{"id":34221,"date":"2018-03-05T18:29:31","date_gmt":"2018-03-05T17:29:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34221"},"modified":"2018-03-05T18:29:31","modified_gmt":"2018-03-05T17:29:31","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-in-versilia-non-ce-il-mare-di-valeria-elena-vallino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34221","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;In Versilia non c&#8217;\u00e8 il mare&#8221; di Valeria Elena Vallino"},"content":{"rendered":"<p>Per chi, come me, arriva da fuori, la Versilia \u00e8 una terra strana, ricca di contrasti, a cominciare dalla sua geografia: un litorale tracciato col righello, una piana strappata alle paludi e poi subito la collina ripida e a tratti selvaggia, con gli ulivi abbarbicati e i paesini arroccati su ogni cocuzzolo e infine laggi\u00f9, sullo sfondo, i monti sventrati dalle cave e le Alpi Apuane, maestose e un po&#8217; tetre. D&#8217;estate strabordante di turisti, di lavoratori, di gente e d&#8217;inverno sbiadita, svuotata, letargica.<\/p>\n<p>All\u2019inizio, per tornare a casa, partivo dalla mia amata Torino in treno e penso che questo sia uno dei mezzi migliori per cogliere appieno l\u2019essenza di questa terra, come di quelle che si attraversano per giungere qui. Prima le dolci colline dell\u2019astigiano e poi la pianura degli orizzonti lunghi finch\u00e9 la via ferrata si attorciglia come un nastro arricciato e scende ripida su Genova. Il mare appare in lontananza, come una scoperta, un miraggio, una presenza viva e sento quella particolare \u201c<em>paura che ci fa quel mare scuro, che si muove anche di notte e non sta fermo mai<\/em>\u201d (Paolo Conte, Genova per noi). Poi il treno si fa strada sulla costa addomesticata ma sempre un po\u2019 selvatica, del Levante, apparendo e scomparendo dentro la montagna, in un gioco abbagliante di sole e ombra, dove il mare compare a tratti, come un azzurro occhio che tutto vede. A La Spezia il gioco finisce e poco dopo ecco aprirsi lo sguardo sulla Toscana. Come dal giorno alla notte, il treno si stiracchia e si distende libero di correre di nuovo in rettilineo e il mare non fa pi\u00f9 l\u2019occhiolino, la costa pianeggiante corre dritta, parallela alle colline e alle montagne, che poco alla volta cambiano forma e all\u2019improvviso sei in Versilia.<\/p>\n<p>In Versilia non c&#8217;\u00e8 il mare. O meglio, chi viene qui non lo trova finch\u00e9 non ci \u00e8 dentro. Poi prende il sole, mangia il gelato seduto sotto l&#8217;ombrellone, ciabattando torna all&#8217;hotel o a casa e, come varca l&#8217;uscita dello stabilimento&#8230;puf, il mare non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9! Eppure a nessuno sembra strano percorrere un lungomare dal quale non si vede il mare. Poi scopri i pontili e ti si apre il cuore, i piedi si muovono pi\u00f9 veloci e ti sembra di percepire lo iodio, senti l&#8217;aria salmastra che ti entra nei polmoni e vedi finalmente il blu.<\/p>\n<p>Lido, Marina e Forte, tre lunghe dita puntate idealmente verso la Corsica, verso il mare aperto, tre braccia protese verso la libert\u00e0. Cammini sospeso sopra le onde e ti sorprendi che il mare sia proprio l\u00ec, sotto di te e magari ci torni la domenica con il fidanzato, il marito o i figli, ci porti gli amici venuti da fuori, come a dimostrargli che il mare c&#8217;\u00e8 davvero, che non \u00e8 un&#8217;invenzione della propaganda turistica.<\/p>\n<p>D&#8217;inverno faccio lunghe passeggiate solitarie sul <em>lungomaresenzamare<\/em> e i pontili sono diventati tappe obbligate. Cos\u00ec la vista del mare sento di essermela proprio conquistata e poi mi siedo su una panchina e accarezzo il pelo dell&#8217;acqua con lo sguardo, mi perdo a seguire la corsa delle onde, ne respiro il profumo umido e intenso e ripenso a mio padre, quando mio fratello ed io eravamo bambini, e non appena si arrivava al mare dalla citt\u00e0 ci faceva scendere dalla macchina e strizzandoci l\u2019occhio ci diceva \u201cRespirate bambini, respirate tutto questo <em>odio<\/em>!\u201d; noi ridevamo e ci lasciavamo inondare la bocca e i polmoni.<\/p>\n<p>Qualche anno fa, a meno che non piovesse, con qualunque clima prendevo mia figlia che ancora non sapeva camminare, la imbacuccavo come un\u2019eschimese e poi la portavo avanti e indietro con il passeggino sulla passeggiata del Lido, in un\u2019atmosfera da day after\u2026c\u2019eravamo solo noi. In mezzo al vento lei sbatteva gli occhietti, ma non ha mai pianto. Quando ha imparato a camminare si \u00e8 subito capito che quelle passeggiate silenziose avevano lasciato un segno profondo, perch\u00e9 ancora adesso che ormai \u00e8 quasi una ragazzina, non appena si arriva su un pontile, vedo in lei una piccola me e mi fa impressione e tenerezza accorgermi di come mi assomiglia. Quando il mare \u00e8 mosso impazzisco di gioia e lei con me; stare sul pontile \u00e8 come trovarsi su una barca in mezzo alla burrasca senza la paura di essere travolti e naufragare.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 quando sono sola che riesco a perdermi di pi\u00f9, sento gli schizzi, sento quella che io chiamo polvere d&#8217;acqua sferzarmi il viso e ascolto estasiata il rombo delle onde che si frangono contro i piloni di cemento. Amo quando tira vento e il libeccio mi spinge verso la costa, mi prende a schiaffi e mi sembra di camminare dovendo spostare un muro a ogni passo e a volte osservo i surfisti, tutti neri nelle loro tute in neoprene, che lottano tra le onde per conquistarsi quella giusta e prenderla in tempo e infine si ergono sulle tavole come funamboli. Nel mio DNA non c\u2019\u00e8 il mare, le mie radici sono ben piantate sulla terraferma, tra il Piemonte e la Lombardia, e osservare questi pazzi, met\u00e0 naufraghi, met\u00e0 semidei, mi fa apprezzare ancora di pi\u00f9 il pontile solido e fermo dal quale li osservo, con stupore sempre rinnovato e una punta di invidia. Mi piace la natura impetuosa che d&#8217;inverno sconquassa quella stessa costa che d&#8217;estate sa di crema solare e bikini striminziti, con i pontili a fare da sentinelle mute e immobili. Li percorro, arrivo in cima e mi sembra di essere sul ponte di una nave e allora sogno di viaggiare verso mete lontane e se fa freddo immagino di essere su un postale norvegese, o su una rompighiaccio alle Svalbard e la Versilia scompare, \u00e8 solo un pretesto, un nome, un posto lontanissimo e il tramonto ti coglie di sorpresa, il rosa che poi volge al rosso intenso e quelle nuvole che sembrano messe l\u00ec apposta a spezzare un cielo altrimenti troppo perfetto. Il mare \u00e8 solo una scusa, il pontile \u00e8 la meta.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Perch\u00e9 il pontile \u00e8 bello cos\u00ec, non ti porta in nessun posto, il pontile \u00e8 un posto, e fa da sfondo a tutta la tua vita<\/em>\u00bb (Fabio Genovese, Morte dei Marmi).<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34221\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34221\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 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