{"id":34589,"date":"2018-04-19T11:30:50","date_gmt":"2018-04-19T10:30:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34589"},"modified":"2018-04-19T11:30:50","modified_gmt":"2018-04-19T10:30:50","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-neve-a-milano-di-marco-frigerio-sezione-racconti-per-bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34589","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Neve a Milano&#8221; di Marco Frigerio (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p>Le strade imbiancate abbagliavano la citt\u00e0 col giallo del mattino, di uno splendore da far invidia alla migliore estate. Dopo tre giorni di assenza, il sole erompeva tra gli ampi squarci di nubi bluastre, ancora cariche di neve. Il chiarore rimbalzava dai tetti ai cumoli di neve, raccolti dagli spazzaneve notturni agli angoli delle strade.<\/p>\n<p>Dopo tre giorni di neve leggera, la notte aveva portato una nevicata magica. Pigri fiocchi, ampi e leggeri, avevano riempito l\u2019aria e si erano adagiati morbidi su tutta la citt\u00e0 come una spessa nuvola. Il traffico si era fermato e i sogni si erano crogiolati dentro la lenta discesa della neve.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con la porta spalancata sul bianco, la scuola media attendeva gli alunni che tardavano ad arrivare. Le poche auto dei genitori, che non erano rimaste intrappolate nel traffico, scaricavano i ragazzi sulla via principale, lasciandoli attraversare da soli la piazzetta davanti alla scuola, immersa nella bambagia gelata. I ragazzi guadavano infreddoliti lo spiazzo bianco, affondando nella neve fino al polpaccio e si infilavano nello scuro portone con un sospiro.<\/p>\n<p>\u201cE se bigiassimo?\u201d Tre figurette ferme all\u2019inizio della piazzetta, fuori dalla vista della strada trafficata. \u201cS\u00ec! Dai, andiamo a giocare a palle di neve.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il parco Sempione era un bagliore immacolato. Dal Castello all\u2019Arco della Pace nessuna orma feriva la coltre bianca. Gli alberi erano di marmo chiaro, i sentieri di zucchero filato. I tre ragazzini si fermarono timorosi davanti al cancello aperto sul limitare di quel luogo incantato, cos\u00ec diverso dal parco che conoscevano cos\u00ec bene.<\/p>\n<p>Il suono dei loro passi era attutito, la ghiaia non rotolava sotto le loro scarpe. Nessuna voce. Non il canto di giovani, non il suono di bongo e chitarre. Nessun pianto di neonato, nessuna mamma che chiama il suo bambino. Le loro stesse voci, diverse. Pi\u00f9 profonde e pi\u00f9 sonore.<\/p>\n<p>Gli alberi pi\u00f9 grandi, raddoppiati in volume grazie alla neve, eppure pi\u00f9 leggeri, come se non fossero radicati nel profondo, ma appena posati sulla terra. Come se, tirata su la corteccia-pantaloni se ne fossero potuti andare via a piedi fin dove avessero voluto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cAllora, che facciamo. Entriamo?\u201d \u201cCerto, abbiamo bigiato apposta per venire qui a giocare. Dove potremmo trovare un posto miglior di questo?\u201d \u201cAndiamo!\u201d Si mossero piano, la neve arrivava appena sotto al ginocchio. Il pi\u00f9 piccolo prese un po\u2019 di neve, fece finta di mangiarla, poi la gett\u00f2 nel collo del pi\u00f9 alto che si volt\u00f2 ridendo, rotol\u00f2 nella neve e inizi\u00f2 a scalciare con mani e piedi lanciando fiocchi contro il piccolo e la ragazzina. Lei rise, scart\u00f2 di lato e si mise a correre. \u201cSeguitemi, venite\u201d. Si muoveva velocissima. Saltava, rotolava e sorrideva ai suoi compagni che si buttavano sui mucchi di neve e balzavano come lepri sul prato imbiancato, scuotendo cespugli e siepi come per far riprendere la magica nevicata.<\/p>\n<p>\u201cCosa direte domani alla prof?\u201d \u201cNiente. Perch\u00e9?\u201d \u201cE alla mamma?\u201d \u201cNon so ancora, era troppo bella la tua idea di correre al parco, che non ci ho proprio pensato.