{"id":34158,"date":"2018-02-27T18:36:46","date_gmt":"2018-02-27T17:36:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34158"},"modified":"2018-02-27T18:36:46","modified_gmt":"2018-02-27T17:36:46","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-la-scimmia-virale-di-paolo-federico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34158","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;La scimmia virale&#8221; di Paolo Federico"},"content":{"rendered":"<p align=\"JUSTIFY\">La risata di Giulio era isterica e non si fermava mai.<br \/>\nAnche quando sembrava diminuire, all&#8217;improvviso tornava a rimbombare con violenza, trascinandoti in un tunnel senza via d&#8217;uscita. E resistergli era impossibile.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Ne voglio ancora<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span>, diceva Francesca ridendo insieme a lui.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Ancora!<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span>, ripeteva.<br \/>\nGiulio se ne stava piegato in due con le mani sulla pancia, quasi in lacrime.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Oh! Ma cosa stai vedendo adesso?! Dimmelo, voglio sapere!<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb.<\/span><br \/>\nFrancesca lo spingeva e i due rotolavano confusamente sul tappeto sporco, tra patatine frantumate, peli pubici e cibo da asporto. La ragazza magra gli metteva le mani in faccia per farsi avanti, mentre continuava a ridere.<br \/>\nLui si era calmato un secondo e la stava guardando con gli occhi arrossati e umidi.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>C&#8217;era uno. Uno grasso e pelato. Mentre annaffiava il giardino si \u00e8 impigliato nella pompa e non riusciva pi\u00f9 a liberarsi. E poi \u00e8 inciampato<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb.\u00a0<\/span><br \/>\nI due tornarono subito a sganasciarsi dalle risate.<br \/>\nPoi si erano fatti un&#8217;altra dose e avevano visto insieme dei pinguini in fila, accalcati sulla punta di un iceberg, che spingevano in acqua quelli pi\u00f9 avanti e starnazzavano facendo capriole buffe.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Assurdo, mi sento di morire<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span>, aveva detto lei, <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>mi fa male il torace!<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb. <\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Sta roba \u00e8 una potenza!<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span>.<br \/>\nGiulio e Francesca erano due mentecatti, pigri e svogliati rampolli di due famiglie vicine di casa. I genitori erano due coppie di onesti lavoratori, cattolici praticanti e sempre in regola col fisco, che proprio non avrebbero meritato di averli come figli.<br \/>\nDopo la scuola i due ragazzi passavano i pomeriggi in camera di Giulio, schiavi di certe nuove droghe legali. Il problema di certe nuove droghe legali era che la gente lo sapeva che erano legali e sapeva come procurarsele. Il problema di altre droghe legali invece era che nessuno si accorgeva di loro, ignorandone i danni. Lo spacciatore delle sostanze preferite di Giulio e Francesca era a due passi e sempre disponibile. Distribuiva ovunque e senza problemi e i controlli se li faceva stesso lui. In pi\u00f9 nessuno avrebbe osato metterglisi contro, perch\u00e9 era un gorilla grosso e mastodontico, con due braccia infinite che potevano raggiungere chiunque. Nel gergo dei tossici, lo chiamavano <i>il provider.<br \/>\n<\/i>Giulio e Francesca erano sull&#8217;autobus di ritorno da scuola e stavano parlando di quella droga.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Dopo vieni da me<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span>, diceva Giulio, <span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>e vediamo cosa ci offre oggi<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span>.