{"id":34467,"date":"2018-04-03T16:59:49","date_gmt":"2018-04-03T15:59:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34467"},"modified":"2018-04-04T09:41:46","modified_gmt":"2018-04-04T08:41:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-aldo53-di-massimo-ansaldo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34467","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Aldo53&#8221; di Massimo Ansaldo"},"content":{"rendered":"<p>Stiracchiarsi.<br \/>\nAldo fuoriesce dall&#8217;incoscienza del sonno.<br \/>\nIndeciso se riprendere a macinare propositi avventati o risolversi nella consueta rinuncia preventiva ad agire, carico di dubbi ed insolvenze.<br \/>\nStiracchiarsi.<br \/>\n\u00c8 l&#8217;attivit\u00e1 che Aldo preferisce, mentre si lancia nell&#8217;arena pericolosa popolata dagli svegli.<br \/>\nQuella mattina per\u00f2 il rituale riesce disarmonico, braccia e gambe si allungano per conto loro, scoordinate.<br \/>\nQuella mattina, infatti, non assomiglia a quelle che ha vissuto in precedenza.<br \/>\nEsce di casa una prima volta verso le 4 e 30, sovrastato da imponenti convulsioni psicologiche, provocate da insonnia e cattivi pensieri.<br \/>\nGirovaga per la citt\u00e1 calpestando vie e marciapiedi.<br \/>\nRientra a casa verso le 6, rifugiandosi tra le coperte ancora calde che per\u00f2, come le moine di un&#8217;amante solo sognata, gli lasciano addosso solo un insopportabile senso di frustrazione.<br \/>\nIl ricordo di quello che ha fatto in quell&#8217;ora e mezza d&#8217;aria non viene a galla neppure mentre si agita nel dormiveglia.<br \/>\nPoi all&#8217; improvviso si ritrova seduto sul letto, con il naso gi\u00e1 orientato verso i profumi che il gorgoglio della caffettiera avrebbe, da l\u00ec a poco, liberato in tutte le stanze.<br \/>\nIl miagolio del gatto si insinua secco e perentorio come un&#8217;ordine militare.<br \/>\nAvrebbe riempito la ciotola subito dopo la colazione, come fa sempre, appena uscito dal bagno, prima di vestirsi ed incamminarsi al lavoro.<br \/>\nOrmai sono le 8.<br \/>\nTardi: il suo turno in panetteria incomincia alle 9 e 30.<br \/>\n\u00c8 l&#8217;orario meno gradito perch\u00e9 deve stare dietro al banco e servire la focaccia infornata dagli altri suoi colleghi.<br \/>\nNon la ritiene all&#8217;altezza. Non \u00e8 come quella che impasta lui, riservando cura e amorevolezza ad ogni minimo particolare della preparazione.<br \/>\nAvrebbe comunque chiamato il negozio per avvertire del piccolo ritardo ormai accumulato.<br \/>\nQuella mattina una prima sensazione di squilibrio lo coglie appena appoggia il piede sul pianerottolo, mentre accompagna dietro di s\u00e8 la porta di casa.<br \/>\nIl vestito che ha indossato \u00e8 il gessato blu, con una camicia bianca arricchita dalla cravatta bordeaux, puntinata in tinta pi\u00f9 scura.<br \/>\nAi piedi le scarpe nere e lucide, quelle con i lacci.<br \/>\nNon riesce a capacitarsi di una scelta cos\u00ec inconsueta e si sforza per ricordare il momento esatto di quando ha preso quella decisione.<br \/>\nQuello \u00e8 il vestito pi\u00f9 bello che possiede, indossato solo una decina di volte e sempre in occasioni particolari.<br \/>\nMatrimoni, comunioni, visite a parenti fuori porta.<br \/>\nGli viene alla mente quando aveva ricevuto il premio quale panettiere pi\u00f9 preparato ed esperto, consegnatogli, insieme al titolo di Maestro, dall&#8217;Associazione provinciale dei Panificatori.<br \/>\nMa perch\u00e9 ha deciso di indossarlo se si sta recando al lavoro?<br \/>\n\u00c8 affezionato alla sua tenuta di ordinanza : jeans, scarpe di tela, maglietta leggera.<br \/>\nIl calore del forno non permette altro.<br \/>\nSi sente stordito.<br \/>\nEppure non ha bevuto quando \u00e9 uscito nella notte.<br \/>\nHa solo camminato, senza fermarsi in nessun locale lungo le vie illuminate a giorno.<br \/>\nPoche auto in giro, anche se tutte saettanti come proietti lanciati per chiss\u00e0 quale ignota destinazione.