{"id":34322,"date":"2018-03-19T19:30:38","date_gmt":"2018-03-19T18:30:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34322"},"modified":"2018-03-19T19:30:38","modified_gmt":"2018-03-19T18:30:38","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-musica-e-la-vergogna-di-claudio-orsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34322","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La musica e la vergogna&#8221; di Claudio Orsi"},"content":{"rendered":"<p>Era di maggio. Era il maggio del \u201968. Era di luglio, dal bene che ti voglio. Era il 29 settembre, seduto in quel caff\u00e8 o il 4 marzo del \u201943, nella stanza sul porto o forse il 25 aprile del \u201945, Bella Ciao: Vincenzo non ricorda bene il giorno, ma quando incontr\u00f2 quella sua cara, carissima amica, anche se ancora oggi non ricorda bene il giorno, le and\u00f2 incontr\u00f2 sorridendo. Non si vedevano da tempo, allora anche lei sorrise. E si dettero la mano, si abbracciarono, si annusarono e cominciarono a parlarsi.<br \/>\nCos\u00ec lei gli disse \u201cOh, Vinc\u00e9, ma ti vedo proprio bene!\u201d \u201cSai cara, ora sono nonno\u201d \u201cBene! E che fai, che fai\u2026 nonnino\u201d \u201cSai, ora abito in campagna\u201d \u201cBene! E che fai, che fai\u2026 campagnolo\u201d. \u201cB\u00e8, faccio l\u2019orto\u201d \u201cBene! E poi?\u201d \u201cPoi cucino\u201d \u201cBene! E poi?\u201d \u201cPoi leggo\u2026 scrivo\u201d \u201cAh! Bene! E poi?\u201d \u201cPoi\u2026 ggiro, vedo ggente, mi muovo, conosco, faccio cose\u2026\u201d<br \/>\nNo questo veramente non lo disse, per\u00f2, magari per darsi un tono e chiudere i convenevoli, Vincenzo, sottovoce le mormor\u00f2 in un orecchio: \u201cSai ogni tanto la sera mi faccio una canna\u2026\u201d \u201cBene! E poi?\u201d \u201cB\u00e8, poi\u2026 comincio a cercare il letto\u2026\u201d \u201cMa bene! E poi, e poi?\u201d \u201cAh si! &#8211; rispose Vincenzo giulivo \u201cpoi faccio musica\u2026 vado a suonare\u201d.<br \/>\nLei non rispose. Per\u00f2 arricci\u00f2 il naso, fece una piccola smorfia con la bocca, ammicc\u00f2 una impercettibile strizzatina degli occhi, si gratt\u00f2 un seno con una mano, pass\u00f2 le dita dell\u2019altra nei capelli arruffati, dette un colpo di tosse e si ritrasse di qualche centimetro.<br \/>\n\u201cSai, suono in un gruppo rock\u2026 un po\u2019 rock, un po\u2019 blues, un po\u2019 pop&#8230;\u201d \u201cUn po\u2019 pop?\u201d \u201cUn po\u2019 pop!\u201d<br \/>\nFu a quel punto che lei, ricomposta, cominci\u00f2 a guardarlo severa, come si guarda una scarpa che ha appena pestato una cacca di cane. \u201cMa scusa, alla tua et\u00e0, vai a suonare\u2026 Alla tua et\u00e0! E dove, dove vai a suonare?\u201d \u201cBeh.. nei pub, quando capita\u2026 nei pub\u201d \u201cAlla tua et\u00e0 vai a suonare nei pub\u2026 alla tua et\u00e0! Ma non ti vergogni? A suonare! Vai a suonare nei pub e non ti vergogni?\u201d<br \/>\nVincenzo allora pens\u00f2 che l\u2019amica avesse capito male, avesse proprio frainteso. Si, perch\u00e9 suonare dalle nostre parti, questo bisogna saperlo, pu\u00f2 avere vari e differenti significati. Per esempio se vedi uno un po\u2019 intontito, poco lucido, confuso assai, dici: quello \u00e8 suonato. E si intende. Oppure, se trovi troppo volgare dire per esempio trombare, al suo posto puoi sempre usare il verbo suonare. Vincenzo per esempio aveva un amico e questo suo amico ne aveva uno che non era amico di Vincenzo ma quando questo amico di Vincenzo incontrava quel suo amico che comunque non era amico di Vincenzo, lo gonfiava sempre di botte. Allora Vincenzo un giorno gli chiese a questo suo amico: \u201cMa come mai quando incontri quel tuo amico che comunque non \u00e8 mio amico, gli dai sempre cos\u00ec tante botte?\u201d \u201cPerch\u00e9 mi suona la sorella\u2026 E non \u00e8 un musicista!