{"id":34552,"date":"2018-04-15T15:36:19","date_gmt":"2018-04-15T14:36:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34552"},"modified":"2018-04-15T15:36:19","modified_gmt":"2018-04-15T14:36:19","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-sangue-nero-di-aldo-menghevoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34552","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Sangue nero&#8221; di Aldo Menghevoli"},"content":{"rendered":"<p>Notte. Ci svegliamo di soprassalto. Urla e paura. Corro alla finestra, inciampo nel tavolino, prendo il fucile, hanno gi\u00e0 circondato il villaggio. L\u2019autoproclamato Sultano l\u2019aveva promesso. Chiunque si fosse messo tra lui e il giacimento di petrolio che si trova proprio sotto i nostri villaggi, sarebbe stato ucciso. A nulla erano valsi i vari tentativi di mediazione degli organismi internazionali. Il nostro \u00e8 un Paese guidato dall\u2019ennesima dittatura militare, basata su odio tribale, sangue e abusi di potere.All\u2019improvviso un crepitio metallico di armi automatiche vicino a me, corro nel soggiorno a bloccare la porta. Urlo ad Amma di nascondere i bambini in camera da letto. Dalla finestra vedo. due energumeni barbuti armati di machete con una bandiera nera, rincorrono una vicina di casa, la prendono, si divincola, chiede piet\u00e0, invano. Le tagliano la testa, suo figlio di cinque anni corre vicino alla mamma in un lago di sangue. Uno dei due lo brandisce in aria come un fantoccio. Urla. I due lo scherniscono, lo lanciano in aria prima di ucciderlo. Sembra una bambola di pezza. Sangue nero, Africa. Chi pu\u00f2 si nasconde nella chiesetta di fronte casa mia. Le bestie chiudono il portone da fuori e cospargono l\u2019ingresso con taniche di benzina, entrano sparando. Nella notte illuminata dalla luna la gente scappa, raggiunta e uccisa in strada senza piet\u00e0. Non capisco come mai non arrivino qua. Li vedo correre da tutte le parti. Schizzi di sangue e brandelli di carne bruciata arrivano fino al mio cortile. Morti ovunque. I bambini piangono, Atu il pi\u00f9 grande stringe la piccola Faraa tra le braccia. Amma li stringe sotto il letto cercando di calmarli come pu\u00f2. Non so cosa fare. Sento passi vicino a me, passano e vanno in un\u2019altra direzione, parlano una lingua strana, vengono da Sud. Altri colpi, altri morti. Tutto dura mezz\u2019ora al massimo. Dobbiamo andare via lontano, in Europa a rifarci una vita. Per un breve lasso di tempo mi lascio trasportare dai pensieri , mi \u00a0vedo con Amma mentre andiamo a prendere i bimbi a scuola, in Inghilterra. Sogno ad occhi aperti. Sono sveglio col fucile in mano, mentre i bambini cadono in un sonno agitato, fantasmi e urla. Ci sentiamo fortunati. Amma piange silenziosamente, in strada qualcuno urla. Devo parlare con quel tipo\u2026Obasi, che traghetta chi vuole andarsene aldil\u00e0 del confine. Chiss\u00e0 se si \u00e8 salvato\u2026pensieri corrono via guardando il soffitto con la gola arsa dalla paura. L\u2019alba si annuncia con la luce che filtra dalle finestre. Non ho chiuso occhio. Ho paura di guardare fuori, cerco di lavarmi ma non esce acqua dai rubinetti, manca pure la corrente, Amma e i bimbi dormono, mi faccio forza, esco. La casa della vicina uccisa davanti agli occhi di suo figlio \u00e8 ancora in fiamme, da ci\u00f2 che prima era una porta, si vedono un paio di gambe . Suo marito. Fantasmi si aggirano senza meta, corpi mutilati ovunque, vessilli neri del Sultano e i bambini che cercano madri in mezzo a pozzanghere di sangue.<\/p>\n<p>Mi dirigo verso la casa di Obasi, piango e non mi volto a guardare chi chiede aiuto, non ho pi\u00f9 un cuore. Lo chiamo, arriva con calma, stranamente di buon umore nonostante tutto puzzi di morte\u2026\u00e8 abituato, dicono. Ci accordiamo sul prezzo, chiede il doppio di quello che pensavo, altrimenti niente. Provo a contrattare ma niente. Pago. Si parte questa notte, attraverseremo il deserto per arrivare al confine.\u00a0 Corro da Amma per sistemare le poche cose da portare con noi. Tornando sui miei passi guardo ci\u00f2 che non volevo vedere. Cani che si contendono corpi senza vita, senza nome. Non si vede neanche un\u2019ambulanza. Gli uomini del Sultano cingono d\u2019assedio i villaggi e non permettono aiuti. L\u2019appuntamento \u00e8 per le dieci, Amma e i bimbi sono un tutt\u2019uno. Ci sono altre facce note, disperate come noi. Ci stipano sul cassone di un camion che avr\u00e0 almeno cinquant\u2019anni, ci coprono con un telo nero. Partiamo al segnale convenuto, usciamo dal villaggio. Dopo cinque minuti arriviamo ad un posto di blocco dei tagliagole. Penso sia la fine, bimbi dormono. Dopo una breve trattativa ci lasciano passare. Il nostro uomo \u00e8 in combutta con le bestie ma almeno ci porta via dall\u2019inferno. Dovremo attraversare un pezzo di deserto prima di passare il confine che dista ottanta chilometri, poi ancora due ore per arrivare nel primo villaggio. Ci accompagna Obasi e altri due ceffi armati. Quattro ore di viaggio, arriviamo, ci