{"id":34163,"date":"2018-02-27T18:44:55","date_gmt":"2018-02-27T17:44:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34163"},"modified":"2018-02-27T18:44:55","modified_gmt":"2018-02-27T17:44:55","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-incubo-o-sogno-di-marco-bernabeo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34163","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Incubo o sogno&#8221; di Marco Bernabeo"},"content":{"rendered":"<p>Il frastuono delle onde le invadeva la mente, mentre i suoi pensieri scivolavano via confusi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 che da giorni scuoteva la sua anima era quello sguardo.<\/p>\n<p>Lo sguardo di colui che aveva sempre desiderato e che, forse, <em>ormai<\/em>, non avrebbe pi\u00f9 potuto avere.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Guard\u00f2 nello specchietto, ingran\u00f2 la marcia e part\u00ec.<\/p>\n<p>Come tutte le mattine, i Peloritani alle spalle e l\u2019Aspromonte davanti.<\/p>\n<p>Ma ora non era pi\u00f9 come <em>tutte<\/em> le mattine.<\/p>\n<p>La <em>solita<\/em> traversata dello stretto per raggiungere il suo ufficio non sarebbe stata pi\u00f9 la <em>solita<\/em>.<\/p>\n<p>Una <em>routine<\/em> sognata a trent\u2019anni, odiata a quaranta, e che ora la strozzava in un imbuto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un marito distante, due figli ormai abbastanza grandi da poter badare a loro stessi.<\/p>\n<p>Il nuovo giovane collega con il quale flirtava da mesi, ma con cui non si era mai incontrata al di fuori delle mura d\u2019ufficio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La luce di Aprile, forte ma non troppo, illuminava i suoi occhi azzurri, da sempre splendidi, espressivi e capaci di far innamorare chiunque, il suo sguardo intenso, le sue piccole rughe sottociglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un vecchio cd degli <em>Scorpion<\/em>s ricordava a Carolina la ribelle adolescenza vissuta ai piedi dell\u2019Etna, gli anni romani, i sogni legati ad un buon lavoro e ad una famiglia felice da costruire.<\/p>\n<p>Sogni che man mano erano diventati incubi.<\/p>\n<p>E che ora, lentamente ma inesorabilmente, svanivano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cLa routine ci ammazza\u201d, <\/em>le ripeteva Luigi, spesso confondendole le poche certezze che lei aveva nella vita.<\/p>\n<p>Lui, sempre pi\u00f9 lontano, non solo fisicamente, ma soprattutto mentalmente.<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 preso dal suo lavoro e chiss\u00e0 da cosa.<\/p>\n<p><em>\u201cSei uno stronzo, neanche il nostro anniversario riusciamo pi\u00f9 a festeggiare\u201d<\/em>, gli aveva rimproverato pochi mesi prima, pochi mesi prima di sapere.<\/p>\n<p>Ma lui, niente.<\/p>\n<p>Da perfetto ignavo non chiedeva nulla n\u00e9 tantomeno raccontava di s\u00e9.<\/p>\n<p>Due corpi ormai estranei che condividevano esclusivamente l\u2019amministrazione di un\u2019anonima societ\u00e0 chiamata famiglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Basta<\/em>, si disse quella mattina Carolina.<\/p>\n<p><em>\u201cPronto,<\/em> <em>sono Carolina!\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cEhi ciao, come stai!\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cBene, tu?\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIo bene, come mai chiami a quest\u2019ora?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cHo bisogno di vederti, facciamo alle due al porticciolo?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cSi certo va bene, ma tutto ok?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cSi, tranquillo, a dopo.