{"id":34515,"date":"2018-04-08T18:07:01","date_gmt":"2018-04-08T17:07:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34515"},"modified":"2018-04-08T18:07:01","modified_gmt":"2018-04-08T17:07:01","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-ettore-smargiassa-hero-di-sandro-maffei","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34515","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Ettore Smargiassa Hero&#8221; di Sandro Maffei"},"content":{"rendered":"<p lang=\"\" align=\"CENTER\"><span style=\"font-size: large;\">la prima, unica e triste avventura del commissario della Polfer <\/span><\/p>\n<p lang=\"\" align=\"CENTER\"><span style=\"font-size: large;\">Ernesto Smargiassa<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>capitolo primo<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Il sogno<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Viareggio 1985<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Anche questa volta non riusciva a ricordarlo, maledizione, c&#8217;era una scarpa, sembrava nuova, qualcuno che rideva e che pareva conoscerlo, ma poi niente altro, nebbia nebbia&#8230;.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Voleva ricordarli questi sogni, voleva giocarli al lotto, si era impuntato&#8230; Anche vincere al lotto era un sogno, un sogno semplice, comune a tanti.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Voleva vincere per mandare finalmente in culo il 99% delle persone che conosceva&#8230;. invece regolarmente il 99% dei suoi conoscenti lo mandavano a quel paese gratuitamente&#8230;. Non era simpatico, abbastanza introverso, poco sportivo, non beveva, gli piaceva mangiare e soprattutto fumava molto, ecco quello era veramente un piacere&#8230;<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Era arrivato a Viareggio da Taranto dopo aver vinto il concorso, la citt\u00e0 gli era piaciuta, citt\u00e0 di mare, donne facili, ottima cucina&#8230;<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Non era mai stato entusiasta del suo lavoro alla Polfer, adesso poi chiuso in ufficio fra le scartoffie a non fare nulla, aveva fatto mille domande per entrare in polizia, in guardia di finanza, sempre respinte.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Dava la colpa al suo modo di esprimersi, non molto chiaro, farfugliante e poi effettivamente l&#8217;italiano lo parlava male.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">I primi tempi sui treni era sempre a questionare con marocchini e slavi e con questi certo non migliorava il suo linguaggio, gli unici che lo rilassavano a parlarci erano gli Sri, non frequentissimi, con quella loro lingua cos\u00ec musicale con parole lunghissime e difficili ma che si ricordano bene. Con loro riusciva a parlare un p\u00f2 d&#8217;inglese, qualche parola rubata a qualche canzone che si ricordava.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Quando arrivava a pensare agli Sri non poteva non ricordarsi della studentessa di glottologia che aveva conosciuto all&#8217;universit\u00e0 di Bari, gli si era impressa nella mente come un marchio, una donna stupenda peccato averla persa ormai. <\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Lei parlava delle migrazioni dei popoli, dell&#8217;evolversi del linguggio, dell&#8217;indeuropeo, di quali lingue ci fossero prima, di aree distanti che hanno le stesse etimologie&#8230;. lui in effetti non ne capiva nulla ma quelle frasi e quella donna le avrebbe ricordate per sempre.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Anche quella donna ormai era un sogno&#8230;<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>capitolo secondo<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>I numeri del lotto<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Viareggio sempre 1985<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>52 33 19 30 90<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><i>52 le scarpe<\/i><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Aveva piovuto tantissimo quella notte e come sempre a Viareggio con il mare mosso le strade si erano riempite d&#8217;acqua e le macchine che passavano le trasformavano in torrenti&#8230; Cos\u00ec quella mattina Ernesto esce di casa e si ritrova fra i piedi quella bella scatola di scarpe, fa per dargli un calcio, ma \u00e8 veramente bella, per cui la raccoglie, la scuote un po&#8217; dall&#8217;acqua e rientra dentro casa.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">&#8220;Old Freddy Shoes&#8221; ed una etichetta in cuoio &#8220;da Freddy prima i piedi&#8221;<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Scarpe quasi nuove della sua stessa misura. Quel Freddy deve essere un negozio vintage, quasi quasi me le provo, vediamo ok. Ma cosa c&#8217;\u00e8 dentro? un sasso no vediamo \u00e8 un biglietto&#8230;<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Le scarpe sono un numero da giocare! La notte aveva sognato una scarpa, la mattina gli riservava questa sorpresa&#8230; poi un biglietto cos\u00ec strano con dentro della sabbia dorata miracolosamente asciutta&#8230;.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Un numero da giocare oggi era sicuro 52<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><i>33 L&#8217;isola<\/i><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Ernesto era affascinato dalle isole, un mondo completo, autosufficente, forte e misterioso ma anche sicuro e affascinante. Nei suoi sogni c&#8217;era spesso un isola, non tanto grande, quasi disabitata, montuosa ricca di vegetazione ma a volte anche artica. Quella notte non si ricordava di averla sognata, per\u00f2 si ricordava che nel sogno c&#8217;era un odore di salsedine come di isola che si avvicina nella nebbia.