{"id":34587,"date":"2018-04-19T11:33:01","date_gmt":"2018-04-19T10:33:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34587"},"modified":"2018-04-19T11:33:01","modified_gmt":"2018-04-19T10:33:01","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-macchine-passare-di-marco-frigerio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34587","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Macchine passare&#8221; di Marco Frigerio"},"content":{"rendered":"<p><strong>\u00a0<\/strong>1<strong>.\u00a0<\/strong>Campi di granturco lungo lo stradone<\/p>\n<p>Vedo macchine passare: auto, furgoni, moto. Su e gi\u00f9, per lo stradone.<\/p>\n<p>Tante, ma non fitte come prima che aprissero la tangenziale.<\/p>\n<p>Almeno secondo il capo, che mi ha assunto per due settimane. \u201cDopo vedremo\u201d dice lui. Che l\u00e0 ha aperto un nuovo distributore. \u201cL\u00e0 s\u00ec! che gli affari vanno. Qui non si ferma pi\u00f9 nessuno.\u201d<\/p>\n<p>Sar\u00e0, ma a me non sembra proprio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Due settimane che vedo macchine passare, poi rallentano e ritornano a far benzina.<\/p>\n<p>Molte, sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quelli che si fermano sono di due tipi.<\/p>\n<p>I primi saltano fuori subito. Sono pieni di energia, fanno tutto da soli. Benzina, bancomat e via.<\/p>\n<p>E se provi ad uscire dal gabbiotto per aiutarli o anche solo per parlare, ti guardano torvo come temessero chiss\u00e0 cosa.<\/p>\n<p>Il secondo tipo \u00e8 l\u2019opposto. Non scendono mai dalla macchina e fanno fare tutto a te. Sembrano come imbalsamati, stanno l\u00ec seduti come galline in gabbia. Immobili, guardano davanti a s\u00e9, nel vuoto. E anche se gli giri tutt\u2019attorno, sorridendo mentre fai rifornimento e pulisci il parabrezza, neppure ti vedono; non \u00e8 che parlino molto di pi\u00f9 degli altri. \u201cDieci euro\u201d o \u201cfammi il pieno.\u201d<\/p>\n<p>Al massimo: \u201cguardami l\u2019olio\u201d. Ma questo accade raramente.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non \u00e8 un gran lavoro. Mi fa giusto passare il tempo. A sera ci sono un sacco di soldi in cassa. Met\u00e0 in foglietti del bancomat, met\u00e0 in contanti. Il capo arriva tutte le sere alle sei precise. Un\u2019ora prima della chiusura. In cinque minuti prende tutto e se ne va. \u201cCos\u00ec se viene qualcuno per rubare, trova poco o niente.\u201d Sorride, sornione. \u201cSempre sperando che non si arrabbi e non ti picchi. Cos\u00ec giusto per divertimento\u201d e se ne va sogghignando. I soldi per me sono ben pochi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In due settimane non \u00e8 successo niente.<\/p>\n<p>Una volta, uno mi ha insultato: \u201cBrutto stronzo, non vedi che hai sporcato di benzina tutta la carrozzeria?\u201d Poche gocce sotto il bocchettone. \u201cPulisci subito! Non sai che la benzina \u00e8 corrosiva? Ma guarda che stronzo, con l\u2019acqua pulisce. Imbecille. Ci vuole un panno morbido e la crema per vernice metallizzata. E muoviti stronzo! che non ho tempo.\u201d<\/p>\n<p>Volevo dirgli che l\u2019acqua ha comunque un effetto di rimozione di massa, anche se non scioglie la benzina. Ma ho lasciato perdere: non sa che a ventiquattro anni sono gi\u00e0 laureato in fisica teorica.<\/p>\n<p>Un\u2019altra volta una signora sui quaranta, bella snella prosperosa, un abitino tanto attillato che si vedeva tutto: \u201cIo vado in bagno. Tu, intanto, fammi il pieno.