<br \/>\nRicorda di aver pensato che avrebbe voluto prenderne una al volo ed usarla come una fionda, per fuggire via.<br \/>\nChe cosa gli sta accadendo?<br \/>\nQuando realizza di non aver consumato la colazione e di averla negata pure al gatto appoggia la fronte allo stipite della porta.<br \/>\nSospira forte.<br \/>\nL&#8217;alito comunica nell&#8217;aria circostante che non si \u00e8 lavato i denti.<br \/>\nLe tasche dei pantaloni cos\u00ec leggere e vuote, infine, lo informano che si \u00e8 chiuso fuori casa senza chiavi, documenti e soldi.<br \/>\nLo assale il magone.<br \/>\nMa non cede all&#8217;ansia.<br \/>\nAnzi: tutto, intorno a s\u00e8, gli appare colorato di una luce diversa. Appena accennata, flebile, ma con i contorni delle cose diventati improvvisamente pi\u00f9 netti.<br \/>\nCome se ci vedesse meglio.<br \/>\nI suoi movimenti, mentre preme il pulsante dell&#8217;ascensore, sembra non gli appartengano pi\u00f9.<br \/>\nHa l&#8217;impressione che qualcuno manovri filamenti invisibili agganciati ai suoi arti.<br \/>\nSi sforza di ricordare, ma le immagini che scorrono nella sua memoria sono solo quelle del suo passato pi\u00f9 lontano.<br \/>\nIl tempo dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza.<br \/>\nOra, invece, ha 53 anni compiuti da un mese.<br \/>\nSente il bisogno di un caff\u00e8 che lo scuota da quella mollezza che intorpidisce il corpo e prosciuga la saliva.<br \/>\nIl Bar degli Amici si trova a due soli isolati di distanza.<br \/>\nIn giro, per il quartiere, poca gente, per di pi\u00f9 sconosciuta ed imbronciata.<br \/>\nAccelera il passo con il cuore in gola.<br \/>\nVedere qualcuno, poterlo solo sfiorare, scambiare qualche battuta ristabilirebbe l&#8217;ordine consueto delle cose.<br \/>\nL&#8217;equilibrio consueto delle cose.<br \/>\nAll&#8217;inizio pensa di aver sbagliato numero civico, stranito com&#8217;\u00e8, quella mattina.<br \/>\nAppena guarda meglio, per\u00f2, si rende conto che la serracinesca chiusa del bar \u00e8 proprio quella del locale amico.<br \/>\n&#8211; Ma come! -Si angustia a pensare, basito.<br \/>\n&#8211; Sono le 8 e 30! L&#8217;orario delle colazioni! Dovrebbe essere aperto! Come tutte le sante mattine!-<br \/>\nRuota su se stesso per cercare alle spalle qualcuno che gli spieghi.<br \/>\nLa strada, deserta.<br \/>\nRicorda che i pochi passanti incontrati prima tenevano il capo basso, immerso tra i baveri che impedivano si potesse scorgere netto il loro volto.<br \/>\nSi rifugia davanti l&#8217;edicola, ancora pi\u00f9 colorata del solito, con le riviste appese come festoni.<br \/>\nAlcune persone accalcate bloccano il piccolo ingresso cos\u00ec da impedirgli di scorgere l&#8217;edicolante.<br \/>\nRoberto \u00e8 suo amico e chieder\u00e0 a lui perch\u00e9 il bar sia chiuso.<br \/>\nAttende qualche istante ma la calca lo spinge sempre verso l&#8217;esterno, senza che qualcuno esca per farlo entrare.<br \/>\nPer vedere meglio cerca di alzarsi sulle punte dei piedi ma per poco non cade all&#8217;indietro, perdendo l&#8217;equilibrio.<br \/>\nLe persone schierate come sentinelle sembra vogliano creargli un cordone sanitario preparato apposta per lui.<br \/>\nRitorna sulla strada.<br \/>\nAppoggiato ad un lampione si guarda sconsolato le scarpe, fresche di lucido appena sfregato con il panno.<br \/>\nIl suo alito peggiora e se ne accorge appena comincia a parlare da solo, recitando il tentativo di darsi una risposta.<br \/>\nMentre bofonchia si sente afferrare per la giacca.<br \/>\nUna presa delicata e forte al tempo stesso, che tira verso il basso, come provenisse dall&#8217;asfalto.<br \/>\nUn secondo strattone, pi\u00f9 deciso, lo fa ruotare su se stesso.<br \/>\nSi stupisce nello scoprire che l&#8217;inaspettato visitatore altri non era che un bambino.<br \/>\nBruno, occhi vivaci, pantaloni corti e calzettoni arrotolati, di una et\u00e1 indefinita.<br \/>\nMantiene una presa sicura e sembra volerlo trascinare altrove.<br \/>\nTira e basta, certo della direzione che vuole far imboccare ad Aldo.