{"id":34363,"date":"2018-03-26T18:12:35","date_gmt":"2018-03-26T17:12:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34363"},"modified":"2018-05-01T18:47:43","modified_gmt":"2018-05-01T17:47:43","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-ragazza-nella-bottiglia-di-ivana-librici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34363","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La ragazza nella bottiglia&#8221; di Ivana Librici (sezione racconti per bambini)"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Lei<\/p>\n<p>Un rumore sordo, un colpo attutito dall\u2019acqua, risuon\u00f2 nel silenzio pi\u00f9 totale. Quanto tempo era passato nella quiete? Il secondo colpo le fece aprire gli occhi. Le palpebre sembravano sigillate, ci volle un po\u2019 di sforzo per aprirle. L\u2019ambiente era quello di sempre: buio, silenzioso, dolce. Da che si ricordava aveva sempre vissuto l\u00ec, da sola. Il tempo scorreva tranquillo e monotono ma lei non sembrava percepirlo. Semplicemente viveva, respirava l\u2019acqua salata, si nutriva delle piccole alghe attaccate alle pereti dell\u2019antro e di altre minuscole creature marine, si riposava, dormiva. Viveva in uno stato tra il sonno e la veglia, fluttuando nell\u2019acqua.<\/p>\n<p>I colpi non cessavano. Delle martellate sorde ma decise e costanti scandivano il tempo come i rintocchi di un orologio. La creatura si stava abituando al nuovo suono quando i colpi diventarono pi\u00f9 forti e vicini. La paura cominci\u00f2 a impossessarsi di lei quando vide, per la prima volta in vita sua, uno spiraglio di luce. Un raggio, lungo e affilato come una spada, entr\u00f2 nell\u2019antro. Era paurosa ma bella allo stesso tempo quella lama gialla puntellata di minuscoli granelli di polvere. Istintivamente si scans\u00f2, come se il raggio potesse tagliarla.<\/p>\n<p>La parete della grotta si sgretolava sempre pi\u00f9 man mano che i colpi continuavano. Il raggio di luce non era pi\u00f9 un cono sottile. Le martellate ormai stavano ingrandendo il buco. La creatura si era rifugiata nell\u2019angolo pi\u00f9 lontano dell\u2019antro e osservava sgomenta la scena. Non aveva mai assistito a nulla di simile. La paura si univa a una grande curiosit\u00e0.<\/p>\n<p>Cominci\u00f2 a intravvedere il pugnale che scavava la parete di corallo. Dietro, una confusione di mani e di movimenti.<\/p>\n<p>Ma la paura e la curiosit\u00e0 si impossessarono anche di chi spaccava la parete. Il ragazzo guard\u00f2 dentro la grotta e vide la creatura. Era una ragazza a prima vista come tutte le altre. Ma la sua pelle e i suoi capelli erano trasparenti, si distinguevano dal resto dell\u2019acqua in cui erano immersi perch\u00e9 sembravano pi\u00f9 densi, di una consistenza diversa. Era anche pi\u00f9 lucida dell\u2019acqua stessa e il suo corpo aveva i riflessi delle squame dei pesci.<\/p>\n<p>Il ragazzo allung\u00f2 il braccio per toccarla ma lei si ritrasse e lo vide andare via.<\/p>\n<p>Una volta sola cominci\u00f2 a guardare l\u2019antro, che era stato per lungo tempo la sua dimora, investito dalla luce. Non aveva mai visto i pori del corallo, i suoi colori, le insenature della grotta, la polvere delle pareti spaccate che ondeggiava nell\u2019acqua. In un attimo fu fuori dall\u2019antro. La sorpresa delle nuove scoperte non era nulla di fronte allo spettacolo che si trov\u00f2 dinnanzi. La vastit\u00e0 del mare, il suo blu mai visto prima, i pesci che lo popolavano, le distese di rocce e alghe che creavano un paesaggio colorato, tutto era nuovo e meraviglioso.