\u201d Poi torna, io avevo finito il rifornimento e stavo pulendo il vetro. Lei si sdraia sul cofano. Come in quelle pubblicit\u00e0 dove belle ragazze abbracciano le macchine. Si struscia e si contorce sinuosa. Appena io mi muovo, lei con una risata allegra sparisce dentro la macchina, mentre lascia cadere a terra venti euro. \u201cSignora non bastano, sono trenta.\u201d Arrossisce e se ne va, sgommando.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per il resto calma piatta. Si vedono solo macchine passare lungo lo stradone.<\/p>\n<p>Oltre le macchine c\u2019\u00e8 un campo di granturco, che corre lungo tutta la strada, con le spighe belle alte che ci si pu\u00f2 nascondere dentro. Un campanile in lontananza. Nuvole in cielo, a volte. Il sole sorge a destra e tramonta a sinistra.<\/p>\n<p>L\u2019orario sarebbe sette-dodici, sedici-diciannove, ma io di quelle quattro ore di pausa non so che farmene. Io sono solo. Cos\u00ec mi porto un pezzo di focaccia, un tocco di formaggio e una bottiglia d\u2019acqua. Mi siedo dietro il gabbiotto, davanti a un altro infinito muro di granturco. Nascosto, dove nessuno mi vede<\/p>\n<p>Se suonano, mi alzo e faccio benzina. Se fanno tutto da soli, continuo a guardare le spighe di mais immobili nell\u2019aria ferma.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Stasera il capo mi ha detto che domani \u00e8 l\u2019ultimo giorno. Gli ho risposto \u201cProviamo un\u2019altra settimana. Molti mi dicono che il distributore della tangenziale \u00e8 in un punto pericoloso. Preferiscono far benzina qui. L\u00e0 il rientro \u00e8 difficile. Passano di l\u00e0 e poi vengono qui. \u201d<\/p>\n<p>\u201cNeppure un altro giorno, a perdere soldi miei\u201d<\/p>\n<p>\u201cMa questa settimana l\u2019incasso \u00e8 andato bene, non ha visto che \u00e8 pi\u00f9 che raddoppiato?\u201d<\/p>\n<p>\u201cE a te che te ne frega? Domani e poi stai a casa.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io sono solo. Io non ho lavoro. Call center, onlus, interinale: non funziona niente.<\/p>\n<p>Cos\u2019\u00e8 questo? Il ventesimo o il centesimo lavoretto del cazzo in due anni?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io guardo le macchine passare e ho solo due soluzioni.<\/p>\n<p>Passano anche camion e TIR. Belli grandi e possenti, con il rimorchio. Che spostano l\u2019aria rombando. Che li senti arrivare dal silenzio della campagna almeno cinque minuti prima.<\/p>\n<p>Potrei uscire sulla strada. All\u2019ultimo minuto, quando arriva un TIR. Spiaccicato e via. Morte rapida, forse non indolore. Ma poi l\u2019autista avrebbe grane.<\/p>\n<p>No, cos\u00ec non va bene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Allora domani alle sei meno cinque prendo l\u2019incasso della giornata e sparisco nel granturco.<\/p>\n<p>S\u00ec, cos\u00ec va bene.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Se poi torna quella signora, magari, le chiedo di darmi un passaggio e di portami via.<\/p>\n<p>Mi deve ancora dieci euro, comunque.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2. Una valigia piccola basta<\/p>\n<p>Mi sono innamorata. S\u00ec, incredibile. Sono proprio innamorata. Non ci pensavo pi\u00f9. Non ci speravo pi\u00f9. Alla faccia di quei due stronzi di Marco e Sergio che continuano a ripetermi che sono vecchia. E della Claudia e della Dani, che sorridono velenose.<\/p>\n<p>Mi sono innamorata come una bambina, come una sedicenne spensierata. Innamorata a trentotto anni. Di colpo, senza paura e senza ripensamenti.<\/p>\n<p>Ok, lui non lo sa ancora. Ma presto glielo dir\u00f2. S\u00ec, domani vado e glielo dico. E mi faccio baciare. Oppure lo bacio io.<\/p>\n<p>Lui \u00e8 bello, \u00e8 giovane, \u00e8 alto. Ha ventiquattro anni. Ci siamo conosciuti due mesi fa a un colloquio di gruppo, per tre posti di lavoro.