<br \/>\nE mentre moltiplica l&#8217;impegno a tirare, non smette di fissarlo negli occhi, incrociandone lo sguardo perplesso.<br \/>\nAd un tratto nell&#8217;atto del maggior sforzo il piccolo molla la giacca e si allontana di qualche passo.<br \/>\nAldo percepisce vivissima una sensazione di malessere ancora pi\u00f9 intensa di quella appena provata sul pianerottolo di casa.<br \/>\nQuel bimbo gli riempie il cuore: \u00e8 stato l&#8217;unico contatto con il mondo reale da quando si \u00e8 risvegliato nel letto.<br \/>\nSe ne rende conto ora che non sente pi\u00f9 la morsa di quella presa cos\u00ec vigorosa e pur dolce.<br \/>\nIl bimbo rimane fermo qualche secondo per poi scattare correndo verso il parco pubblico poco distante.<br \/>\nAldo si protende anche lui nella corsa, per afferrarlo. (1)<br \/>\nSaliscendi che sembrano infiniti, in mezzo ad una boscaglia rada, con i fiori nei prati ancora incerti se resistere alle intemperie o soccombere.<br \/>\nUn sole pallido ed educato, timidamente, accarezza i rami, esitante anche lui sul da farsi.<br \/>\nMentre corre, Aldo fissa il mondo intorno di sottecchi, avendo come unico scopo solo quello di non perdere contatto con il battistrada.<br \/>\nSuperano panchine deserte e giostre in disuso e poco distante incontrano il trabiccolo del gelataio abbandonato sul ciglio di un sentiero poco curato.<br \/>\nIl bambino si blocca all&#8217;improvviso al centro di una radura infestata dalle cartacce.<br \/>\nUn ratto dal pelo lucido, come fosse stato lisciato con il gel, fruscia sul terreno, fuggendo via rumorosamente.<br \/>\nAldo frena, appena vede il piccolo fermo.<br \/>\n&#8211; Mi ha aspettato! Poteva seminarmi facilmente! Fare come se niente fosse! E lasciarmi indietro&#8230;Invece..-<br \/>\nOltre la radura si spalanca un precipizio il cui fondo sembra infinito.<br \/>\n&#8211; Se non si fermava, ci sarei caduto dentro&#8230;-<br \/>\nIl bambino ha gi\u00e0 aggirato il vuoto seguendo un sentiero al lato del crepaccio e trotterella saltando pericolosamente sul ciglio, incurante dell&#8217;equilibrio precario.<br \/>\n&#8211; Attento! Rischi di cadere! &#8211;<br \/>\nMa quello triplica addirittura il numero di balzi.<br \/>\nSi ferma solo in prossimit\u00e0 di un frutteto selvatico.<br \/>\nMore impolverate, un fico storto di lato ed un melo con i frutti rugosi, color ruggine, ormai privi di succo.<br \/>\nEppure il bambino si lascia scappare un sorriso che contagia anche Aldo appena giunto, tutto trafelato.<br \/>\nSi ritrovano a guardare quella frutta che nessun mercato rionale avrebbe avuto il coraggio di esporre tra le proprie bancarelle.<br \/>\nPoi all&#8217;improvviso la polvere svanisce, mentre il fico si rianima come una gemma appena fiorita e le mele prendono a luccicare turgide.<br \/>\nAldo ascolta il fluire del sangue nelle sue vene, un suono che non aveva mai conosciuto.<br \/>\nE prova la sensazione di assaporare il gusto di quella frutta che non ha neppure sfiorato.<br \/>\nGli sembra di avere le labbra bagnate da un frullato freschissimo.<br \/>\nUna vitalit\u00e1 inconsueta lo coglie mentre tenta di avvicinarsi al bambino.<br \/>\nGli esplode il desiderio di parlare e chiedere una spiegazione di quanto stia accadendo, ma quello si scosta di nuovo per accomodarsi su una panchina di ferro battuto poco distante.<br \/>\nQuando Aldo lo raggiunge, appena seduto, non sente sotto di s\u00e8 freddo fastidioso del metallo.<br \/>\nAnzi non sente affatto il suo peso corporeo.<br \/>\n&#8211; Che stia levitando?- pensa, un po&#8217; interdetto, affidandosi ad una ironia salvifica.<br \/>\nRuota verso il bambino che a sua volta lo scruta da capo a piedi come per accertarsi delle sue condizioni generali.<br \/>\nAldo non pu\u00f2 resistere e subisce una anamnesi esistenziale.<br \/>\nLa radiografia di tutta una vita.<br \/>\n&#8211; Ma chi sei?- tenta di urlargli contro.<br \/>\nMa la voce non esce, neppure strozzata.