<\/p>\n<p>La creatura sent\u00ec nuovamente un martellio, uno scandire di colpi, questa volta familiare, risuonare dentro di lei. Il suo cuore non aveva mai pulsato cos\u00ec forte e i suoi battiti le ricordarono i colpi del pugnale del ragazzo e il suo recente incontro. Lo stupore cedette il passo alla paura. Istintivamente sapeva che doveva nascondersi. La roccia era l\u2019elemento a lei pi\u00f9 familiare e l\u00ec and\u00f2 a cercarsi un rifugio. Un\u2019insenatura che creava un antro ben pi\u00f9 piccolo del suo le sembr\u00f2 il luogo ideale dove rintanarsi. L\u2019anfratto era cos\u00ec stretto che dovette rannicchiarsi per entrarvi. La parte superiore della testa spuntava fuori e i suoi capelli, liberi tra le onde, ondeggiavano come i tentacoli di una medusa. Da l\u00ec poteva guardare il mondo esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0Lui<\/p>\n<p>Pochi metri ancora. Conosceva bene quella sensazione: i polmoni stanno per scoppiare, la vista si annebbia, il pensiero abbandona la mente. Il corpo si protende verso la superficie e, infine, l\u2019aria. Tante volte era rimasto in immersione pi\u00f9 del dovuto per cercare i polpi o per raccogliere le conchiglie pi\u00f9 belle. \u00a0Aveva sempre amato il mare; fin da bambino passava ore e ore in acqua a esplorare i fondali. Ricordava la gioia con cui ricevette in dono dal nonno la sua prima maschera. La ragazza che vide era dunque fatta dell\u2019elemento che amava. Non poteva temere la sua presenza. I fondali pullulavano di creature dalle fogge incredibili e lei era una di queste. Ci\u00f2 che lo spaventava un po&#8217; era la sua commistione di umano e marino, memore di un tempo mitico in cui i confini tra i regni del creato erano fluidi.<\/p>\n<p>Si tuff\u00f2 di nuovo e torn\u00f2 nella grotta ma la ragazza non c&#8217;era pi\u00f9. Una volta in superficie vide suo nonno che agitava le braccia per farlo tornare a riva. Era ora di tornare a casa.<\/p>\n<p>Quando torn\u00f2 al mare, l&#8217;indomani, si immerse varie volte per cercarla. Us\u00f2 lo stesso metodo che impiegava per catturare i polpi: individuava un punto di riferimento sulla riva, come una casa, un albero o un ombrellone, e un altro punto perpendicolare, due coordinate che gli facevano trovare il luogo esatto in cui aveva avvistato l&#8217;animale. Ma purtroppo della ragazza non c&#8217;era traccia. Fece ancora un tuffo, l&#8217;ultimo tentativo. Le mani del ragazzo si aggrappavano alle rocce del fondale come granchi. Il pugnale penzolava dal collo e la sua lama risplendeva come uno specchio al sole ad ogni movimento del corpo. Due occhi tondi e vigili erano fissi sul balletto del riflesso. Un anemone, o forse una medusa, ondeggiava poco lontano.<\/p>\n<p>Fu un attimo. Gli occhi del ragazzo vagarono per l\u2019ennesima volta su quei tentacoli ondeggianti che guardava senza vedere. Poi un lampo. Un bagliore illumin\u00f2 gli occhi nascosti dai tentacoli e lui finalmente vide.<\/p>\n<p>La ragazza fatta d\u2019acqua, come avrebbero fatto molte altre creature marine, non si era allontanata molto dalla sua grotta. Lui si avvicin\u00f2, con il suo istinto da predatore afferr\u00f2 saldamente la sommit\u00e0 del suo capo e, come aveva fatto molte volte con i polpi, la cattur\u00f2.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Insieme<\/p>\n<p>Quando mise la ragazza dentro al suo secchio rimase stupito. Aveva temuto che fosse troppo grande per starci, invece lei si adatt\u00f2 alla perfezione al recipiente. Divent\u00f2 pi\u00f9 piccola ma perse i contorni del suo corpo. Rimase solo la forma della testa, il suo bel viso e i capelli ondeggianti a ricordare le sue precedenti fattezze.<\/p>\n<p>Il ragazzo, temendo che il nonno lo rimproverasse e gli dicesse di liberare la creatura, la travas\u00f2 in una bottiglia vuota che nascose nel suo zaino.<\/p>\n<p>Una volta a casa, nella sua cameretta, la osserv\u00f2 meglio. Dentro la bottiglia era scomparsa anche parte del suo capo, rimasero solo i capelli e gli occhi, che galleggiavano come due biglie colorate. La guardava, era sempre molto bella. Anche lei lo guardava ma il ragazzo non riusciva a capire bene cosa esprimessero i suoi occhi senza la cornice del volto.