{"id":34549,"date":"2018-04-15T15:27:33","date_gmt":"2018-04-15T14:27:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34549"},"modified":"2018-04-15T15:27:33","modified_gmt":"2018-04-15T14:27:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-lanternino-lanternini-di-giampaolo-notarnicola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34549","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Lanternino Lanternini&#8221; di Giampaolo Notarnicola"},"content":{"rendered":"<p>Sul fare della sera, sulla scrivania dell\u2019architetto Dimitrio Palla, d\u2019improvviso e senza comando, come viene alla luce un\u2019idea bizzarra in una testa bizzarra, a pochi centimetri da Porta Pennino, s\u2019accese Lanternino Lanternini.<\/p>\n<p>Lanternino Lanternini, fiammante d\u2019ultima generazione, aveva un animo guardingo ed era grandemente noto come figlio del buio; di quel buio che va dalla luce allo sfumato, sino al profondamente e profondamente pesto. Perch\u00e9 la sua testa, con gli occhi affilati che nulla lasciano intendere al caso, gli orecchi appuntiti per un solo sbuffo d\u2019aria, la bocca che tace agli altri e non a s\u00e9, era un congegno perfetto che non necessitava d\u2019interruttore: s\u2019accendeva e si spegneva quand\u2019era il momento, a suo dire, di fare o non fare luce, e sovente anche di giorno; ed appunto per questo considerato bizzarro.<\/p>\n<p>\u201cEccolo, eccolo qui!\u201d borbott\u00f2 Dimitrio Palla, \u201cIl grande anarchico ha deciso d\u2019accendersi!\u201d continu\u00f2 a borbottare l\u2019architetto, \u201cLa finestra ci da luce che Dio la manda, e questo, che non sono nemmeno le diciannove, s\u2019accende e neppure dice A!\u201d \u201cAh, che scimunitaggine\u2026 finir\u00f2 per scimunire anche io!\u201dAggiunse ancora l\u2019architetto, rivolgendosi a Lanternino Lanternini che non spiccicava una parola; e che perlopi\u00f9 era impossibile da governare per la mancanza di interruttori e l\u2019assenza di qualsivoglia tipo d\u2019alimentazione. Cos\u00ec, Lanternino, s\u2019accendeva, e non c\u2019era verso alcuno di spegnerlo, era spento, e non c\u2019era verso alcuno d\u2019accenderlo; decideva lui; e all\u2019apparenza senza valido motivo.<\/p>\n<p>Ora avvenne, dunque, che s\u2019era acceso a pochi centimetri da Porta Pennino.<\/p>\n<p>Porta Pennino era un uomo-scrigno piccolo in tessuto, un\u2019entit\u00e0 donata all\u2019architetto Dimitrio Palla dal caro e trapassato padre. Custodiva nel suo bauletto panciuto pennini a pallino a punta fine e a punta tronca e tre boccette de \u201cL\u2019inchiostro delle memorie\u201d da trascrivere e tramandare. E spesso, formicolando sulle quattro gambette che gli spuntavano dagli angoli, s\u2019acquattava nelle periferie pi\u00f9 desolate della scrivania, ora spostandosi di qua e ora di l\u00e0, come a nascondersi a chiss\u00e0 quale furia oppure a catturare l\u2019attenzione di chiss\u00e0 chi.<\/p>\n<p>Dimitrio Palla accorgendosi di ci\u00f2 riprese ad inveire pi\u00f9 forte.<\/p>\n<p>\u201cE a quest\u2019altro, cosa gli prende adesso?\u201d<\/p>\n<p>\u201cDimmi. Dimmi. Cosa ti prende?\u201d ridisse fissando Porta Pennino; \u201cScappi da destra a sinistra, da sinistra a destra\u2026 per l\u2019amor di Dio! Ah per l\u2019amor di Dio! Ah per l\u2019amor di Dio!\u201d grid\u00f2 di nuovo, \u201cFinir\u00f2 per scimunire!\u201d<\/p>\n<p>\u201cGuarda. Guarda. Guarda bene. Sono fermo adesso!\u201ds\u2019accigli\u00f2 deciso Porta Pennino. E Lanternino s\u2019accese ancora, e pi\u00f9 lucente di prima.