{"id":34177,"date":"2018-02-28T11:18:34","date_gmt":"2018-02-28T10:18:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34177"},"modified":"2018-02-28T11:18:34","modified_gmt":"2018-02-28T10:18:34","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-personaggi-storici-di-adelisa-corbetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34177","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Personaggi storici&#8221; di Adelisa Corbetta"},"content":{"rendered":"<p>Oggi la zia era fuori; sarebbe venuta Maria, la vicina, a fare i compiti con Anna. La donna abitava poco distante: bastava uscire dal\u00a0 cancello, percorrere pochi metri sull\u2019acciottolato della strada, salire tre gradini e bussare forte con un grosso battente di ghisa. Lei compariva alla finestra e poi la porta si apriva, con affettuose esclamazioni. Anna ci andava a volte di venerd\u00ec, perch\u00e9 Maria tagliava le patate a bastoncino e lasciava che fosse lei a friggerle; al momento pi\u00f9 adatto, ne piluccava qualcuna ed erano \u00a0buone. Pi\u00f9 che a casa.<\/p>\n<p>Arrivata, tolto lo scialletto, si era\u00a0 seduta al grande tavolo della cucina, lei a capotavola e la piccola alla sua destra; avevano cominciato: \u201cOggi ti faccio io da maestra,va bene?\u201d La bambina era scontenta, ma non poteva scegliere: sua madre insegnava a Milano e di trasferirsi neanche a parlarne: \u00a0questioni di graduatorie, Ada non capiva, aspettava di rivederla il sabato.<\/p>\n<p>Con la zia, per i compiti, si faceva cos\u00ec : svuotavano la cartella e distendevano un gran foglio di carta da pacco, tutta liscia e odorosa come la tabaccheria che la vendeva assieme a \u00a0\u00a0profumi e borotalco. Quella tovaglia color ocra, un po\u2019 rigida e un po\u2019 spigolosa che aveva agli inizi dell\u2019uso solo i segni delle piegature, si riempiva, col passare dei giorni, di macchie, piccoli disegni ed esperimenti di ortografia: a volte, nel dubbio sull\u2019uso delle doppie o dell\u2019acca, era necessario scrivere due o tre volte la stessa parola, per scegliere quella giusta, che avesse l\u2019aspetto piu\u2019 familiare e corretto. Cos\u00ec non si consultava il Nuovissimo Melzi di marocchino rosso, \u00a0con gli angoli neri, tre pagine sgualcite e sporgenti e una coloratissima tabella delle bandiere di tutto il mondo, subito dopo l\u2019inizio della lettera bi. Volta per volta la grande superficie riceveva altre scritte: la prova del nove per l\u2019esattezza delle operazioni; un profilo, una greca, una barca.<\/p>\n<p>Se si rovesciava il bottiglino dell\u2019inchiostro, poco male: la carta da pacco veniva sostituita con fogli di giornale, fino al nuovo acquisto. L\u2019importante era che rimanesse quel tanto per terminare il compito e che\u00a0 non si sporcasse il quaderno.<\/p>\n<p>Quel giorno l\u2019esercizio era sui digrammi: pensare e scrivere parole con gi \u2013 elle e ricordarsi che per le persone valeva solo Gigliola: non era difficile.<\/p>\n<p>La nonna leggeva il giornale con un paio di lenti tonde e montate in oro, perfette per lei da quando il figlio aveva trovato e portato a casa quel paio di occhiali. C\u2019era spazio, all\u2019altro capo del tavolo; lei non pensava che a cucinare, leggere e fare tutti contenti, pensava la nipote.<\/p>\n<p>Anna intingeva il pennino, scriveva e andava avanti senza l\u2019aiuto di Maria che aveva pensato ad altro, cos\u00ec le sembrava.<\/p>\n<p>\u201cVenti parole, ho finito\u201d.<\/p>\n<p>\u201cVai fuori, fai quattro salti e poi ritorna che leggiamo\u201d.<\/p>\n<p>Era uscita sulla piazzola di cemento, aveva staccato un grappolo dal pergolato, si era seduta a piluccare gli acini pi\u00f9 grossi; \u00a0a terra un fitto movimento di formiche rosse; poco lontano la gatta si rotolava dentro qualche calda chiazza di sole, \u00a0impolverandosi\u00a0 tutta.<\/p>\n<p>\u201cVieni Mina, vuoi un po\u2019 d\u2019uva?\u201d<\/p>\n<p>Gettato il graspo, Anna rientr\u00f2.<\/p>\n<p>Maria si era appisolata, ma si ricompose subito per l\u2019esercizio di lettura: un bambino, giocando in un prato, aveva cominciato a colpire uno strano oggetto di metallo; la bomba era esplosa colpendolo ad una gamba; per questo \u201c bisognava essere molto attenti e allontanarsi da un qualcosa di sconosciuto\u201d. Roba cos\u00ec, Anna non ne aveva mai vista e pens\u00f2 che le cose che incontrava erano tutte normali: qualche sasso con la forma speciale, barattoli vuoti, un giocattolo rotto\u2026<\/p>\n<p>D\u2019un tratto Maria aveva preso la penna e scritto pigramente il suo nome e cognome, vicino ai tanti ghirigori. La bambina lesse: \u201dMaria Maggiolo. Loro come si chiamano?