\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>Cazzo Carolina sei impazzita? Moglie, madre, giudice\u2026cosa cazzo fai Carolina!<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Si parl\u00f2, ma non si ascolt\u00f2 e and\u00f2 avanti per la sua strada.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Michele era in ufficio da poco.<\/p>\n<p>Fresco vincitore di concorso, era stato assegnato alla sezione da lei presieduta e immediatamente ne aveva notato, e sub\u00ecto, il fascino.<\/p>\n<p>Un\u2019intelligenza creativa, non secchiona, un animo nobile, modi gentili.<\/p>\n<p><em>\u201cUn gran signor<\/em>e<em>, ed un gran figo\u201d<\/em>, come le aveva confidato Noemi, vecchia collega di universit\u00e0 e di lavoro, che aveva gi\u00e0 indagato la vita privata di Michele sentenziando: felicemente fidanzato.<\/p>\n<p>Per Noemi capitolo chiuso.<\/p>\n<p>Per Carolina, invece, no.<\/p>\n<p>Vedeva in Michele quello che non aveva mai visto in uomo e che credeva un uomo non potesse avere.<\/p>\n<p>Nonostante la bella presenza, lei era attratta da altro.<\/p>\n<p>Dai modi, dalla serenit\u00e0, dalla simpatia, che il suo pi\u00f9 giovane collega le trasmetteva.<\/p>\n<p>Da quel senso di fiducia negli altri e nella vita che a lei, <em>ormai<\/em>, mancava.<\/p>\n<p>Quando parlava con Michele, tutto le sembrava diverso, il suo cronico pessimismo svaniva.<\/p>\n<p>E adesso, nel poco tempo che le restava, aveva deciso di approfondire.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cCome mai hai voluto vedermi\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cChe c\u2019\u00e8 di male nel prendersi una birra con un bel collega?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cMi chiedo solo il perch\u00e9 dell\u2019urgenza.\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cUrgenza? Nessuna urgenza!\u201d<\/em><\/p>\n<p>Niente di pi\u00f9 falso.<\/p>\n<p>Carolina lo sapeva.<\/p>\n<p>Dieci mesi, un anno.<\/p>\n<p>Questo il responso dei medici.<\/p>\n<p>E allora via tutto, via l\u2019ipocrisia, via la routine, via la falsit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Questo sar\u00e0 il mio anno<\/em>, si era detta.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201cBello qui, guarda come gi\u00e0 il sole di Aprile riesce gi\u00e0 a scaldare!\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cBello come te!\u201d<\/em> Gli disse, sorniona.<\/p>\n<p><em>\u201cDai Carolina, ma sei impazzita di colpo?\u201d <\/em><\/p>\n<p><em>\u201cHai letto quel libro di cui ti parlavo? Suite francese? \u00c8 appassionante, e credo che possa piacere molto a una donna.\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cNon ancora, non ho avuto tempo\u2026 hai da fare stasera?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cVeramente no, Laura \u00e8 a Torino e la raggiungo nel week end.\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cBene, ceniamo insieme?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cAmici?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cAmici e colleghi!\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Il lungomare reggino, a primavera, \u00e8 un mix di odori e sapori invernali ed estivi.<\/p>\n<p>La prima fioritura degli aranci d\u00e0 sapore alla brezza marina, le luci dei locali colorano le prime serate all\u2019aperto.<\/p>\n<p><em>\u201cUn tavolo per due, grazie\u201d<\/em>, fece Carolina.<\/p>\n<p><em>\u201cVorrai sapere perch\u00e9 siamo qui, giusto?\u201d<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cNo, ma ti dico che a me fa piacere passare del tempo con te, cara collega!\u201d<\/em> E le sorrise.<\/p>\n<p>Sorrise anche lei.<\/p>\n<p>Da anni non si sentiva cos\u00ec. Viva e vera.