<br \/>\nIl gorilla aveva una rete<i> <\/i>a disposizione a cui quasi tutti potevano permettersi di accedere. Le sostanze variavano sempre e davano un effetto diverso a seconda del tipo o di chi le assumesse. Non tutte causavano ilarit\u00e0 improvvisa e risate isteriche, come quelle\u00a0preferite da Giulio e Francesca. Alcune aiutavano nelle attivit\u00e0 artistiche o creative, mentre altre ancora ti spingevano a fare cose assurde e inutili. Certe persone erano finite, come spesso accade, col dipendere da una dose per poter svolgere una qualunque attivit\u00e0 giornaliera. Ad esempio c&#8217;era una donna che le usava per truccarsi prima di uscire. Oppure un impiegato che ogni mattina, senza un salto dal suo <em>provider<\/em>, non sarebbe riuscito a farsi il nodo alla cravatta.<br \/>\nGiulio e Francesca si stavano facendo un <i>trip <\/i>catapultati ad una corrida spagnola finita male e dopo erano finiti a sentire un allevatore serbo richiamare la propria mandria coi rutti, mentre il <i>provider <\/i>continuava a spacciargli roba correlata quasi in automatico e loro non riuscivano a fermarsi. Cos\u00ec avevano passato l&#8217;ennesimo pomeriggio senza studiare, inebriati da quelle esperienze vivide, definite, extracorporee, sub-sensoriali, sovra-sensoriali. Sensazionali. Ognuna di esse durava pochi minuti o addirittura pochi secondi. Ma dopo restavano inebriati, leggeri, rinfrancati.<br \/>\nE ne volevano subito altre.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Anche il pomeriggio successivo e quello dopo ancora i due ragazzi erano rimasti sul tappeto di Giulio a ridere, dopo un&#8217;infinit\u00e0 di dosi. E poi ogni sera, a tavola davanti ai genitori, rimanevano sempre silenziosi e con gli occhi spenti.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Ho saputo che devi ancora recuperare matematica<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb,<\/span> diceva la madre a Francesca.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Si, <i>m\u00e0<\/i>. Lo so, <i>m\u00e0<\/i><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><i>\u00bb<\/i><\/span>.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Ma il tennis? Una volta ci andavi tutti i pomeriggi<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span> diceva il padre a Giulio.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Lo so, <i>p\u00e0<\/i>. Non ci vado pi\u00f9, <i>p\u00e0<\/i><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><i>\u00bb<\/i><\/span>.<\/p>\n<p>Vedendo che tornavano spesso, una volta il <i>pusher <\/i>gli aveva fatto capire che potevano pure passare al <i>livello successivo<\/i>. Potevano aiutarlo a fare le dosi, a incartarle, a distribuire la droga. A <i>crearla.<br \/>\n<\/i>Il <i>provider <\/i>stesso aveva offerto loro dei consigli su come comporla, spiegandogli anche come fare per imbastire un proprio <i>canale <\/i>di spaccio all&#8217;interno della sua rete e sotto le sue regole. Gli disse che lui era diverso, non voleva che la gente assumesse la sua roba solo in modo passivo, ma che potesse anche cimentarsi nel diffondere la propria originale versione, ognuna col proprio <i>tocco.<br \/>\n<\/i>E i ragazzi avevano capito tutto facilmente. Non era un lavoro difficile.<br \/>\nE poi, una volta diventati bravi, avrebbero anche potuto guadagnarci. Ma comunque sarebbe stata poca cosa, gli aveva detto il <i>provider<\/i>, rispetto al nuovo tipo di <i>trip <\/i>che avrebbero avuto e alla soddisfazione di aver aiutato le persone a godere. Ed \u00e8 stato allora che Giulio e Francesca avevano cominciato, sempre assumendo una dose dopo l&#8217;altra, a lavorare anche per produrle. Giulio sorrideva sempre tutto contento e faceva facce strane mentre lavorava. Francesca si divertiva a mettere la musica a palla, canticchiava sempre e ogni tanto ballava. E da quella sera in poi gli era tornato pure l&#8217;entusiasmo a tavola.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span><i>M\u00e0, che<\/i> ne pensi di questo <i>top? <\/i>Secondo te mi sta bene?<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span>, chiedeva Francesca tutta allegra.