\u201d Proprio di fronte c\u2019era un quadro e in basso una scritta: i fondatori dell\u2019unit\u00e0 italiana. Cinque personaggi a mezzo busto, su uno sfondo di cielo turchese, guardavano verso \u00a0un posto lontano: in alto, Vittorio Emanuele II, il petto decorato da sei medaglie, i grandi baffi a manubrio di bicicletta e la lunga barba. Un po\u2019 a sinistra, il generale Cialdini.\u00a0 Al di sotto il conte di Cavour. A destra del re c\u2019era Garibaldi, con un berretto di velluto rosso e un piccolo nodo verde sul bottone della camicia, anch\u2019essa rossa. Pi\u00f9 in gi\u00f9, Mazzini meditava, calvo, serio, vestito di scuro. Tralci di alloro lucido circondavano i mezzi busti e le rispettive fasce bianche, con i nomi.<\/p>\n<p>\u201cScrivi come si chiama quello che sta pi\u00f9 in alto\u201d fece Anna.<\/p>\n<p>\u201cMa loro sono vissuti tanto tempo fa. Ti piacciono?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, il generale \u00e8 il pi\u00f9 bello, sembra un principe. E poi, nel quadro, ci sono tanti colori. Dai, Maria, scrivi un nome, quello che ti piace\u201d.<\/p>\n<p>\u201cScrivo Benito Mussolini. Guarda: so fare la firma\u201d. Dopo un breve grattare sul foglio, era comparsa una parola dove la bambina vedeva le tre punte aguzze della maiuscola e, poco pi\u00f9 in l\u00e0, due esse, in fondo la i col puntino.<\/p>\n<p>\u201cChi \u00e8 Mussolini?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9, \u00e8 morto. Era un uomo importante, un personaggio storico, come quelli del quadro\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel frattempo si era rannuvolato e cominciava a cadere qualche goccia; la nonna s\u2019era messa a incidere delle castagne con un coltellino, prendendole \u00a0dal grembiule; ai vetri comparve la zia.<\/p>\n<p>\u201cCiao Maria, ho fatto tutto: il dottore, la ricetta e lo sciroppo. Grazie mille\u201d. \u201cAllora io posso andare, arrivederci\u201d. \u201c No, aspetta, \u00a0eccoti sei uova. Anna ha finito?\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, \u00e8 stata brava. Guarda anche tu il compito e grazie per il pacchetto.\u201d<\/p>\n<p>La vicina chiuse piano, lasciando entrare un po\u2019 d\u2019aria fredda mista a pioggia ; Mina \u00a0s\u2019intrufolo\u2019 con un guizzo.<\/p>\n<p>\u201cCom\u2019\u00e8 andato il pomeriggio? Hai fatto merenda?\u201d<\/p>\n<p>\u201cHo mangiato l\u2019uva, sono stata fuori con la gattina, ho letto e poi abbiamo parlato dei personaggi storici\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCome?\u201d.<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, quelli del quadro e anche di Mussolini. Maria ha detto che era importante e sa fare la sua firma. Ma zia, per diventare importanti bisogna essere morti?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo, \u00e8 necessario fare bene le cose: imparare, studiare, lavorare, anche mangiare e dormire\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAllora io sono importante. Sono storica. E Mina? \u201c<\/p>\n<p>\u201cAnche. Quando lei ruba una bistecca e io vado dal macellaio e ne pago un\u2019altra, lui poi user\u00e0 i soldi per comprare di nuovo e cos\u00ec si va avanti, tutti siamo collegati e bisogna che ogni anello della catena funzioni bene. Insieme si forma una rete. Anche Mina fa succedere qualcosa\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer\u00f2 lei non sa parlare, non capisce tutto. Mussolini che cosa ha fatto?\u201d<\/p>\n<p>\u201cHa comandato l\u2019Italia per tanti anni, ma non erano bei tempi . Non si poteva\u00a0 parlare con tranquillit\u00e0 e per questo tanta gente ha preferito morire. Brutta storia, finita con una guerra e con la sua morte\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNe ho passate due, di guerre\u201d borbott\u00f2 la nonna.<\/p>\n<p>\u201cAh, ecco perch\u00e9 nei prati ci sono ancora le bombe!\u201d<\/p>\n<p>\u201cS\u00ec, come lo sai?\u201d<\/p>\n<p>\u201cL\u2019ho letto oggi sul libro. Non voglio starci io nella storia, e Mina nemmeno\u201d.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34177\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34177\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi la zia era fuori; sarebbe venuta Maria, la vicina, a fare i compiti con Anna. 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