{"id":34088,"date":"2018-02-24T18:26:17","date_gmt":"2018-02-24T17:26:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34088"},"modified":"2018-05-30T11:36:52","modified_gmt":"2018-05-30T10:36:52","slug":"premio-racconti-nella-rete-2018-dei-riporti-e-dei-riscatti-di-anna-pasquini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/?p=34088","title":{"rendered":"Premio Racconti nella Rete 2018 &#8220;Dei riporti e dei riscatti&#8221; di Anna Pasquini"},"content":{"rendered":"<p>Le amiche di Teresa, zitelle o come preferivano definirsi loro: <em>single per scelta<\/em>, rivendicavano da mesi che portassi ai nostri incontri <em>materiale umano maschile<\/em>, \u201cLavori in un grande e facoltoso studio di Architettura, possibile che non ci sia nessun giovane architetto single?\u201d. Odiavo quel genere di cose, ma all\u2019ennesima richiesta acconsentii e mi accordai con tre colleghi perch\u00e9 venissero a un aperitivo a casa delle gemelle amiche di Teresa. Le conoscevo da pochi mesi, cio\u00e8 da quando Teresa si era mollata col suo ex, pensando bene per\u00f2 di mantenere le sue amicizie femminili. Le poverette di volta in volta dovevano incontrare o lei o lui, mai entrambi assieme, <em>che assurdit\u00e0<\/em> pensavo io, un gran bel daffare cercare di conciliare tutte le uscite senza far torto a nessuno. Ma tant\u2019\u00e8, c\u2019ero finita anch\u2019io in quel gruppo di quasi estranei accomunati da Dio solo sa cosa, si finiva sempre a parlare di minchiate, o degli assenti. Scoprii presto che era meglio che mancasse qualcuno a rotazione, in modo da poter offrire a noialtri elementi di conversazione.<\/p>\n<p>I miei colleghi si presentarono puntuali all\u2019indirizzo che avevo loro fornito. Avevo caricato lo zaino con qualche bottiglia di liquori, perch\u00e9 avendo preso da poco un diploma di Bartender, avevo pensato che sarebbe stato simpatico passare il pomeriggio cos\u00ec, facendo assaggiare loro i mei cocktail e insegnandogli la loro esecuzione. Per\u00f2 le cose non andarono come le avevo immaginate io.<\/p>\n<p>A parte le padrone di casa, ci ritrovammo tutti davanti al cancello esterno al palazzo: Teresa, Carolina, Martina, Luisa e Nicole, i miei tre colleghi Giuliano, Matteo, Paolo e infine io. Feci le presentazioni e tutti insieme avanzammo verso l\u2019edificio. Uno strano silenzio ci avvolse.<\/p>\n<p>Davanti all\u2019ascensore i miei colleghi per galanteria presero le scale, noi ragazze invece entrammo in ascensore, stringendoci un po\u2019, saremmo scese all\u2019ultimo piano. Come si chiusero le porte Carolina mi guard\u00f2 con terrore: <em>\u201cMa chi diamine hai portato?\u201d,<\/em> perch\u00e9 era cos\u00ec allarmata? Non capivo. Ci ragionai su qualche istante. <em>I capelli di Giuliano!<\/em> Risolsi tra me e me.\u00a0 Di certo erano quelli che avevano contrariato l\u2019amica di Teresa; il loro colore biondo innaturale insieme all\u2019oltraggioso riporto costituivano una nota di stranezza che la povera Carolina non poteva tollerare. \u201cMa di che parli?\u201d cercai timidamente di tergiversare. \u201cMa ha un nido bruciato di passeri in testa! Ma chi ci hai portato?\u201d, tutte le altre iniziarono a ridere irrispettosamente. Si profilava un movimentato pomeriggio.<\/p>\n<p>A casa delle gemelle tutte le ragazze non furono troppo espansive coi miei colleghi, io tirai fuori le bottiglie e come prevedibile attirai la totale curiosit\u00e0, per\u00f2 quelle anzich\u00e9 radunarsi attorno al tavolo come pensavo, osservando e condividendo pareri su questo o quel drink, si sedettero ai divani infondo alla stanza e iniziarono a chiedermi le loro ordinazioni: \u201cPer me un Cuba Libre!\u201d, \u201cIo un Americano!\u201d \u201cA me un Long Island!\u201d, i <em>grazie<\/em> e i <em>per favore<\/em> erano rimasti tutti strozzati nelle loro gole, nessuno di loro li\u00a0 menzion\u00f2. I miei colleghi no, loro erano in piedi attorno al tavolo vicino a me, e osservando la scena credo provassero un pochino di tenerezza per questa ragazza che si era imbarcata da casa con una decina di bottiglie pesanti e si era messa letteralmente a lavorare. Il bello fu che molti drink non furono che appena assaggiati, e poi gettati come acqua sporca. Una gemella poi si alz\u00f2 e disse che voleva provare a farlo lei un cocktail, i metal pour, cio\u00e8 quegli affarini di metallo in capo a ogni bottiglia coi quali si dosavano i liquori tenendo la bottiglia sottosopra, dovevano averla incuriosita, inizi\u00f2 a versare a destra e manca, senza cura n\u00e9 creanza, ed io mi maledissi per aver avuto quell\u2019idea malsana