\u201d \u201cIo credo che le dir\u00f2 che siamo andati a far palle di neve.\u201d \u201cMa sei matto? Se le dici cos\u00ec viene a saperlo anche la mia che poi mi fa due palle tante, e non di neve!\u201d \u201cDai giochiamo ancora un po\u2019, poi ci pensiamo. Nascondino?\u201d \u201cE gi\u00e0 brava! Segui le tracce e ci trovi subito.\u201d \u201cAllora: Un Due Tre Stella.\u201d \u201cBah, \u00e8 roba da poppanti, quella.\u201d \u201cHai paura di non farcela!\u201d \u201cFigurati.\u201d \u201cDai, inizio io. E il primo che arriva fino a me mi abbraccia e mi bacia.\u201d \u201cSei matta?\u201d \u201cIo ci sto! Iniziamo.\u201d<\/p>\n<p>I tre ragazzini corsero nel mezzo di un grande prato, non lontano dal laghetto al centro del parco. Tutto era bianco, non un segno nella soffice coltre di cristalli lucenti nel pallido sole. Iniziarono a giocare, ridendo e rotolandosi nella neve per un nonnulla.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se ora noi volessimo cambiare lo sguardo che sinora ha seguito i ragazzi \u2013 da una visuale piana, come di chi cammina al loro fianco, a una visione pi\u00f9 ampia muovendoci sopra di loro, nel cielo tormentato da nuvole color cenere. Potremmo, ad esempio, rubare la vista di quel gheppio che lentamente volteggia oltre gli alberi, librandosi leggero, quasi senza muovere le ali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il piccolo rapace vola oltre il Castello, plana verso l\u2019arena, fa un lungo giro sopra le strade cittadine, intasate dal traffico che scorre pi\u00f9 lento del solito. L\u00ec attorno, nelle aule della scuola media, i compagni dei nostri amici guardano fuori dalla finestra i neri rami degli alberi curvarsi sotto il peso della neve caduta e il cielo coprirsi di nuvole bigie. \u201cDi certo, oggi nevica ancora.\u201d<\/p>\n<p>Il gheppio aspetta con calma che un topo, uno scoiattolo si stagli vivace sul bianco. In un attimo sarebbe gi\u00f9. Ma non scorge nulla. Solo un uomo che entra nel parco vuoto.<\/p>\n<p>Tutto il parco \u00e8 ancora silenzioso, solo tre ragazzini che rotolano nella neve e adesso quest\u2019uomo, che affonda i passi nel bianco.<\/p>\n<p>Indossa un cappotto sdrucito, dal taglio elegante, ma vecchio, le scarpe in capretto hanno un buco nella scuola e si infradiciano tutte mentre trascina un grosso sacco di plastica fino alla panchina nascosta tra una magnolia e una siepe<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 nessuno attorno. Il falchetto vola in alto, si allontana e poi torna, instancabile nella sua ricerca.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il piccolo con tre salti raggiunge la ragazzina e le schiocca un bacio sulla guancia. Lei ride, lo getta nella neve. \u201cTi ho visto: ti sei mosso, hai barato!\u201d e scappa. L\u2019alto lancia palle di neve contro il piccolo: \u201cimbroglione!\u201d Lei corre dietro ai due che si infarinano, uno a destra e uno l\u00e0 in fondo nella neve fresca. \u201cVenite qui. Ho trovate un mucchio di neve grandissimo. Ci si pu\u00f2 tuffare dentro.\u201d \u201cSiamo qui, stiamo arrivando\u201d urlano mentre il piccolo fa capriole rotonde.<\/p>\n<p>L\u2019uomo ora \u00e8 seduto. Davanti a s\u00e9 ha una grossa padella dove raccoglie i ritagli di lettere, fatture, contratti che accuratamente straccia con le mani. Si guarda attorno in continuazione, mentre strappa i documenti con frenesia.<\/p>\n<p><em>\u201cCosa hai? Non stai bene?\u201d \u201cIo sto bene, lo sai. Sono gli affari che vanno male.\u201d \u201cS\u00ec, questo lo so, anche se non me ne parli mai. Siamo messi cos\u00ec male?\u201d \u201cS\u00ec. Sono fallito. Niente pi\u00f9 soldi. Ci porteranno via la casa e tutto il resto. Sono fallito, e fallito male.\u201d \u201cIo sono sempre qui con te, lo sai. Ma, per favore, parlami.