{"id":34273,"date":"2018-03-15T17:22:18","date_gmt":"2018-03-15T16:22:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34273"},"modified":"2018-03-15T17:22:33","modified_gmt":"2018-03-15T16:22:33","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-una-storia-semplice-di-federico-fabbri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34273","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Una storia semplice&#8221; di Federico Fabbri"},"content":{"rendered":"<p>Giulia intravide il fascio di luci balenare dietro la curva. I fari di un\u2019auto affettarono il buio svelando per un attimo i contorni degli alberi e delle siepi, zigzagando nell\u2019oscurit\u00e0 come un\u2019antilope in fuga dal suo predatore.<\/p>\n<p>Si fece istintivamente da parte e affond\u00f2 le scarpe nuove nel terreno umido e soffice ai bordi della strada. Pens\u00f2 che l\u2019indomani avrebbe dovuto impegnarsi per pulire le macchie di terra appiccicate ai sandali appena comprati. Punt\u00f2 la torcia del cellulare davanti ai suoi piedi e un raggio bianco e gelido illumin\u00f2, senza restituirle il colore del giorno, l\u2019erba fradicia sotto le suole.<\/p>\n<p>Semi di senape luminosi sparpagliati nell\u2019oscurit\u00e0 punteggiavano la volta del cielo sopra la sua testa, accendendo il buio di minuscoli brillanti.<\/p>\n<p>Sent\u00ec il suono del motore avvicinarsi da dietro la curva, un rombo aggressivo e potente che fendette il silenzio e azzitt\u00ec il canto spensierato dei grilli. Si ferm\u00f2 guardandosi intorno. La notte profumava d\u2019estate e il leggero sospiro del vento scuoteva appena le foglie degli alberi. Decise di attendere l\u00ec che l\u2019auto passasse, qualche metro prima del ponte in pietra che superava il ruscello in secca. Le sembr\u00f2 di sentire una rana gracidare da sotto la spalletta. Non ci fece caso. Le rane le stavano antipatiche.<\/p>\n<p>Spense la torcia per risparmiare la batteria. Con Andrea erano rimasti d&#8217;accordo di sentirsi appena fosse arrivata a casa. Lui non aveva potuto riaccompagnarla, perch\u00e9 il suo scooter aveva fatto le bizze e non c&#8217;era stato verso di rimetterlo in moto. Si erano lasciati l\u00e0, all&#8217;angolo della piazza della chiesa, con lui che imprecava per doversi fare a piedi i tre chilometri di strada che lo separavano da casa. Per lei il tragitto era pi\u00f9 breve, dieci minuti al massimo e sarebbe arrivata. Si erano salutati con un sorriso, perch\u00e9 ancora non stavano insieme. Se lui avesse avuto il coraggio di chiederglielo, lei gli avrebbe detto di s\u00ec. Ma ancora non l&#8217;aveva fatto e cos\u00ec rimanevano solo amici, o forse appena qualcosa in pi\u00f9.<\/p>\n<p>Rifletteva su questo quando vide l&#8217;auto sbucare in fondo al viale, anticipata dalla sciabolata di luce dei fari abbaglianti. Correva veloce, viaggiando al centro della carreggiata, con le ruote a cavallo della linea di mezzeria. La strada era leggermente in discesa e, prima del ponte dove Giulia si era fermata, formava un dosso. Raggiunto quel punto, la macchina scomparve alla vista della ragazza lasciando nell&#8217;aria solo il rombo del motore e l&#8217;alone di luce ovattata dei fari rivolti all&#8217;asfalto. Poi, in un attimo, l&#8217;auto sbuc\u00f2 dalla cunetta sbandando paurosamente. Attravers\u00f2 il ponte rimbalzando tra le basse spallette in pietra come la pallina di un flipper.<\/p>\n<p>Giulia fece appena in tempo a vederla sbatacchiare a destra e a sinistra prima di essere travolta e spinta lontano, scaraventata nel campo dietro di lei come una cartaccia gettata dal finestrino di un treno.