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Poi anche lui si sentiva solo, unico e forte proprio come un isola.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Il secondo numero da giocare era 33.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><i>19 la lontananza 30 il sorriso<\/i><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">in effetti si sentiva distante da tutti e tutto, quasi indifferente a tutto ci\u00f2 che lo circondava, i colleghi lo annoiavano a morte, le poche persone che aveva frequentato non dimostravano un particolare interesse nei suoi confronti, i suoi parenti ormai lontani erano quasi tutti morti&#8230; E poi quel sorriso veniva da lontano&#8230; non solo come distanza, era lontano nel tempo.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Era un sorriso che lo aveva raggiunto in ritardo come un ultima spiaggia chissa&#8217; da quanto tempo lo aveva inseguito e raggiunto solo questa notte&#8230;<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Si gli altri due numeri erano 19 e 30.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><i>90 la paura<\/i><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Giocava sempre la paura.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">La paura era una sensazione che non lo abbandonava mai, non si preoccupava di avere paura, piuttosto ci si adagiava la assecondava, cercava di capirla.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Ernesto si lasciava sempre andare nella sensazione della paura, rabbrividiva ma forse era piacevole, quella che per gli altri era paura a lui lo lasciava indifferente, per lui la paura che lo faceva stare male era la sensazione di non riuscire a concludere qualche cosa, di lasciare una storia a mezzo, di non essere in grado di riuscire a vederne la fine.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">La paura era una sensazione piena e vuota come una palla di lana bianca che ti avvolge, soffoca e protegge.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Il 90 lo giocava sempre.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Terzo capitolo <\/b><\/span><\/p>\n<p>\u201c<b><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"\">l&#8217;isolato\u201d <\/span><\/span><\/b><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Ancora Viareggio 1985 ma una settimana dopo<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">&#8230;.fallimento fallimento, era stato quasi una settimana appostato a controllare quell&#8217;isolato vicino alla stazione, difficile che qualcuno non se ne fosse accorto se nascondeva qualche cosa&#8230;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"\">la settimana prima aveva preso una decisione improvvisa, doveva verificare, capire se dentro di se&#8217; l&#8217;investigatore che aveva sognato di diventare fosse sempre vivo e comunque lo voleva risvegliare&#8230;<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Dopo aver letto il biglietto trovato nelle scarpe, pensare che lo stava gettando&#8230;. quel biglietto era una richiesta di aiuto scritta in fretta e l&#8217;inchiostro sembrava proprio sangue.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Cos\u00ec senza pensarci troppo era andato prima a giocare al lotto, poi in ufficio dove aveva fotocopiato la ricevuta del lotto come faceva tutte le volte per lasciarla nel suo cassetto proprio in cima, cos\u00ec se non fosse pi\u00f9 rientrato i colleghi avrebbero capito il perch\u00e8 e sarebbero schiattati quelle merde&#8230;<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Ma quella mattina per la fretta, con le meningi che pensavano a tutt&#8217;altro si era rimesso in tasca la ricevuta e anche la fotocopia che ora sentiva con la mano mentre cercava nuovamente le sigarette.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Sei giorni a contollare il negozio per vedere chi entrava, chi usciva ma niente di anormale, anzi veramente pochi clienti per quella stagione&#8230;.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Quell&#8217;isolato non lo aveva mai visto prima, forse era passato qualche volta in macchina vicino ma non l&#8217;aveva mai notato.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Invece adesso notava quanto fosse diverso dagli altri isolati Viareggini molto pi\u00f9 grandi, praticamente da un lato stavano un bar pasticceria che faceva angolo, all&#8217;altro angolo il negozio Freddy Old Shoes e fra i due la bottega di un barbiere\/parruchiere.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Tutte si appoggiavano su un lato ad una vecchia officina ormai chiusa con le saracinesche serrate sul vicolo retrostante.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Si rese conto di quanto si fosse illuso, lui diventare un investigatore, che coglione, quel biglietto poteva benissimo essere uno scherzo di carnevale, basta giocare a fare il poliziotto, anche se lui un poliziotto lo era, adesso doveva tornare a casa a riposarsi.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Stava accendedosi l&#8217;ennesima sigaretta quando all&#8217;improvviso sent\u00ec che aveva fame&#8230;.