fanno scendere. Le guardie vogliono soldi. Qualcuno protesta con Obasi. Lui scrolla le spalle e ride. I due ceffi ci puntano le armi addosso, salgono sul camion e ci lasciano alla merc\u00e9 di altri uomini armati. Anche qui soldati con lunghe barbe. Ci separano: uomini da una parte, donne e bambini dall\u2019altra. I bambini piangono, hanno fame, freddo e paura. Per passare occorre altro denaro, altrimenti venderanno le donne e schiavizzeranno i bambini. Un vecchio dice di non avere pi\u00f9 soldi e chiede piet\u00e0 in nome dello stesso Dio degli aguzzini. Gli aguzzini gli cavano gli occhi con un coltello ricurvo. Urla, lo lasciano al suo destino. Tocca ad un altro senza denaro sufficiente, gli lasciano portare la moglie ma il bambino viene trascinato in una prigione senza finestre. Tutto si svolge a pochi passi da me. E\u2019 il mio turno, tengo gli occhi bassi, pago. Dopo un minuto riprendo mia moglie e i bimbi che si tengono per mano. Camminiamo vicini attaccati l\u2019uno all\u2019altro, passiamo il confine, dietro di noi, urla strazianti. Camminiamo da ore ,sta per uscire il sole e tra poco dal freddo passeremo al caldo. Speriamo di arrivare in un luogo abitato per rifocillarci. Caldo, cerchiamo di tenere i bambini all\u2019ombra dei nostri corpi. Ci siamo divisi in vari gruppetti. Dobbiamo cercare di non dare nell\u2019occhio altrimenti potremmo attirare altri predoni del deserto. Abbiamo due borracce e alcuni datteri e tanta paura. E \u2018mezzogiorno. Ci riposiamo sotto una duna, i bambini corrono e mimano giochi di guerra. Hanno bevuto e mangiato. Amma ed io ci guardiamo senza parlare. Sappiamo che \u00e8 questione di ore, approfittiamo di un po&#8217; di ombra di quella che una volta doveva essere un\u2019oasi. Ritroviamo altri compagni di viaggio, raccontano che quando siamo andati via, i soldati hanno tentato di violentare due donne del gruppo. Gli uomini \u00a0hanno tentato di difenderle ed \u00e8 stato il caos. Nella concitazione \u00e8 partita una raffica di mitra che ha falciato una donna e un uomo. I soldati ridevano ma gli altri sono riusciti a scappare. In serata ripartiamo verso Nord dove ci dicono si trovi il villaggio, Amma tiene in braccio Faraa, stringo la mano di Atu, la sabbia entra dappertutto trasportata dal vento. Dopo un paio d\u2019ore vediamo in lontananza un chiarore debole, le luci si fanno pi\u00f9\u2019 nitide, il villaggio\u2026gioia, siamo salvi. Ci uniamo ad altri fuggiaschi come noi, sorridiamo. All\u2019improvviso dal buio sentiamo delle voci nel dialetto del posto. Comprendo alcune parole, mia madre era di queste parti. Urlano di sdraiarci a terra e mettere la faccia nella sabbia. Non capiamo, i bambini urlano spaventati, d\u2019istinto mi alzo per proteggerli ma mi colpiscono col calcio di un fucile. Mi risveglio tra corpi maleodoranti, mi scoppia la testa. Sangue rappreso sulla camicia, svengo ancora. Apro gli occhi e mi guardo intorno, sventurati come me sorvegliati a vista da due uomini armati. Gli abitanti del villaggio sono scappati. Uomini barbuti armati su giganteschi fuoristrada. Di nuovo quei vessilli neri inneggianti ad un Dio di terrore. Non pu\u00f2 essere vero. Riprendo i sensi sotto un sole implacabile. Cerco i miei figli e Amma.. Urla di donna strazianti sembra Amma, arrivano da una capanna di fango. Non so cosa fare\u2026ancora quella sensazione, le bestie ridono. I bambini, dove sono i bambini? Mi sento morire, vedo Atu e Faraa, vestiti con piccole divise militari, \u00a0piangono disperati, \u00a0un barbuto li porta via sopra un fuoristrada. Chiamano la mamma. Capisco che ci ammazzeranno prima di sera. Amma piange e urla, viavai di carnefici in nero dalla capanna. Sento un urlo soffocato, un rantolo poi silenzio e risate Ho deciso. I bastardi sghignazzano vicino a noi, mi alzo e strappo un mitra ad uno dei due, non ho niente da perdere, pi\u00f9 niente. Sono forte come non mai, invincibile. Sparo una raffica, i \u00a0due cadono feriti a terra, li guardo senza espressione, chiedono piet\u00e0, vado verso la capanna. Non paura di morire. Lo devo ad Amma ed ai bambini. Sono ovunque ma sono veloce\u00a0 e sparo a tutti quelli che escono dalla porta, entro. Trovo due carnefici moribondi. Lei distesa su un tavolaccio, sgozzata, con i vestiti strappati. Abbraccio Amma, piango. Nel trambusto i sopravvissuti scappano, raffiche di mitra, le bestie arrivano da tutte le parti. Esco, sparo all\u2019impazzata ma cado sulla gamba destra, sento fischiare i proiettili vicino a me, ora sono il bersaglio. Il mitra si \u00e8 inceppato&#8230; sento aprirsi varchi caldi dentro al corpo, cerco di correre verso di loro, voglio vederli in faccia, ancora un paio di passi, mi trascino. L\u2019ultimo colpo, faccio appena in tempo a sentirlo.<\/p>\n<p>Sangue nero, Africa<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34552\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34552\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Notte. 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