dell\u2019<em>American Bar<\/em>. Non era tirchieria la mia, semplicemente non trovavo decente il loro modo di fare. Soprattutto riguardo a un\u2019altra cosa che avevo portato io\u2026i miei colleghi. Paolo se n\u2019era stato in disparte tutto il tempo, e s\u00ec che allo Studio aveva avuto molte avventure ed era giudicato <em>belloccio<\/em>. Matteo il pi\u00f9 estroverso tir\u00f2 fuori il suo brio innato e fu l\u2019unico a scambiare qualche parola con quel gruppo di arpie, risultando anche brillante, che poi lo era davvero. In particolare quando iniziammo a giocare a Trivial Pursuit, le stracci\u00f2 tutte, letteralmente, dimostrando che oltre ad essere un ragazzo socievole e educato era anche molto preparato.<\/p>\n<p>Invece il povero Giuliano, anche lui in disparte tutto il pomeriggio, fu preda, suo malgrado, di meschini attacchi alle spalle. Le infami infatti fingevano di scambiarsi scatti fra loro mentre in realt\u00e0 immortalavano la chioma bizzarra del mio collega, che per fortuna non si accorse di nulla. Quel modo di portare i capelli in verit\u00e0 era molto inusuale, ma io col tempo avevo finito per non notarlo pi\u00f9, e anche se avevo notato i loro strani <em>magheggi <\/em>e i loro sorrisini, avevo deciso di non dire o fare nulla per evitare di ferirlo. Dopo un paio d\u2019ore i miei colleghi dissero che sarebbero andati via. Io li lascia andare e rimasi con quelle serpi. Oggi me ne rammarico. Sarei dovuta andare via con loro, avremmo potuto raggiungere il Centro e fare due passi l\u00ec, andare a bere una birra, intrattenerci coi musicanti girovaghi di piazza Santa Maria in Trastevere. Invece sono rimasta l\u00ec. Seduta su quel divano a sentire la minchiate di quelle superficiali, maleducate irrispettose.<\/p>\n<p>Le arpie l\u2019indomani pubblicarono sui loro profili social le foto di Giuliano da varie angolazioni, deridendolo e offendendolo nei commenti sottostanti.<\/p>\n<p>Io ero convinta che al di l\u00e0 dell\u2019iniziale sorpresa di chi lo vedeva per la prima volta, in verit\u00e0 quel riporto era una sapiente impalcatura, studiata nei minimi dettagli, potente perch\u00e9 impenetrabile, ogni singolo capello era disposto in modo perfettamente simmetrico a tutti gli altri, una vera opera architettonica di cui quelle poverette non potevano nemmeno immaginare la ricercatezza. Sono passati molti anni da quell\u2019aperitivo a casa delle gemelle. Chiss\u00e0 cosa direbbero ora se sapessero che oggi Giuliano vive e lavora a Dubai, \u00e8 un architetto molto quotato spesso citato nelle riviste del settore, pare che abbia progettato due terzi della citt\u00e0 e nessuno si sogna di criticare la sua pettinatura che anzi gli da un tono eccentrico e originale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n<p id=\"pvc_stats_34088\" class=\"pvc_stats all  \" data-element-id=\"34088\" style=\"\"><i class=\"pvc-stats-icon medium\" aria-hidden=\"true\"><svg aria-hidden=\"true\" focusable=\"false\" data-prefix=\"far\" data-icon=\"chart-bar\" role=\"img\" xmlns=\"http:\/\/www.w3.org\/2000\/svg\" viewBox=\"0 0 512 512\" class=\"svg-inline--fa fa-chart-bar fa-w-16 fa-2x\"><path fill=\"currentColor\" d=\"M396.8 352h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V108.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v230.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm-192 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V140.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v198.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zm96 0h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8V204.8c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v134.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8zM496 400H48V80c0-8.84-7.16-16-16-16H16C7.16 64 0 71.16 0 80v336c0 17.67 14.33 32 32 32h464c8.84 0 16-7.16 16-16v-16c0-8.84-7.16-16-16-16zm-387.2-48h22.4c6.4 0 12.8-6.4 12.8-12.8v-70.4c0-6.4-6.4-12.8-12.8-12.8h-22.4c-6.4 0-12.8 6.4-12.8 12.8v70.4c0 6.4 6.4 12.8 12.8 12.8z\" class=\"\"><\/path><\/svg><\/i> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"Loading\" src=\"https:\/\/www.raccontinellarete.it\/301\/wp-content\/plugins\/page-views-count\/ajax-loader-2x.gif\" border=0 \/><\/p>\n<div class=\"pvc_clear\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le amiche di Teresa, zitelle o come preferivano definirsi loro: single per scelta, rivendicavano da mesi che portassi ai nostri incontri materiale umano maschile, \u201cLavori in un grande e facoltoso studio di Architettura, possibile che non ci sia nessun giovane architetto single?\u201d. 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