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>capitolo 4<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>La bruttezza del sorriso (la paura)<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Viareggio 1985 <\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>All&#8217;interno della Pasticceria Tisaneria Madagascar<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Aveva stanziato per giorni li vicino e adesso finalmente entrava, non era il suo genere di locale, lui si sentiva pi\u00f9 a suo agio nei bar classici e questo era effettivamente un p\u00f2 troppo raffinato per i suoi gusti, appena entrato si guard\u00f2 di sfuggita nella vetrina che lo specchiava e si vide molto trasandato con i pantaloni grigio scuro molto sgualciti e il maglione blu a collo alto che pendeva un po&#8217; di lato&#8230;.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">il locale non era molto spazioso, da fuori sembrava pi\u00f9 grande ed era rivestito con delle pareti in radica di legno con molti scaffali pieni di barattoli e buste di tisane, anche liquori e forse marmellate.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Si avvicina al banco e si rende conto di non poter chiedere un cappuccino, ma comunque ci prova&#8230; \u201cun cappuccino per favore\u201d La signora dietro al bancone si gira sorridendo quasi divertita \u201cbuongiorno signore, mi dispiace ma noi per scelta prepariamo solo tisane ed altre bevande che prepariamo artigianalmente, abbiamo mantenuto anche il nome pasticceria ma non abbiamo la macchina per il caff\u00e8, se vuole posso consigliarle qualche cosa io\u201d sorride di nuovo&#8230;.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Quella donna&#8230; che strano sorriso un viso sicuramente rifatto, anche bello di et\u00e0 indefinibile dai 60 agli 80, ma portati benissimo&#8230; Ernesto si sente strano ed \u00e8 molto stanco.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Lei gli piace, ne \u00e8 attratto, strano per un uomo della sua et\u00e0 pensare cos\u00ec di una donna molto pi\u00f9 vecchia di lui&#8230;. si guarda attorno sugli scaffali strane conserve, forse prugne sotto spirito e che frutta particolare sicuramente tropicale sembrano occhi che lo guardano&#8230;. \u201cbelle le sue scarpe, dice la signora avvicinandosi, un modello vintage, come quelle del negozio qui accanto, si accomodi che le faccio sentire qualche cosa\u201d Ernesto sente un brivido percorrergli tutta la schiena&#8230;.<\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"\">Tutte queste conserve le faccio io con le mie sorelle, sono ricette antichissime&#8230;\u201d e intanto gli porge una tazza fumante, Ernesto la guarda nuovamente, veramente una bella donna e l&#8217;altra al banco peccato che non si giri mai sembra parecchio pi\u00f9 giovane&#8230;.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Improvvisamente dal retrobanco entra una terza donna, la terza sorella pensa Ernesto, ma questa \u00e8 di carnagione scura olivastra bei riccioli un portamento atletico, quasi mascolino&#8230; \u00e8 entrata da quella porta ma da l\u00ec si entra nella bottega accanto, allora sono comunicanti&#8230; Ernesto si alza in piedi si avvicina al banco \u00e8 stranamente eccitato queste donne sono troppo particolari e la tisana ha un sapore fantastico e questo odore che sente da dove viene sembra stordire&#8230; E&#8217; al banco, le ha tutte attorno, quella con i riccioli ha un tubo di metallo in mano&#8230;.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Ernesto adesso \u00e8 sdraiato, cosciente ma incapace di muoversi la mente libera e gli occhi paralizzati che fissano un soffitto scuro, ora non sente pi\u00f9 alcun odore e capisce che sta provando paura, si racchiude in essa, cosa gli stanno facendo?<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Un formicolio fortissimo ai piedi come formiche che lo divorano ma non c&#8217;\u00e8 dolore solo la consapevolezza che il suo corpo sta soffrendo ma la sua mente \u00e8 altrove non gli importa pi\u00f9 di niente anzi si sente nuovo e felice&#8230;.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>capitolo 5<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>non sempre i sogni si avverano<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Viareggio 2015<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>isolato angolo via Verdi<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Maria aveva ripreso a fumare, quante complicazioni da quando aveva deciso di ristrutturare quell&#8217;isolato nei pressi della stazione ferroviaria che aveva ereditato da una ricca zia che non sapeva nemmeno di avere, ora era andata in pensione dall&#8217;universit\u00e0 di Bari ma si sentiva sempre giovane e voleva affrontare una nuova avventura nella vita, cos\u00ec l&#8217;eredit\u00e0 improvvisa era caduta proprio a puntino per dargli la spinta a trasferirsi nella citt\u00e0 toscana.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Solo che quell&#8217;isolato rimasto disabitato per vent&#8217;anni era veramente in pessime condizioni e lei si era trovata con un sacco di citazioni da parte del Comune per effettuare il risanamento.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Adesso aspettava il tecnico del comune per effettuare il sopralluogo, sarebbe venuto con alcuni operai per forzare la porta visto che la nuova proprietaria non aveva nessun tipo di chiave.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">La porta pi\u00f9 facile da forzare sembrava quella del negozio centrale, una vecchia bottega di barbiere, sulla porta a vetri si leggeva Freddy barberia \u201ctu chiedi Freddy taglia\u201d<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Aveva piovuto tutta la notte e anche stamani le strade erano piene d&#8217;acqua che come al solito penetrava in tutte le case a piano terra, Maria e gli altri uomini muniti di stivali si avvicinano all&#8217;edificio.