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 chiaro, \u00e8 chiarissimo.\u201dRiprese stizzito l\u2019architetto.<\/p>\n<p>\u201cCosa, ti \u00e8 chiaro e chiarissimo\u2026?\u201d incalz\u00f2 Porta Pennino, \u201cGuarda bene, ti dico. Guarda. Guarda!\u201d<\/p>\n<p>E Lanternino Lanternini continuava ad accendersi, sempre pi\u00f9 lucente.<\/p>\n<p>L\u2019architetto Dimitrio Palla era, invece, un uomo distratto, grande e di molto tondeggiante; tanto tondeggiante da volere evitare nella sua testa ossessionata angoli e asperit\u00e0 della vita. Ed il suo, prima d\u2019essere un mandato etico, era perlopi\u00f9 un mandato personale, narcisistico e di professione: nella sua testa avrebbe voluto costruire un grattacielo perfettamente sferico, cos\u00ec da abbracciare il cielo e la terra interi\u2026 come diceva lui! Peccato, per\u00f2, che di questi altissimi e perfetti propositi, ne costruiva solo altissime e perfette contraddizioni.<\/p>\n<p>E fin\u00ec, per l\u2019appunto, ancor pi\u00f9 per adirarsi.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 chiarissimo.\u201d Tuon\u00f2 di nuovo. \u201c\u00c8 chiaro che\u2026 s\u00ec, \u00e8 chiaro che\u2026\u201d e non termin\u00f2 le parole che presto s\u2019accorse\u2026<\/p>\n<p>Fiss\u00f2 Porta Pennino guardandogli il bauletto divenuto bluastro, e riprese ad imprecare: \u201cOh per l\u2019amor di Dio! Perdio! Perdio! L\u2019inchiostro. L\u2019inchiostro delle memorie\u2026\u201d<\/p>\n<p>Finalmente cap\u00ec, e Porta Pennino ebbe una piccola smorfia di soddisfazione.<\/p>\n<p>L\u2019inchiostro delle memorie s\u2019era riversato nella pancia di Porta Pennino.<\/p>\n<p>Bisognava adesso salvare il salvabile; e Dimitrio Palla fece in fretta a sventrare il bauletto che forse non era tutto perso. Delle tre boccette ne restava integra solo una: \u201cLe memorie del padre col figlio\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, mentre Lanternino si compiva nel prodigio di fare luce, L\u2019architetto afferr\u00f2 la boccetta integra, il pennino a punta fine (per avere un tratto sibillino e raffinato) e cominci\u00f2 finalmente a trascrivere:<\/p>\n<p>\u201cAbbia tu sempre il ricordo, caro figlio Dimitrio, di quella volta che con uno scappellotto sulla giovane nuca ti feci una carezza al cuore e al cervello: col tuo triciclo pretendevi, da ossesso, fare l\u2019intero giro del mondo e viaggiare pure sui fili tesi dei panni stesi al sole oltre il parapetto del balcone. E abbia tu sempre il ricordo, anche di quell\u2019altra volta che con una pedata nel sedere, caro figlio, ti feci un tantino pi\u00f9 adulto: avevi preso a spiare dal buco della toppa la madre che faceva la doccia! E ricorda anche di quella volta che t\u2019affogasti nella vodka e dicevi senz\u2019ambagi di parlare coi marziani: dovetti strizzarti leggermente gli zebedei per dirti che il dolore e il coraggio sono le sole cose reali\u2026\u201d<\/p>\n<p>Dimitrio Palla tir\u00f2 su la testa, interruppe la trascrizione e stette per un attimo a pensare. Poi subito riprese a scrivere, e continu\u00f2 e continu\u00f2 sino alla chiusura:<\/p>\n<p>\u201cRicorda dunque, ricorda, caro figlio, che sempre bene coi piedi per terra devi stare!\u201d<\/p>\n<p>La memoria si concluse cos\u00ec. L\u2019architetto rinvenne per il tempo d\u2019un battito di ciglia. Porta Pennino si fece sereno. E Lanternino Lanternini torn\u00f2 a spegnersi assieme al suo mistero.