{"id":34538,"date":"2018-04-10T18:22:12","date_gmt":"2018-04-10T17:22:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34538"},"modified":"2018-04-10T18:22:12","modified_gmt":"2018-04-10T17:22:12","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-il-cappotto-di-stefano-nocentini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34538","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Il cappotto&#8221; di Stefano Nocentini"},"content":{"rendered":"<p>\u201cChe sei una sciocca l\u2019ho sempre saputo. Ma il troppo stroppia!\u201d<br \/>\nLa governante era una donna matura, pesante, brusca, dalla voce baritonale. La rabbia le arrossava la faccia, gi\u00e0 abbastanza rubizza per conto suo anche di norma, per l\u2019esposizione ai fuochi della cucina e per il vino che nascostamente attingeva dalla cantina del padrone.<br \/>\nLa ragazza, pur umiliata e confusa, pens\u00f2 che cos\u00ec erano le facce dei diavoli dell\u2019inferno, che lei vedeva tutti i giorni, affrescate sui muri della vicina chiesa di San Frediano.<br \/>\n\u201cNon ti si pu\u00f2 nemmeno mandare a comprare il pane, che fai un danno! Ma come \u00e8 possibile farsi prendere per il naso a questo modo? Ti hanno imbrogliato sul resto: qui mancano dei bei soldi! Fila subito a lavare le scale, che almeno, l\u00ec, non puoi fare pi\u00f9 danno che rovesciare il secchio, come d\u2019altronde hai gi\u00e0 fatto pi\u00f9 di una volta!\u201d<br \/>\nLei piangeva di vergogna, avrebbe voluto sprofondare, sparire; tanto, chi si sarebbe accorto della sua mancanza? Chi mai se ne sarebbe preoccupato? La governante aveva ragione: lei era una sciocca. Come spiegare alla donna che aveva provato in ogni modo a imparare a contare, ma senza riuscirci? Sapeva far di conto fino a dieci, aiutandosi con le dita; ma poi i numeri andavano per conto loro, e quando faceva e rifaceva i conti, il risultato veniva sempre diverso. Non riusciva a trovare le parole per giustificarsi di fronte alla governante infuriata: piangeva in silenzio.<br \/>\n\u201cTaci, eh? Non hai il coraggio di parlare? di guardarmi negli occhi? Coscienza sporca! Razza di santerellina, le conosco bene quelle come te! Fila a lavare le scale ti ho detto, che io intanto vado a riferire alla signora cosa hai combinato. E ringrazia la sua bont\u00e0, se ancora non ti ha levato la pelle a suon di frustate, come meriteresti!\u201d<\/p>\n<p>La signora Fatinelli, la padrona del palazzo, depose sul tavolo del suo salottino il libro che stava leggendo. Annunziata, la governante, era una donna energica e volitiva, che prendeva tutto intero sulle sue spalle il governo delle faccende domestiche. Lei ne aveva bisogno, e apprezzava la sua infaticabile energia; ma era leggermente infastidita dalla volgarit\u00e0 del tratto e dal volume della sua voce, che la donna non si curava di attenuare, e che anzi accentuava ostentatamente come segno distintivo del suo ruolo.<br \/>\n\u201c\u00c9 una disperazione, signora; non c\u2019\u00e8 nulla che riesca a fare senza combinare qualche malestro. Stavolta le ho dato un grosso per comprare il pane, e lei si \u00e8 fatta truffare sul resto. Sempre che l\u2019abbiano imbrogliata davvero, e non si tratti invece di qualcosa di peggio.\u201d<br \/>\n\u201cChe vuoi dire?\u201d<br \/>\n\u201cChe nel prendere il resto, qualche moneta potrebbe esserle rimasta impigliata fra le pieghe della veste.\u201d<br \/>\n\u201cVia, Annunziata, non credi nemmeno tu a quello che dici. Sai bene che la ragazza \u00e8 onesta; certo non \u00e8 sveglia, anzi forse \u00e8 un po\u2019 ritardata per la sua et\u00e0; ma \u00e8 qui da noi fin da quando aveva appena dodici anni, e l\u2019abbiamo sempre vista buona, affettuosa e remissiva; frequenta la chiesa tutti i giorni, e, quando non lavora, prega. Di certo, quando sbaglia, non lo fa con malizia.\u201d<br \/>\n\u201cSe lo dice lei, signora, sar\u00e0 cos\u00ec.\u201d<br \/>\n\u201cNon sei d\u2019accordo?\u201d<br \/>\n\u201cSignora, io le conosco bene queste baciapile, questi sepolcri imbiancati, tutte gesummio e madonnina santa: sono le peggiori! E so anche quale sarebbe la medicina adatta, quella che le convincerebbe a stare pi\u00f9 attente sul lavoro e a sbagliare di meno.