\u201d <\/em><\/p>\n<p>Con un accendino l\u2019uomo prova a bruciare un foglio, che si accartoccia, fuma un poco, ma la fiamma non appare. Prende un altro ritaglio, ma anche questo non vuole bruciare. Si inginocchia, con le mani smuove i frammenti di carta raccolti nella padella, s\u00ec che l\u2019aria possa passare tra loro. Ma niente, nessuna fiamma, nessun fuoco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il gheppio vola in tondo, in cerchi sempre pi\u00f9 ampi, scrutando il parco, i tetti e i cortili. L\u2019occhio attento ai colori e ai movimenti pi\u00f9 lievi. Gira, gira, osserva, attende impassibile. Vede i ragazzi agitare braccia e gambe distesi sul prato, cos\u00ec da formare nella neve l\u2019immagine di un grosso volatile, o di un angelo caduto al suolo. L\u2019uomo \u00e8 l\u00ec a pochi metri ma non li vede, cos\u00ec sdraiati a terra, mentre armeggia con un accendino che non si accende pi\u00f9. Il gheppio scende di quota, qualcosa si muove dietro l\u2019uomo. Niente, nessun topo o scoiattolo. Il rapace risale indifferente e ansioso.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cHo fame\u201d \u201cAnch\u2019io\u201d \u201cC\u2019\u00e8 il bar, l\u00ec dietro\u201d \u201cSar\u00e0 chiuso, con tutta questa neve\u201d \u201cAndiamo a vedere\u201d<\/p>\n<p>Si alzano in piedi, sono completamente bianchi e camminano goffi nella neve alta. Si fermano come spaventati davanti all\u2019uomo in ginocchio davanti alla panchina. Lui li vede e alza una mano \u201cBuon giorno, cio\u00e8 ciao.\u201d Poi abbassa lo sguardo sul tentativo di fal\u00f2 e balbetta \u201cragazzi, sapete, a volte accadono cose strane.\u201d Loro, gli passano accanto in fila indiana, qualcuno mormora \u201cbuongiorno.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il bar \u00e8 chiuso e spento. Tutta la neve attorno alla casetta di legno \u00e8 immacolata, sia davanti che dietro non una traccia, non un segno di vita. Sono soli nel parco. Solo loro tre e l\u2019uomo in ginocchio.<\/p>\n<p>Poi la luce si accende, la porta si apre e la barista sorride: \u201cAvete fame? Volete far merenda?\u201d<\/p>\n<p>Tutto il baretto sfavilla, i tavoli sono puliti e il profumo delle brioches aleggia fino a loro. Ma come ha fatto?<\/p>\n<p>\u201cEhi ragazzi, voi quanti soldi avete?\u201d \u201cIo niente, oggi a scuola non mi servivano.\u201d \u201cAnch\u2019io. Niente\u201d \u201cFrughiamoci bene\u201d Parlottano, cercando nelle tasche.<\/p>\n<p>\u201cAllora ragazzi, entrate?\u201d \u201cSignora, abbiamo solo un euro e mezzo. Non basta per nulla.\u201d \u201cVa benissimo. Una brioche costa settantacinque centesimi e con \u2039La merenda tre per due\u203a, che vale fino alle undici, un euro e mezzo \u00e8 proprio il conto giusto. Volete anche una bibita, una cioccolata calda, una coca-cola?\u201d \u201cMa signora&#8230;\u201d \u201c\u2039La merenda tre per due\u203a, che vale fino alle undici, comprende una brioche e una bevanda. Sedetevi che vi porto tutto. Allora tre brioches e tre cioccolate?\u201d<\/p>\n<p>I ragazzi seduti al caldo del bar si sono tolti i giacconi, hanno buttato a terra gli zaini e aspettano la merenda guardando l\u2019uomo che si affanna con le sue carte. \u201cMa cosa sta facendo?\u201d \u201cNulla ragazzi, non abbiate paura. Ecco qui la vostra colazione. Adesso vado da lui.\u201d La barista si mette una giacchetta ed esce.<\/p>\n<p>\u201cBuon giorno, posso aiutarla?\u201d \u201cNo, no. Adesso prendo tutto e me ne vado. Anzi, lei non mi ha neanche visto.\u201d \u201cUrca che melodramma, per un fallimento. Deve bruciare un po\u2019 di carte vecchie, fatture, ordini eccetera?\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa lei chi \u00e8? Cosa dice e cosa vuole?\u201d \u201cNon sono nessuno, sono solo la barista e nel bar c\u2019\u00e8 una bella stufa. In tre minuti bruciamo tutta questa carta e lei pu\u00f2 tornare tranquillo da sua moglie.\u201d<\/p>\n<p>L\u2019uomo si alza in piedi, la donna \u00e8 piccola e gentile, sebbene dica cose strane. \u201cVa bene.