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Non ci volle molto per entrare, una volta all&#8217;interno si resero conto che gli edifici erano tutti comunicanti, il barbiere, un negozio di scarpe e una vecchia bottega&#8230;. dalla bottega si passava anche in una stanza molto pi\u00f9 grande, s\u00ec la bottega comunicava con la grande officina sul retro.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Che genere di lavorazioni facevano? sicuramente qualche cosa di artigianale&#8230; ma che orrore, quelle erano ossa tutte esposte in fila, tibie da una parte ossa della mani da un altra ossa di piedi mascelle, calotte craniche segate a met\u00e0&#8230;. e tante cose schifose in barattoli che sembravano sotto spirito&#8230;. sopra una tavola operatoria stava ancora un corpo.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">La polizia la interrog\u00f2 a lungo, il corpo era risultato essere quello di un ispettore Polfer sparito decine di anni prima, Ernesto Smargiassa, nel locale avevano ritrovato il suo portafoglio con i documenti e una fotocopia sbiadita di una ricevuta del lotto del 1985.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">la cosa strana \u00e8 che la foto del documento che la polizia le aveva mostrato era di un volto che lei ricordava ne era sicura aveva conosciuto quell&#8217;uomo ma quando?<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">La polizia le spieg\u00f2 che l&#8217;edificio era stato abbandonato all&#8217;improvviso, nessuno se ne era mai occupato perch\u00e8 era una zona di Viareggio assolutamente non frequentata e nessuno aveva mai fatto richieste circa gli affitti commerciali dei negozi, mentre per quello che riguardava Smargiassa nessun parente conosciuto ma d&#8217;altronde era originario di Taranto e aveva studiato a Bari&#8230;<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>capitolo 6<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>la macchina del tempo<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Bari 1979<\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Osteria \u201cil sale\u201d <\/b><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Erano entrati scalzi nella trattoria, ridevano, le scarpe gliele aveva portate via il mare&#8230;. era stata una giornata stupenda, avevano passeggiato sulla spiaggia quasi deserta poi si erano sdraiati su quel bel telo di stoffa con disegni arancioni e si erano baciati, prima quasi con paura poi sempre con pi\u00f9 passione avvinghiati e avevano rotolato sulla sabbia continuando a baciarsi. <\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Il mare era cos\u00ec invitante&#8230;. al tramonto si erano spogliati e avevano fatto il bagno nudi poi di corsa sul telo ad asciugare la pelle salata con gli ultimi raggi di sole&#8230;.<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Ernesto continuava ad ascoltarla e la guardava sognando, l&#8217;aveva conosciuta poche sere prima insieme ad altri studenti. Lui stava per partire aveva vinto il concorso&#8230;. ma lei gli piaceva troppo e aveva deciso di invitarla l&#8217;indomani a passare la giornata assieme. <\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Adesso Maria era seduta davanti a lui che sentiva ancora in bocca il sapore della sua lingua e continuava ad essere ipnotizzato dal suo sorriso fresco ed enigmatico&#8230;<\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">Cos\u00ec aveva deciso di non partire. Con la pazzia propria di chi ha vent&#8217;anni, e poi la notte prima aveva fatto un sogno pauroso, quasi funesto, ed Ernesto dava molta importanza ai sogni&#8230; ma adesso il sogno lo aveva davanti a s\u00e8 e non voleva farselo sfuggire, finalmente era felice si sentiva un uomo nuovo e del resto non gli importava niente&#8230;.<\/span><\/p>\n<p>\u201c<span style=\"font-size: small;\"><span lang=\"\">chiss\u00e0, pensava fra se, poter avere una macchina del tempo per vedere fra trent&#8217;anni se ho fatto la scelta giusta?\u201d<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"\"><span style=\"font-size: small;\">dedicato a Maria Cristina e al Mare che ci unisce<\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34515\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34515\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>la prima, unica e triste avventura del commissario della Polfer Ernesto Smargiassa capitolo primo Il sogno Viareggio 1985 Anche questa volta non riusciva a ricordarlo, maledizione, c&#8217;era una scarpa, sembrava nuova, qualcuno che rideva e che pareva conoscerlo, ma poi niente altro, nebbia nebbia&#8230;. Voleva ricordarli questi sogni, voleva giocarli al lotto, si era impuntato&#8230; [&hellip;]<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34515\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34515\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"author":15337,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[483],"tags":[],"class_list":["post-34515","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-premio-racconti-nella-rete-2018"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34515"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/15337"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=34515"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34515\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34522,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/34515\/revisions\/34522"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=34515"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=34515"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=34515"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}