{"id":3450,"date":"2010-05-03T17:58:41","date_gmt":"2010-05-03T16:58:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3450"},"modified":"2010-05-03T17:58:41","modified_gmt":"2010-05-03T16:58:41","slug":"un-giorno-durante-un-viaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=3450","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2010 &#8220;Un giorno, durante un viaggio&#8221; di Annamaria Loiacono"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"0cm 0cm 0pt;\"><span style=\"12.0pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Ero partita la sera prima, seduta sulla scomoda poltrona di un treno, avevo aspettato lo scorrere delle ore notturne, l\u2019arrivo dell\u2019alba, il filtrare silenzioso e monotono della luce dai finestrini sporchi, opachi del vapore e della polvere che il tempo ed il freddo vi avevano depositato sopra.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12.0pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Poi a poco a poco mi ero svegliata, il sonno era sparito, lo sguardo si era fatto pi\u00f9 sveglio, attento all\u2019accadere delle cose intorno, all\u2019arrivo alla stazione, allo stiracchiarsi di qualche ignaro compagno di viaggio. Il rumore cantilenante e tranquillo delle rotaie batteva il tempo durante l\u2019arrivo nella stazione. Un piccolo sforzo per tirare gi\u00f9 il leggero bagaglio e poi uno sprizzo d\u2019allegria negli occhi: sto per arrivare. Qualche minuto dopo sono gi\u00e0 nel piazzale davanti alla stazione a gustare l\u2019aria nuova di questa citt\u00e0, il sapore di una cosa diversa dal solito, di un luogo nuovo da conoscere, da percorrere, da scoprire. Un po\u2019 di strada<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>e mi guardo indietro: la gente si allontana<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>quasi in fila, frettolosa, dalla stazione, soltanto qualcuno si attarda, hanno tutti qualcosa da fare, un luogo da raggiungere, qualcuno con cui parlare, un bagaglio da portare. Mi allontano fino a raggiungere quella bella piazza, sulla quale si affaccia una chiesa, mi soffermo un po\u2019 a guardarla, percepisco il sapore di un ricordo, qualcosa di gi\u00e0 visto e che porta con s\u00e9 una mia lontana sensazione. Un viaggio gi\u00e0 fatto, un tempo passato, una vita diversa mi appare davanti, in compagnia di un ragazzo che sa tutto di me. Erano tante le cose che avevamo vissuto insieme, il tempo ci era passato intorno mentre vivevamo la nostra vita di tutti i giorni<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>e quel giorno l\u00ec eravamo insieme. La strada mi regala altre sensazioni, la piacevolezza di percorrere quei vicoli, di raggiungere quei luoghi, di osservare le opere d\u2019arte, di soffermarmi tra il flusso dei turisti che a frotte osservano, procedono, si mescolano ai passanti, con le loro tenute casuali e variopinte. \u201cTi \u00e8 caduta una cosa\u201d, nel mare confuso delle mie sensazioni e idee, penetra la voce di un ragazzo, mi chino a raccogliere il fodero della mia macchina fotografica scivolatomi dalla spalla; mi rivolge un sorriso ricambiato. \u201cGrazie, non me n\u2019ero accorta\u201d. \u201cSei qui per lavoro o per passare il tempo?\u201d \u201cFacciamo un po\u2019 di strada insieme?\u201d \u201cSi\u201d. E cos\u00ec la strada ci \u00e8 davanti e siamo in due a percorrerla, in due ad assaporare questa gradevole aria primaverile, il calore del sole, il vocio ed il frusciare delle persone intorno, i negozi pieni di souvenir per turisti, le conversazioni appena percepite, le voci dei ragazzi in compagnia appena udite, superate man mano che la folla passa, si mescola, si allontana. Siamo nella piazza principale e Luigi, cos\u00ec si chiama il mio interlocutore, dice: \u201c Prendiamo qualcosa?\u201d Rispondo: \u201cSi\u201d. I tavolini dei bar occupano invadenti la piazza e sono di un piacevole color giallo. Accanto altre persone sorseggiano le loro bevande, assaporano gelati, chiacchierano gustando la piacevolezza di essere insieme, qui, ora. \u201cCosa prendi\u201d, seduti, difronte, qui, ora, sembra di conoscersi da sempre, di potersi dire qualunque cosa, di poter condividere disinvoltamente il proprio tempo in questa aura nuova e gradevole.\u201cUn caff\u00e8, e tu?\u201d Al cameriere: \u201cDue caff\u00e8\u201d. I capelli riverberano nel sole, gli occhi mi brillano per la curiosit\u00e0, tendo la mano fino a sfiorare la sua. \u201cSono qui per un viaggio, ho preso una pausa dal lavoro, e tu?