\u201d \u201cVenga entriamo da dietro, che i bambini sono un po\u2019 spaventati.\u201d \u201cIo?\u201d \u201cS\u00ec, ma non \u00e8 nulla. Andiamo\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il gheppio li vede prendere il sacco di plastica e la padella ed entrare nel bar. Lui lascia orme profonde. Lei nulla. Deve essere molto leggera. Ora il falchetto ha fame, ma non vede ancora alcuna preda, n\u00e9 uno scoiattolo, n\u00e9 un topo, neppure piccolino.<\/p>\n<p>Amplia ancor di pi\u00f9 il suo volo, planando su tutta la citt\u00e0, ma pur sempre tornando sul parco, che magneticamente lo attira.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cVede, con la stufa abbiamo gi\u00e0 finito.\u201d \u201cS\u00ec, bene. Grazie, ma mi dia l\u2019attizzatoio, che voglio vedere se c\u2019\u00e8 ancora una qualche carta che non \u00e8 bruciata bene,\u201d \u201cTenga, ma tutto \u00e8 gi\u00e0 scomparso\u201d<\/p>\n<p>Lui sbuffa, apre lo sportello, e sbatacchia l\u2019attizzatoio nella stufa per un po\u2019. Poi si rimette il cappotto, che ha appoggiato ad una sedia. \u201cAllora, grazie ancora, io vado:\u201d \u201cNon vuole qualcosa? Un caff\u00e8? Un the?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo grazie, sono di fretta.\u201d \u201cS\u00ec, ha ragione, vada a casa.\u201d \u201cNon vado a casa! Ho ben altro da fare.\u201d<\/p>\n<p>Ed esce nella neve che ha ripreso a scendere. \u201cA casa?\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cE voi ragazzi, volete qualcos\u2019altro. Brioches, acqua, qualcosa?\u201d \u201cNo, grazie va bene cos\u00ec, e poi non abbiamo pi\u00f9 soldi. Ecco l\u2019euro e mezzo, ma cosa aveva quell\u2019uomo?\u201d<\/p>\n<p>\u201cVi ha spaventati?\u201d \u201cNo, per\u00f2 era strano.\u201d \u201cNon aveva nulla. Il suo problema \u00e8 che parla poco. Con la moglie, con tutti. Ma non gli \u00e8 successo nulla che non sia normale, e che non possa capitare a volte. Niente di strano.\u201d \u201cCiao\u201d \u201cGrazie, ragazzi. Ciao.\u201d I ragazzi escono dal bar.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel pieno del mezzogiorno il cielo si \u00e8 fatto scuro. Le nuvole fitte e plumbee. La neve scende abbondante, formando una specie di schermo in movimento che cambia la forma degli alberi e delle cose. \u201cHo dimenticato la sciarpa al bar! Vado e torno. Aspettatemi. \u201d Il piccolo si volta. Il bar \u00e8 buio e vuoto. \u201cRagazzi, guardate \u00e8 tutto spento, ma la signora dov\u2019\u00e8 andata?\u201d<\/p>\n<p>La porta chiusa. L\u2019interno polveroso, nessuna brioche sul bancone, nessun profumo. Solo la sciarpa del piccolo sotto un tavolo.<\/p>\n<p>\u201cDai, torniamo domani, dobbiamo muoverci, tra dieci minuti mia mamma sar\u00e0 davanti a scuola\u201d Si mettono a correre, e in breve sono fuori dal parco.<\/p>\n<p>Corrono, lasciando nell\u2019aria le nuvole fumose del loro fiato: \u201csaremo sempre amici, per tutta la vita\u201d, \u201coggi ho baciata la ragazza pi\u00f9 bella del mondo\u201d, \u201cche bello, che bello il parco, che bello i miei amici, le brioches e la cioccolata. La vita \u00e8 bella.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il gheppio era tornato al suo nido. Se ne stava rintanato nel suo buco, l\u00e0 in alto sulla torre del Castello. Tutta quella neve gli impediva di volare. Ad un tratto vide un topino, proprio alla base della torre, ma la nevicata era troppa fitta. Il topino, ignaro, vag\u00f2 un poco in mezzo alla bufera, senza trovare nulla da mangiare. Poi, seguito dallo sguardo attendo del rapace, rientr\u00f2 nel suo buco.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34589\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34589\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le strade imbiancate abbagliavano la citt\u00e0 col giallo del mattino, di uno splendore da far invidia alla migliore estate. 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