{"id":34572,"date":"2018-04-17T22:58:32","date_gmt":"2018-04-17T21:58:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34572"},"modified":"2018-04-17T22:58:32","modified_gmt":"2018-04-17T21:58:32","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-agriturismo-di-marco-pedroli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34572","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Agriturismo&#8221; di Marco Pedroli"},"content":{"rendered":"<p>Le possibilit\u00e0 di essere serviti in tempi e modi normali all\u2019agriturismo della fonte era la prima variabile da scartare. A far s\u00ec che il cliente si pentisse di esservi capitato ci pensavano innanzitutto i due inservienti, soprannominati Furia e Pigiamino dai residenti del borgo. Il primo era un ragazzotto stempiato e rubizzo sulla trentina, costantemente in affanno. La fronte imperlata di sudore in qualsiasi stagione, era noto per la smania di ben figurare servendo ai tavoli il pi\u00f9 velocemente possibile anche quando non ce n\u2019era alcun bisogno; il che, considerata l\u2019affluenza di clienti valeva a dire pi\u00f9 o meno sempre. Brandendo\u00a0la penna e il bloc-notes piombava di corsa sull\u2019avventore di turno mentre questi si stava ancora guardando attorno per scegliere il posto. Vedendoselo arrivare addosso lo\u00a0stesso si spaventava temendo un\u2019aggressione e usciva dal locale all&#8217;istante smadonnando e giurando di non farvi mai pi\u00f9 ritorno.<\/p>\n<p>Furia non si dava pace nemmeno nei momenti morti, oltretutto piuttosto frequenti all\u2019agriturismo. Girava come una trottola tra i tavoli vuoti, allineando un tovagliolo e risistemando di continuo le sedie che aveva appena finito di spostare.\u00a0All&#8217;arrivo dei clienti la sua frenesia si scatenava. Annotava le ordinazioni febbrilmente e le trasformava in geroglifici che lui stesso una volta rientrato in cucina non era pi\u00f9 in grado di leggere, col risultato che chi aveva chiesto una bistecca si vedeva servire una fetta di crostata e viceversa.<\/p>\n<p>Una maggior precisione nella gestione degli ordini, bench\u00e9 con una tempistica a dir poco rilassata, si registrava quando ad occuparsi degli stessi era il suo alter ego Pigiamino, un giovanotto di nemmeno vent\u2019anni dall\u2019aria perennemente assente.\u00a0L\u2019attesa in tal caso poteva diventare snervante per chicchessia. Ad esempio per i ciclisti, che nelle giornate di bel tempo si fermavano all\u2019agriturismo a riempire le borracce o a prendere al volo un caff\u00e8. Per costoro la flemma di Pigiamino poteva risultare fatale; la sosta infatti si prolungava oltre ogni previsione, finendo per raffreddare le viscere dei centauri che pur rimettendosi in sella con la tradizionale baldanza, erano costretti a fermarsi poco dopo nei prati circostanti dove si vedevano correre imprecando alla ricerca di un cespuglio.<\/p>\n<p>Il biglietto da visita di Pigiamino stava tutto nel suo aspetto. Si aggirava fra i tavoli con la banana sghemba da cuscino, la pelle cerulea come un caciocavallo, un paio di fuseaux padellati di ogni lerciume e zoccoli di pioppo ai piedi. Quando sua zia Elvira, titolare dell\u2019azienda agricola, ebbe a dire sulla sua tenuta chiedendogli un minimo di decoro, Pigiamino rimase sorpreso. Si guard\u00f2 allo specchio chiedendosi cosa potesse esserci di sbagliato nella sua\u00a0<em>mise<\/em>. Alla fine, pur non venendone a capo, si decise per un\u00a0<em>upgrade\u00a0<\/em>rinunciando alle calzature lignee a favore di un paio di\u00a0<em>espadrillas<\/em>\u00a0che prese a portare in ogni stagione. Nelle giornate di pioggia le ciabatte di corda s\u2019inzuppavano gonfiandosi come spugne e procurandogli una frescura pedagna che a suo dire lo aiutava a stare sveglio. Il sonno, da cui la sua proverbiale lentezza, era infatti il suo grande problema. Lo si vedeva vagare senza meta fra i tavoli del salone, l\u2019occhio a mezz\u2019asta, in uno stato di imminente catalessi.\u00a0Non sospettando che fosse un cameriere i nuovi clienti non lo chiamavano nemmeno, fino a quando a raccoglierne le ordinazioni si precipitava Furia zompando paonazzo da un tavolo all\u2019altro con un\u2019avventatezza da manicomio.<\/p>\n<p>La signora Elvira che li aveva reclutati fra il parentado li considerava entrambi degli inetti. Ci\u00f2 nonostante si guardava bene dal licenziarli per non doverli rimpiazzare con qualcuno che potesse pretendere un\u2019assunzione in piena regola.