\u201d \u201cMi trovo di passaggio, st\u00f2 andando da alcuni miei amici, ma ho un po\u2019 di tempo, mi ha fatto piacere incontrarti \u201c. I caff\u00e8 sono arrivati, mescolo lo zucchero, una volta, due volte, e intanto apprezzo il suo sguardo ed il suo sorriso complice. La tovaglia \u00e8 increspata, il sole brilla sopra le sue pieghe, osservo il suo viso ed il suo sguardo. \u201c Per la verit\u00e0 sono qui perch\u00e9 vorrei vedere una mostra di Herzog e De Meuron, sono un\u2019architetto. E\u2019 qui vicino a Palazzo Venezia\u201d Mi risponde: \u201c Andiamoci insieme.\u201d Dopo poco siamo gi\u00e0 per la strada, fianco a fianco, percorriamo il lato pi\u00f9 lungo della piazza, poi ci incamminiamo lungo un vicolo, ne seguiamo con lo sguardo la prospettiva ritmata dalle porte, le pareti lisce, alcune pi\u00f9 nuove, alcune annerite dai fumi del traffico, evitiamo le auto parcheggiate passando nello spazio tra l\u2019una e l\u2019altra, il marciapiedi piccolo e stretto, i segnali di senso unico bianchi e rossi, il cielo che si intravede tra le sagome degli edifici alti, ed eccoci arrivati. Entriamo :\u201dInteressanti, queste opere\u201d mi dice, mentre percorriamo le sale soffermandoci ora sull\u2019una ora sull\u2019altra delle fotografie. Provo un senso di riconoscenza e di affetto per la sua compagnia, vedere insieme a lui queste immagini mi riempie di allegria, mi sembra di scoprire nuovi punti di vista, un\u2019 ottica diversa.<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"justify;\"><span style=\"12.0pt;\"><span style=\"Times New Roman;\">Usciamo, i commenti si intrecciano, mano nella mano percorriamo la strada che ci si apre davanti con una senso di stanchezza ed allegria. Il suo viso \u00e8 increspato da rughe profonde , come se altri pensieri solcassero la sua mente, gli occhi sono<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>profondi ed assorti, sta pensando ai suoi soliti impegni, la sua vita consueta sembra riprendere il sopravvento, poi invece, torna a pensare alla nostra giornata, a questa pausa da trascorrere insieme, \u201c Quanto ti fermi?\u201d \u201cDue o tre giorni, poi torno al lavoro\u201d. \u201c E che mi dici della tua citt\u00e0? E\u2019 bella come questa?\u201d \u201c Mi piace molto viverci, ma ha volte si ha bisogno di staccare, di cambiare un po\u2019 aria, di scoprire cose nuove. La monotonia della nostra vita, stanca. Anche se intorno a te hai un bell\u2019ambiente pu\u00f2 accadere che un giorno te ne stanchi e hai voglia di ritrovare t\u00e8 stessa, conoscere cose nuove, o semplicemente interrompere il flusso quotidiano di attivit\u00e0 che svolgi per ritrovarti libera, che ne pensi?\u201d \u201c Se devo essere sincero, io ho i miei consueti rapporti nei quali mi trovo bene, le mie abitudini, mi piacerebbe per\u00f2 coinvolgerti in ci\u00f2 un giorno. Capiresti come i legami che hai con le altre persone ti legano ad un luogo senza lasciarti tempo per divagare o semplicemente andarsene, come hai fatto tu. Staccare come dici, non sempre \u00e8 facile.\u201d Queste parole mi fanno nascere un\u2019 ombra di tristezza, forse lui ha<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>tutto un altro mondo che io<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>non conosco, di cui io non sono partecipe, forse adesso deve andare, chiss\u00e0 , rincontrare le persone che preferisce, con cui condivide la sua vita, forse lui \u00e8 diverso da ci\u00f2 che ho creduto. Queste idee devono trasparire dal mio viso, trasformare il mio sguardo,<span style=\"yes;\">\u00a0 <\/span>una sottile vena di tristezza ha increspato la mia fronte, porto la mano tra i capelli, come a mostrare un po\u2019 di indifferenza, \u201cma si, cosa importa, soltanto una breve conoscenza di viaggio\u201d. Poi invece lui : \u201c Potremmo rivederci, magari un altro giorno, che ne dici?\u201d \u201cCerto ti lascio il mio numero di telefono.\u201d La mia mano scorre un attimo tra le sue, non ho dimenticato di dirgli, che \u00e8 stato tutto molto piacevole, che potrebbe portare a qualcosa di pi\u00f9? No, forse va bene cos\u00ec, a domani forse, se vuoi, se vogliamo. Cammino un altro po\u2019 da sola, il cielo \u00e8 un po\u2019 scuro, continuo verso un altro giorno di disimpegno, con leggerezza, non posso dimenticare il tempo passato, i pensieri, i ricordi, la memoria di ci\u00f2. Un giorno ci incontriamo, tante vite che scorrono un giorno, in un viaggio, si intrecciano.<\/span><\/span><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_3450\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"3450\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ero partita la sera prima, seduta sulla scomoda poltrona di un treno, avevo aspettato lo scorrere delle ore notturne, l\u2019arrivo dell\u2019alba, il filtrare silenzioso e monotono della luce dai finestrini sporchi, opachi del vapore e della polvere che il tempo ed il freddo vi avevano depositato sopra. 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