<\/p>\n<p>\u201cEccolo. Eccolo. Eccolo di nuovo l\u2019anarchico.\u201d Riprese a dire l\u2019architetto. \u201cS\u2019\u00e8 spento. S\u2019\u00e8 spento. S\u2019\u00e8 spento adesso che Dio non manda pi\u00f9 luce! S\u2019\u00e8 spento adesso che devo lavorare al mio progetto, al mio grattacielo! Ah Perdio! Ah Perdio! Finir\u00f2 per scimunire!<\/p>\n<p>Intento nelle imprecazioni e nonostante la poca luce, Dimitrio Palla riprese la concentrazione e cominci\u00f2 ad armeggiare scalimetro, goniometro, squadro, matita e compasso per dare al mondo il suo grattacielo-sfera, opera colossale che lo avrebbe portato alla ribalta mediatica. Gi\u00e0 chiudeva per un attimo gli occhi che presto trasognava roboanti titoli di quotidiani: \u201cDimitrio Palla, l\u2019architetto del secolo\u201d, \u201cDimitrio Palla, il genio della sfera celeste\u201d, oppure ancora \u201cIl grattacielo-sfera: l\u2019abbraccio di Dimitrio Palla al mondo intero\u201d. Quando sul pi\u00f9 bello, dall\u2019altra parte della scrivania, nell\u2019angolo opposto a quello di Porta Pennino e Lanternino Lanternini, come una spina lanciata nei fianchi, una voce stridula e indisponente cominci\u00f2 a cantare :<\/p>\n<p>\u201cGlu, glu! Glu, glu! L\u2019eschimese nell\u2019igl\u00f9\u2026 glu, glu!\u201d<\/p>\n<p>Chi si permetteva di parodiare Rino Gaetano e canzonare l\u2019architetto Dimitrio Palla per via del suo progetto stralunato, era Spinosa La Grassa.<\/p>\n<p>Spinosa La Grassa era una donna di sana pianta, nel senso letterale delle parole. Una specie di cactus femmina coi fianchi molli e il sarcasmo finemente acuminato, un cecchino che dall\u2019alto del suo vasetto mai mancava il bersaglio.<\/p>\n<p>\u201cGlu, glu! Glu, glu! L\u2019eschimese nell\u2019igl\u00f9\u2026 glu, glu!\u201d<\/p>\n<p>\u201cGlu, glu! Glu, glu! L\u2019eschimese nell\u2019igl\u00f9\u2026 glu, glu!\u201d<\/p>\n<p>Continuava a cantare. E l\u2019architetto non manc\u00f2 di nuovo di saltare su tutte le furie.<\/p>\n<p>\u201cAh\u2026 aaah\u2026 aaaaah perdio! Ci mancavi solo tu adesso. E dimmi, dimmi, tu, cosa vuoi?\u201d<\/p>\n<p>\u201cEcco, dunque\u2026 vorrei un vasetto nuovo tempestato di pietre preziose, un terriccio morbido e di prima qualit\u00e0 che m\u2019accarezzi le radici, e un principino azzurro con scintille d\u2019aculei che m\u2019abbracci scoppiettante pure nel dolore\u2026\u201d rispose con tono irrisorio Spinosa La Grassa, mentre la sera si faceva di tanto in tanto pi\u00f9 buia.<\/p>\n<p>\u201cSveglia. Sveglia. Sveglia Architetto! Sveglia. Sveglia. Glu, glu! L\u2019eschimese nell\u2019igl\u00f9\u201d diceva, continuando a farsi beffa di Dimitrio Palla.<\/p>\n<p>\u201cCosa vuoi che serva a me, architetto! Guarda qua, piuttosto\u2026\u201d e fece segno alla sua destra.<\/p>\n<p>Nel frattempo Lanternino Lanternini con due balzi aveva raggiunto la parte opposta della scrivania, e proprio alla destra di Spinosa La Grassa, all\u2019improvviso, aveva deciso di riaccendersi. L\u2019architetto volt\u00f2 di poco la testa, guard\u00f2, e si accorse di Lanternino.<\/p>\n<p>\u201cAh, e che novit\u00e0 \u00e8 questa?\u201d disse disturbato, \u201cCi ho fatto l\u2019abitudine, sai? Si sposta di qua e di l\u00e0, s\u2019accende di qua e di l\u00e0\u2026 di l\u00e0 e di qua\u2026 quando e come\u2026 come e quando dice lui!\u201d<\/p>\n<p>Lanternino senza la bench\u00e9 minima esitazione raccolse tutte le sue forze, sforzandosi, appunto, di farsi ancora pi\u00f9 luminoso\u2026<\/p>\n<p>\u201cLuce! Luce!