{"id":34525,"date":"2018-04-09T17:22:41","date_gmt":"2018-04-09T16:22:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34525"},"modified":"2018-04-09T17:23:41","modified_gmt":"2018-04-09T16:23:41","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-lap-dance-di-alessandro-errigo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34525","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Lap dance&#8221; di Alessandro Errigo"},"content":{"rendered":"<p>Blue star:un tubo al neon, sottile e azzurro, occhieggia discreto sopra l\u2019 anonima porta tagliafuoco in acciaio grigio: un ragazzo alto , massiccio, dall\u2019 aria assente, la presidia svogliato sul retro di un triste palazzo in cemento armato. La compagnia \u00e9 scontata e prevedibile: un gruppo di colleghi di lavoro insieme per una breve vacanza. Solo maschi, adulti. Conoscenti, neanche amici.<br \/>\nNel pomeriggio qualcuno, al termine della giornta di sci, ha avuto l\u2019 idea di trascorrere la serata in un night cos\u00ec adesso ci avventuriamo nel- locale grande, spoglio, male illuminato e tristemente arredato con divani dozzinali di un rosso spento e dall\u2019 aria poco pulita. Mentre entriamo, una ragazza esce: altissima sui tacchi a spillo, il viso e il corpo di una bellezza statuaria, ci incrocia sfiorandoci senza uno sguardo mentre i miei compagni si scambiano sguardi ammiccanti da adolescenti alle prese con l\u2019 incurante scollatura di una giovane supplente.<br \/>\nMi guardo intorno, comunque curioso. Da una parte, il bar. Sullo sfondo, crudamente illuminato da faretti che lo materializzano dalla penombra, il palco, con al centro il palo \u2013totem minaccioso, sul quale a turno salgono le ragazze.<br \/>\nUna tristezza che sa di squallore e di banalit\u00e0 mi prende delicatamente lo stomaco.<br \/>\nCi sediamo. Io, su una poltroncina che da la schiena al palco, deciso a ostentare complice partecipazione non ostante rimbombo di una musica troppo alta, fastidiosa, invadente: impossibile parlarsi se non per ammicchi. Rimangono solo da intuire una battuta scontata o un commento esagerato.<br \/>\nCos\u00ec mi volto anch\u2019 io e osservo.<br \/>\nDiverse ragazze, tutte piuttosto belle nella luce piatta e colorata dei faretti, salgono a turno sul palco, sinuosi burattini seminudi chiamati al dovere dalla voce rauca di un disc jokey Mangiafuoco che le sprona incitandole a finire di spogliarsi sciorinando come una triste poesiola uno strip tease dozzinale e meccanico per avvolgersi poi intorno al palo in una serie di acrobazie, queste davvero notevoli,a varia distanza dal suolo.<br \/>\nMi chiedo come non sentano male fra le cosce nude e mi annoio.<br \/>\nNon so come arrivare in fondo a questa serata cos\u00ec dopo un po\u2019 mi sposto al bar insieme a un compagno di serata, dal quale mi aspetto comprensione e sintonia, e ordino un bourbon per tenermi occupato. La barista bionda, distratta e lontana, me lo serve in dose omeopatica senza aggiungerci neanche un sorriso un attimo prima che accada quel che temevo e immaginavo inevitabile: scivolando fuori dall\u2019 ombra, una bionda formosa e sorridente ci si avvicina e si spalma imperiosa e inevitabile sul mio vicino per scroccargli una bevuta.<br \/>\nDal mio sgabello li osservo con un sorriso ironico e superiore mentre lui si irrigidisce in un sorriso formale e imbarazzato: \u201cmi dispiace, ragazzo\u201d-penso-\u201c\u00e8 toccato a te. Fammi vedere come te la cavi\u201d. Mentre li guardo gustandomi la scena della sua goffaggine, sul puff accanto al mio sgabello si accoscia una bionda pienotta, occhi e bocca rotondi nel trucco pesante, svestita di paillettes argentate che, dalla sua sua posizione accoccolata inizia una conversazione in un inglese banale dall\u2019 accento slavo .