\u00a0 Atterr\u00f2 a pancia in su nell&#8217;erba alta, una gamba in posa innaturale e un rivolo di sangue che le scorreva lungo la tempia. Non sentiva dolore, ma solo in sottofondo il borbottio di un motore acceso e il frinire incessante dei grilli. Ascolt\u00f2 una portiera sbattere e il rumore di passi incerti sull&#8217;asfalto.<\/p>\n<p>Non riusciva a muoversi e neppure a parlare. I suoi occhi inquadravano la volta del cielo dove un miliardo di stelle facevano a gara per farsi notare. Brillavano silenziose e lontane come efelidi luminose sul volto dell&#8217;universo. E la osservavano. Mute e inconsapevoli testimoni di un passo del destino.<\/p>\n<p>Giulia pens\u00f2 ad Andrea, al suo motorino ingolfato, al suo viso fresco e allegro con quei pochi accenni di barba, al ciuffo di capelli che gli ricadeva di continuo sugli occhi, al blu cobalto del suo sguardo, alla sua timidezza mascherata dietro una facciata di spavalderia. Pens\u00f2 al bacio che non le aveva dato, alla promessa di sentirsi appena arrivati a casa, alla felicit\u00e0 di rivederlo l&#8217;indomani.<\/p>\n<p>Pens\u00f2 a tutto questo e forse anche a qualcosa in pi\u00f9 quando si accorse che qualcuno la stava osservando. Nel buio l\u00ec intorno percep\u00ec una presenza, una figura che si stagliava su di lei silenziosa. Ascolt\u00f2 il suono del suo respiro, che per un attimo fu pi\u00f9 forte del canto dei grilli. Poi lo vide. Era un ragazzo giovane, avr\u00e0 avuto s\u00ec e no vent\u2019anni e la guardava impaurito. Le sembr\u00f2 che stesse tremando, le parve di notare un movimento del labbro inferiore, ma forse era solo un riflesso dovuto alle lacrime che iniziavano a scenderle dagli occhi.<\/p>\n<p>\u201cAiutami, ti prego\u201d avrebbe voluto dirgli Giulia. Non le interessava sapere perch\u00e9 quel ragazzo stesse guidando come un pazzo, non le importava capire se fosse ubriaco, o drogato, o soltanto maledettamente stupido. Le importava soltanto che potesse darle una mano, chiamare un\u2019ambulanza, i vigili, il suo Andrea o chiunque potesse aiutarla. Ma non riusciva a muovere le labbra, a pronunciare nessuna parola. Solo il sangue usciva dal suo corpo, e lacrime calde sul suo bel viso.<\/p>\n<p>Chiuse gli occhi e sent\u00ec l\u2019erba frusciare. Rumore di passi, insieme al canto dei grilli. Poi di nuovo una portiera sbattuta, uno stridio di gomme e il rombo del motore che si perdeva lontano. Se n\u2019era andato. Quel ragazzo aveva avuto paura e aveva deciso di lasciarla l\u00ec. <em>Vigliacco e colpevole<\/em>, pens\u00f2 Giulia. <em>E cattivo, forse<\/em>.<\/p>\n<p>Era di nuovo tutto scuro e silenzioso, adesso. Il vento leggero passava sui fili d\u2019erba come pensieri inutili. Giulia apr\u00ec gli occhi verso il buio del cielo. Una scia luminosa scivol\u00f2 verso di lei. Le indicava la strada, la direzione. Avrebbe voluto sorridere, ma non riusc\u00ec a farlo. Pens\u00f2 ad Andrea, al fatto che quando l\u2019avrebbe chiamata, non appena arrivato a casa, lei non gli avrebbe risposto. Rimpianse di non averlo baciato, di non aver avuto il coraggio di avvicinarlo a s\u00e9, pochi minuti prima. Almeno avrebbero avuto un ricordo da condividere e non una speranza da dover rimpiangere.<\/p>\n<p>Il silenzio si port\u00f2 via Giulia senza fare rumore. La rana antipatica, l\u00e0 sotto il ponte, continu\u00f2 indifferente a gracidare; i grilli, tra l\u2019erba, a cantare.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34273\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34273\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giulia intravide il fascio di luci balenare dietro la curva. 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