<\/p>\n<p>Il tempo delle illusioni era finito, del suo mondo restavano briciole con le quali altri si sarebbero sfamati.<\/p>\n<p>Luigi non le aveva chiesto neanche a che ora sarebbe tornata a casa per la cena.<\/p>\n<p>E lei era ora a cena con il suo giovane collega.<\/p>\n<p><em>\u201cFa piacere anche a me, caro collega!\u201d<\/em><\/p>\n<p>Tre ore volarono come accade solo quando si sta bene insieme.<\/p>\n<p>Il <em>feeling<\/em> tra loro era evidente, ma non era ben chiaro chi difendeva il re bianco e, come in un partita a scacchi, avrebbe fatto, o dovuto fare, la prima mossa.<\/p>\n<p>Non poteva autoinvitarsi a casa di Michele, Carolina.<\/p>\n<p>Lei abitava <em>di l\u00e0<\/em>, dall\u2019altra parte dello Stretto, e ad attenderla, in teoria, c\u2019era una famiglia.<\/p>\n<p>Lui abitava <em>di qua<\/em>, da solo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ci pens\u00f2, ma alla fine and\u00f2 via.<\/p>\n<p>Torn\u00f2 sul traghetto, rientr\u00f2 a casa.<\/p>\n<p>Luigi non c\u2019era.<\/p>\n<p>Un\u2019altra notte brava, come tante, come sempre.<\/p>\n<p>Ovviamente non dorm\u00ec.<\/p>\n<p>Attese invano un messaggio di Michele.<\/p>\n<p>Ma niente.<\/p>\n<p>Aveva le farfalle nello stomaco, oltre al mostro che se la sarebbe portata presto via.<\/p>\n<p>Pianse.<\/p>\n<p>Pianse lacrime strane.<\/p>\n<p>Lacrime sconosciute, lacrime che pensava di non avere pi\u00f9.<\/p>\n<p>Lacrime d\u2019amore.<\/p>\n<p>S\u00ec, era innamorata.<\/p>\n<p>Lei, la fredda ragazza e donna austera, era innamorata. Alla fine, ma lo era.<\/p>\n<p>Come tutti i pi\u00f9 grandi amori, amava senza essere corrisposta.<\/p>\n<p>Avrebbe dato tutto per esserlo, ma Michele era sordo al suo canto.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019indomani, in ufficio, lui la evit\u00f2.<\/p>\n<p>La notte bianca che anche lui aveva passato lo aveva scosso.<\/p>\n<p><em>No, Michele,<\/em> si era detto, <em>Laura non lo merita<\/em>.<\/p>\n<p>E lui l\u2019amava.<\/p>\n<p>Ma Carolina era un incubo. O forse un sogno.<\/p>\n<p>Se lui per lei era l\u2019amore, lei per lui sarebbe stata l\u2019evasione.<\/p>\n<p>Michele non sapeva molto di Carolina, ma da lombardo scaraventato al <em>sud<\/em> non ne disdegnava l\u2019innata eleganza, il <em>savoir faire<\/em>, il fascino di una gran bella donna, un tempo divina ragazza, capace di incutere timore dall\u2019alto della sua bellezza, amante eccezionale.<\/p>\n<p>Quella bellezza che ora aveva i giorni contati.<\/p>\n<p>Ma questo Michele non lo sapeva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo aspett\u00f2 alla macchina.<\/p>\n<p><em>\u201cHo il cancro. Dieci mesi. Non di pi\u00f9.\u201d<\/em><\/p>\n<p>E scapp\u00f2 via.<\/p>\n<p>Michele rest\u00f2 l\u00ec. Impietrito.<\/p>\n<p><em>\u201cAspetta, dove vai\u201d<\/em><\/p>\n<p>Lei era gi\u00e0 in strada, lui la rincorse, si aggrapp\u00f2 allo sportello dell\u2019auto, entr\u00f2 dentro.<\/p>\n<p><em>\u201cAdesso no Michele. Non pi\u00f9. Ti faccio pena, per quello sei qui. Mai pi\u00f9. Vattene.\u201d<\/em><\/p>\n<p>Acceler\u00f2. Via.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Michele sapeva.<\/p>\n<p>Consapevole e certo che non l\u2019avrebbe pi\u00f9 rivista.<\/p>\n<p>Ma l\u2019avrebbe sognata. Incubo o sogno.<\/p>\n<p>Per sempre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34163\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34163\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il frastuono delle onde le invadeva la mente, mentre i suoi pensieri scivolavano via confusi. &nbsp; Ma ci\u00f2 che da giorni scuoteva la sua anima era quello sguardo. 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