\u201d.<br \/>\nVeramente al posto di trombare si potrebbe anche dire scopare, ma dalle nostre parti questo modo di dire \u00e8 arrivato veramente tardi. Vincenzo dice che lo cominciarono a usare due ragazze milanesi nell\u2019estate del \u201963 o gi\u00f9 di l\u00ec, ma lui non lo sapeva, cos\u00ec quando queste due dicevano \u201csi va a scopare\u201d, lui entrava in casa e prendeva la granata, la scopa, e poi diceva \u201cEcco, sono pronto, dove andiamo a pulire?\u201d. E quelle, finita l\u2019estate, tornavano a Milano ancora vergini.<br \/>\nComunque, visto che l\u2019amica continuava a guardarlo come si guarda una scarpa che dopo aver pestato una cacca di cane la sta seminando a quinconce sul marciapiede, \u201cGuarda &#8211; le ha detto Vincenzo a questa sua amica &#8211; guarda che se vado a suonare nei pub non faccio mica niente di male, sicuramente niente di cui mi dovrei vergognare. Perch\u00e9 uno si deve vergognare se va a suonare nei pub. Fare musica, suonare, cantare, \u00e8 una delle attivit\u00e0 pi\u00f9 belle, pi\u00f9 amorevolmente intense, pi\u00f9 pacifiche e pacifiste che uomini e donne possono fare insieme, senza fare del male a nessuno, anzi, spesso, facendo del bene, regalando qualche minuto o qualche ora di spensieratezza, di allegria, di buonumore a tutti quelli che liberamente sono venuti ad ascoltare\u201d.<br \/>\nE mentre diceva cos\u00ec, a Vincenzo \u00e8 venuta in mente una storia, una storia di musica e canzone, che cos\u00ec ha raccontato a quella sua amica.<br \/>\n\u201cNon era di maggio e non era di luglio, dal bene che ti voglio. Non era il 29 settembre, seduto in quel caff\u00e8 o il 4 marzo del \u201943, nella stanza sul porto e nemmeno il 25 aprile del \u201945, Bella Ciao!<br \/>\nEra il 24 dicembre del 1914. L\u2019esercito tedesco ha invaso il Belgio. Le truppe inglesi sono arrivate in soccorso dei francesi che insieme ai belgi cercano di fermare l\u2019avanzata delle truppe germaniche. La grande guerra allora aveva gi\u00e0 fatto un milione di morti, ma quella notte di Natale sul fronte delle Fiandre che va da Ypres a St.Yvon sta per accadere qualcosa di nuovo. Comincia a nevicare e i soldati tedeschi, truppe ben fornite e ben equipaggiate, trovano il tempo di legare candele ai rami degli alberi. Le accendono e fanno tanti alberi di natale. E\u2019 allora che a un soldato tedesco, rintanato in una putrida e fetida fossa di trincea, viene voglia di mettersi a cantare. E canta: \u201cStille nacht, heilige nacht, alles schl\u00e4ft, einsam wacht\u2026\u201d Canta il soldato con bella voce baritonale e canta sempre pi\u00f9 forte: alza il tono perch\u00e9 vuole che i nemici rintanati anche loro in una putrida e fetida fossa di trincea, a poche decine di metri di distanza, avvertano forte e chiaro il suo canto e lo ascoltino. E infatti lo sentono i soldati inglesi quel canto, e lo ascoltano cos\u00ec bene e attentamente che un caporale del Quinto si fruga nelle tasche, tira fuori la sua armonica e si mette ad accompagnarlo. Anzich\u00e9 sparargli a quel crucco maledetto, gli fa il controcanto. Con l\u2019armonica.<br \/>\nPiano piano altre voci di altri soldati dall\u2019una e dall\u2019altra parte si uniscono e si forma cos\u00ec un coro che piano piano si espande in tutta la lunghezza delle due trincee. Un coro che canta a voce sempre pi\u00f9 alta perch\u00e9 ognuno vuole che il suo canto raggiunga la fossa di trincea di l\u00e0, laddove \u00e8 rintanato il nemico.<br \/>\nE\u2019 ormai mezzanotte e tutti, veramente tutti, stanno cantando. Ora non ci si fronteggia pi\u00f9 con spari e cannonate. Ora si fronteggiano \u201cStille Nacht\u201d contro \u201cHoly Night\u201d. Non \u00e8 una gara al bersaglio, \u00e8 una gara di canto, \u00e8 un invito alla pace.