<\/p>\n<p>Eravamo in ventisei, met\u00e0 ragazze, met\u00e0 ragazzi; ci fanno entrare in una stanza con delle sedie sparse e dicono: \u201csedetevi\u201d, ma le sedie erano solo ventitr\u00e9, cos\u00ec lui mi dice \u201cprego\u201d e mi sorride, restando in piedi, come altre due ragazze.<\/p>\n<p>Il tipo dell\u2019agenzia scrive su un foglio: \u201cvoi tre un punto in meno. Questa era la prova della Determinazione e voi avete fallito.\u201d<\/p>\n<p>Lui mi sorride di nuovo poi alza una mano: \u201cun punto in pi\u00f9 a noi tre, per la prova della Buona Educazione.\u201d<\/p>\n<p>\u201cCon l\u2019educazione non si ottiene nulla, ma visto che ci tieni tanto a essere gentile, vai di l\u00e0 a prendere le tre sedie che mancano.\u201d<\/p>\n<p>Dopo quattro ore di colloqui vari, io sono arrivata terza, lui quarto, dietro per un solo punto.<\/p>\n<p>Io ho avuto il contratto, lui no.<\/p>\n<p>Uscendo, l\u2019ho cercato per dirgli che ero dispiaciuta.<\/p>\n<p>\u201cIo no. \u2013 mi dice \u2013 Spesso le selezioni sono stupide e questa non \u00e8 peggio di altre. Sono contento che tu abbia un lavoro, io ne trover\u00f2 un altro.\u201d<\/p>\n<p>Quello dell\u2019agenzia urlava che i tre fortunati dovevano recarsi subito, immediatamente! in amministrazione, pena la decadenza del contratto.<\/p>\n<p>\u201cVai\u201d dice, poi allunga una mano come per carezzarmi e prende una piccola piuma nascosta tra i miei capelli. \u201cTi sta bene cos\u00ec bianca e minuta tra i tuoi bei riccioli scuri.\u201d Io lo guardo stupida. \u201cO forse non sapevi che fosse l\u00ec. Eccola \u00e8 tua.\u201d<\/p>\n<p>Ritirando la mano mi aveva sfiorato la guancia; io &#8211; tremavo come una foglia nuova nelle brezza di primavera &#8211; restai muta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lui sorrideva con la piuma in mano. La presi, lui mi baci\u00f2 sulla guancia, mentre io, come intontita, lo vedevo sparire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quello dell\u2019agenzia mi svegli\u00f2 dal mio sogno strattonandomi per il braccio e urlando che gli facevo fare tardi. Firmai tutte le carte senza vederle. Lui non era contento. Io non ero contenta.<\/p>\n<p>Ma io ero innamorata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cVia Venezia-Giulia.\u201d Glielo avevo sentito dire, mentre parlava con la ragazza all\u2019ingresso: ci sono andata tante di quelle volte. \u00c8 una via lunga, in una periferia povera. Andavo su e gi\u00f9 sperando in un po\u2019 di fortuna, ma niente. Poi nell\u2019ultima settimana l\u2019ho incontrato due volte e tutto \u00e8 cambiato.<\/p>\n<p>La prima volta, una sera mentre il mio treno partiva per riportarmi a casa. Lui era l\u00ec sulla banchina di fronte. Io abbassai il finestrino, lui mi scorse e alz\u00f2 un braccio sorridendo. Mi sembr\u00f2 che urlasse: \u201cdove?\u201d, mentre io gridavo: \u201ccome ti chiami?\u201d e il treno partiva con tutti i suoi sbuffi e gli stridori.<\/p>\n<p>Ora ero felice. Si ricordava di me. E voleva rivedermi. Cos\u00ec ho speso un sacco di soldi del mio primo stipendio. Volevo essere bella. Molto bella. Mi sono comprata un vestitino, una borsa nuova e un bel paio di scarpe. Mi stanno benissimo. L\u2019avrei ritrovato. L\u2019avevo ritrovato. Ero innamorata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La seconda volta fu l\u2019incredibile: quel deficiente del mio capo \u2013 lavoro al nuovo distributore lungo la tangenziale \u2013 decise di chiamare l\u2019agenzia per un ragazzo da mettere al distributore vecchio, prima di chiuderlo definitivamente. Mandarono lui a parlare col capo, qui direttamente al suo ufficio sulla tangenziale.