\u201d<br \/>\nDentro di s\u00e9, la signora Fatinelli sorrise. Sapeva bene quale era la medicina di Annunziata.<br \/>\n\u201cE sarebbe?\u201d<br \/>\n\u201cLa medicina del dottor Frustino! \u00c8 un medicamento miracoloso, che ha risolto certi casi che sembravano inguaribili ai pi\u00f9 grandi cerusici. Meglio dei santi Cosma e Damiano messi insieme! Una medicina che, se potessi, gliela somministrerei volentieri a tutte l\u2019ore, fino a guarigione completa!\u201d<br \/>\n\u201cAnnunziata, Annunziata, non siamo pi\u00f9 ai tempi dell\u2019impero romano, quando si frustavano i servi che sbagliavano! Nel mondo moderno, queste cose non si possono pi\u00f9 fare. Ti pare che io, anche se lo volessi (e non lo voglio), potrei far frustare una servetta perch\u00e9 si \u00e8 fatta imbrogliare sul resto, in pieno Milleduecento?\u201d<br \/>\n\u201cMi pare e non mi pare, signora; quello di cui son certa \u00e8 che, senza la medicina giusta, la malattia non guarisce, e la ragazza avr\u00e0 la ricaduta.\u201d<br \/>\n\u201cNon risolverai nulla spaventandola. Ci vuole comprensione per le sue debolezze, sostegno, rassicurazione; e se ci cascher\u00e0 ancora, pazienza.\u201d<br \/>\n\u201cCampa cavallo mio, ch\u00e9 l\u2019erba cresce.\u201d<br \/>\n\u201cMa alla fin fine, a quanto ammonta il danno?\u201d<br \/>\n\u201cUn quattrino tondo tondo.\u201d<br \/>\n\u201c\u00c9 una somma davvero piccola, non ti sembra? Con un quattrino si compra appena una caciottina.\u201d<br \/>\n\u201cUn soldo oggi, domani un quattrino, e alla fine del mese \u00e8 sparito un fiorino.\u201d<\/p>\n<p>Quel giorno aveva impiegato pi\u00f9 tempo del solito per le pulizie quotidiane: doveva affrettarsi, o la Messa in chiesa sarebbe iniziata senza di lei.<br \/>\nScendeva i gradini a due a due, stringendosi addosso il vestituccio, e quasi and\u00f2 a cozzare contro la signora, che stava attraversando il pianerottolo.<br \/>\n\u201cDove vai, cos\u00ec di fretta?\u201d<br \/>\n\u201dIn chiesa, signora; non vorrei fare tardi alla Messa.\u201d<br \/>\n\u201cMa prenderai un malanno! Fuori fa un freddo terribile.\u201d<br \/>\nQuell\u2019inverno era particolarmente rigido, e la neve stava coprendo la citt\u00e0 da pi\u00f9 giorni.<br \/>\n\u201cArrivo alla chiesa in un minuto, signora, e poi la preghiera mi riscalda&#8230;\u201d<br \/>\n\u201cLa preghiera scalda il cuore, ma per il corpo vale meglio un buon cappotto. Vieni con me da Annunziata, le dir\u00f2 di prestarti il mio: ma bada di non sciuparlo.\u201d<br \/>\nLei era diventata tutta rossa per la riconoscenza e la vergogna; avrebbe voluto schermirsi, ma non osava contraddire la signora.<br \/>\nAnnunziata era balzata sulla sedia e aveva esibito tutta una galleria di facce scandalizzate, ma alla fine non aveva potuto fare altro che obbedire all\u2019ordine della padrona.<br \/>\nFuori il freddo era davvero intenso, ma il cappotto, foderato di pelliccia, la avvolgeva in un dolce tepore, isolandola dal clima rigido.<br \/>\nIn pochi minuti arriv\u00f2 alla chiesa nuova di San Frediano, consacrata meno di cent\u2019anni prima. La bella facciata pentapartita, tutta di pietra levigata, sovrastava le casette circostanti, come una grande nave le barchette ancorate nel porto.<br \/>\nSulla soglia della porta laterale, un vecchio mendicante chiedeva la carit\u00e0. Gli stracci che lo coprivano potevano poco contro il freddo, ma l\u2019incavo del portale lo riparava almeno dal vento e dalla neve.<br \/>\n\u201cBella damigella, fate la carit\u00e0, per amore di Cristo.\u201d<br \/>\nL\u2019uomo aveva frainteso, tratto in inganno dal cappotto signorile, che denotava agiatezza e stato sociale.<br \/>\n\u201cFratello, io sono pi\u00f9 povera di te. Non ho un soldo da darti, ma almeno posso scaldarti un po\u2019: mettiti questo cappotto, io in chiesa non ne ho bisogno. Me lo restituirai quando esco.\u201d<br \/>\nL\u2019uomo si era subito infilato l\u2019indumento.<br \/>\nFuori imperversava la bufera, ma la chiesa era ovattata e protettiva. La preghiera le aveva dato pi\u00f9 calore del solito: le sembrava che Ges\u00f9, che amava i deboli e i poveri, la guardasse dolcemente dall\u2019alto della sua croce.<br \/>\nMa quando era uscita, ancora pregando dentro di s\u00e9, il mendicante era sparito; e il cappotto con lui.