<br \/>\nE\u2019 russa, ovvio, di una cittadina vicina a Mosca. Le piace quella vita: si diverte. E\u2019 nata a cavallo di due segni zodiacali, gemelli e cancro, e io? \u201cscorpione\u201d rispondo. Sua madre \u00e8 scorpione come me, mi informa. Capisco che sta diligentemente snocciolando il suo repertorio e alla sua domanda su quanti anni penso che abbia \u201cventi\u201d rispondo con grottesca e irridente cavalleria. In realt\u00e0 ne ha ventisei mi dice con ipocrita modestia e un trionfante sorriso. Allora sfodero tutta la mia simpatia e \u201canch\u2019 io\u201d le dico ammiccando. Dopo una breve esitazione interdetta mi guarda con un sorriso tirato e condiscendente mentre i suoi occhi mi dicono \u201cli porti proprio male..\u201d: mi ha preso sul serio.<br \/>\nIl suo copione evidentemente non prevede comunque tempi morti o lungaggini eccessive: appoggia languidamente il corpo morbido e pieno sulle mie cosce e la sua mano sulla mia. Avverto, infastidito, il contatto del palmo sudato. Questo suo imporsi sfacciato e invasivo mi irrita. Mi sento alle strette, intrappolato in un gioco che non mi piace e quando mi chiede di offrirle da bere una bottiglia di champagne,l\u2019 unica cosa che le \u00e8 permessa, le rispondo seccamente di no. E\u2019 esperta: ha capito che non che non avr\u00e0 da me champagne n\u00e9 che si esibir\u00e0 per me in una saletta privata.<br \/>\nNon sembra delusa: probabilmente se lo aspettava. E\u2019 una serata stanca e noi non abbiamo l\u2019 aspetto di clienti generosi.<br \/>\nImpassibile, si alza e si allontana ancheggiando senza ostentazione.<br \/>\nSollevato ma stufo di questa serata, di questa penombra densa e oppressiva, del soffitto basso e del fumo di sigaretta, dopo poco scivolo dallo sgabello per andarmene. Nel farlo, il mio sguardo intercetta la bionda che in un angolo semuibuio parlotta svogliata con altre ballerine. Di spalle appare meno pericolosa e mi sento , a un tratto, sgarbato, supponente e odioso: in fondo \u00e8 il suo lavoro e siamo noi venuti a cercare loro e non viceversa, cos\u00ec mi avvicino e cerco la sua attenzione sfiorandole la spalla nuda. La pelle sotto le mie dita \u00e8 appena umida di sudore: si volta e sembra neanche riconoscermi. le sorrido: \u201ccome ti chiami?\u201d \u201cirina\u201d risponde impassibile. Continuando a sorridere le sussurro \u201cBuona notte. Grazie, Irina\u201de le faccio scivolare in mano una banconota che lei non degna di uno sguardo.<br \/>\nFissandomi negli occhi mi attrae a s\u00e8 circondandomi il collo con una mano mentre l&#8217; altra nella quale avevo fatto scivolare la banconota si insinua, agile e leggera, al di sopra della cintura nei miei pantaloni. Con un rapido movimento abile e delicato mi infila i 50 euro negli slip, sfila la mano e, sfiorandomi la pancia con le dita, scioglie l&#8217; abbraccio, si volta e si allontana.<br \/>\nFuori la notte \u00e9 limpida, fredda, trasparente. Inspiro profondamente a occhi chiusi e mi ncammino verso l\u2019 albergo ascoltando solo lo scricchiolio della neve sotto le suole<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34525\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34525\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Blue star:un tubo al neon, sottile e azzurro, occhieggia discreto sopra l\u2019 anonima porta tagliafuoco in acciaio grigio: un ragazzo alto , massiccio, dall\u2019 aria assente, la presidia svogliato sul retro di un triste palazzo in cemento armato. 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