<\/p>\n<p>Qui dove quello stronzo ha tre imbecilli vestite da cubiste a dar via la benzina, mostrando culo e tette. Parrucca gialla enorme, un mini abito fucsia praticamente inesistente e degli zatteroni blu con dieci centimetri di zeppa. Da vere zoccole.<\/p>\n<p>Il capo sogghigna. \u201cLe mie tre allegre donnine che sculettano tra le pompe.\u201d E scruta di sottecchi i clienti, mentre noi giriamo come marionette tra clacson e fischi. Tre geishe colorate, in bilico sugli zoccoli: io la pi\u00f9 vecchia, ma di certo non la peggiore.<\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: line-through;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Lui \u00e8 arrivato in bicicletta. Per fortuna l\u2019ho visto da lontano. Ho giusto fatto in tempo a nascondermi tra l\u2019officina e il bar, che lui entrava dal capo. Poi a sera, vado in ufficio con i soldi della giornata \u201cL\u2019hai assunto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cE a te che te ne frega? O ti piacciono giovani, mia vecchia pollastrella?\u201d Sbava e la sua mano scatta verso il basso. Con un guizzo sono fuori dalla porta. \u201cOh bellina, guarda che noi vecchi siamo meglio. Provami quando vuoi. O vuoi andar gi\u00f9 con lui per tirar su un po\u2019 di clienti, che l\u00e0 ormai non passa pi\u00f9 nessuno.\u201d<\/p>\n<p>Adesso so esattamente dove sar\u00e0 e dove posso incontralo quando voglio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma come una sedicenne inquieta e sciocca, passo e ripasso in macchina davanti al suo distributore. Per vederlo, per guardarlo mentre spazza tranquillo il piazzale o fa un rifornimento.<\/p>\n<p>Me lo bevo con gli occhi e con il cuore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E poi non so proprio cosa mi abbia preso. Andare vestita da cubista a far benzina da lui. Non mi ha riconosciuta. Ne sono certa. La mia fortuna con lui non finisce mai.<\/p>\n<p>Lui che mi d\u00e0 sempre del tu e mi carezza dolcemente, mi ha chiamato \u201csignora\u201d, nonostante il parruccone giallo e il miniabito osceno. No, ne sono certa. Non mi ha riconosciuta, neanche quando tornando dal bagno sono inciampata \u2013 maledetti zatteroni \u2013 e sono caduta rotolando sul cofano della macchina e freneticamente mi aggrappavo per non cadere, prima di infilarmi in macchina e scappare. Quell\u2019assurda parrucca mi ha salvata.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma adesso sono pronta. \u00c8 la mia ora di pausa. Il capo \u00e8 chiuso in ufficio che si sbatte la pi\u00f9 scema di noi tre. Vado in bagno a cambiarmi. Scuoto nell\u2019aria i miei capelli neri. Il vestito nuovo, le scarpe e la borsa.<\/p>\n<p>Nella borsa ho ficcato tutto quello che c\u2019era in cassa: soldi, assegni, buoni benzina e buoni pasto. Tutto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mia valigia piccola \u00e8 gi\u00e0 in macchina. L\u2019ho fatta ieri sera. Credevo mi servisse un baule, pensavo di avere tante cose, ma poi a guardar bene una valigia piccola basta. Un po\u2019 di biancheria, due libri e la foto di mia madre.<\/p>\n<p>Adesso vado. Gli chieder\u00f2 di venire con me. Di scappare via, di andare lontano. Sono certa che mi dir\u00e0 di s\u00ec. Comunque, gli devo ancora dieci euro.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da oggi corriamo insieme.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34587\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34587\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a01.\u00a0Campi di granturco lungo lo stradone Vedo macchine passare: auto, furgoni, moto. 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