\u201d aggiunse Spinosa la Grassa, \u201cE chiss\u00e0 che l\u2019eschimese metta la testa fuori dall\u2019 igl\u00f9\u2026 glu glu!\u201d<\/p>\n<p>Dimitrio Palla si lasci\u00f2 cadere le braccia sconcertato, quando sul pi\u00f9 bello s\u2019accorse che un riflesso giallo gli attravers\u00f2 gli occhi e che una voce sottile sottile di bambina diceva: \u201c Acqua\u2026 acqua\u2026\u201d<\/p>\n<p>\u201cOh perdio! Oh perdio! Margheritina, Margheritina la Bella\u2026\u201d disse quasi con l\u2019anima in pena l\u2019architetto, guardando con attenzione alla destra di Spinosa la Grassa e ai piedi di Lanternino Lanternini.<\/p>\n<p>Era Margheritina la Bella, un piccolo fiorellino in un vasetto minuto donato all\u2019architetto dalla sua giovane figlia con la promessa di tenere sempre viva la piantina come segno della linfa vitale che scorre di padre in figlio. E la poverina, ormai, aveva quasi fatto le grinze sui petali per la dimenticanza dell\u2019architetto.<\/p>\n<p>Dimitrio Palla, finalmente, s\u2019affrett\u00f2 col cuore in gola a prendere l\u2019annaffiatoio dal ripostiglio, e per ogni goccia d\u2019acqua che vers\u00f2 nel vasetto, Margheritina la Bella, tornando via via pi\u00f9 viva, disse grazie.<\/p>\n<p>Spinosa la Grassa giunse le mani come in preghiera, volt\u00f2 gli occhi al cielo e con il consueto sarcasmo di chi la sa lunga disse ancora: \u201cAh, e che luce sia! Glu glu!\u201d ma nel frattempo Lanternino aveva raggiunto di nuovo il suo abituale posto sull\u2019altro lato della scrivania, andando piano piano spegnendosi.<\/p>\n<p>Dimitrio Palla vers\u00f2 l\u2019ultima goccia, e non fece in tempo a posare l\u2019annaffiatoio che presto torn\u00f2 col pensiero all\u2019ossessione della sua grandiosit\u00e0, del suo lavoro, del suo successo, del suo progetto fuori senno; e non fece in tempo nemmeno a mettere un altro passo per riprendere gli attrezzi del mestiere che presto nello studio dell\u2019architetto cal\u00f2 la notte pi\u00f9 scura.<\/p>\n<p>Per pochi minuti, tutto s\u2019arrest\u00f2, e tutti rimasero sospesi nel nero silenzio.<\/p>\n<p>Poi ci fu a poco a poco un leggero spostamento dell\u2019aria, un sibilo che fiatava, poi un suono aspro, e poi nitidamente un&#8217;altra voce di donna che agli orecchi dell\u2019architetto fu subito molto chiara e di grande conoscenza.<\/p>\n<p>Dimitrio Palla s\u2019avvent\u00f2 goffamente nell\u2019aria, cerc\u00f2 a tentoni nel buio di afferrare qualcosa sulla scrivania, agitava le braccia nell\u2019oscurit\u00e0, ma tutto gi\u00e0 da tempo gli era sfuggito di mano. Stette, cos\u00ec, per un attimo, sul punto di reimprecare contro Lanternino Lanternini, quando questo decise autonomamente, data la situazione, che si trattava d\u2019un caso sul quale fare nuovamente luce.<\/p>\n<p>Lanternino s\u2019accese. Torn\u00f2 la luce nella stanza. E sulla scrivania, dalla fotografia nella cornicetta variopinta apparve anche Ninetta Brutta Cera, donna dallo sguardo inquisitore, sergente di ferro che stava sgolandosi per richiamare alla rettitudine il marito. Ma si trattava, in realt\u00e0, di una splendida donna, donna anch\u2019ella dimenticata nel personale buio dell\u2019architetto.<\/p>\n<p>\u201cNinetta, Ninetta!\u201dEsclam\u00f2 con pentimento Dimitrio Palla. E la sua preoccupazione crebbe come una malattia quando s\u2019accorse che sul campo di battaglia della sua scrivania, Ninetta Brutta Cera, come la chiamava lui, capeggiava alle sue spalle Porta Pennino, Spinosa la Grassa, Margheritina la Bella ed una masnada di altri oggetti animati, ognuno col proprio personale grido di ribellione contro l\u2019architetto.