\u00a0Innervata come un\u2019amadriade sul suo albero, non si allontanava mai dalla cassa, mentre con lo sguardo da sfinge vigilava su qualsiasi movimento all\u2019interno del locale. La sua fissit\u00e0 statuaria a lato del banco frigo la faceva somigliare ad una specie di semifreddo antropomorfo che i clienti sulle prime non notavano, per poi trasalire impauriti al suo inatteso quanto tardivo palesarsi.<\/p>\n<p>I pensionati a cui era affidata la cura di un nipotino si recavano volentieri all\u2019agriturismo per via dell\u2019area giochi, unico spazio riservato al divertimento dei pi\u00f9 piccoli del circondario. La sua dotazione era costituita dalle seguenti attrattive: uno scivolo in metallo del 1978. I nonni pi\u00f9 avveduti vi accompagnavano i nipoti verso il tramonto, quando la temperatura della rampa si abbassava sotto il grado di fusione del derma. Nei mesi invernali, la stessa si trasformava in una vera pista da bob in grado di scagliare l\u2019ignaro ragazzino a distanze inimmaginabili dall\u2019area giochi. Lo scivolo era gi\u00e0 stato usato dal giovane Pigiamino che da bambino se ne serviva da giaciglio, incastonandosi all\u2019interno della rampa per la pennichella del dopopranzo dalla quale non si risvegliava finch\u00e9 le sue terga cominciavano a friggere. A quel punto, si trasferiva in casa della zia per riaddormentarsi all&#8217;istante sul divano.<\/p>\n<p>Tra gli animali presenti nell\u2019azienda agricola il pi\u00f9 scenografico era senz\u2019altro il pony. Si aggirava liberamente fra i tavoli ricevendo elargizioni di ogni tipo, dalle croste di formaggio agli avanzi di torta. In virt\u00f9 della dieta tutt\u2019altro che erbivora la sua carenatura si era abbassata pericolosamente al livello del suolo, a cui fin\u00ec quasi per aderire facendogli guadagnare l\u2019appellativo di Ferrari.\u00a0Per gli anziani la vista delle sue abnormi rotondit\u00e0 era fonte di sincero apprezzamento. Ne parlavano come di una \u201cgran bella bestia\u201d a cui allungavano volentieri una carezza, ma ancor pi\u00f9 spesso un cono gelato o una piadina. Ferrari ringraziava e faceva sparire.\u00a0Fu soltanto grazie all\u2019intervento di un veterinario di passaggio che minacci\u00f2 una denuncia alle autorit\u00e0 sanitarie che l&#8217;equino ebbe salva la vita. Da quel giorno Ferrari fu costretto a pascolare all\u2019interno del recinto, dove ebbe modo di scoprire il sapore dell\u2019erba. Prima che si facesse una ragione di doversene cibare, perse stazza sufficiente da lasciar filtrare uno spiraglio di luce fra s\u00e9 e il pianeta Terra.<\/p>\n<p>Le specialit\u00e0 della casa a base di prodotti della fattoria erano raffigurate sull\u2019insegna da una serie di disegni realizzati dalla mano inquieta di Furia. Vi si scorgeva una specie di coniglio dotato di proboscide che risult\u00f2 essere, come ebbe a spiegare lo stesso artista, una carota. All\u2019interno della scritta \u201cAGROTURISMO DELLA FONTE\u201d le tre \u201cO\u201d erano sostituite da altrettante figure, delle quali gli anziani si disputavano l&#8217;interpretazione. Alcuni vi vedevano dei palloni da calcio, altri le ruote di un carro. Qualcuno,\u00a0dopo aver vuotato il terzo bicchiere di bianco della casa,\u00a0vi colse le fattezze di una verza aggiudicandosi la conferma dell&#8217;autore.<\/p>\n<p>Le possibilit\u00e0 di sopravvivenza dell\u2019agriturismo dipendevano in gran parte dalla qualit\u00e0 della cucina e dunque dalla presenza del cuoco, uno scapolone allampanato dalla carnagione azzurrognola soprannominato Candela. Manovrava fra i fornelli in perenne stato di convalescenza per colpa delle pleuriti che lo costringevano a portarsi appresso uno strofinaccio da cucina nel quale tossiva e con cui si asciugava il moccio.\u00a0La causa dei suoi malanni era dovuta ad un accordo con sua cugina, la signora Elvira. Questa infatti, pur non spingendosi fino al punto di proibirgli di fumare per lo stesso motivo per cui non avrebbe licenziato gli altri due, gli impose di tenere spalancate le finestre della cucina ed esponendolo in tal modo alla furia degli elementi.\u00a0Le occasionali apparizioni del Candela nella sala ristorante erano preannunciate da un refolo gelido che dalle cucine si diffondeva fra i clienti i quali poco dopo, al cospetto della sua figura spettrale, perdevano fatalmente qualunque appetito.