<br \/>\nAbbandonandosi a quella compagnia forzata ma appagante, Aldo si acquieta rilasciando un respiro lungo e profondo.<br \/>\nLo hanno colpito i lineamenti del viso del bambino, gi\u00e1 visti e conosciuti, in qualche tempo e luogo che non ricorda bene, ma che comunque gli appartengono come le sue stesse rughe e macchie della pelle.<br \/>\n&#8211; A chi assomigli?- tormentando la memoria.<br \/>\nNel frattempo, da lontano, lungo il viale che ospita la panchina, giunge un vociare sommesso, come una litania, che soffusamente li raggiunge, conferendo a tutto l&#8217;ambiente circostante un alone di mistero impregnato di attesa.<br \/>\nSi voltano tutti e due, sporgendosi in avanti con il busto, per vedere meglio.<br \/>\nUn nugolo di teste sta ondeggiando come un mare increspato.<br \/>\nSono uomini e donne disposti in quadriglie.<br \/>\nQuelli schierati davanti camminano a passetti brevi e nervosi, con le suole che annegano nel ghiaino.<br \/>\nAldo capisce subito il motivo di quell&#8217;incedere cos\u00ec frammentato.<br \/>\nReggono un peso, caricato sulle loro spalle: una cassa, una cassa da morto.<br \/>\nLo intuisce, colpito dal luccichio del crocefisso bronzeo posto sul coperchio.<br \/>\nNella penombra del boschetto, sembra irradiare tutto intorno uno sciame di lucciole appena nate.<br \/>\nLa processione avanzava lentamente, incurante della tensione di Aldo che sale invece con una velocit\u00e1 vorace.<br \/>\nComincia a distinguere le prime facce subito dietro il feretro.<br \/>\nGli amici del bar!<br \/>\n&#8211; Ecco perch\u00e9 era chiuso!- si esalta per un istante.<br \/>\nPoi a seguire Roberto, l&#8217;edicolante, che prima non riusciva a scorgere dietro il nugolo di lettori che lo coprivano alla sua vista.<br \/>\nInfine qualche altro conoscente, vecchi compagni di scuola, vicini di casa, persino gli zii lontani che non vedeva da almeno un decennio.<br \/>\nAldo tenta di lanciarsi in una corsa disperata verso il corteo ormai prossimo alla panchina, ma il bambino lo blocca.<br \/>\nSospira fino ad esaurire il fiato, spostando di lato il viso, asciugato dallo sconcerto.<br \/>\nSi ritrova a tu per tu con quel faccino liscio e rubicondo.<br \/>\n&#8211; Ma chi sei?!&#8230; Ti supplico&#8230;- scopre di essere ancora capace di implorare, forse come mai aveva fatto in vita sua.<br \/>\nIl corteo intanto si ferma davanti a loro.<br \/>\nGli occhi di Aldo si sbarrano come sigillati da un velo di colla a presa rapida.<br \/>\nLe sagome ingobbite dei suoi genitori, con le facce deformate dalla sofferenza, sembrano sciogliersi come cera e lo fissano, incuranti della sua incredula immobilit\u00e1.<br \/>\nLa mano del bambino stringe ancora pi\u00f9 forte quella di Aldo, che finalmente riconosce chi si cela dietro quel volto cos\u00ec familiare.<br \/>\n\u00c8 lui stesso.<br \/>\nQuella che contempla \u00e8 la sua faccia, di quando era piccolo.<br \/>\nI suoi genitori si avvicinano alla panchina.<br \/>\nGuardano prima lui, con un sorriso carico di promesse e poi il bimbo, che si alza per seguirli nel corteo.<br \/>\nTutti e tre si voltano verso Aldo disegnando sui loro volti un invito ad affrettarsi.<br \/>\nPer iniziare il cammino verso quel luogo dove il tempo e lo spazio si fondono definitivamente con il senso di tutto il creato.<br \/>\nEgli obbedisce.<br \/>\nCerto di dover riempire con il suo corpo la cassa sostenuta dai portantini.<br \/>\nSolo allora realizza di essere stato ucciso durante la sua uscita notturna, quando un&#8217;auto lo ha investito, mentre passeggiava tra le vie della sua citt\u00e0 addormentata.<br \/>\nIgnara e perdutamente distratta.<br \/>\nPoco prima che qualcun&#8217;altro si svegli.<br \/>\nStiracchiandosi.<\/p>\n<p>(1) frase tratta da un Salmo dell&#8217;Antico Testamento<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34467\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34467\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Stiracchiarsi. 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