<br \/>\nRientrata a casa, illividita e gelata, aveva dovuto passare mezz\u2019ora di fuoco davanti ad Annunziata, che, gridandole sul viso i peggiori insulti, l\u2019aveva sconvolta finch\u00e9 era scoppiata in un pianto dirotto; e poi, senza sottilizzare troppo fra impero romano e mondo moderno, a ogni buon conto l\u2019aveva presa a schiaffi fino a farle la faccia rossa.<br \/>\nMa il giorno dopo la governante era stata colta di sorpresa, quando una serva, trafelata, era corsa da lei col cappotto in braccio.<br \/>\n\u201cCom\u2019\u00e8, dove l\u2019hai trovato? Parla!\u201d<br \/>\n\u201cL\u2019hanno portato&#8230; giusto adesso&#8230; bussando al portone.\u201d<br \/>\n\u201cMa chi era? Un vecchio mendicante?\u201d<br \/>\n\u201cUn vecchio mendicante? Oh no di certo! Era un giovane, alto, biondo e ben vestito. Non ha detto una parola, mi ha dato il cappotto e se ne \u00e8 andato subito.\u201d<br \/>\n\u201cPerch\u00e9 l\u2019hai lasciato andar via, stupida? Rincorrilo, presto, e portalo qui!\u201d<br \/>\nLa serva corse fuori; ma il giovane biondo era sparito, e nessuno lo vide mai pi\u00f9.<\/p>\n<p>La guida aveva terminato il suo racconto.<br \/>\n\u201cNice indeed, yet quite unlikely.\u201d<br \/>\nI visitatori parlavano inglese. Erano i partecipanti allo International Congress on Neuroscience and Neuropsychiatry che si teneva in quei giorni a Lucca: accademici e professionisti noti nel loro ambiente, fra cui anche un Premio Nobel. Apposta per loro, era stato organizzato quel giro turistico della citt\u00e0.<br \/>\n\u201cSe la ragazza pensava di riottenere il cappotto all\u2019uscita, era veramente una sciocca. In quella situazione, le probabilit\u00e0 favorevoli erano minime. Che poi venisse riportato il giorno dopo, era un\u2019eventualit\u00e0 ancora pi\u00f9 remota.\u201d<br \/>\n\u201cPoteva almeno procurarsi qualche garanzia: chiedere se qualcuno conosceva l\u2019uomo. O almeno pretendere in pegno le monete che aveva raccolto fino a quel momento.\u201d<br \/>\n\u201cComunque, la padrona era stata imprudente a prestarle un cappotto di valore.\u201d<br \/>\n\u201cProbabilmente temeva che la ragazza col freddo si ammalasse, e di doverla poi accudire, come un peso invece che un aiuto.\u201d<br \/>\n\u201cNon si capisce per\u00f2 perch\u00e9 la ragazza abbia deciso di cedere un cappotto, che il mendicante neppure chiedeva.\u201d<br \/>\n\u201cNon cercherei spiegazioni sofisticate, quando bastano quelle semplici. La ragazza era stupida, ed \u00e8 inutile chiedersi perch\u00e9 uno stupido fa una certa cosa: la fa perch\u00e9 \u00e8 stupido, semplicemente.\u201d<br \/>\nIntervenne il Premio Nobel.<br \/>\n\u201cPenso invece che si tratti di un comportamento ossessivo-compulsivo, dettato da scarsa autostima. Questi soggetti, come \u00e8 noto, soffrono di un bisogno incontenibile di rafforzare la misera immagine che hanno di s\u00e9. Cedendo il cappotto, la ragazza voleva affermare la sua superiorit\u00e0 su qualcuno che poteva considerare pi\u00f9 in basso di lei.\u201d<br \/>\n\u201cMolto logico. Una sindrome classica. Se la ragazza fosse stata trattata preventivamente con una cura a base di Xneurin, adesso non staremmo discutendo di questa storia.\u201d Aveva parlato un ometto calvo, noto per la sua fede negli psicofarmaci, che conduceva una modesta carriera all\u2019ombra del Premio Nobel, e usava apprezzare e rinforzare ogni affermazione del luminare.<br \/>\nLa visita era finita.<br \/>\nGli studiosi si incolonnarono disciplinatamente dietro la guida e uscirono dalla chiesa di San Frediano. C\u2019erano ancora molte cose da vedere in citt\u00e0.<\/p>\n<p>Tutti quei sapienti sarebbero stati presto dimenticati. Nessuno di loro avrebbe lasciato il luminoso ricordo che aveva lasciato nei secoli Santa Zita da Lucca, la serva povera e ignorante, che non sapeva leggere n\u00e9 scrivere n\u00e9 far di conto, ma che, di fronte a un mendicante infreddolito, gli aveva ceduto il cappotto senza fare domande.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34538\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34538\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cChe sei una sciocca l\u2019ho sempre saputo. 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