<br \/>\nCos\u00ec, spinti da quel canto e da quell\u2019invito, i soldati escono fuori dalle trincee. Inglesi, scozzesi, irlandesi, francesi, belgi, tedeschi, prussiani, austriaci sempre pi\u00f9 numerosi, sempre pi\u00f9 fiduciosi, abbandonano i loro fucili e i loro mortai ed escono fuori, disarmati. Si vengono incontro, da amici, da fratelli, e si stringono la mano, si scambiano regali: pane, tabacco, alcool, foto delle fidanzate, berretti, bottoni delle giacche. Anche pulci e pidocchi. E cantano e suonano e ballano, tutta la notte. E per l\u2019intera notte e per tutto il giorno che segue staranno insieme, senza odiarsi, senza spararsi, senza ammazzarsi.<br \/>\nGrazie a quel canto, grazie a quella musica, in quel giorno di Natale del 1914 nessuno di quei soldati \u00e8 morto per una guerra che nessuno di loro aveva voluto\u2026\u201d<br \/>\nVincenzo ne sapeva anche un\u2019altra di belle storie sul potere della musica e del canto, ma questa seconda storia non fece in tempo a raccontarla perch\u00e9 lei, l\u2019amica, l\u2019aveva salutato in fretta e furia perch\u00e9 doveva andare a comprare il pane. Cos\u00ec gli aveva detto: \u201cScusa, ciao, ti saluto, devo andare a comprare il pane.\u201d Ed era andata via, a passo svelto, cercando di non pestare la cacca di cane che nel frattempo aveva sparso sul marciapiede. Vincenzo cos\u00ec non aveva potuto raccontarla, quella bella storia.<\/p>\n<p>Allora ve la racconto io a voi.<\/p>\n<p>La storia \u00e8 quella dei tre taglialegna che hanno abbattuto un albero gigantesco e ora, dopo averlo ripulito dai rami e dalle fronde, ne devono portare fuori dal bosco il tronco pesantissimo. Sono sfiniti dalla fatica. Ogni tre passi si devono fermare perch\u00e9 il tronco \u00e8 veramente pesante. Ogni tre passi, una sosta. Tre passi e una sosta. Non arriveranno mai. Poi uno di loro, il pi\u00f9 stanco dei tre, tira fuori dalla tasca della giacca un flauto e alla prima sosta si mette a sedere sul tronco e comincia a suonare. La bellezza di quel suono, l\u2019armonia di quelle note d\u00e0 ai suoi due compagni la forza e l\u2019energia per ripartire. Ora non pensano pi\u00f9 alla fatica: sono estasiati dalla dolcezza di quella musica. Allora sollevano il tronco e lo trasportano in due fuori dal bosco, addirittura con il loro compagno che \u00e8 rimasto seduto sopra a suonare il flauto. Un tronco che era pesantissimo, ora lo portano fuori dal bosco senza fatica, ingioiati da quella musica, da quella armonia.<br \/>\nQuesta \u00e8 la grandezza della musica. Questo \u00e8 il potere della musica che porta pace e fratellanza, che fa cessare l\u2019odio e l\u2019inimicizia, che ferma la guerra, che porta armonia, che porta forza e energia. Che porta voglia di vivere e di godere a pieno della nostra vita. E allora perch\u00e9 vergognarsi se sentiamo ancora la voglia e proviamo ancora piacere a fare musica e a cantare. Anche nei pub.<br \/>\nMia madre, le prime volte che uscivo di casa con il tamburo sotto il braccio mi diceva: \u201cMa non ti vergogni alla tua et\u00e0 a pensare ancora a fare le mattie! Perch\u00e9 non ti trovi una fidanzata come tutti i tuoi amici e esci con lei, cos\u00ec metti la testa a posto una volta per tutte\u201d.<br \/>\nAvevo sedici anni e di fidanzate, comprese le due milanesi, non ne volevo sapere, ma non provavo vergogna mentre uscivo di casa con il tamburo sotto braccio per andare a suonare in una piccola balera di paese. E anche oggi, a cinquant\u2019anni di distanza, ancora non riesco a provare vergogna quando, come stasera, uscir\u00f2 di casa per venire a suonare per voi.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34322\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34322\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era di maggio. 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