00f2 stessa natura di quell\u2019acqua stregata, non fece una mossa, caduto con la faccia in gi\u00f9 rimasse parte della sua pozzanghera. Il suo regno si sciolse nel suo sangue mentre la pioggia continuava a cadere pesante come la solitudine.<\/p>\n<p>Lo studente di filosofia torn\u00f2 un giorno dopo, alla sera ma non trov\u00f2 il suo amico. Vide la donna di servizio accendere una candela sul luogo dove ieri Emiliano difendeva il suo regno riflesso nella pozzanghera. \u201cSignora, cosa \u00e8 successo a Emiliano? domand\u00f2 lo studente alla donna di servizio\u201d. Lei cominci\u00f2 a piangere e fece il segno con la mano di accompagnarla. Prese dalla stanzetta gli effetti personali di Emiliano e le diede allo studente dicendo: \u201ceri un vero amico per lui, ti voleva tanto bene.\u201d<\/p>\n<p>Edoardo guard\u00f2 le lettere, la scatola, i libri, il violino e tutto ci\u00f2 che rimase del suo amico. Con passi morsi dal dolore cammin\u00f2 nel tramonto lasciando alle spalle la storia d\u2019un uomo e della sua libert\u00e0. La pozzanghera rimase l\u00ec, piena di fango e d\u2019un mondo dove la fantasia ha trovato una dimora.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34597\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34597\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Contava le stelle nello specchio d\u2019acqua come fossero la sua appartenenza. 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