{"id":34093,"date":"2018-02-24T18:32:14","date_gmt":"2018-02-24T17:32:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34093"},"modified":"2018-02-24T18:32:14","modified_gmt":"2018-02-24T17:32:14","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-il-pittore-di-girasoli-di-marco-floridia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34093","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Il pittore di girasoli&#8221; di Marco Floridia"},"content":{"rendered":"<p>Vincent si massaggiava la testa. Non era ancora abituato a passare la mano l\u00ec dove una volta c\u2019era l\u2019orecchio. Fra i capelli e la guancia continuava a cercare qualcosa che non c\u2019era pi\u00f9. Rimaneva un grosso grumo circolare attorno a un buco, come un cratere o una cava dai margini sollevati e irregolari. Doveva controllarsi, o avrebbe continuato a scavare anche quegli argini, fino a un fondo impossibile. E poi c\u2019erano tutti i rumori, che da allora erano diventati un po\u2019 diversi. Non riusciva pi\u00f9 a capire bene da dove provenivano i suoni, quando le cornacchie discutevano fra gli alberi, quando passava la banda dei soldati, o la lavandaia cantava alle fontane.<\/p>\n<p>Ogni tanto era andato ad affacciarsi sul ponte e aveva guardato gi\u00f9. Certo che ormai se n\u2019era andato chiss\u00e0 dove, se era vero che la donna lo aveva gettato nell\u2019acqua. La corrente probabilmente lo aveva portato in giro attraverso mezza Provenza, forse se l\u2019era mangiato qualche luccio in un solo boccone, o era servito da allegro banchetto per una compagnia di pescetti nervosi e festaioli.<\/p>\n<p>Ci pens\u00f2 su. Non aveva mai dipinto pesci. Campi, tanti. E poi contadini, chiese e cascinali, cieli stellati, gli interni della sua stanza, quelli dell\u2019ospedale. E fiori. Amava i fiori. Onde di fiori, oceani di fiori. Arles era piena di girasoli, e la casa sembrava fatta apposta per riempirla di quei gialli, non avrebbe smesso mai. Gli piaceva, gli dava pace, entusiasmo, forza. Quando quei fiori nascevano sulla tela il tempo era sconfitto, le sue crisi si allontanavano, il riposo finalmente trovava posto nella sua testa.<\/p>\n<p>Poi era arrivato quell\u2019altro pittore da Parigi, a trovarlo quasi di nascosto. Non era come Gauguin. Paul era difficile, impossibile da trattenere, da controllare, da fermare anche per un po\u2019, ma con lui ci si trovava. Litigavano, certo, ma sapeva che prima o poi si sarebbero ritrovati, era solo che tutti e due erano troppo inquieti per fermarsi con la testa o con i piedi da qualche parte. Paul scappava con i piedi e lui con la testa, in luoghi inesplorati e pericolosi, forse senza ritorno. No, quello che era arrivato da Parigi era un pittore quadrato e alla moda, con una casa ricca, una moglie moderna, e successo nelle mostre e nei salotti. Ed era venuto da lui a dirgli che gi\u00e0 aveva sopportato che Monet dipingesse i suoi girasoli nel 1881 ma che lui, Van Gogh, doveva smetterla. Era stato lui il primo, i girasoli erano suoi, che la smettesse di copiarlo. Fra l\u2019altro Vincent non solo non aveva originalit\u00e0, ma neanche tecnica, quei tratti grossolani e paralleli, sembrava ci passasse con l\u2019aratro sulla tela.<\/p>\n<p>Vincent lo aveva guardato. A malapena conosceva i suoi quadri, si sforz\u00f2 di ricordarli. Per lui dipingere era una sospensione, l\u2019unica armonia possibile, la sola materia che poteva chiudere quel buco fra il giorno e la notte, fra la nascita e la morte, che altrimenti sarebbe stato infinito.<\/p>\n<p>L\u2019altro dopo aver dato la sua lezione si era guardato intorno, aveva passato lo sguardo con sufficienza e forse anche un pizzico di piet\u00e0 sulle cose semplici di quella stanza che non poteva immaginare sarebbe stata famosa per sempre, e su quegli occhi azzurri di cui era impossibile vedere il fondo. Se n\u2019era andato senza aggiungere altro, non ne valeva la pena. Quello che aveva di fronte era un relitto senza futuro. Era ora di tornare al suo atelier, ai caff\u00e8 di Parigi. Era lui il pittore dei girasoli.<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34093\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34093\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vincent si massaggiava la testa. 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