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Ti sta bene ma forse \u00e8 un po&#8217; troppo scollato tesoro<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span>.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Ma \u00e8 per tenerlo <i>in casa<\/i>, <i>M\u00e0. <\/i>E mi sta comodo<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span>.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Ah va bene, non avevo capito. Sei bellissima, amore di mamma<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span>.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span><i>P\u00e0, <\/i>ti posso raccontare una barzelletta?<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span>, chiedeva Giulio con frenesia.<br \/>\n<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00ab<\/span>Giulio per favore, <i>un&#8217;altra ancora <\/i>no<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\">\u00bb<\/span>.<\/p>\n<p>Quasi ogni giorno, dopo la scuola e prima ancora di pranzare, i due ragazzi correvano dal <i>provider <\/i>che gli mostrava quanto fosse piaciuta la loro roba e quante persone avessero raggiunto con la distribuzione. E col tempo avevano scoperto che produrre quelle dosi poteva avere un effetto ancora pi\u00f9 potente, magnifico, adrenalinico. Quasi superiore ai <i>trip <\/i>che avevano prima. Potevano provare esperienze diverse, perfino pi\u00f9 forti. Ma quelle sensazioni potevano essere altrettanto pesanti anche in negativo, quando capivano che la loro droga non aveva avuto il successo sperato. Il <i>provider <\/i>glielo rinfacciava senza mezzi termini e riferiva anche i commenti pi\u00f9 sprezzanti che aveva ricevuto dai tossici. E le loro critiche potevano essere veramente impietose. Cos\u00ec, per parecchi giorni, Giulio e Francesca non avevano pi\u00f9 passato i pomeriggi a ridere. Gli sguardi erano diventati pi\u00f9 cupi, le menti pi\u00f9 assuefatte e il silenzio aumentava sempre di pi\u00f9. Ce l&#8217;avevano messa tutta nel tentativo di risollevare la distribuzione, di affrontare le critiche e di metterle a tacere.<br \/>\nMa, alla fine, erano stati costretti a chiudere il loro<i> canale.<br \/>\n<\/i>Un pomeriggio, sempre nella cameretta di Giulio, delusi e feriti nell&#8217;orgoglio, i due avevano preso il computer a bastonate. Francesca non era riuscita a far cancellare tutti quei video di risposta, in cui la scimmiottavano perch\u00e9 era stonata e aveva le tette piccole. Giulio si era ritrovato la <i>gif <\/i>della sua faccia scarabocchiata, mutilata e con un pisello disegnato sulla guancia. Oppure ritagliata e aggiunta ad altri video di persone prese in giro, con le voci modificate e canzoni di scherno in sottofondo.<br \/>\nDopo, insieme, i due ragazzi avevano lanciato la <i>web-cam <\/i>fuori dalla finestra.<br \/>\nQuel giorno, prendendosi per mano, avevano giurato di uscire per sempre da quella roba.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Cos\u00ec da quel momento nessuno di loro aveva passato pi\u00f9 il pomeriggio alla vecchia maniera.<br \/>\nGiulio aveva ripreso il tennis e Francesca stava recuperando lo studio arretrato.<br \/>\nQuando andavano al bar insieme, parlavano d&#8217;altro. Avevano lo sguardo alzato.<br \/>\nConoscevano persone nuove.<br \/>\nE quando sedevano a tavola, chiedevano ai genitori com&#8217;erano andate le loro giornate.<\/p>\n<p>Poi un pomeriggio si trovarono al parco insieme a degli amici.<br \/>\nSedevano in cerchio, tutti quanti, a chiacchierare, quando alcuni di loro cominciarono a ridere.<br \/>\nEra una risata isterica e non si fermava mai.<br \/>\nAnche quando sembrava diminuire, all&#8217;improvviso tornava a rimbombare con violenza, trascinandoti in un tunnel senza via d&#8217;uscita.<br \/>\nE resistergli era impossibile.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34158\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34158\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La risata di Giulio era isterica e non si fermava mai. 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