<\/p>\n<p>Un giorno d\u2019inverno in cui la temperatura si abbass\u00f2 all\u2019isoterma il Candela fu ritrovato sul pavimento della cucina rivestito di brina come una platessa, il braccio proteso a recuperare il mozzicone rotolato sotto il lavello durante la preparazione di un timballo. Il ricovero fu inevitabile e le sorti dell\u2019agriturismo sarebbero state messe a dura prova se non fosse stato per Pigiamino che in un inspiegabile momento di lucidit\u00e0 ebbe un\u2019idea: il menu di mezzogiorno.<\/p>\n<p>A reclamizzarne la convenienza, ci pens\u00f2 ancora una volta l\u2019estro grafico di Furia che in quell\u2019occasione super\u00f2 se stesso. L\u2019insegna che scatur\u00ec dalle sue mani irrequiete fu un vero capolavoro. Tutto attorno alla scritta \u201cPRANZO 9 EURI\u201d si snodava un treno di animali che soltanto la fantasia malata di un visionario avrebbe potuto concepire. Vi si scorgevano liocorni, narvali ed altre creature fantastiche che nelle sue intenzioni altro non avrebbero dovuto essere che mucche, anatre e galline.<\/p>\n<p>Nel frattempo, la signora Elvira annunci\u00f2 di aver trovato la sostituta del Candela nella vedova Boffanti, un donnone di un metro e settanta con avambracci da manovale che nella vita aveva tirato su una mezza dozzina di figli a suon di sganassoni.\u00a0La stessa si present\u00f2 all\u2019alba per prendere servizio. A quell\u2019ora, l\u2019unica persona in piedi nell\u2019azienda agricola era l\u2019Umberto, l\u2019addetto alla mungitura delle vacche. Appena la vedova si present\u00f2 sull\u2019uscio della stalla fra i bovini cal\u00f2 il silenzio. Raggiunto a passo deciso l\u2019Umberto che in quel momento era accovacciato sotto una mucca, gli ordin\u00f2 di aprirle le porte dell\u2019agriturismo evitandosi la fatica di un saluto.<\/p>\n<p>Poco dopo aver preso possesso della cucina, senza che nessuno si fosse accorto del suo arrivo, la vedova decise che era ora di dare la sveglia al resto della compagnia. Sal\u00ec le scale e buss\u00f2 alle camere tanto vigorosamente da sollevare sbuffi di intonaco dagli stipiti delle porte. Come un sonnambulo Pigiamino usc\u00ec sul pianerottolo e dopo aver compiuto tre giri intorno alla vedova ritorn\u00f2 in camera e si infil\u00f2 di nuovo nel letto.<\/p>\n<p>L\u2019arrivo della nuova cuoca registr\u00f2 un miglioramento degli affari dell\u2019agriturismo. Non cos\u00ec i suoi rapporti con i colleghi che la temevano per le tirate d\u2019orecchie che propinava loro senza distinzione, trattandoli come figli suoi. Furia fu il primo a farne le spese. Rientrando in cucina la vide che cercava di decifrare uno dei suoi foglietti scarabocchiati, girandolo e rigirandolo fra le manone. Quando si avvide della sua presenza la vedova con calma gli fece segno di avvicinarsi. Furia avanz\u00f2 per una volta timidamente ma appena le fu a tiro questa lo agguant\u00f2 per un orecchio.\u201cCosa c\u2019\u00e8 scritto qui? Eh?\u201d lo sgrid\u00f2 torcendogli il lobo. Da quel giorno miracolosamente gli ordini di Furia presero un aspetto pi\u00f9 leggibile.<\/p>\n<p>Anche Pigiamino, una volta assaggiate le sue pettinate, si mostr\u00f2 decisamente pi\u00f9 reattivo. Per sua fortuna a fargli da parafulmine il pi\u00f9 delle volte tocc\u00f2 a Furia, il quale filando come un treno dentro e fuori dalla cucina era pi\u00f9 esposto alle strigliate della cuoca. Ci\u00f2 nonostante, essendo l\u2019unico dotato di patente, a Pigiamino tocc\u00f2 di accompagnarla al supermercato per l\u2019acquisto delle provviste di cui l\u2019agriturismo non disponeva. In tali occasioni non pot\u00e9 scampare ai pugni che la vedova gli tirava con le nocche nelle gambe per indicargli la strada.<\/p>\n<p>La permanenza della cuoca all\u2019agriturismo termin\u00f2 bruscamente una domenica mattina in cui allo stesso si present\u00f2 la famiglia del sindaco al completo, in gita fuori porta. La vedova che si era vista riportare in cucina un avanzo di frittata strapp\u00f2 il piatto dalle mani di Furia, raggiunse il tavolo della famiglia, lo ripose davanti al marmocchio inappetente e gli moll\u00f2 uno scappellotto per convincerlo a finire la colazione.\u00a0Il licenziamento fu inevitabile e due settimane pi\u00f9 tardi l\u2019agriturismo della fonte chiuse definitivamente i battenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34572\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34572\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le possibilit\u00e0 di essere serviti in tempi e modi normali all\u2019agriturismo della fonte era la prima variabile da scartare. 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