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi il ragazzo raggiunse il nonno che era seduto in poltrona a leggere il giornale. Si sedette sulla poltrona di fronte con un&#8217;aria un po&#8217; triste.<\/p>\n<p>&#8211; Che succede? &#8211; gli domand\u00f2 il nonno quando si accorse che suo nipote lo fissava in silenzio.<\/p>\n<p>&#8211; Devo farti vedere una cosa, nonno. &#8211; gli rispose.<\/p>\n<p>Lo condusse in camera sua e gli mostr\u00f2 la bottiglia. Ormai c&#8217;erano solo i due occhi, due splendide pietre preziose, che fluttuavano l\u00ec dentro.<\/p>\n<p>&#8211; Che creatura \u00e8 mai questa? &#8211; esclam\u00f2 il nonno.<\/p>\n<p>&#8211; \u00c8 una ragazza, &#8211; rispose lui &#8211; l&#8217;ho trovata in mare, dentro una grotta. Ma si sta dissolvendo pian piano. Non so perch\u00e9. &#8211;<\/p>\n<p>Il nonno si gratt\u00f2 il mento, perplesso, mentre gli pareva che il contorno degli occhi andasse sfumando.<\/p>\n<p>&#8211; Vieni. Mi \u00e8 venuta un&#8217;idea.<\/p>\n<p>Il nonno prese la bottiglia e si incammin\u00f2 verso il bagno. Mise il tappo alla vasca e apr\u00ec il rubinetto. Quando ci fu abbastanza acqua, vers\u00f2 il contenuto della bottiglia. Come per incanto vide gli occhi che ripresero all&#8217;istante la forma che stavano perdendo. Dopo pochi secondi iniziarono a spuntare le radici dei capelli.<\/p>\n<p>&#8211; Si sta riformando. Cosa vuol dire? &#8211; disse il ragazzo.<\/p>\n<p>&#8211; Ha bisogno di pi\u00f9 spazio per vivere.<\/p>\n<p>Intanto i suoi capelli crescevano, quasi a vista d&#8217;occhio, e iniziarono a spuntare le labbra e la punta del naso. Il ragazzo era contento, ma allo stesso tempo anche un po&#8217; dispiaciuto perch\u00e9 sapeva cosa gli avrebbe detto il nonno.<\/p>\n<p>&#8211; La dobbiamo liberare.<\/p>\n<p>&#8211; Ma io non voglio lasciarla andare via, la perderei. Ti prego, nonno, fammela tenere. &#8211; prov\u00f2 a protestare il ragazzo.<\/p>\n<p>&#8211; La perderesti comunque. &#8211; gli rispose.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">La ricerca della felicit\u00e0<\/p>\n<p>Era quasi sera quando il ragazzo e il nonno arrivarono alla spiaggia. Il giovane stringeva tra le mani la bottiglia in cui avevano messo di nuovo la ragazza. Tolse il tappo ma non si decideva a liberarla.<\/p>\n<p>&#8211; Forza, lasciala andare. Come fai con i pesci o i granchi che non si possono mangiare. &#8211; lo incit\u00f2 il nonno.<\/p>\n<p>&#8211; In mare aperto sar\u00e0 pi\u00f9 felice &#8211; aggiunse.<\/p>\n<p>&#8211; Ma sar\u00f2 meno felice io. &#8211; insinu\u00f2 il nipote.<\/p>\n<p>Il nonno sospir\u00f2 mentre guardava il viso della ragazza che perdeva i suoi contorni.<\/p>\n<p>&#8211; La felicit\u00e0 non si pu\u00f2 catturare. Se la vuoi fermare, lei scompare.<\/p>\n<p>Il ragazzo allora vuot\u00f2 la bottiglia sulla battigia e la ragazza scivol\u00f2 via tra i flutti. Si intravvide il suo corpo che riprendeva i contorni e che, sinuoso, nuotava verso il largo.<\/p>\n<p>&#8211; Se la vuoi rivedere sai dove trovarla. &#8211; disse il nonno per consolarlo.<\/p>\n<p>&#8211; Scherzi? &#8211; rispose il nipote &#8211; Il mare \u00e8 enorme. Chiss\u00e0 dove andr\u00e0 a nascondersi.<\/p>\n<p>Il nonno mise una mano sulla sua spalla e, insieme, si avviarono verso casa. E disse, infine:<\/p>\n<p>&#8211; Dipende da te, da dove la andrai a cercare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34363\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34363\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lei Un rumore sordo, un colpo attutito dall\u2019acqua, risuon\u00f2 nel silenzio pi\u00f9 totale. 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