<\/p>\n<p>A fare luce sullo scenario c\u2019era sempre Lanternino Lanternini, animo guardingo dagli occhi ben affilati che gi\u00e0 sapeva cos\u2019altro stava per accadere\u2026<\/p>\n<p>Dimitrio Palla tenne stretti i pugni, e per suonarsi la carica se li sbatteva al petto come uno scimmione; poi con un piglio deciso and\u00f2 incontro a Lanternino. Giuntogli ad un palmo di naso disse:<\/p>\n<p>\u201cAndiamo. Andiamo Lanternino. Ho capito!\u201d<\/p>\n<p>E prese con impeto Lanternino Lanternini mettendoselo su un fianco e sotto un braccio come chi porta a spasso una piccola creatura o una coscienza immacolata.<\/p>\n<p>Poi, presto, uscirono dallo studio e cominciarono a brancolare per strada nel cuore della notte.<\/p>\n<p>Dimitrio Palla sfrutt\u00f2 la luce di Lanternino, che aveva deciso di starsene ancora luminoso, e ad ogni passo che metteva muoveva la testa e scrutava con attenzione a destra e a sinistra, in basso e in alto. Guardava ai piedi di un albero e non ci trovava niente, poi sotto una foglia, dietro un sasso, nel pelo d\u2019un cane, dietro un muretto, sotto le ali di una zanzara, ma niente, niente di niente. Non ci trovava niente.<\/p>\n<p>Lanternino Lanternini non si sorprese pi\u00f9 di tanto, e nonostante avesse una bocca dedita a tacere agli altri e non a s\u00e9, e nonostante ne conoscesse gi\u00e0 le risposte, decise che era giunto il momento di consegnare alla luce anche la sua voce, e chiese:<\/p>\n<p>\u201cDove andiamo Dimitrio?\u201d<\/p>\n<p>\u201cAndiamo! Andiamo! Andiamo alla ricerca dell\u2019uomo!\u201d rispose.<\/p>\n<p>\u201cQuesto lo avrebbe detto anche Diogene!\u201d disse Lanternino. \u201cCosa cerchi Dimitrio?\u201d chiese ancora la fonte luminosa.<\/p>\n<p>\u201cCerco me stesso!\u201d rispose con tono lapidario Dimitrio Palla, continuando a guardarsi attorno con grande attenzione.<\/p>\n<p>Cos\u00ec a Lanternino Lanternini non rest\u00f2 che allungare un piccolo sorriso.<\/p>\n<p>Poi guard\u00f2 la luna che vigilava alta nel cielo, e le schiacci\u00f2 soddisfatto un occhiolino.<\/p>\n<p>Finalmente di l\u00ec a poco si sarebbe fatto di nuovo giorno.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34549\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34549\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul fare della sera, sulla scrivania dell\u2019architetto Dimitrio Palla, d\u2019improvviso e senza comando, come viene alla luce un\u2019idea bizzarra in una testa bizzarra, a pochi centimetri da Porta Pennino, s\u2019accese Lanternino Lanternini. Lanternino Lanternini, fiammante d\u2019ultima generazione, aveva un animo guardingo ed era grandemente noto come figlio del buio; di quel buio che va dalla [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34549\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34549\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":11886,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-34549","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34549"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/11886"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34549"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34549\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34605,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34549\/revisions\/34605"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}